Ritiri
Moderatore: leosorry
Re: Ritiri
non me ne abbiate, ma per quello che conta la mia idea io voto Antonio
Re: Ritiri
Il problema è' esser responsabili e tenere alla pellaccia, prima di tutto.
Se hai un problema muscolare a correrci sopra rischi di passare d a una contrattura a uno strappo, quindi hai fatto bene a fermarti, farei anch'io così.
Ma se durante una gara mi si riacutizza la sciatica con cui convivo da anni, se la zittisco per un po' so che può esser solo benefico (e infatti ho cercato di esser chiara "per dolori che conosciamo e che sappiamo non esser cose serie)
Se hai un problema muscolare a correrci sopra rischi di passare d a una contrattura a uno strappo, quindi hai fatto bene a fermarti, farei anch'io così.
Ma se durante una gara mi si riacutizza la sciatica con cui convivo da anni, se la zittisco per un po' so che può esser solo benefico (e infatti ho cercato di esser chiara "per dolori che conosciamo e che sappiamo non esser cose serie)
Re: Ritiri
A me piace andar per monti e far gare mi diverte per tirarmi un pò il collo fino a che riuscirò a farlo.
Se per fare una gara devo prendere medicine allora preferisco farmi un giro per conto mio, magari in 2 o 3 giorni e far star bene il mio fisico.
Poi ripeto che ognuno fa come vuole, lo so anche io che non sia doping e nessuno subirà mai squalifiche, però so anche che con sto discorso in diversi mettono gli antinfiammatori nel loro materiale obbligatorio.
Poco tempo fa c'era stata la foto della raccolta rifiuti nei primi 10 o 20 Km della Lut con una decine di bustine di Oki, immagino che non tutti le abbiano buttate a terra, ma rende l'idea di quello che dico
Se per fare una gara devo prendere medicine allora preferisco farmi un giro per conto mio, magari in 2 o 3 giorni e far star bene il mio fisico.
Poi ripeto che ognuno fa come vuole, lo so anche io che non sia doping e nessuno subirà mai squalifiche, però so anche che con sto discorso in diversi mettono gli antinfiammatori nel loro materiale obbligatorio.
Poco tempo fa c'era stata la foto della raccolta rifiuti nei primi 10 o 20 Km della Lut con una decine di bustine di Oki, immagino che non tutti le abbiano buttate a terra, ma rende l'idea di quello che dico
- Alessandrots
- Messaggi: 1278
- Iscritto il: 24/08/2013, 21:42
- Località: Trieste ascendente Liverpool
Re: Ritiri
otorongo ha scritto:Beh, anche secondo me un "pochino" di differenza ci sta....
Certo, sarebbe meglio non coprire i fastidi con degli antidolorifici. Questo anche per evitare di pagarne poi le conseguenze.
Ma il doping e`una altra cosa.
Sottoscrivo. Il doping è truffa, gli antinfiammatori solo imbecillità. Due cose molto diverse.
Tornando in tema...non ho fatto ricerche sull'aumento o meno dei ritiri, bisognerebbe considerare anche l'aumento delle partecipazioni e vedere l'andamento delle percentuali
- Dariogrizzly_1981
- Messaggi: 879
- Iscritto il: 28/05/2014, 6:54
- Località: TORINO (TO) - GENOVA (GE)
Re: Ritiri
Ciao Alessandrots,Alessandrots ha scritto:otorongo ha scritto:Beh, anche secondo me un "pochino" di differenza ci sta....
Certo, sarebbe meglio non coprire i fastidi con degli antidolorifici. Questo anche per evitare di pagarne poi le conseguenze.
Ma il doping e`una altra cosa.
Sottoscrivo. Il doping è truffa, gli antinfiammatori solo imbecillità. Due cose molto diverse.
Tornando in tema...non ho fatto ricerche sull'aumento o meno dei ritiri, bisognerebbe considerare anche l'aumento delle partecipazioni e vedere l'andamento delle percentuali
cosa intendi "gli antinfiammatori solo imbecillità" ?
Grazie.
Dario
- slowrunner
- Messaggi: 406
- Iscritto il: 06/09/2010, 10:58
Re: Ritiri
Per quanto riguarda i ritiri, che mi pare sia il tema di questa discussione, finché si parla di "impressioni" personali non c'è molto da dire. Se qualcuno ha voglia di fare una bella statistica con un campione significativo delle gare degli ultimi 20 anni allora potremo discuterne e ognuno potrà dire la sua su cause più o meno presunte.
per quanto riguarda il resto, se n'è parlato già a lungo in passato (ahimè sono vecchio del forum), ribadisco il mio pensiero: non scandalizziamoci se qualche atleta (in qualsiasi disciplina) viene pizzicato dall'antidoping quando c'è che si imbottisce di antidolorifici (e non solo) pur di portare a termine una gara. Bisognerebbe essere un po' meno ipocriti...
per quanto riguarda il resto, se n'è parlato già a lungo in passato (ahimè sono vecchio del forum), ribadisco il mio pensiero: non scandalizziamoci se qualche atleta (in qualsiasi disciplina) viene pizzicato dall'antidoping quando c'è che si imbottisce di antidolorifici (e non solo) pur di portare a termine una gara. Bisognerebbe essere un po' meno ipocriti...
