Il libro è scritto da un amico per ricordare un amico (scusate la ripetizione) podista venuto a mancare lo scorso 25 aprile a 100m dal traguardo della mezza maratona di Rieti. Il ricavato andrà alla moglie e alla figlia (2 anni) di Paolo.
Il libro può essere aquistato dal sito
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=557240 oppure nelle librerie Feltrinelli.
Trovate tutte le informazioni sul
SITO, ma se avete bisogno di altre informazioni contattatemi pure!
P.S.: l'uomo in copertina è proprio orzowei!
Vista la finalità benefica (oltre al fatto che il libro è veramente divertente), divulgatelo il più possibile (sarebbe un ottimo regalo per Natale)!
Alcuni estratti.
Questo libro per primo pone le basi di una nuova filosofia dell’atletica che giustifica un inappuntabile ritiro in ultramaratona dopo i primi 500 metri!
(IVAN CUDIN – Nazionale italiano di Ultramaratona, Campione Europeo e terzo al Campionato mondiale 2010 di 24 h di corsa (263,841 km), vincitore della Spartathlon 2010 (246 km).
Dizionario, per cercare significati. Nulla.
Ragionato, per cercare logica e pensieri. Nulla.
Non ti resta che correre.
(MARCO CRESPI – Allenatore dell’A.S. Junior Pallacanestro Casale – Legaduebasket)
Non sono un tecnico della corsa, che pure pratico regolarmente per tenermi in forma, ma credo che il contenuto dell’opera sia sconclusionato, e privo di qualunque base scientifica.
(FABIO TRICARICO - ex calciatore di Torino, Sampdoria ed Empoli).
Leggere questo libro ti rallenta di oltre tre secondi al chilometro!
(CECILIA RICALI – Atleta Nazionale di Eptathlon Prove multiple, Campionessa Italiana cat. Promesse di salto in lungo e Campionessa Italiana Assoluta 2009 di Eptathlon e 2010 di Pentathlon).
Leggo questo libro o vado a correre 30km? beh se proprio devo soffrire meglio che sia per una vescica o una scarpa troppo stretta…
(ROBERTO GIORDANO – Vincitore nel 2000 del Premio Walter Chiari - Il Sarchiapone, per comici emergenti a livello nazionale, Testimonial UNICEF per lo sport, Ideatore e conduttore della trasmissione Correndo per il mondo, su Rete4, autore di esilaranti resoconti di corse sulla rivista “Correre”. Maratoneta).
Mai lette tante inesattezze, strafalcioni ed errori tecnici in un unico libro.
(MATTEO GHEZZI – Ultratrailer, vincitore del Grand Trail Valdigne 2009, e moderatore di RunningForum.it)
Dal punto di vista medico-scientifico, il Dizionario della corsa non contiene alcuna informazione valida. Nel migliore dei casi, gli argomenti affrontati risultano inutili, anche per un runner alle prime armi.
(DR. ADRIANO FIGAROLO – Medico sportivo e Medico sociale dell’A.S. Junior Pallacanestro Casale – Legaduebasket)
L’autore
Mario Setragno, quarantaseienne, è un runner per passione. Nel 2010 ha “corso” (dice lui) due Maratone e svariate Mezze.
Ha praticato molti sport, senza alcun risultato. A dir la verità, qualche risultato c’è stato.
Pessimo.
Molti suoi ex allenatori, nelle discipline che ha praticato, quando lo incontrano fanno finta di non conoscerlo.
Riavvicinatosi alla corsa in età avanzata, se n’è irrimediabilmente appassionato, nonostante il suo peso, i limiti fisici e la fragilità articolare.
Non lascerà nessuna traccia neppure in questo sport, naturalmente, ad eccezione di questo Dizionario, che la critica e gli addetti ai lavori hanno unanimemente bollato come “un’accozzaglia di idee strampalate, strafalcioni tecnici e teorie prive di qualsiasi fondamento”.
Tuttavia l’opera è diventato un testo di riferimento in RunningForum.it, i cui oltre 2.500 iscritti hanno apprezzato l’ironia e la capacità dell’autore di cogliere gli aspetti comici del mondo del podismo italiano, dei suoi miti, del suo gergo, dei suoi tic.
