Mannaggia avevo scritto un commento splendido e me l'ha cancellato.... provo a ricicciare.
Credo che ST sia un po' lo specchio del mondo trail attuale: diviso tra "odio il pacco gara" e "che marca è la maglia finisher?" Un po' URMA (a proposito, geniale la tua definizione) un po' Mondiali. Un corsivo su quanto mi piace correre nudo di notte in mezzo ai boschi e due pagine su device costosissimi.
Ma d'altra parte, non siamo un po' così anche noi, popolo del Trail running? Molti amano il trail, qualcuno anche riesce a "running". Per qualcuno la gara è il cronometro, per altri è solo l'occasione di vivere i sentieri in modo diverso.
Pure io ogni tanto mi chiedo: che cavolo leggo di gare che non farò mai? Poi penso che ho pensato così anche della prima volta che ho letto della LUT, della TDH o dell'Ultrabericus e quest'anno invece hanno pubblicato pure un pezzo mio sulla gara vicentina (vedi? Ci scrivono cani e porci, che pretendi?

)
Forse non c'è una linea editoriale precisa, ma forse non è nemmeno possibile averla, per essere rappresentativi di tutti.
La cosa più bella credo che rimanga l'apertura: ho proposto un pezzo sulla celichia anni fa e me l'hanno pubblicato immediatamente (e mi piace pensare che quelle rare volte che trovo un ristoro dedicato, sia un po' anche merito mio). Qualche volta mi hanno pure rimbalzato come la compagna più bella della scuola che limonava solo con gli stronzi. Lo considero un valore aggiunto: pubblicassero tutto noon sarebbero nemmeno seri.
Dico questo perché, Daniele, mi piacerebbe vedere qualche tuo corsivo sulla rivista: farebbe bene a tutti. Quel tuo scritto pubblicato sul blog immediatamente dopo la TDH dello scorso anno io me lo vado a rileggere ogni tanto, da quanto vero è.