PTL (Francia) 26.08.2024

Anteprime e cronache

Moderatore: maudellevette

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Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
cianix
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da cianix »

Intanto Ico e socio, pian piano stanno portando a termine questa avventura, gli mancano una sessantina di km, tra cui una salita dal nome tuttaltro che beneaugurante: Rognes! :)
Mi auguro che non corrisponda alla realtà!
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augusto losio
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da augusto losio »

scusate, il link ininziale non mi aggiorna sulla posizione di ico&soci, qualcuno ne sa qualcosa?
grazie.
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gogo
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da gogo »

Fluido e socio hanno gloriosamente concluso sesti!!!!
L'altra squadra italiana dei "fortissimi" ottava...purtroppo Ico & soci credo si siano ritirati dopo "soli" 236km ;) :lol:
Che importa Enrico: non oso immaginare quale valanga di emozioni e paesaggi voi abbiate meravigliosamente vissuto settimana scorsa. bravi bravi e ancora bravi!!!!!!!
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augusto losio
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da augusto losio »

confermo, ico & soci ritirati a un passo (un po' di passi) dalla meta, causa meteo inaffrontabile.
dal messaggio che mi ha mandato lo spirito è alto, mi piace pensare che moralmente siano finisher.
ovviamente complimenti a chi ha affrontato il mostro.
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Ico
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da Ico »

Eccomi qui, ho buttato giù qualche pagina di ricordi....


