Tutt’altro che provocazione..... 110% di sola e pura ammirazione
Lo cercherò un eroe che è arrivato nelle retrovie per chiederle/gli che cosa ha fatto in allenamento
Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il TOR?
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Sylvain IT
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Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
Visto da lontano, ci sono 3 aspetti che mi "preoccupano"mircuz ha scritto:Magari sono persone che una 100 km la fanno ad una bella andatura anche, con relativi allenamenti "di corsa", e poi però per affrontare una cosa del genere adottano dei ritmi un po' più blandi. Tanto di cappello anche da parte mia!!!!
- i piedi, come resistono i piedi di una persona "normale" (di quelli che vanno a lavorare), come fanno? cioè è una lotteria vero? 1 anno ti può andar bene, poi quello dopo i piedi possono "rompersi" in mille pezzi, giusto?
- quanto allenamento al dislivello ci vuole? ossia aldilà del ritmo blando come dice mircuz rispetto alle loro possibilità, c'è anche la capacità a digerire benissimo il dislivello... cioè io che vengo dalla "pianura", so bene che se reggo bene tot metri ad un certo ritmo in discesa, ad un certo punto, ritmo o no... supero il mio limite e sono dolori... "loro" come fanno?
- ma che piacere c'è, nel senso chi si prepara e la fa: sa che ha scelto un ritmo blando, che ha scelto questo e quell'altro, nel senso è resilienza pura... ma poi, se ti va male comunque? piedi, pancia, meteo... sei in balia al caso, no? non è che sono gare con un livello di "sofferenza" assai più alto nei confronti del "piacere": che personalità ci vuole?
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
Io mi domando che gusto c'è a correre una 10 km stradale. Parti, sai già che ritmo farai, non hai grossi problemi di alimentazione, o meteo, o materiali. Se hai qualche problemino fisico ti fermi, tanto non ci hai mica investito tempo e pace familiare e soldi....Invece più una cosa è difficile e complicata, maggiore è la soddisfazione nel risolverla, io credo. Comunque è che ti viene una voglia irresistibile di fare certe cose, che ti brucia dentro come una febbre, che non ti lascia in pace di giorno o di notte. Allora decidi di farla. E' come quando ti innamori, credo, se valuti tutti i pro e contro, rinunci subito
Io al momento non sono ancora innamorato, per fortuna
Io al momento non sono ancora innamorato, per fortuna
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
mi spiace contraddirti, sono assolutamente d'accordo con il tuo "non amore" verso il bitume, però ti gaantisco che le 10K se fatte seriamente sono realmente degli impegni muscolari e cardio importanti che a livello mentale non hanno nulla da invidiare a trail impegnativi!mircuz ha scritto:Io mi domando che gusto c'è a correre una 10 km stradale. Parti, sai già che ritmo farai, non hai grossi problemi di alimentazione, o meteo, o materiali. Se hai qualche problemino fisico ti fermi, tanto non ci hai mica investito tempo e pace familiare e soldi....Invece più una cosa è difficile e complicata, maggiore è la soddisfazione nel risolverla, io credo. Comunque è che ti viene una voglia irresistibile di fare certe cose, che ti brucia dentro come una febbre, che non ti lascia in pace di giorno o di notte. Allora decidi di farla. E' come quando ti innamori, credo, se valuti tutti i pro e contro, rinunci subito![]()
Io al momento non sono ancora innamorato, per fortuna
sentire il cuore sul limite del fuorigiri fin dai primi 500m e cercare di cavalcare quel sottile equilibrio tra riesco a tenerlo ed esplodo è un grande impegno.
Limare qualche " ad un tempo che hai ottenuto dopo anni di allenamento non è affatto banale, è sufficiente fare qualche ripetuta sui 1000 o 2000 con recupero ristretto per capirne la difficoltà
E quindi ancor d più viva il BOSCO!!!!
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
Non metto in dubbio l'impegno fisico e mentale e di stress nell'affrontare una gara da 10 km, però giocare sui secondi sarà anche appassionante per un po', ma a lungo andare è noioso! E' una questione di gusti, ovviamente.
Sorge spesso questa "discussione" se sia più "difficile" una gara corta ma intensa, oppure una lunga, ma corsa lontano dai limiti. Allora, intanto è più dura una gara LUNGA e INTENSA, per chi riesce a correrla, ovviamente! Spesso anch'io sono portato a considerare più dolorosa la prima, ma poi mi capita come un paio di settimane fa, sono al 20° kilometro, al bivio di un trail, di qua 35 km e torno al traguardo con 15 km su sentieri corribili, di là i 50 km con tre belle salite e discese impegnative. Fa freddo e piove, quasi nevica, sono stanco e tremo dal freddo, ho perso i miei compagni di corsa che mi hanno staccato. Se decido di fermarmi devo lo stesso andare fino al traguardo a piedi, che lassù non ti viene mica a prendere nessuno, salvo che tu non abbia una gamba rotta...E volete venirmi a dire che 10 km sono più duri, difficili, dolorosi? Ma fate il piacere, credevo di morire e mi sono dato del pazzo quando ho svoltato per i 50

Sorge spesso questa "discussione" se sia più "difficile" una gara corta ma intensa, oppure una lunga, ma corsa lontano dai limiti. Allora, intanto è più dura una gara LUNGA e INTENSA, per chi riesce a correrla, ovviamente! Spesso anch'io sono portato a considerare più dolorosa la prima, ma poi mi capita come un paio di settimane fa, sono al 20° kilometro, al bivio di un trail, di qua 35 km e torno al traguardo con 15 km su sentieri corribili, di là i 50 km con tre belle salite e discese impegnative. Fa freddo e piove, quasi nevica, sono stanco e tremo dal freddo, ho perso i miei compagni di corsa che mi hanno staccato. Se decido di fermarmi devo lo stesso andare fino al traguardo a piedi, che lassù non ti viene mica a prendere nessuno, salvo che tu non abbia una gamba rotta...E volete venirmi a dire che 10 km sono più duri, difficili, dolorosi? Ma fate il piacere, credevo di morire e mi sono dato del pazzo quando ho svoltato per i 50
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
Buongiorno, eccovi uno che ci ha messo 145 ore! 
