Intanto complimenti a MIrcuz comunque, ho fatto qualche anno fa la Maratona Alpina, sbagliando il dosaggio delle forze, ed sono arrivato alla fine letteralmente nauseato...da allora gare più brevi che meglio mi si adattano evidentemente....
Per Krapotin: partecipare alle gare mi fornisce un obiettivo per gli allenamenti, che altrimenti con il poco tempo e problemi vari sarebbero molto meno, meno intensi....poi se voglio godermi il paesaggio, la compagnia, la montagna...vado a camminare tranquillo, e non a gareggiare.
Ciao
Andrea
Discesa faticosa
Re: Discesa faticosa
Mi piace molto la riflessione di Mircuz.
Rimanere in zona di confort può magari apparire bizzarro in una gara, ma sulle lunghe distanze (e già 42 km non è una passeggiata) può anche essere una scelta avveduta.
Secondo me, sono pochi quelli che sanno trovare il giusto livello di intensità da mantenere sulle ultra: parti sempre un po' troppo forte, arriva la crisi, la gestisci e riparti. Partire un po' più piano ti fa perdere quei 5'-10' sulla prima salita, ma te ne fa guadagnare 60' nella seconda parte di gara.
Se prepari una maratona, trovi mille tabelle e allenatori che ti spiegano a che ritmo allenarti e correre in gara. In un ultratrail è un casino: occorre preparazione ed esperienza (tua o dell'allenatore) e poi non hai un tempo al km da confrontare ad ogni istante, perché ci sono salite discese etc...
Rimanere in zona di confort può magari apparire bizzarro in una gara, ma sulle lunghe distanze (e già 42 km non è una passeggiata) può anche essere una scelta avveduta.
Secondo me, sono pochi quelli che sanno trovare il giusto livello di intensità da mantenere sulle ultra: parti sempre un po' troppo forte, arriva la crisi, la gestisci e riparti. Partire un po' più piano ti fa perdere quei 5'-10' sulla prima salita, ma te ne fa guadagnare 60' nella seconda parte di gara.
Se prepari una maratona, trovi mille tabelle e allenatori che ti spiegano a che ritmo allenarti e correre in gara. In un ultratrail è un casino: occorre preparazione ed esperienza (tua o dell'allenatore) e poi non hai un tempo al km da confrontare ad ogni istante, perché ci sono salite discese etc...
Re: Discesa faticosa
Stiamo andando OT però la riflessione di deeago è molto giusto. Come si fa a gestire il ritmo di gara? Oltre alle problematiche sollevati sopra c'è anche il fatto di trovare terreni più o meno incasinati (fango, radici, sassi) e il fatto che in strada le distanze sono canoniche (42km, 21km, 10km ecc.). Queste distanze sono stati studiati al sfinimento - per esempio si sa che il famoso "muro" arriva fra il 30° e 34° km. In gare trail il momento di crisi può succedere in qualsiasi momento, anche più volte.deeago ha scritto: Secondo me, sono pochi quelli che sanno trovare il giusto livello di intensità da mantenere sulle ultra: parti sempre un po' troppo forte, arriva la crisi, la gestisci e riparti. Partire un po' più piano ti fa perdere quei 5'-10' sulla prima salita, ma te ne fa guadagnare 60' nella seconda parte di gara.
Se prepari una maratona, trovi mille tabelle e allenatori che ti spiegano a che ritmo allenarti e correre in gara. In un ultratrail è un casino: occorre preparazione ed esperienza (tua o dell'allenatore) e poi non hai un tempo al km da confrontare ad ogni istante, perché ci sono salite discese etc...
Per questo motivo si tende ad usare nel trail una gestione basato sull'intensità del impegno, che potrebbe essere basato sulla frequenza cardiaca (ma che palle a stare lì a guardare l'orologio ogni 5'), sulle classiche zone (da 1 a 5) oppure sul RPE (Rate of Perceived Exertion) (da 1 a 10).
Personalmente utilizzo, come atleta ma sopratutto come allenatore, la sistema RPE abbinandola con la frequenza cardiaca all'inizio, per meglio capire le sensazioni. Ci vuole un percorso di circa 3 mesi per abituarsi ma dopo si riesce, solo ascoltando le sensazioni del corpo, capire a che intensità si sta lavorando (quindi sapere con una buona approssimazione anche la frequenza cardiaca). Quindi in gara diventa abbastanza facile gestire l'intensità corretta ed avere un rendimento ottimale - ne troppo lenta ne troppo veloce.
Per gare corte questa intensità potrebbe essere sul 7/8. Per gare medie, più bassa attorno a 6. Medie lunghe - 5/6. Super lunghe 4/5. L'inizio gara, tranne per quelle corte dove si parte a tutto, dovrebbe essere sempre fra 3 e 5 finché non si scalda. E chiaro che ci saranno momenti in cui si tende a sforare la zona d'intensità corretta - ma se è una cosa di cui siamo consci sarà facile gestire e tornare nella zona consone.
Re: Discesa faticosa
In fondo mi accorgo che uso proprio quanto dice Martin, con il cardio (avevo provato anche la potenza, ma non è troppo affidabile....).
Però c'è da dire che quando sei ben allenato e preparato riesci a tenere a lungo e non calare verso la fine, altrimenti per quanto sia stata buona la gestione non ci sono santi che tengano!
Ciao
Andrea
Però c'è da dire che quando sei ben allenato e preparato riesci a tenere a lungo e non calare verso la fine, altrimenti per quanto sia stata buona la gestione non ci sono santi che tengano!
Ciao
Andrea