Eccomi. Avevo letto sta mattina ma sono stato a fare l'annuale tagliando di controllo (anche detto certificato medico sportivo). Abile e arruolato!

Anzi, il medico (anche cardiologo) dal quale vado da 10+anni mi ha fatto anche i complimenti

, e abbiamo fatto pure una lunga chiacchierata sul HRV (Heart Rate Variability) e il suo utilizzo nella programmazione del allenamento.
Tornando al soggetto, prima di tutto non dimentichiamo che il volume di corsa serve non solo per creare un stato di Optimised Fat Metabolism ma serve anche a sviluppare la densità del mitochondria, aspetto assolutamente fondamentale nel produrre energia e forza. Quindi il volume è importante anche a prescindere dalla creazione di OFM. Questo non significa che dobbiamo ammazzarci di volume!!!!!!
Nella ricerca questo paragrafo parla dei metodi per creare l'OFM:-
"Our findings suggest that the capacity to oxidise fat at high exercise intensities is a supremely advantageous adaptation for endurance athletes. If the capacity for fat oxidation is important for athletes exercising at high intensities, and if it appeared to separate RT from WT runners, the logical progression would be to question how this quality might be enhanced. While beyond the scope of the present investigation, various forms of training intensity and duration, as well as substrate manipulation, should be examined as potential contributors."
Quindi dicono che seguendo i risultati di questo studio è logico chiedersi come meglio ottenere questa capacità di avere e utilizzare un consumo più alto di lipidi. Suggeriscono "training intensity e duration" e "substrate manipulation" come elementi di importanza. Nella bibliografia della ricerca fanno riferimento
a diverse altre ricerca dove questi elementi sono stati investigati:-
Training Intensity and Duration
↵ Seiler S. What is best practice for training intensity and duration distribution in endurance athletes? Int J Sports Physiol Perform 2010;5:276–91. [Medline]Google Scholar
↵ Muñoz I, Seiler S, Bautista J, et al. Does polarized training improve performance in recreational runners? Int J Sports Physiol Perform 2014;9:265–72. doi:10.1123/IJSPP.2012
Substrate Manipulation
↵ Volek JS, Noakes T, Phinney SD. Rethinking fat as a fuel for endurance exercise. Eur J Sport Sci 2014;15:13–20. doi:10.1080/17461391.2014.959564 [Medline]Google Scholar
↵ Bartlett JD, Hawley JA, Morton JP. Carbohydrate availability and exercise training adaptation: too much of a good thing? Eur J Sport Sci 2014;15:3–12. doi:10.1080/17461391.2014.920926 Google Scholar
Senza farvi leggere queste ricerca (di cui le prime due hanno come autore Stephen Seiler - autore anche del studio che stiamo discutendo e anche fautore del teorema 80/20 - quindi facile capire cosa diranno) è chiaro che pensano (come suggerito da Riccardino e Mircuz ) che ci sono diversi protocolli che possono aiutare a creare una situazione di OFM di cui le più importanti sono:-
1. Volume di corsa a ritmo lento (80/20?). Aggiungo attività aerobica a digiuno e "back to back" senza ricaricare le scorte di glicogeno consumate (mangiare pochi carboidrati fra le due sessioni).
2. LCHF, restrizione e manipolazione del consumo di carboidrati.
Mircuz fa una domanda secondo me molto pertinente - "L'adattamento per ottenere un migliore consumo energetico lo otteniamo anche solo riducendo l'intensità degli allenamenti, o bisogna per forza sviluppare un maggiore volume di lavoro?"
Chiaramente la preoccupazione è - ho solo tot ore la settimana per fare allenamenti, se faccio più volume a bassa intensità miglioro il mio OFM ma perdo altre abilità perché non li ho allenato. O faccio corsa lenta o faccio corsa veloce. Secondo me la risposta è la periodizzazione - in una prima fase si fa quasi esclusivamente la corsa lenta per creare una base di densità di mitochondria e OFM e poi in una second fase si introduce la corsa più veloce per sviluppare VO2Max, resistenza in soglia ecc. ma mantenendo almeno una corsa la settimana in cui si fa sempre corsa lenta per continuare il lavoro sulla mitochondria e OFM.
Qualcuno dirà - ma cosi la storia del 80/20 va fuori dalla finestra. Non necessariamente! La divisione 80/20 è considerata sul arco di una stagione. Se si fa un primo periodo in cui la divisione è 95/5 e poi dopo periodi in cui la divisione è 70/30 o anche 60/40 (ricordando che lavori di riscaldamento e defaticamento contano nella parte corsa lenta) alla fine possiamo avere una divisione 80/20.