Come riferimento vi dico che ho l'UTMB del 2017 con la neve in meno di 41 ore e una Lavaredo in 23.
Quindi tapascione sì ma non proprio uno che si è allenato facendo solo camminate la domenica con la famiglia…..
In effetti anche a me il Tor era qualcosa che visto da fuori sembrava più o meno una lunga passeggiata. D'altronde parecchi di quelli nel mio gruppo a metà gara sostenevano che saremmo arrivati facilmente a Curma il venerdì mattina…..e io "sì certo, sicuro!".
Tutti, ma dico tutti, quello che sono partiti correndo come una 100 o sono saltati o sono arrivati in condizioni indecenti, io ho volutamente "corso" al massimo risparmio energetico e vi assicuro che non è stata semplicissima anche se una volta al sicuro dai cancelli ho voluto/potuto gestirla in modo da potermela godere.
Dovete calcolare prima di tutto l'aumento esponenziale di sovraccarico ad articolazioni, un conto è avere male al ginocchio su una 100 all' 80esimo km, un conto al Tor quando ne mancano 160; poi l'usura dei piedi, la polvere dei sentieri della Valle entra inevitabilmente nelle scarpe e vi fa una bella sabbiatura della pelle
, se ben gestita ve la cavate con irritazioni e qualche vescica, se no andate pure a vedervi su Instagram i piedi insanguinati all'arrivo; dopo la mancanza di sonno, ci sono diverse strategie ma non potrete mai dormire abbastanza e dalla terza notte il vostro corpo inizierà e chiedere il conto, non è il semplice avere sonno ma il non riuscire più a camminare dritti e a mettere a fuoco la vista perché vi si incrociano gli occhi
; ed il calo di energie dovuto al fatto che non potrete mai mangiare le calorie che consumante, credo sia la cosa più importante da calcolare per questa gara, tra un ristoro e l'altro possono passare anche 5 o 6 ore e dopo 4 o 5 giorni di gara dovreste avere lo zaino pieno di polenta e costine per non andare in calo energetico, che vuole dire fare le salite con i battiti che normalmente tenete all'inizio dei vostri riscaldamenti;
Aggiungeteci i cambi meteo e il tempo perso alle basi vita se, come me, non avete assistenza, solo per fare e disfare il borsone e lo zaino.
Tutto questo messo insieme dovrebbe fare capire che le 150 ore non sono state buttate lì a caso.
I cancelli sono abbondanti sì ma non esagerati, non è la tapasciata della domenica, provare per credere
Come riferimento vi dico che ho l'UTMB del 2017 con la neve in meno di 41 ore e una Lavaredo in 23.
Quindi tapascione sì ma non proprio uno che si è allenato facendo solo camminate la domenica con la famiglia…..
In effetti anche a me il Tor era qualcosa che visto da fuori sembrava più o meno una lunga passeggiata. D'altronde parecchi di quelli nel mio gruppo a metà gara sostenevano che saremmo arrivati facilmente a Curma il venerdì mattina…..e io "sì certo, sicuro!".
Tutti, ma dico tutti, quello che sono partiti correndo come una 100 o sono saltati o sono arrivati in condizioni indecenti, io ho volutamente "corso" al massimo risparmio energetico e vi assicuro che non è stata semplicissima anche se una volta al sicuro dai cancelli ho voluto/potuto gestirla in modo da potermela godere.
Dovete calcolare prima di tutto l'aumento esponenziale di sovraccarico ad articolazioni, un conto è avere male al ginocchio su una 100 all' 80esimo km, un conto al Tor quando ne mancano 160; poi l'usura dei piedi, la polvere dei sentieri della Valle entra inevitabilmente nelle scarpe e vi fa una bella sabbiatura della pelle
Aggiungeteci i cambi meteo e il tempo perso alle basi vita se, come me, non avete assistenza, solo per fare e disfare il borsone e lo zaino.
Tutto questo messo insieme dovrebbe fare capire che le 150 ore non sono state buttate lì a caso.
I cancelli sono abbondanti sì ma non esagerati, non è la tapasciata della domenica, provare per credere
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Sylvain IT
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Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
@corry, hai scritto (per me) benissimo.
Ci vuole un fisico bestiale + una testa molto, ma moooolto ben fatta.
Ci vuole un fisico bestiale + una testa molto, ma moooolto ben fatta.
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
Altra cosa da considerare, io normalmente vedo che faccio circa il doppio del primo classificato e sto non solo alla grande nei tempi massimi ma arrivo circa a metà classifica. Al Tor basta al pelo in alcune edizioni a stare sotto le 150 ore, in altre non basta...
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
Bravo Corry, hai scritto poche cose semplici ma sono quelle fondamentali, direi che le tue considerazioni (aumento sovraccarico, piedi, sonno, alimentazione) sono la base per affrontare quest'avventura.. secondo me la differenza si fà dal terzo/quarto giorno, chi si è preparato in modo solido e consistente tiene e arriva. Complimenti per il traguardo!
Re: Come si prepara il TOR e come ci si alimenta durante il
grazie mille, adesso mi è tutto più chiaro
ottime considerazioni che poi non sono nient'altro che la pura esperienza
ottime considerazioni che poi non sono nient'altro che la pura esperienza