La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Moderatore: leosorry
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Filo, veramente complimenti per quello che hai detto, con grande umiltà...forse anche troppa se sei chi penso...Mica per caso eri all'AW ieri...anzi l'altro ieri? (Se non c'ho preso scusa, ma sono ancora giovane del forum...)
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
eh mi sa che c'era!!! ha pure vinto parimerito con NICOLA BASSI
GRANDE FILO gran signore!!!e complimenti per la prestazione.....ciao a tucc e viva la nazionale!!
GRANDE FILO gran signore!!!e complimenti per la prestazione.....ciao a tucc e viva la nazionale!!
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Ero quasi sicuro che fosse lui, grandissimo!
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Nonostante qualcuno dice che la nostra Nazionale non puó competere con con le altre Nazioni IO saró presente ad Annecy con il nostro tricolore per tifare ITALIA.
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Purtroppo, e dico purtroppo, per considero Filo un gran amico, mi trovo costretto e tirargli le orecchie!Filo ha scritto: Anche perchè siamo sinceri in Italia non c'è nessuno che possa competere ad armi pari con chi ci sarà ai mondiali ques'anno. Noi siamo su un altro pianeta, ma sapete qual'è il punto? E' che a me piace molto di più il nostro pianeta di perdenti che lavorano e si fanno il culo, di quello dei professionisti che poi magari finiscono rovinati dai farmaci per una garetta.
Quindi viva la Nazionale sfigata di Ultra Trail!!
Che in Italia attualmente il livello tecnico nel trail, soprattutto in lunghe distanze, sia ancora inferiore a quello presente in altre nazioni nessuno lo può negare. Ma il mio dissenso arriva quando inizia a parlare dei professionisti. Io ritengo che l'essere professionista non è una colpa, ma è frutto di un mix di due fattori principali:
1) La presenza di un "motore" non comune donato da madre natura (in poche parole: io potrei vivere 24h su 24h a fianco di Marco Degasperi ma non raggiungerei mai i suoi livelli)
2) In questo sport anche la scelta di vivere sicuramente, tranne pochissime eccezioni a livello mondiale, una vita modesta perché lo sappiamo tutti il quantitativo ridotto di denaro che circola in questo ambiente. Certo, far la vita del professionista nel calcio è una scelta più facile
Per quanto riguarda l'insinuazione di presenza di sostanze illegali nell'ambiante professionistico (mi sembra di aver capito così), a parte la tristezza dell'affermazione, voglio ricordare che il dopping è presente, ed in modo elevato, anche nell'ambiente dilettantistico, purtroppo!
Infine concludo dicendo che partire per la battaglia già sulla difensiva con il discorso professionisti/non professionisti (anche perché mi sembra che nella nostra Nazionale almeno un atleta, tra uomini e donne, che fa la vita da professionista c'è) è un po' riduttivo. Fronte alta, mani sulle ginocchia a spingere in salita e, come dice Maurizio Torri, giù a bomba in discesa ed il risultato verrà fuori.
Per quanto riguarda Te, Filo, se non andrai bene è solo perchè non sei venuto a fare sci-alpinismo con me quest'inverno! Ben ti stà
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
spunti interessanti.Enzo71 ha scritto:...Filo ha scritto: Anche perchè siamo sinceri in Italia non c'è nessuno che possa competere ad armi pari...
1) La presenza di un "motore" non comune ...
2) ... Fronte alta, mani sulle ginocchia a spingere in salita e, come dice Maurizio Torri, giù a bomba in discesa ed il risultato verrà fuori...
parliamo spesso di "dilettantismo" quando ci riferiamo al trail in Italia. ma in effetti usiamo quel termine in senso piuttosto lato.
perché il problema non sta nell'essere o meno pagati, ma più che altro nella metodologia e nell'approccio.
anche i nostri cari (e amici) atleti ultra top, prediligono spesso (e forse anche giustamente!) altri aspetti alla dedizione totale a questo sport.
Lo stesso Ivan Geronazzo, che è un "mulo", uno che si è messo testa bassa a darci dentro, intervistato da Soresi ha ammesso di anteporre il lavoro ai risultati sportivi, ma anche di non voler rinunciare alle serate allegre con gli amici.
