Dieta - Low Carb/High Fat
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Bisognerebbe andare a vedere cosa mangia Thevenard, visto che aveva un bel vantaggio prima della squalifica....a parte le battute, tutta la mia ammirazione per Jeff Browning, anche se l'anno scorso la doppietta era andata meno bene! Certamente uno che recupera così da una 100 miglia ad un'altra, al di là della dieta, ha raggiunto un livello di adattamento mostruoso! L'avevo dato per secondo proprio perché non pensavo riuscisse a recuperare quasi completamente da una gara all'altra. E oltretutto una forza mentale non indifferente!
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Browning notevole soprattutto per gli anni che ha, la dieta lo avrà senz'altro aiutato ma da anni riesce a mantenere un livello niente male. Tenete presente che ha 2 anni in più di Jurek ma non credo che quest'ultimo sia più in grado di rimanere in top ten alla WS. Il primo posto alla Hardrock chiaramente ha una parte legata alla fortuna di Jornet che rinuncia e e Thevenard che si "suicida". Poi anche l'altitudine è una bella sfida anche se mi sembra di avere capito che abbia usato qualche "mezzo forzato" per l'adattamento!
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Una volta quando era un po' più bravo durante la giornata assumevo solo proteine e grassi , la sera un'ora di palestra più una 25ina di km di corsa a 5:30 min/km. Venerdi pausa, sabato e domenica 70km+60km a digiuno e con solo acqua nel mentre. Alle volte ho provato anche a fare venerdi no carbo e sabato no carbo. La corsa però della domenica rallentava di circa 45sec/km.
Poi quando partecipavo alle gare, il boost che mi dava l'integratore salino era fantastico.
Da un po' però ho cambiato abitudini e continuo gli allenamenti serali (senza palestra) alla stessa maniera (più veloci però) ma è da un bel po che non faccio più di 50km senza carbo.
Noto che durante le gare sento molto meno il boost che mi da l'integrazione di carboidrati (che sia un cosa psicologica?).
E' difficile fare comparison, ma ad esempio su una 100km (asolo) 3w fa ho segnato un tempo più alto di 30m rispetto all'anno prima. Nonostante che probabilmente arrivassi più fresco che l'anno prima (nei primi 50km ho segnato +5minuti, 25 m li ho persi in discesa, era come se non avessi più "birra").
Poi come allenamento ho fatto un altra 100 la settimana dopo (il tempo è relativo poichè non l'avevo mai fatta prima e segnava circa 650 d+) poi il GTO lo scorso weekend.
Secondo me il vivere in low carb è positivo durante gli allenamenti. Poi è tutto relativo IMHO
Poi quando partecipavo alle gare, il boost che mi dava l'integratore salino era fantastico.
Da un po' però ho cambiato abitudini e continuo gli allenamenti serali (senza palestra) alla stessa maniera (più veloci però) ma è da un bel po che non faccio più di 50km senza carbo.
Noto che durante le gare sento molto meno il boost che mi da l'integrazione di carboidrati (che sia un cosa psicologica?).
E' difficile fare comparison, ma ad esempio su una 100km (asolo) 3w fa ho segnato un tempo più alto di 30m rispetto all'anno prima. Nonostante che probabilmente arrivassi più fresco che l'anno prima (nei primi 50km ho segnato +5minuti, 25 m li ho persi in discesa, era come se non avessi più "birra").
Poi come allenamento ho fatto un altra 100 la settimana dopo (il tempo è relativo poichè non l'avevo mai fatta prima e segnava circa 650 d+) poi il GTO lo scorso weekend.
Secondo me il vivere in low carb è positivo durante gli allenamenti. Poi è tutto relativo IMHO
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Metto qui un estratto letto su Irunfar sull'alimentazione degli ultrarunner.
Mentre ci sono molte convenzioni e nuove idee sulla nutrizione, se c'è un'ultima frontiera sia per il benessere generale che per le prestazioni di corsa, è la salute dell'intestino. Non è solo quello che mettiamo dentro, ma come il nostro sistema gastrointestinale (GI) e il microbioma intestinale che ospita elaborano quel cibo.
Nell'ultimo anno, sono stato costretto a imparare l'importanza dell'asse del sistema alimentare-microbioma-GI, un sistema influenzato dalla qualità del cibo che mangiamo, dalla qualità dei batteri e di altri organismi (equilibrio buono-contro-cattivo) che digerisce il cibo e l'integrità del rivestimento dell'intestino e ciò che lascia passare nel nostro flusso sanguigno. La capacità di un corridore di allenarsi duramente, correre veloce e recuperare bene è basato saldamente sull'integrità di questo asse.
