Caxxo se sei mancata, altrochè!
Non foss'altro che per quel..."diluviandare".
E per aver tirato fuori dal cilindro una Gertrude Ederle, che neanche Gianni Minà!
La cosa bella di oggi?
Ecco appunto: Gianni Minà https://www.youtube.com/watch?v=TxIzK6RCpRM&t=3s
La cosa bella di oggi (ieri, in realtà), è trovarsi a metà strada di una gara trail bella tosta, fa caldo, hai i crampi, i tuoi "amici" ti hanno staccato, sta per arrivare un temporale....e pensi :"che bello stare qui, sono felice" e sorridere come uno scemo da solo in mezzo al bosco
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eccoci qua.
Dopo cena, tutti o quasi, seduti ai tavolini della ultracentenaria Società Operaia Cattolica a vegia ... il cielo è di un blu morente ma intenso, mentre, a ponente, è rosso fuoco.
Le rondini sono ancora in volo a far provviste, tra poco saranno sostituite dai pipistrelli, abili cacciatori di zanzare e dal saggio gufo.
La brezza porta profumi di erba tagliata e belati lontani mentre invece, la trattoria, odori più prosaici di lasagne al pesto.
I visi sono stanchi ma sereni, rugosi, alcuni poco rasati, altri, più giovani, pronti a partire per nuove avventure ma sempre presenti nel luogo, il piazzale, che li ha visti crescere, giocare, pregare, imparare e diventare piccoli uomini e piccole donne ...
Sono rumorosi ma, gioiosi: la scuola sta per finire e la vacanza, speranza di dolce ozio, è alle porte ... sorridono, salutano e partono.
Noi restiamo, con i nostri acciacchi, i chili in più, le mani laboriose e le battute ironiche sul governo, u Zena, u Doja, il biliardo, l'orto, i belin di cinghiali e i funghi ...
Non ci sono e, non ci potrebbero stare perchè stonerebbero, quelli azzimati e con la puzza sotto il naso, le (presunte) prime donne, quelle sempre in mostra, patetiche controfigure di altrettanto ridicole "super star" .
Qui si chiacchera mentre si sorbisce un ghiacciolo all'anice o, alla menta, o mentre si beve una spuma bionda, non c'è posto per bevande o cibi dai nomi esotici ma di poca sostanza ...
Qui ... siamo normali
Correre...
Sentire
Disperdere il tempo nelle sfumature incerte di un cielo di nuvole
Lasciare gli orologi sulle scrivanie, nelle officine, nelle sale d'aspetto
Stringere un poco le scarpe, per avere il tocco che ci vuole sul grande pianoforte di pietra, di terra e di foglia
Ascoltare il respiro che allarga i polmoni e l'anima
Salire, leggeri, solitari, con la pelle nuda che odora di polvere e di sole
Fermarsi a schioccare la lingua per attirare l'attenzione di un camoscio appeso ai suoi miracoli
Sentire il sudore sulle labbra, sulle ginocchia, fra i seni
Scavalcare quel masso per la centesima volta e gioire, gioire nella purezza di un semplice salto che ti spalanca il vuoto sotto, l'orizzonte frastagliato di verdi e di ombre negli occhi e il cielo sopra la testa
Riempirsi le mani di sasso e fatica, dondolare una campanella che tocca le nuvole col suo tintinnare di vento
Ascoltare la luce del tramonto, fiera e così bella, mentre affonda i suoi raggi nelle pieghe della roccia, nel luccicare del pascolo imperlato di temporale
Cantare senza aver bisogno di parole, afferrando il senso sottile della vita, pizzicando la felicità come una corda di chitarra
Scendere il sentiero col ritmo nelle gambe e lo scricchiolio di ghiaia che si attenua nelle vampate di aria calda e profumata di mugo
Rubare alla sera quei riflessi d'oro rimasti impigliati sulla corteccia dei faggi
Sbucare nel pascolo tinto di fiori, ornato dal cerchio giallo dei maggiociondoli
Sentire
Correre...
DOLOMICA ha scritto:Rubare alla sera quei riflessi d'oro rimasti impigliati sulla corteccia dei faggi
Sbucare nel pascolo tinto di fiori, ornato dal cerchio giallo dei maggiociondoli
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Fantastico tutto, queste due righe anche qualcosa in più. Almeno per i frequentatori di queste modeste (rispetto ad altre più inclite e maestose) ma emozionanti Piccole Dolomiti, che in questo periodo grazie al Laburno appaiono ancora più belle.
Brava Federica !
Grazie per mettere su "carta" queste visioni, queste sensazioni, che a noi poveri umani imbruttiti dal logorio della vita moderna a volte sfuggono...dico a noi umani perché tu non lo sei, no, tu sei un'anguana, un'orchessa, un salbanello poetico e dispettoso!
Ciao Dolomica
Che spettacolo DOLOMICA! che poesia meravigliosa, la tua....che poi è anche un pò la nostra, di noi che corriamo perchè....correre è bello, è vero, è vita pura! Non potrei più smettere ormai...