- Alessandrots
- Messaggi: 1278
- Iscritto il: 24/08/2013, 21:42
- Località: Trieste ascendente Liverpool
Re: Ritiri
Dariogrizzly_1981 ha scritto: Ciao Alessandrots,
cosa intendi "gli antinfiammatori solo imbecillità" ?
Grazie.
Dario
Che rischiare l'insufficienza renale, potenzialmente fatale, è da idioti. Soprattutto l'ibuprofene ha un effetto "colloidale" nei reni, dove finiscono le grosse molecole proteiche conseguenza della rabdomiolisi. Tante persone usano regolarmente Aulin, Oki, Moment, senza mai avere problemi, ma dopo 70, 80 o più km il fisico non reagisce allo stesso modo! Oltre al rischio più grave di cui sopra, ci potrebbero anche essere altre conseguenze comunque fastidiose...problemi di stomaco, diarrea, stato confusionale o anche semplicemente la totale inefficacia. Cosa c'era di poco chiaro? E' un argomento trattato e stratrattato qui sul Forum...
I casi sono due: o stai già male e allora faresti meglio a stare a casa, o non sei preparato al fatto che dopo tot km le gambe cominceranno necessariamente a farti male...in questo ultimo caso o impari a convivere col dolore o sarebbe meglio cambiare sport.
A me è successo: infortunio 20 gg prima della GARA dell'anno...incazzatura, bestemmie, umore nero per giorni...e sono rimasto a casa. L'anno dopo uguale, perchè il recupero dall'infortunio è durato tanto e non ho fatto in tempo a prepararmi...amen, la farò quest'anno se tutto va bene.. c'è sempre un'altra occasione.
Re: Ritiri
Certamente una statistica completa aiuterebbe a ragionare su questo tema.
Altrettanto certo è che in troppi e non sempre preparati a dovere ci buttiamo sulle ultra per i motivi "d'immagine" già detti da altri. D'altronde oggi sembra normale dire "faccio la corta", riferendosi a una gara di 60 o 70 km... Va bene che l'asticella in questi anni si è alzata, però forse ora si esagera.
Poi ci sono quelli che scoprono di avere paura della notte, oppure delle montagne troppo montagne. Oppure quelli che non sanno valutare i cancelli orari in relazione al percorso, come se ogni gara fosse uguale per scorrevolezza: alla LUT e alla Suedtyrol UR non credo si vada alla stessa velocità.
E ancora, sempre più spesso senti gente che parte già con l'idea di fare solo una parte del percorso, considerando quella gara come un lungo assistito in previsione di un evento successivo.
Se infine aggiungiamo certe genialate di organizzatori, come accaduto alla BUT dove fermavano di forza la gente che arrivava al cancello dei 50 km con un'ora di anticipo perché avevano sbagliato a calcolare il successivo, il numero dei DNF diventa ancora più alto.
E' vero che rispetto a 4/5 anni fa siamo diventati tutti più bravi e più forti. Però forse non è cresciuta in proporzione la coscienza delle reali capacità di ognuno.
Altrettanto certo è che in troppi e non sempre preparati a dovere ci buttiamo sulle ultra per i motivi "d'immagine" già detti da altri. D'altronde oggi sembra normale dire "faccio la corta", riferendosi a una gara di 60 o 70 km... Va bene che l'asticella in questi anni si è alzata, però forse ora si esagera.
Poi ci sono quelli che scoprono di avere paura della notte, oppure delle montagne troppo montagne. Oppure quelli che non sanno valutare i cancelli orari in relazione al percorso, come se ogni gara fosse uguale per scorrevolezza: alla LUT e alla Suedtyrol UR non credo si vada alla stessa velocità.
E ancora, sempre più spesso senti gente che parte già con l'idea di fare solo una parte del percorso, considerando quella gara come un lungo assistito in previsione di un evento successivo.
Se infine aggiungiamo certe genialate di organizzatori, come accaduto alla BUT dove fermavano di forza la gente che arrivava al cancello dei 50 km con un'ora di anticipo perché avevano sbagliato a calcolare il successivo, il numero dei DNF diventa ancora più alto.
E' vero che rispetto a 4/5 anni fa siamo diventati tutti più bravi e più forti. Però forse non è cresciuta in proporzione la coscienza delle reali capacità di ognuno.
Re: Ritiri
Io sento molto questo tema, tant'è che, ormai più di due settimane fa, gli ho dedicato l'editoriale di Spirito Trail di Agosto, in stampa in questi giorni.