Alcune delle nostre migliori intenzioni possono compromettere un sistema GI sano, tra cui:
Cambiamenti dietetici speciali (o radicali) - L'ultrarunning è in prima linea in molte tendenze dietetiche che vanno dal veganismo al high fat (grasso alto). I corridori dovrebbero fare attenzione ai cambiamenti radicali e rapidi nella dieta. Anche se questi cambiamenti sono ritenuti positivi, il sistema GI e il suo microbioma - non diversamente dai nostri sistemi ortopedici e metabolici durante l'allenamento duro - richiedono tempo per adattarsi ai cambiamenti. Inoltre, un intestino con compromissione cronica può adattarsi in modo piuttosto negativo persino a un aggiustamento dietetico "pulito e sano". Come per l'allenamento, progredire lentamente e (quando possibile) con l'aiuto di un professionista.
Allenamento continuo sostenuto da zuccheri raffinati - Questa è una cosa comune nell'ultrarunning. Man mano che aumentano le richieste di allenamento e di corse, ci sentiamo obbligati ad alimentarci con pari aggressività, e troppo spesso questo viene fatto usando zuccheri raffinati. Allenandosi ad alta intensità, spesso si sente la necessità di usare più gel durante un allenamento. Poi spesso ci concediamo il permesso di bere lattine di soda. Indipendentemente dalla fonte, gli zuccheri raffinati (non integrali) hanno un effetto infiammatorio sul corpo. Inoltre, gli zuccheri semplici eccessivi tendono a nutrire gli elementi cattivi del nostro microbioma intestinale. Questi zuccheri possono anche essere fermentati dai batteri e creare sostanze chimiche pro-infiammatorie che entrano sia nel nostro flusso sanguigno che nel sistema nervoso. In breve, anche se lo si brucia, troppi zuccheri semplici sono molto nocivi!
Mentre ci sono molte convenzioni e nuove idee sulla nutrizione, se c'è un'ultima frontiera sia per il benessere generale che per le prestazioni di corsa, è la salute dell'intestino. Non è solo quello che mettiamo dentro, ma come il nostro sistema gastrointestinale (GI) e il microbioma intestinale che ospita elaborano quel cibo.
Nell'ultimo anno, sono stato costretto a imparare l'importanza dell'asse del sistema alimentare-microbioma-GI, un sistema influenzato dalla qualità del cibo che mangiamo, dalla qualità dei batteri e di altri organismi (equilibrio buono-contro-cattivo) che digerisce il cibo e l'integrità del rivestimento dell'intestino e ciò che lascia passare nel nostro flusso sanguigno. La capacità di un corridore di allenarsi duramente, correre veloce e recuperare bene è basato saldamente sull'integrità di questo asse.
Alcune delle nostre migliori intenzioni possono compromettere un sistema GI sano, tra cui:
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
riporto senza giudizio, ho letto la dieta del fresco vincitore della Badwater, Graglia. anch'esso quasi vegano, e LC/HF
carb quasi esclusivamente quinoa etc e frutta.
carb quasi esclusivamente quinoa etc e frutta.
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Sì ecco, sopra dicevano appunto che però queste "trasformazioni" devono essere moooolto graduali.
-
Riccardino
- Messaggi: 767
- Iscritto il: 01/02/2014, 21:14
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
L'articolo di irunfar per me valuta un aspetto importante dell'alimentazione: l'equilibrio della flora intestinale. Personalmente ho imparato a curare parecchio la salute dell'intestino e quelle volte in cui non l'ho fatto poi ne ho pagate le conseguenze con stanchezza cronica, stipsi e continui raffreddori. Ogni variazione all'alimentazione dovrebbe prendere in considerazione le reazioni dell'intestino e un graduale adattamento.
Re: Dieta - Low Carb/High Fat
Il problema è che i nostri batteri intestinali "buoni" non sono gli stessi che possiamo introdurre con fermenti lattici o yogurt o simili. A livello scientifico non è ancora stata dimostrata l'utilità di queste integrazioni. Quindi l'unica strada certa per migliorare il nostro microbioma è avere un'alimentazione il più possibile corretta e uno stile di vita "monastico"
Non è facile quando si pratica uno sport come il nostro, in cui è proprio l'intestino uno degli organi più maltrattati!