Il tapascione ed il runner evoluto avranno quindi modo di sorridere e riconoscersi spesso nelle varie voci che compongono il Dizionario, da quelle “rigorosamente tecniche” come il Fartlek, gli Integratori, il Cardiofrequenzimetro od il GPS, a quelle più folcloristiche come il Pacco gara, il Pasta Party od il Sesso.
In ogni caso corre l’obbligo di avvisare il lettore/runner che, come attestato da un professionista del settore, “leggere questo libro vi rallenterà di almeno tre secondi al chilometro, od addirittura 15, se lo leggerete correndo!”, ed il lettore/non runner che questo libro fa venire una tremenda voglia di mettere le scarpette ed uscire a correre!
- LETTERA A -
Abbigliamento tecnico
Prima che l’aspirante podista capisca che, forse, la corsa non fa per lui, ha già speso 600-700 Euro in abbigliamento tecnico. Passino le scarpe dai nomi altisonanti (domination, creation, evolution, pollution ecc., v. sezione “scarpe”), passino le canottiere ultratecniche in materiali improbabili, passino persino i GPS con cardiofrequenzimetro e misuratore del colesterolo, ma lo “svolazzino”no, per favore… Il pantaloncino sgambato (svolazzino, appunto), è orribile anche se indossato da Carl Lewis o Usain Bolt, figuriamoci da ragionieri ultracentenari (in chili).
In rari casi, poi, la ricerca della prestazione ha portato casalinghe cinquantenni ad indossare in gara attillatissimi body integrali, ma la squalifica per oltraggio al pudore è arrivata immediatamente, severa ma doverosa.
Alimentazione
L’alimentazione costituisce un argomento particolarmente delicato per un aspirante runner il quale, attingendo qua e là informazioni spezzettate e spesso fra loro contrastanti, costruisce improbabili diete e falsi miti.
Mixando abilmente Runner’s World e Donna Moderna, Albanesi e L’Arte della guerra, Correre ed il Cucchiaio d’argento, l’apprendista alterna periodi di drastica astinenza dai carboidrati (-21 kg in 14 giorni) ad abbuffate pantagrueliche (+ 27 kg in nove giorni), queste ultime giustificate dalla necessità di “metter su massa”.
A Modena un runner, nutrendosi di soli semi di girasole, è passato in due mesi da 97 Kg a 48 ma, in qualità di pacemaker in una maratona, è volato via attaccato ai palloncini…
Allenamento
E’ la base delle prestazioni agonistiche del corridore, a qualunque livello.
L’aspirante runner si affaccia al mondo delle tecniche di allenamento con la curiosità e la coerenza di un gattino davanti ad una palla magica. Alterna senza criterio tecniche paramilitari, riti maori, pratiche proibite, scampagnate ed aperitivi, con l’unico risultato di passare, in soli tre mesi, da 6’20’’ a 6’16’’ al km, evidenziando però una gamma di complicazioni orto-tendineo-muscolari da far invidia al Reparto di Traumatologia dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.
Spesso l’amatore è fuorviato dai pessimi consigli di amici e conoscenti i quali, pur non avendo praticato alcuno sport in vita loro, intervengono nella routine d’allenamento suggerendo pratiche autolesioniste quali i balzi con la ruota di un trattore legata in vita o i brevi scatti in salita (30%), a gennaio, a freddo (-9°) (V. anche sezione Fisioterapia)
- LETTERA B -
Bandelletta
Pochi sanno esattamente se esista, cosa sia e a cosa serva, nel complicato e delicatissimo meccanismo del ginocchio. Tanti runners, peraltro, massacratisi durante gli allenamenti (v. sezione Allenamento), trovano conveniente ed un po’ snob lamentare “l’infiammazione della bandelletta ileo-tibiale”.
C’è chi, senza più cartilagini, menischi, i crociati ridotti in pappa e conseguente artrosi deformante, ha serenamente affermato di temere per la bandelletta…
Boxer
Il peggior nemico dell’uomo-runner. Sia inteso come cane che come capo di biancheria intima, rappresenta una seria minaccia. Il primo insegue il podista, tentando di morderlo od anche, forse, soltanto per gioco. Il secondo non garantisce “l’ordine costituito”. Si è fortunati, in entrambi i casi, se non si è troppo lontani da casa…