Bravo davvero, non so se più x averlo finito o per come ce lo ha raccontato. Probabilmente entrambe le cose!Krapotkin ha scritto:Boborosso è da Pulitzer!
(Bobo, se tu vâs su a cori in cjargne fas un fiscio)
Moderatore: maudellevette
Bravo davvero, non so se più x averlo finito o per come ce lo ha raccontato. Probabilmente entrambe le cose!Krapotkin ha scritto:Boborosso è da Pulitzer!
Non so se si è capito, ma a me piace raccontarmi e rischio di essere sempre troppo prolisso... cmq se può essere d'aiuto, ben venga.martin ha scritto:Io, da allenatore, troverei molto interessante sentire come vi siete preparati per il Tor.
Faccio un'altro giro?Corry ha scritto:@boborosso racconto bellissimo. Peccato sia finito. Aggiungici qualcosa dai!
Essere prolisso è una cosa da cui soffro anch'io. Ma quando si parla di una cosa che ci entusiasma è difficile non esserlo.Boborosso ha scritto: Non so se si è capito, ma a me piace raccontarmi e rischio di essere sempre troppo prolisso... cmq se può essere d'aiuto, ben venga.
Aggiungerei magari alla tua richiesta qualcosa che era già stato proposto: la gestione della gara. Nella pratica, ossia dove si può dormire più facilmente, dove si può sperare in un aiuto medico. Non tutte le basi vita sono attrezzate al meglio, mentre ci sono alcuni ristori che fungono quasi da base vita. Se avessi avuto queste informazioni avrei dormito molto di più e sarei probabilmente arrivato prima
Pensavi di farlo qui o volevi aprire un nuovo thread?
Ciao Martin, il Tor l’ho “preparato” molto alla buona. Ho corso parecchi km (più di 3000 prima del Tor) soprattutto sul piatto asfalto legnanese a ritmi lenti (la cosa migliore per infortunarsi), zero voglia di fare lavori veloci, zero voglia di partecipare a gare ormai da un paio di anni (forse perché ho esagerato negli anni scorsi con anche 25 gare all’anno, adesso mi è venuto una sorta di rifiuto del pettorale), il Tor non l’ho mai considerato una gara, come avrei potuto/voluto prepararlo seriamente? ricognizione del percorso? troppo sbattimento! provare a correre di notte e fare microsonni? la vita è già impegnativa così, perché incasinarmela per di più per uno sport di piacere? La mia filosofia di fronte a cose impegnative come Tor e UTMB è sempre stata: allenati il meglio che puoi ma non a tal punto da odiare quello che fai, tanto la sofferenza la incontri già in gara, perché cercarla anche in allenamento? ne basta una!? Non si tratta di fare ripetute per un 10000 o dei medi o dei lunghi per una 42k. Si tratta di sfondarsi di km e D+ per ultradistanze. Ho una vita e una famiglia, non sono disposto a sacrificarle per fare il Tor in 120 ore al posto che 140…Per come mi è andata rifarei tutto così: sono partito da Courmayeur pensando di arrivare comodo venerdì sera, poi gli incontri, la stanchezza, la gestione del tempo hanno fatto in modo di suggerirmi una tattica molto più cauta. Non me lo sarei goduto così se avessi “tirato” tutto il tempo! Per quanto riguarda la preparazione specifica questa primavera un po’ di skialp e bici da corsa, da fine giugno ho inanellato qualche lungo di 40-50 km anche abbastanza tecnico con dislivelli importanti, percorsi tutti a buon passo coi bastoncini per familiarizzare con il loro utilizzo. Nessuna uscita notturna, solo belle uscite diurne con amici che mi sono volate. Avrei voluto perdere qualche kg, stare attento con l’alimentazione, ecc. ma l’unica cosa che sono riuscito a cambiare è mollare vino e bollicine per la birra? (e fare una cura a base di vitamine per una decina di giorni). Cosa mi è mancato? Tanto! Forza nelle salite, quadricipiti nelle discese, velocità e brillantezza nei tratti in piano…ma chissenefrega!? Lo so che non è bello dire così a un allenatore ma voglio essere sincero. Devo dire che come spesso mi è successo la testa dura ha sopperito il fisico…martin ha scritto:Mi dispiace un sacco che siete tutti arrivati a Courmayeur. Voglio dire nei vostri racconti. Cosa avete capito?![]()
Leggere i vostri racconti è stato un momento molto piacevole in questi giorni - emozioni da fare piangere e risate da crepapelle. Molto bravi non soltanto a compiere questo gesto atletico ma anche a sapere raccontarlo in modo coinvolgente.
Io, da allenatore, troverei molto interessante sentire come vi siete preparati per il Tor. Che tipo di allenamento avete fatto, da quando avete cominciato in modo serio a prepararvi, avete creato un programma con varie fasi di allenamento, prima certe cose e dopo altre, sempre uguale, quanti lunghi e come erano strutturate, che problemi avete incontrato durante la preparazione, quale aspetti avete curato di più, avete seguito un programma scritto da qualcun altro o avete fatto DIY, quale parte dell'allenamento ti è servito di più, quale parte meno, quale gare avete fatto durante il periodo di preparazione, cosa cambieresti della tua preparazione adesso che avete finito, è stato più importante la parte fisica o quella mentale, ecc. ecc.?
La mia ovviamente è una interessa del tipo professionale ma penso che tanti altri, magari quelli che si sentono ispirato dai vostri racconti e stanno pensando a fare il grande salto, possono essere interessati a leggervi.
Un invito magari a altri come Corry, Motosega, Massimom e altri che hanno fatto il Tor in passato a condividere la loro esperienza.