PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Due chiacchiere al bar
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Oetzi
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PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da Oetzi »

prendetevi 10min.
un bel video (sic, :cry: ) su come è stato costruito il bel comprensorio di Plan de Corones riportato dal blog di GOGNA , alpinista ed esperto di tematiche relative alla montagna.
Alessandro Gogna scrive: Il sottile messaggio è: di casino ne abbiamo fatto, abbiamo distrutto, lacerato, violentato, banalizzato… ma alla fine avete visto che risultato? Sono tutti felici! Le imprese hanno fatto un sacco di soldi, i lavoratori hanno lavorato per stagioni, la val Pusteria non è contaminata perché siete stati invitati ad andarci con un comodissimo treno. E soprattutto lo sciatore gode con orgasmo plurimo. Che volete di più?

Guardate questo filmato con attenzione:

la cosa buffa è che è un video promozionale.
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deeago
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da deeago »

bella segnalazione. Fa capire cosa c'è intorno al mondo del turismo invernale, il lavoro, l'indotto, le modifiche al paesaggio.

Ciascuno si fa la sua opinione così; la mia è che una stazione sciistica progettata bene è una bella attività economica per una valle.
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pollo
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da pollo »

argomento complesso e di non facile soluzione...
tuttavia una cosa è comunque evidente: la stragrande maggioranza dei "consumatori della neve", grazie alle piste facili e tirate a biliardo ed agli attrezzi moderni, non sa Sciare... meditate gente...
MaremmaExtreme
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da MaremmaExtreme »

Bello schifo...
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pollo
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da pollo »

il video è prodotto dalla LEITNER, uno dei costruttori leader di impianti di risalita, normale che enfatizzino la tecnologia, le risorse impiegate e il successo del cantiere, chiuso peraltro in cinque mesi. Non credo che l'azienda di promozione turistica del Plan De Corones promuova la propria stazione con questo video.
Sul fatto che questo sia il modo migliore per far vivere la montagna, tutto da discutere. Così, con l'accetta e senza pretesa di esaurire il tema, penso prima di fermare questo ennesimo intervento sul Plan, che alla fine è un panettone a quota relativamente bassa comunque già fortemente antropizzato, c'è ben di peggio da demolire, vedi funivie della Marmolada, delle Tofane, del Sass Pordoi...
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augusto losio
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da augusto losio »

bella gatta da pelare.
premetto che non scio, quindi per me tutte 'ste attrezzature sono solo fastidiose quando vado in montagna, dove tutto ho voglia di vedere tranne ulteriori orme della umana civiltà, o supposta tale.
io penso che il ritorno economico sia a breve termine e di cortissimo respiro, altro è valorizzare (ovvero conferire maggior valore a qualcosa che comunque un valore già ce l'ha) l'ambiente e le risorse di cui dispone con interventi di minore impatto e che nel contempo siano economicamente vantaggiosi.

pure io uso l'accetta e dico: qualunque cosa, intervento o costruzione che piglia la strada più breve è sempre e comunque la scelta sbagliata.
vale per l'ennesimo ipermercato, per l'ennesima autostrada, per l'enensima tav, per l'ennesimo comprensorio condominiale, per l'ennesima stazione sciistica.
io non voglio credere alla T.I.N.A. (There Is No Alternative), esiste sempre una scelta che non è immediata ma che porta a vantaggi sul medio o lungo periodo.

e poi, col rischio di pigliarmi qualche mazzata, tutta 'sta roba mi sa di un fighettume spaziale, roba di cui senti decantare il lunedì mattina sul treno dei pendolari ammassati, un po' alla commendator zampetti nei film dei vanzina "sole, whisky e sei in pole position..."
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Paso
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da Paso »

E' un argomento complesso che non mi sento di banalizzare analizzando solo il danno ambientale.
In montagna ormai si campa quasi solo di turismo, senza di quello probabilmente vedremmo molte piu' montagne abbandonate ... e passi la bellissima natura selvaggia, ma i sentieri dissestati e le baite diroccate non sono certo un bel vedere.
Sicuramente ci sarebbe da investire in un turismo piu' consapevole. Qualcosa in questa direzione si sta vedendo, ne è la prova l'esplosione del nostro sport. Sono fiducioso, ma i tempi non sono ancora maturi.
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deeago
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da deeago »