Quando ero negli spogliatoi dopo l’arrivo dell’UTMB 2016 iniziai a scambiare due parole con un ragazzo spagnolo, insieme ai suoi due compagni di avventura aveva appena portato a termine la Ptl, la Petite Trotte a Leon e i suoi occhi, il suo sguardo erano così luminosi che non passavano proprio inosservati! Senza mezzi termini mi aveva detto di partecipare perchè sarebbe stata un avventura”inolvidable”, e a distanza di un anno posso confermare che aveva assolutamente ragione!
“It’s not a matter of being fast…
You know it’s all about crossing that finish line…
That’s what matters the most…
Set a good pace that will allow you to have enough time to rest ahead of cut offs..
Eat and drink and enjoy the ride..
Pray for nice weather and avoid injuries..
We all will have our ups and downs, no?
But we know we can do it once again and we sure will…”
Queste sono le parole di JeePee Luthi, finisher di TUTTE le edizioni PTL fin qui disputatate e chi più di lui può indicare la rotta da seguire per la Ptl?!
La Ptl non è una gara, non è una competizione ma è un vero e proprio viaggio dentro se stessi dove i valori più autentici dello spirito trail e dell’amore per la montagna si fondono e insieme all’armonia e all’amicizia tra I componenti della squadra diventano il filo conduttore di un’avventura in grado di dare emozioni e togliere il fiato sia durante il viaggio sia a distanza di qualche giorno ripensando a quanto vissuto.
Cercare di scrivere un report ordinato per la Ptl è piuttosto complicato, anche per me che so essere molto razionale e capace di sintesi.. proverò a partire dal 18 dicembre 2016, pizza in compagnia degli amici trailer più intimi in occasione del mio compleanno 41. Conmplice forse qualche birra di troppo decidiamo di iscriverci io e Piercarlo alla Ptl, lui ha iscrizione automatica a UTMB ma so esssere convincente, il 2017 potrebbe essere l’anno in cui si chiuderà un cerchio nella mia vita e non voglio rinunciare alla possibilità di vivere un viaggio così intenso Dal 2011 anno in cui ho partecipato alle mie prime gare trail ho accumulato più di 600,000 metri di dislivello, migliaia di chilometri, praticamente mai un infortunio e mi sento davvero pronto per la Ptl! E così deciso il nome del team “Even flow” in onore a una meravigliosa canzone dei Pearl Jam che tanto mi ricorda I miei spensierati anni ’90, la nostra iscrizione viene accettata e tutto da questo momento sarà in funzione della Ptl, impossibile non pensare a quanto ci aspetta, impossibile non cercare informazioni, filmati, racconti di chi ha già vissuto questo viaggio e provare a immaginarsi su quegli stessi sentieri alcuni mesi dopo!
Nella mia testa ho ben chiaro che questo viaggio richiederà molta capacità di sopportare la sofferenza, non si potrà andare avanti sperando solamente che tutto andrà bene, ma bisognerà essere in grado di superare ogni momento negativo, saper reagire nel modo più giusto e questo potrà avvenire soltanto con una base di dislivello molto consistente.
Così i mesi successivi trascorrono tra uscite in montagna sia solitarie che insieme al mio socio e gare (Electric Trail, 100 miles Istria, Licony Trail, Montagn’Hard, Mont Fallere) in un crescendo di altitudine e dislivello… Soprattutto gli ultimi due mesi riesco ad accumulare 40,000 metri di D+ uscendo solo nei weekend, mentre in settimana soltanto un’ora di nuoto e un’ora di palestra per rinforzare schiena e braccia.
A fine luglio leggo sulla pagina FB della Ptl che un certo Roberto Rovelli desidera partecipare e chiede se qualche team da due persone voglia accoglierlo. Roberto non ha bisogno di presentazioni, uno dei max esperti di gare di endurance in Italia e subito lo contattiamo e lui accetta di partecipare con noi!
Bastano poche parole al telefono per entrare subito in sintonia e percepire il suo spirito da montanaro, manca meno di un mese al via e con Roberto in squadra sento che avremo più probabilità di portare a termine quest’avventura.
Se nei fine settimana mi dedico completamente ai sentieri, durante gli altri giorni l’impegno mentale è riservato alla preparazione del materiale, non voglio sbagliare nulla. Sono una persona molto precisa e quindi cerco di essere il più meticoloso possibile per evitare situazioni ingestibili!
Da quest’anno la Ptl ci offre 8 ticket che potremo utilizzare per un pasto complete nei rifugi convenzionati. Quindi ogni 30-40km avremo sempre la possibilità di fare un pasto. Per quanto riguarda le basi vita dove troveremo la nostra borsa con I cambi, queste saranno al km 100 a Bourg Saint Maurice, al km 167 a Morgex e al km 220 all’Hospice du Petit Saint Bernard. Quindi organizzo la mia borsa con tre mini sacchi dove potrò facilmente trovare quanto mi servirà ad ogni base vita. Gli altri due sacchi sono per il cibo e per l’occorrente per una doccia.
Domenica 27 Agosto, siamo diretti a Chamonix, l’avventura sta per iniziare, sono così emozionato che è difficile da spiegare. Al ritiro dei pettorali si respire un’aria molto rilassata, ci si sente subito parte di una grande famiglia, dove sia organizzatori che volontari sono pronti per farci vivere questo viaggio. Conosciamo finalmente di persona Roberto e tutto quanto immaginato dale conversazioni telefoniche è subito confermato, sarà un gran compagno di Ptl, non ho dubbi!
Lunedì 28 Agosto, ore 9, Chamonix al via la Ptl, sì è tutto vero, siamo qui, il meteo almeno fino a mercoledì è buono, che spettacolo!
Da questo momento non riuscirò più a seguire una linea cronologica ben precisa, per cui cercherò soltanto di trasmettere le emozioni vissute ricordando I momenti che più mi hanno aperto il cuore e illuminato gli occhi. D’altronde la Ptl è proprio questo, un susseguirsi di attimi e di emozioni che restano indelebili nella propria vita . Mai frase è più azzeccta di quella scritta da Cesare Pavese e che mi è tornata in mente rileggendo “Le Cose Importanti” di Leo Soresi nei giorni precedent la Ptl:
“Non si ricordano I giorni, si ricordano gli attimi”
Il momento della partenza è stato emozionante perchè è stato come entrare in una dimensione sconosciuta, dove nelle prime due tre ore le uniche voci euforiche che si sentivano erano quelle dei team giapponesi!
L’immagine degli stambecchi sulle creste sovrastanti la lunga salita al Mont Buet al tramonto è stato qualcosa di meraviglioso, ci siamo sentiti anche noi parte di un qualcosa di unico che solo la natura può regalare!
L’arrivo sul Mont Buet all’imbrunire anzi quando già era buio tra tratti esposti ed attrezzati ci ha fatti entrare nella dimensione della Ptl, dove ogni passo và affrontato con attenzione e prudenza ma ogni passo regala agli occhi immagini strepitose!
