Ma daaaaiii!! Con la fantasia che hai ne puoi inventare uno avvincente
Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Ho degli amici che sabato con un cesto di popcorn hanno seguito la marcia della wagner su mosca...io invece aspetto i vs racconti
Peccato manchi quello di boborosso ma confido negli altri e soprattutto in Augusto
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Guarda che Augusto deve ancora arrivare
Ci aveva detto che se la sarebbe presa comoda
Ovviamente so che è arrivato, l'ho tenuto d'occhio
L'erba cattiva....
- augusto losio
- Messaggi: 1661
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Nel 2010 feci la LUT, l’unico anno (mi pare) in cui il percorso originario fu di 90km.
La finii malissimo, in piena crisi per il tratto finale che mi parve brutto, inutilmente sadico, una allungatura del brodo.
Anche per questo motivo ci sono ritornato. Non che il bosco di questa volta fosse un mai-più-senza, ma almeno ho tenuto la testa a bada.
Quindi adesso restano bellissime immagini: io sono innamorato della Valle d’Aosta, ma il tracciato della LUT è stato di una bellezza stratosferica.
La Travenanzes poi si fa perdonare il suo essere duro con (non so nemmeno come dirlo) una tridimensionalità tutta sua, vedevo lo sviluppo del vallone ma nello stesso tempo ogni passo mi rivelava particolari nuovi e inaspettati.
Però consideriamo che ero parecchio cotto ormai, e da qui parto.
Circa 100m di positivo prima di arrivare in cima ho avuto la mia personale epifania: ero messo male (o malino…? No, no: proprio male) e mi trascinavo “triste come chi deve” da qualche quarto d’ora.
Poi, l’ispirazione. Mi giro verso i miei occasionali compagni dietro e a voce alta declamo gli immortali versi: “Porca puttana, io qui non vinco solo la battaglia e sarò finisher, ma vinco la guerra e ricomincio a divertirmi!”.
Ecco, a quel punto mi si imbizzarrisce il destriero e accellero fino alla cima (ora, accellero: in scala proporzionale è stata la scoreggia di una farfalla, ma ero galvanizzato e mi pareva di essere Gaetano Scirea [nato 70 anni fa, morto troppo presto, che la terra ti sia lieve capitano]).
Questa è stata la parte più personalmente coinvolgente, ma non la più bizzarra.
In pieno bosco finale, e siamo a 25 ore abbondanti di una gara che termina in quasi 28 ore, sono solo e sto scendendo tranquillo.
Da un po’ di tempo sento che sta salendo la scimmia delle allucinazioni, ormai ne conosco i prodromi e i sintomi. E infatti.
30 metri davanti, io avanzo e lui avanza, tiene la distanza.
Se intorno siamo sul blu scuroscuroscuro, lui è completamente nero, il nero che assorbe anche quella poca luce attorno.
Tranne gli occhi: sono due luci tonde, abbaglianti ma senza vita.
E danza. Le gambe e le braccia si muovono sinuose, coordinate, in continuo.
Non so che cosa voglia da me, ma spengo la frontale, la riaccendo, lo ripeto, mi copro gli occhi, mi massaggio la faccia.
Niente, lui è lì.
Voglio chiamarlo ma mi fermo: forse se spezzo il silenzio quello si frastaglia in mille pezzi e mi entra nell’anima e mi costringe a fare cose che non vorrei. Tipo film animati di Miyazaki insomma.
Non ho paura, ma sarei alquanto infastidito dal possibile inconveniente: capirete, uno spirito maligno che si impossessa di te a pochi km dall’arrivo, beh, una bella scocciatura.
Allora sto zitto e lo controllo.
Poi ovvio, vengo raggiunto da altri trailer e il tutto svanisce.
Veniamo a noi.
Spero che nessuno si aspettasse da uno come me una descrizione tecnica del percorso. Queste sono le cose principali che porto a casa.
Insieme con una grossa delusione che purtroppo si accompagna alla seriosità di certe occasioni: ai ristori birra o vino manco in fotografia. Forse è proprio per questo che rifuggo, in generale, tutto ciò che è serio.
Ah, sì, un’ultima cosa: vi risparmio la descrizione di quando ho dovuto andare di corpo e pulirmi là dove avevo sparso vaselina con doviziosa maestria e abbondanza.
Ma qui lascio all’immaginazione di ciascuno. Dieci secondi di muto raccoglimento…
La finii malissimo, in piena crisi per il tratto finale che mi parve brutto, inutilmente sadico, una allungatura del brodo.
Anche per questo motivo ci sono ritornato. Non che il bosco di questa volta fosse un mai-più-senza, ma almeno ho tenuto la testa a bada.
Quindi adesso restano bellissime immagini: io sono innamorato della Valle d’Aosta, ma il tracciato della LUT è stato di una bellezza stratosferica.
La Travenanzes poi si fa perdonare il suo essere duro con (non so nemmeno come dirlo) una tridimensionalità tutta sua, vedevo lo sviluppo del vallone ma nello stesso tempo ogni passo mi rivelava particolari nuovi e inaspettati.
Però consideriamo che ero parecchio cotto ormai, e da qui parto.
Circa 100m di positivo prima di arrivare in cima ho avuto la mia personale epifania: ero messo male (o malino…? No, no: proprio male) e mi trascinavo “triste come chi deve” da qualche quarto d’ora.
