UTMB la gara delle gare

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Pier 62 DT
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Re: UTMB la gara delle gare

Messaggio da Pier 62 DT »

Bravo Bravo Mahar, Complimenti, saggissima la decisione di non annunciare subito il ritiro ma riprendere lucidità, esattamente l errore fatto da me alMRWTrail.
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Mahar
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Re: UTMB la gara delle gare

Messaggio da Mahar »

gogo ha scritto:Bravissimo Marco!!!

E' stato bello leggere il tuo racconto perchè anche nelle tue parole hai trasmesso più la gioia delle emozioni e il coraggio di osare che la faticaccia e gli scoramenti del tuo bellissimo viaggio. chapeau ;)
grazie , mi fa piacere, infatti non volevo sembrasse solo una gran fatica, che c'è sicuramente, ma ci sono anche tanti momenti esaltanti e immagini bellissime che ti rimangono impresse nella mente....
e ti resta dentro tantissimo, sto ancora metabolizzando in questi giorni.
montemuggio
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Re: UTMB la gara delle gare

Messaggio da montemuggio »

RITORNO AL FUTURO

Mi approprio, spero in maniera non troppo sacrilega, di un titolo caro ai cinefili per inquadrare la mia UTMB 2021.

È stato un ritorno alle gare di trail running dopo più di due anni e non a causa della pandemia. I miei interessi si sono spostati verso altro in questi ultimi tempi. Ho sottratto tanto tempo al trail running per dedicarlo al triathlon e la transizione non è stata affatto facile avendo tantissimo di nuovo da imparare. Così l’entusiasmo verso il trail è andato calando sempre più. Mi sono ritrovato in quella che uno psicologo di coppia definirebbe una crisi di lungo corso: in effetti la mia prima gara di trail risale all’anno 2006. La componente passionale tuttavia non si è mai spenta del tutto tenuta viva da un inesauribile amore per la montagna.

E così, quando la lotteria ha detto che avrei partecipato all’UTMB 2021 mi sono trovato un po’ spiazzato, confuso. Che fare? Come allenarsi efficacemente senza dover ricominciare daccapo? Con l’aiuto di Stefan, amico caro ed allenatore, abbiamo mescolato triathlon e trail.

Ma come recuperare appieno l’entusiasmo? Da dove riaccendere la passione? Qui il lavoro migliore lo hanno fatto i libri. Sempre più consciamente ho focalizzato le mie letture attorno al Monte Bianco. “Una Coperta di Neve” di Enrico Camanni e “La Montagne ést mon Domaine” di René Desmaison, usato per riscaldare il mio francese, sono i due libri che mi sono rimasti piú cari in questo avvicinamento. Grazie a loro, e al tanto tempo speso sulle cartine dell’IGN, Freney e Peuterey, le Jorasses, il Mont Dolent, e poi l’Argentiere, la Verte e infine i Dru hanno creato la mia personale mappa mentale dell’UTMB. Ai chilometri ed ai nomi dei posti di ristoro si sono sostituite le cime e le pareti che avrei potuto vedere mettendo pazientemente un passo dopo l’altro. Alla paura per la fatica fisica e mentale, si andava progressivamente instillando l’eccitazione di leggere sulle pareti che avrei avuto di fronte la storia delle loro grandi ascensioni.

E così anche i ricordi più belli della gara stessa sono legati alla mia mappa mentale. Un SMS di buon giorno spedito a mia moglie accompagnato ad una foto delle prime luci dell’alba sul Freney. Qualche saluto con un gruppo di ragazzi rumeni nella loro lingua (la mia prima gara di 100km fu proprio sui Carpazi sette anni fa) ammirando assieme la Noire di Peuterey. La valle di La Fouly verso il Dolent che desideravo tanto rivedere, ricordando di averla risalita con gli sci nel lontano 2007. E infine una breve pausa sulla Tete au Vents, con l’arrivo ormai in tasca, ad ammirare la parete dei Dru, teatro di “Premier de Cordée” di Roger Frison-Roche, altro libro-bussola della mia preparazione.
Poi è stata solo festa al traguardo con i miei amici Sebastian e Steffen, Florian e Peter compagni di sofferenze e sogni. Una festa lunga, meritata, emozionante.
E il futuro? Ci saranno altre gare di trail nel mio futuro? Non saprei. L’UTMB e il suo percorso di avvicinamento mi ha fatto capire che la mia è una passione matura, che ha bisogno non solo di chilometri e fatica, ma di contorno e prospettiva.
Ho portato a casa un’immagine da Chamonix, bella e potente: i finisher dalla PTL che corrono verso il traguardo con zainetto da corsa e casco da roccia.
Ecco, forse il futuro è in quella immagine.


PS Qualche parola sulla corsa in sé. Io ho trovato l’UTMB più difficile di quanto credessi, tuttavia ho fatto meno fatica di quanto pensassi. A mio avviso l’UTMB è una corsa che logora lentamente, con un tracciato spesso tecnico, sicuramente non esasperato, ma dove sicurezza d’appoggio in discesa e passo efficiente e regolare in salita sono caratteristiche essenziali per non farsi mangiare irrecuperabilmente energie ed entusiasmo. Molte salite sono ripide, ma non impossibili. Per mia esperienza, oltre appunto ad una solida motivazione che vada oltre il desiderio di vedersi sotto la linea del traguardo, la chiave è un buon allenamento in discesa. Quasi tutte le discese hanno unna pendenza corribile, ma che presenta dei rischi. Se si corre troppo veloci, irregolari, le energie si esauriscono. Ma ancor più da temere è la lentezza. Le pendenze sono tali che ogni frenata influisce sui quadricipiti. Insomma, la parola d’ordine direi che è scorrevolezza. Con Sebastian e Steffen abbiamo avuto la fortuna di essere ben allenati per le discese ed in effetti le abbiamo corse tutte, a ritmo molto regolare. Questo ci ha permesso di arrivare saltellanti sotto l’arco di Chamonix dopo poco più di 43 ore.
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