La parte Svizzera, ah la parte Svizzera devastante ma meravigliosa, alta montagna allo stato puro, creste, pietraie, single track da paura, sole, vento, acqua.. qualsiasi ingrediente era lì ad aspettarci!
La salita alla Fenetre d’Arpette è pazzesca, un km vertical dove si alternano metri a quattro zampe a metri in piedi, sempre ripidi, dove il piede non appoggia mai allo stesso modo, è una salita che ti prosciuga muscolarmente, ogni energia ti viene risucchiata a poco a poco fino alla cima.
La salita da Bourg Saint Pierre alla Cabane Valsorey è incredibile perchè si parte dal basso da una strada poderale, quindi si attraversano alcuni alpeggi, successivamente si sale in cresta su single track, poi il single track attraversa trasversalmente il vallone, un solo passo falso e si cade giù, il sentiero sembra interminabile, l’adrenalina a mille, quindi si attraversa una pietraia dove trovo un momento di estasi immergendo I piedi nel torrente ghiacciato, di nuovo single track, di nuovo esposto fino all’ultimo tratto ripido che mi porta alla Cabane Valsorey davanti al Gran Combin, favoloso!
Il tratto successivo alla Cabane du Velan è uno dei ricordi più belli, partiti alle 22.30 dopo aver riposato un paio d’ore, ci siamo ritrovati insieme a una squadra composta da tre ragazze giapponesi ad orientarci su pietraie in discesa, questo è lo spirit Ptl, condivisione della fatica, aiuto nella difficoltà, amore per la montagna.
La salita al Malatrà dal rifugio Frassati, la successive discesa e poi risalita verso il Colle Battaglione D’Aosta… epico! Cazzo il Colle Battaglione d’Aosta!! Altro che Colle è una montagna vera e propria… prima ripido pendio erboso, poi traverso su pietraia, poi strappo super ripido su sfasciume, cengia super esposta e finalmente si arriva… Hors Categorie!
Morgex ha significato perdere l’amico Piercarlo, le sue condizioni erano oltre il limite e ho inisistito perchè si fermasse, non poteva continuare, mi dispiace molto ma continuare avrebbe avuto conseguenze non piacevoli… Lui non si rendeva forse conto ma era davvero stremato, incredibile come la montagna e la fatica ti possano mettere completamente a nudo, completamente indifeso!
Premio base vita certamente a Morgex, le lasagne erano strepitose!
La salita al Col Ameral è stato un viaggio dentro al viaggio, dopo aver trascorso un’ora a riposare all’interno della tende di sopravvivenza siamo ripartiti con temperature vicina allo zero e un vento gelido, ma arrivati in cima un arcobaleno strepitoso ci aspettava all’alba prima della discesa… Indimenticabile!
Dal Rifugio Deffeyes ai laghi Bellecombe verso il rifugio Ruitor il percorso è spaziale, una gioia per gli occhi e il cuore, super wild, tra laghi, pietraie e single track improvvisati.
La neve del Passo Serra e soprattutto del Col de la Seigne dove abbiamo incrociato i partecipanti a Utmb ci ha condotti verso la parte più drammatica del percorso, ambiente da favola ma attenzione ai massimi livelli per evitare pericolose scivolate…
Nel tratto verso il Col Joly al km 250 circa a malincuore ma senza rimpianti abbiamo preso la decisione di fermarci e rientrare, siamo stati gli ultimi a fermarsi ma le condizioni meteo erano davvero al limite, non avevamo idea di cosa avremmo trovato nelle due discese prima del Col Joly. Era in corso una bufera di pioggia e neve, d’accordo che avevamo I ramponcini richiesti ma nessuno aveva idea di quanto spesso fosse lo strato di neve che avremmo trovato… Enzo Brusasca mi racconterà che pur essendo passato due ore prima aveva legato la compagna in cordata per riuscire a scendere in sicurezza….
L’unico rammarico è stato quello di non essere riuscito ad avere un pò di margine nelle prime due basi vita di Bourg e Morgex, purtroppo il mio amico Piercarlo era già al limite e quindi siamo sempre arrivati con poco margine, questo ha significato fare tutto in fretta con pochissimo riposo, e soprattutto ci ha condizionato nell’ultimo tratto dove arrivando qualche ora prima quasi certamente avremmo potuto passare in modo più “rilassato”.
Tutto questo comunque non ha importanza, l’esperienza vissuta ci ha reso “moralmente” dei finisher, così mi considero, perchè ci sentiamo in pieno parte della famiglia Ptl e ogni momento vissuto resterà indelebile nel mio cuore e nella mia mente per tanto tempo!
Roberto Rovelli si è dimostrato un vero condottiero e senza di lui sarebbe stato tutto molto più complicato, il suo sorriso, la sua calma e la sua serenità in ogni situazione hanno reso i chilometri più leggeri, mi ritengo una persona fortunata ad aver condiviso la PTL con lui!
A suggellare lo spirito conviviale e di amicizia nato sui sentieri mi piace ricordare anche come abbiamo atteso la navetta per rientrare a Chamonix da Les Chapieux, rifugio tipico con banda tradizionale di suonatori di fisarmoniche, un team francese, due team italiani, team giapponese, team norvegese, birra, vino, sentieri ed emozioni finchè la stanchezza non ha prevalso.. Degna conclusione di un’avventura straordinaria!
“Partout ou il y a une volontè il y un chemin” Mummery. Alpinisme du 19eme siècle.
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gogo
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da gogo »

Ecco quello che voglio leggere nella sezione "gare"!!!!!

grazie Ico x il tuo racconto; grazie di cuore perché sicuramente è un'avventura che non farò mai ma almeno mi hai fatto "respirare" e "condividere" quanto hai vissuto te e i tuoi soci.

chapeau
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augusto losio
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da augusto losio »

e vabbè, ico.
monumento dello spirito con cui si devono affrontare certe robe, complimenti per quello che avete fatto e per come l'hai reso così vivido.
magari evita di scrivere così bene, fai venire certe voglie che sarebbe meglio evitare...
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Ico
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da Ico »

Grazie Gogo e Augusto!
No no le voglie devono essere soddisfatte.. vivere questi attimi e queste emozioni è il motivo per cui corriamo in natura ;-)
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biglux
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da biglux »

Complimenti Ico: bellissimo report!
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baidus
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Re: PTL - Chamonix 28/8

Messaggio da baidus »

bravo Ico! Bel racconto (mi hai fatto venire la pelle d'oca!) e complimenti per la strada fatta!!
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