Poi, l’ispirazione. Mi giro verso i miei occasionali compagni dietro e a voce alta declamo gli immortali versi: “Porca puttana, io qui non vinco solo la battaglia e sarò finisher, ma vinco la guerra e ricomincio a divertirmi!”.
Ecco, a quel punto mi si imbizzarrisce il destriero e accellero fino alla cima (ora, accellero: in scala proporzionale è stata la scoreggia di una farfalla, ma ero galvanizzato e mi pareva di essere Gaetano Scirea [nato 70 anni fa, morto troppo presto, che la terra ti sia lieve capitano]).
Questa è stata la parte più personalmente coinvolgente, ma non la più bizzarra.
In pieno bosco finale, e siamo a 25 ore abbondanti di una gara che termina in quasi 28 ore, sono solo e sto scendendo tranquillo.
Da un po’ di tempo sento che sta salendo la scimmia delle allucinazioni, ormai ne conosco i prodromi e i sintomi. E infatti.
30 metri davanti, io avanzo e lui avanza, tiene la distanza.
Se intorno siamo sul blu scuroscuroscuro, lui è completamente nero, il nero che assorbe anche quella poca luce attorno.
Tranne gli occhi: sono due luci tonde, abbaglianti ma senza vita.
E danza. Le gambe e le braccia si muovono sinuose, coordinate, in continuo.
Non so che cosa voglia da me, ma spengo la frontale, la riaccendo, lo ripeto, mi copro gli occhi, mi massaggio la faccia.
Niente, lui è lì.
Voglio chiamarlo ma mi fermo: forse se spezzo il silenzio quello si frastaglia in mille pezzi e mi entra nell’anima e mi costringe a fare cose che non vorrei. Tipo film animati di Miyazaki insomma.
Non ho paura, ma sarei alquanto infastidito dal possibile inconveniente: capirete, uno spirito maligno che si impossessa di te a pochi km dall’arrivo, beh, una bella scocciatura.
Allora sto zitto e lo controllo.
Poi ovvio, vengo raggiunto da altri trailer e il tutto svanisce.
Veniamo a noi.
Spero che nessuno si aspettasse da uno come me una descrizione tecnica del percorso. Queste sono le cose principali che porto a casa.
Insieme con una grossa delusione che purtroppo si accompagna alla seriosità di certe occasioni: ai ristori birra o vino manco in fotografia. Forse è proprio per questo che rifuggo, in generale, tutto ciò che è serio.
Ah, sì, un’ultima cosa: vi risparmio la descrizione di quando ho dovuto andare di corpo e pulirmi là dove avevo sparso vaselina con doviziosa maestria e abbondanza.
Ma qui lascio all’immaginazione di ciascuno. Dieci secondi di muto raccoglimento…
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
il popolo della seconda notte alla LUT!
Quando la feci io nel duemilaeboh ricordo una pausa in Val Travenanzes con una ragazza geologa che mi declamava le qualità della dolomia mentre i miei neuroni raschiavano il fondo del barile della glicemia.
DIciamo che quando soffri poi te la ricordi
Quando la feci io nel duemilaeboh ricordo una pausa in Val Travenanzes con una ragazza geologa che mi declamava le qualità della dolomia mentre i miei neuroni raschiavano il fondo del barile della glicemia.
DIciamo che quando soffri poi te la ricordi
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Bhé, Gaetano Scirea
, il fantasma (formaggino?
) e la vaselina nel cullo!
Ma cosa volete di più da un racconto????!!!!
!
Ma cosa volete di più da un racconto????!!!!
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Abbiamo due narratori di gran classe! Sarà difficile riuscire a scrivere qualcosa di interessante dopo aver letto i racconti di Boborosso ed Augusto.
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
Capita anche a me di raggiungere lo stato di nirvana, in cui sembra doveroso che gli altri mi ascoltino visto che sto per portare la verità nelle loro menti e nei loro cuori. Per fortuna di solito mi fermo prima di salire sul palco per sproloquiare un editto che spesso non risulterebbe molto intelligente dopo averlo espresso... Percepisco dentro di me un profondo senso di orgoglio che "cazzo! Se sono intelligente!!!", lasciando i miei mancati spettatori più poveri in spirito.augusto losio ha scritto: ↑28/06/2023, 12:11 Poi, l’ispirazione. Mi giro verso i miei occasionali compagni dietro e a voce alta declamo gli immortali versi
Immagino, il fastidio e la scocciatura. Direi di contattare il sindacato dei folletti e delle bestie rare, per dirgli che si organizzino entro i primi 20 km.augusto losio ha scritto: ↑28/06/2023, 12:11 forse se spezzo il silenzio quello si frastaglia in mille pezzi e mi entra nell’anima e mi costringe a fare cose che non vorrei. Tipo film animati di Miyazaki insomma.
Non ho paura, ma sarei alquanto infastidito dal possibile inconveniente: capirete, uno spirito maligno che si impossessa di te a pochi km dall’arrivo, beh, una bella scocciatura.
Grande Augusto!!!
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
E che cultura! Manco sapevo chi fosse Miazaki o come cacchio si scrive
Poi quando ho letto che è l'inventore di Conan mi sono inginocchiato! E' stato il mio ispiratore per tanti anni
Re: Lavaredo Ultra Trail (Bl) 22-25.06.2023
A volere essere pignoli, il Manga di Conan è ispirato ad un libro per ragazzi di Alexander Key dal titolo "The incredible Tide".
Il romanzo è carino e differisce un po' dal cartone