Al di là dei numeri e delle "prove provate", che pure sarebbero utilissime, la sensazione secondo me è che:
1. Ci sia sempre più attenzione alla performance da parte degli atleti top, che se proprio non sono in giornata semplicemente si ritirano, pensando alla gara successiva, che nella stragrande maggioranza dei casi sarà di lì a pochissimo.
2. Passano gli anni e ci sentiamo, magicamente, tutti più esperti, anche se magari il nostro fisico non si è adattato di pari passo alla nostra testa o, quantomeno, alla percezione che abbiamo di essa. Se tre anni fa arrivavo bene al Cervino X-Trail, diamine, quest'anno potrò ben andare alla LUT, no? Uno dei sillogismi più inconsistenti di sempre, eppure sempre più frequente.
3. In funzione dei punti sopra, e anche un po' nascondendoci dietro al dito della salvaguardia della salute, stiamo perdendo per strada la cultura del finisher: c'è sempre un altro giorno, la prossima volta andrà meglio, mica posso trascinarmi all'arrivo.
Personalmente, trovo che ci siano due soli motivi che giustifichino un ritiro senza se e senza ma: ci si è fatti (o ci si sta facendo) male, per cui continuare a tutti costi vorrebbe dire infortunarsi in maniera permanente oppure le condizioni meteo sono talmente preoccupanti, in relazione alla nostra condizione (preparazione, equipaggiamento, livello di stanchezza ecc.), da farci temere per la nostra incolumità.
Se, tutto sommato, non stiamo poi così male, non ci siamo fatti nulla di grave, il meteo è tollerabile e dobbiamo "solo" (virgolette d'obbligo) mandare giù il rospo che ci siamo fumati l'occasione di fare bene alla gara a cui tenevamo tanto... beh, io rimango dell'idea che si debba accettare questa sconfitta, tirare un bel respiro e vedere di far spuntare qualche fiore dal fango in cui ci siamo ritrovati. A volte capita di riuscirci, altre no, ma se penso al trail mi piace immaginarmelo come quella disciplina in cui, nella difficoltà, di scende di qualche marcia e si finisce comunque il viaggio insieme a qualche socio incontrato lungo il cammino, magari messo male pure lui.
Uno dei più begli incontri di trail di sempre, quello con Mario Casella (col quale ci scriviamo ancora oggi), avvenne proprio così: mi si prese in spalla durante la mia Royal horribilis e facemmo un lungo tratto di strada di insieme. Ancora oggi, uno dei migliori ricordi di sempre.
Al di là dei numeri e delle "prove provate", che pure sarebbero utilissime, la sensazione secondo me è che:
1. Ci sia sempre più attenzione alla performance da parte degli atleti top, che se proprio non sono in giornata semplicemente si ritirano, pensando alla gara successiva, che nella stragrande maggioranza dei casi sarà di lì a pochissimo.
2. Passano gli anni e ci sentiamo, magicamente, tutti più esperti, anche se magari il nostro fisico non si è adattato di pari passo alla nostra testa o, quantomeno, alla percezione che abbiamo di essa. Se tre anni fa arrivavo bene al Cervino X-Trail, diamine, quest'anno potrò ben andare alla LUT, no? Uno dei sillogismi più inconsistenti di sempre, eppure sempre più frequente.
3. In funzione dei punti sopra, e anche un po' nascondendoci dietro al dito della salvaguardia della salute, stiamo perdendo per strada la cultura del finisher: c'è sempre un altro giorno, la prossima volta andrà meglio, mica posso trascinarmi all'arrivo.
Personalmente, trovo che ci siano due soli motivi che giustifichino un ritiro senza se e senza ma: ci si è fatti (o ci si sta facendo) male, per cui continuare a tutti costi vorrebbe dire infortunarsi in maniera permanente oppure le condizioni meteo sono talmente preoccupanti, in relazione alla nostra condizione (preparazione, equipaggiamento, livello di stanchezza ecc.), da farci temere per la nostra incolumità.
Se, tutto sommato, non stiamo poi così male, non ci siamo fatti nulla di grave, il meteo è tollerabile e dobbiamo "solo" (virgolette d'obbligo) mandare giù il rospo che ci siamo fumati l'occasione di fare bene alla gara a cui tenevamo tanto... beh, io rimango dell'idea che si debba accettare questa sconfitta, tirare un bel respiro e vedere di far spuntare qualche fiore dal fango in cui ci siamo ritrovati. A volte capita di riuscirci, altre no, ma se penso al trail mi piace immaginarmelo come quella disciplina in cui, nella difficoltà, di scende di qualche marcia e si finisce comunque il viaggio insieme a qualche socio incontrato lungo il cammino, magari messo male pure lui.
Uno dei più begli incontri di trail di sempre, quello con Mario Casella (col quale ci scriviamo ancora oggi), avvenne proprio così: mi si prese in spalla durante la mia Royal horribilis e facemmo un lungo tratto di strada di insieme. Ancora oggi, uno dei migliori ricordi di sempre.