Non ne faccio una questione moralistica, non sono certo la persona giusta, ma obiettivamente nel nostro ambiente non ci sono quella disciplina e quella "scientificità (altro termine un po' improprio) che caratterizzano gli ambienti sportivi (anche dilettantistici) di altri sport.
perché?
troppa poca competizione, nel senso che siamo ancora così pochi che tutto sommato non è poi così difficile emergere, va bene anche allenarsi alla c. di cane.
ma anche, è un chiodo fisso ormai,
sono considerazioni messe giù un po' alla buona però ritengo che anche se magari non sono riuscito a mettere a fuoco bene il problema per lo meno, assieme a quanto scritto da enzo71, possano contribuire ad affrontare un po' più globalmente il problema.
e almeno questa volta non do la colpa alla Iuta
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Il mio è, molto più semplicemente, un discorso sui valori che lo sport può trasmettere. So che è difficile farlo quando si parla di Mondiali, Nazionale, etc. Forse le abitudini calcistiche sono troppo radicate.
Ma sinceramente da innamorato della disciplina ammiro e stimo molto di più Ivan o gli altri componenti della squadra Italiana che lo Spehler o il Thevenar o il vincitore di turno. Ripeto questa è una mia opinione personale.
Il nostro è uno sport di fatica (tanta) e per fortuna trasmette ancora molti valori che non sono strettamemente legati ad una prestazione. Secondo me sono questi valori che fanno una buona squadra, non i risultati.
Per il resto rimango molto realista....anche se Enzo ha ragione! Non ho fatto scialpinismo con lui perchè sono scarso anche lì!
Ma sinceramente da innamorato della disciplina ammiro e stimo molto di più Ivan o gli altri componenti della squadra Italiana che lo Spehler o il Thevenar o il vincitore di turno. Ripeto questa è una mia opinione personale.
Il nostro è uno sport di fatica (tanta) e per fortuna trasmette ancora molti valori che non sono strettamemente legati ad una prestazione. Secondo me sono questi valori che fanno una buona squadra, non i risultati.
Per il resto rimango molto realista....anche se Enzo ha ragione! Non ho fatto scialpinismo con lui perchè sono scarso anche lì!
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
Sulla fatica e sull'importanza dei valori hai pienamente ragione ma il "essere professionista" non esclude da non far fatica e dall'avere valori.Filo ha scritto:
Il nostro è uno sport di fatica (tanta) e per fortuna trasmette ancora molti valori che non sono strettamemente legati ad una prestazione. Secondo me sono questi valori che fanno una buona squadra, non i risultati.
Per il resto rimango molto realista....anche se Enzo ha ragione! Non ho fatto scialpinismo con lui perchè sono scarso anche lì!
Per quanto riguarda la fatica penso che i Top la facciano come tutti gli altri se non molto di più. Per quanto riguarda i valori , io personalmente ho avuto l'occasione di conoscere atleti di livello con valori da vendere e vedere tapascioni che, ben galleggiando nella seconda metà di classifica, levavano le balises per far perdere la strada agli inseguitori.
Sul discorso che sei scarso nello ski-alp, non ti preoccupare, cercheremo di valutarlo nel prossimo inverno!!
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
La differenza più grande è la disponibilità di tempo, non solo per allenarsi, ma soprattutto per recuperare, riposarsi e provare i percorsi di gara.
Re: La Nazionale italiana ai mondiali di Annecy
LA DIFFERENZA DI VEDUTE CHE C'E' NELLA VICINA FRANCIA RIGUARDO LA NAZIONALE.....
Pendant près d’une semaine l’équipe de France de Trail 2015 s’est retrouvée du 18 au 24 avril 2015 à Sevrier, sur les hauteur du Lac d’Annecy dans un cadre majestueux et sous un soleil printanier propice à profiter pleinement de la région.
Pendant près d’une semaine l’équipe de France de Trail 2015 s’est retrouvée du 18 au 24 avril 2015 à Sevrier, sur les hauteur du Lac d’Annecy dans un cadre majestueux et sous un soleil printanier propice à profiter pleinement de la région.