Krapotkin ha scritto: ↑15/06/2022, 13:05
El Gae ti puoi sempre trasferire a Vergate S/M
Un poco più seriamente, cosa fa bene e cosa fa male?
Fa bene ciò che mi fa stare bene. Se dovessi fare un'attività che "fa bene" ma che mi fa schifo, probabilmente starei male.
Per fare quello che ci piace siamo disposti ad ogni sacrificio ed infortunio, perchè? ma perchè ci fa stare bene.
Poi ovviamente la realtà che ha la testa sempre più dura della nostra ci rimette in riga e ci fa capire che forse certe attività, pur facendoci stare bene, ci stanno danneggiando. E quindi che si fa? Si cerca di "correre"

ai ripari.
Ma ci vuole anche del tempo per conoscere i nostri limiti e per riparare ad eventuali errori commessi.
ciao caro, è un po' che non ti fai vedere alle garette sul piacentino, tutto bene?
comunque la riflessione su cosa fa bene e cosa fa male è decisamente non banale, proprio perché c'è un benessere fisico e un benessere mentale, ma ci sono anche delle cose che indubitabilmente fanno male (esempio lampante: le sostanze stupefacenti ci fanno stare bene, ma fanno male, e il benessere mentale che generano o il malessere fisico e mentale che genera la loro mancanza di certo non compensano i danni che fanno)
può sembrare un esempio poco calzante (le droghe si sa che fanno male, lo sport si sa che fa bene) ma serve per giungere a un punto: ognuno di noi ha un limite (o meglio ha più limiti) oltre i quali le probabilità di farsi male aumentano, se io sento il bisogno di superare questo limite così tanto da essere praticamente certo di farmi male beh, allora non è tanto lontano dalla droga (il mio non vuole essere un giudizio, non mi permetto nemmeno di giudicare chi si droga, io non lo farei ma è una scelta mia)
se si parla semplicemente di rapporto costi benefici salutistici il miglior rapporto tra benefici e bassi rischi di farsi male si ha correndo in pianura distanze tra i 10 e i 20 km, questa è una statistica sulla popolazione che però ovviamente comprende dal sedentario che rischia di farsi male anche correndo 5 km tutti i giorni (perchè non ha mai corso, è sovrappeso, fuma ecc) al professionista delle lunghe distanze abituato a correre dai 180 ai 280 km la settimana, quindi come diceva trilussa se io mangio 2 polli e tu zero ci siamo mangiati un pollo a testa (anche se nella popolazione in realtà quelli che sono sovrappeso sono molti di più rispetto a quelli in grado di correre più di 180 km la settimana, il che ovviamente è da considerare) quindi giustamente ognuno dovrebbe prendersi il tempo di capire il proprio corpo, trovarne i limiti e con i giusti tempi superarli. mi irrita molto (anche qui, non giudico, dico solo che è una cosa che non comprendo al limite del fastidio) chi non comprende che superare questi limiti vuol dire aggiungere ogni giorno un mattoncino e senza allenarsi si butta su distanze lunghe (mi irrita anche che una gara di trail di 30 km sia considerata corta, quando i primi al mondo la corrono in tempi paragonabili a quelli dei migliori al mondo sulla maratona, e quindi di fatto è una gara di fondo prolungato), sì sono una persona che si irrita facilmente

del resto è comprensibilissimo che a molte persone correre 10 km su una ciclabile bordo strada paia una cosa noiosissima e quindi cerchi altro, me compreso, anche se una delle occasioni in cui ricordo di aver più goduto dell'atto della corsa in sè è stato proprio dopo aver passato due giorni con le gambe rotte dopo una gara, uscendo a fare 10 km tra i campi, al ritmo che mi veniva naturale, mi sono trovato in uno stato di flow mentale e mi son detto che correre è proprio bello! ecco magari qualcuno potrebbe venire a dirmi che sarebbe stato meglio che mi riposassi ancora, però quel giorno il mio benessere mentale aveva bisogno di questo, quindi tutto questo per dire che in un certo modo, per quanto li trovi assurdi, comprendo anche i comportamenti di cui sopra quando qualcuno dice che ne ha bisogno per il suo benessere mentale