Paso ha scritto:E' un argomento complesso che non mi sento di banalizzare analizzando solo il danno ambientale.
In montagna ormai si campa quasi solo di turismo, senza di quello probabilmente vedremmo molte piu' montagne abbandonate ... e passi la bellissima natura selvaggia, ma i sentieri dissestati e le baite diroccate non sono certo un bel vedere.
Sicuramente ci sarebbe da investire in un turismo piu' consapevole. Qualcosa in questa direzione si sta vedendo, ne è la prova l'esplosione del nostro sport. Sono fiducioso, ma i tempi non sono ancora maturi.
San Paso!
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biglux
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da biglux »

Al di là delle considerazioni ambientalistico-ecologiste sono rimasto impressionato dall'ingegnosità umana: quella macchina che pela, ciuccia e trasforma gli alberi in stecchini giganti...la voglio :lol: ! Scherzi a parte concordo con deeago e Paso e la creazione di un comprensorio sciistico non lo vedo in chiave negativa ma piuttosto come un'opportunità per un territorio montano di non venire abbandonato ed essere valorizzato. Gli ecomostri sono altri...
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Oetzi
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Re: PLAN DE CORONES, mors tua vita mea

Messaggio da Oetzi »

ci sono alcuni fatti incontrovertibili:
1. E’ infatti ormai dimostrato come l’evoluzione del clima negli ultimi anni, anche non considerando fenomeni occasionali, vada sempre più verso inverni miti, con quote della neve sempre in aumento.
2. Il turismo invernale di questo tipo è in calo: 2,5 gg il tempo in cui si ferma mediamente un turista in trentino a.a. Risultato per le località montane: affollamento domenicale e deserto feriale
3. vallate e villaggi hanno visto spuntare seconde case come funghi che rimangono chiuse per gran parte del'anno, ma il territorio è stato eroso e consumato (fare un giretto per ponte di legno, p.e., tra aprile e novembre e vedete l'effetto che vi fà).
4. Più in generale, per quanto riguarda il mondo dello sci nel suo complesso, gli appassionati allo sci, almeno in Italia, non sono in aumento (dati Corriere di qualche gg fà). Nel campo agonistico, finite le grandi imprese degli atleti italiani di punta, lo sci trova sempre meno spazio sui mezzi di informazione. Gli sci – club hanno sempre meno iscritti. La pratica dello sci, anziché diventare sempre più popolare sta ritornando, anche per problemi economici, ad essere privilegio di pochi. sono in aumento invece i ciaspolatori, indicatore di voglia di un turismo diverso n montagna d'inverno
5. i comprensori sciistici in trentino sono tutti in perdita, tranne un paio. ma fin che ghe xè schei...
6. questo video non è ne più nè meno che una involontaria autodenuncia, un errore clamoroso di comunicazione: in giorni in cui il dissesto del territorio italiano è oramai una vergognosa e drammatica realtà guardo questo video con paura e rabbia.
7. “… la vacanza sulla neve risulta ogni anno più costosa per le famiglie, in contrasto con i prezzi sempre più concorrenziali delle vacanze invernali nei mari tropicali…”
“… appare improbabile che la pratica degli sport invernali si possa espandere ulteriormente…la popolazione dei paesi occidentali invecchia e i giovani sembrano sempre meno interessati allo sci tradizionale…”
“…gli anziani chiederanno alberghi confortevoli ed alle piste di sci preferiranno attività ricreative, passeggiate sulla neve, ristoranti, terme…”.
(Enrico Camanni, articolo apparso su "Rivista della Montagna" n°264 del marzo 2003)

con queste pemesse, la monocultura dello sci lascerà quelle valli ed i suoi abitanti con un pugno di mosche
Chiudo citando ancora Enrico Camanni e l'articolo che avevo prima segnalato:
“La neve, prima di diventare un “prodotto” per lo sci, era l’anima dell’ambiente alpino invernale. La neve apparteneva al paesaggio con cui i montanari erano abituati a convivere dalla culla alla tomba, e la neve simboleggiava il paesaggio da cui i cittadini traevano ispirazione, poesia ed emozioni. Mangiando la neve il turismo ha mangiato se stesso”.
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