Volevo raccontarvi della mia esperienza alla Traversata Dei Colli Euganei 2024.
So che è una gara a cui alcuni iscritti di vecchia data del forum sono molto legati
Quest'anno ho partecipato anch'io un po' all'organizzazione, oltre che averla corsa, e mi sono reso conto di quanto tempo e passione ci vogliano per organizzare eventi del genere.
Iniziamo con alcuni dati tecnici. Le gare sono due:
- TCE: 42 km / 2300 m+
- Mezza TCE: 22 km / 1250 m+
Partenza: Carbonara di Rovolon (PD).
Dall'anno scorso (2022) non si parte più da Villa di Teolo e i percorsi sono stati interamente rivisti e, a mio parere, migliorati.
Ma iniziamo dal pre-gara...
In settimana, grazie anche al ponte del 25 aprile, abbiamo balisato tutto il percorso. Ovviamente non senza imprevisti:
- balise scomparse nel nulla poche ore dopo che erano state messe
- balise che avevano deciso da sole di cambiare percorso
E noi ovviamente a controllare e ricontrollare il percorso più volte, con gente che penso si sia fatta tutta la TCE due volte in tre giorni
Nonostante ciò si arriva alla mattina della gara belli carichi, complice anche il record di iscrizioni avute quest'anno, con molti atleti iscritti di altissimo livello.
Ma veniamo alla gara...
Arrivo alla partenza piuttosto tranquillo, grazie anche al fatto che sono sentieri che conosco molto bene ed ho avuto modo di ripassare per bene tutte le salite e discese principali i giorni precedenti. Ho un tempo obiettivo ben preciso in testa e sono super determinato a rispettarlo, anche se questo significa non commettere alcun errore di gestione.
Ai nastri di partenza vedo molti volti noti del panorama del trail running veneto e c'è aria di festa, ma al via i top partono a tutta come se stessero correndo un 10K. Io so che i primi 10 km sono tosti e devono essere affrontati in controllo infatti, dopo i primi 500m si parte subito con la salita più tosta del percorso: si sale alla cima del Monte della Madonna (525 m) con 500m+ di dislivello, quasi tutto su single track stretto e sassoso. Il clima è ideale, parto tranquillo e mi lascio passare da un bel po' di atleti, che però riprendo e supero nella seconda metà della salita, che sapevo essere più ripida e tecnica della prima parte. In poco più di mezz'ora sono in cima.
Da lì inizia la discesa alle Fiorine e poi un bellissimo single track che con qualche saliscendi corribile ci porta alla seconda cima di giornata: Monte Grande (476 m). Poi si fa un bellissimo sentiero in discesa che ci porta diretti a Villa di Teolo. Da questa edizione, si fa un nuovo sentiero che evita un lungo tratto ripido in discesa su asfalto. La discesa è molto divertente e corribile e si passa per un punto panoramico bellissimo (Sasso delle Eriche). Penso che sia il tratto più bello di tutta la gara. Le gambe, intanto, hanno iniziato ad ingranare bene e i km passano via veloci.
In poco tempo, mi ritrovo sui sentieri gradonati di Rocca Pendice e, poi, a correre sulle sue "creste" tra salti rocciosi e falesie. Dopo le creste di rocca, si riprende il vecchio percorso dell'alta via 1 dei Colli, con "piccola" deviazione che ci porta fin verso la cima del Venda a quota 545 m. Da lì è tutto molto corribile e in poco tempo arrivo tra i vigneti del Monte Fasolo, dove c'è il rilievo cronometrico di metà percorso. Fin qui tutto bene, tutto secondo i programmi e le gambe sono ancora relativamente fresche.
Si scende veloci al terzo ristoro e, poi, si affronta la lunga risalita tornando verso il Venda. Questa salita, invece l'ho sofferta un pò e non sono riuscito a tenere un ritmo costante ma, invece, ho continuato ad alternare tratti in cui riuscivo a spingere a tratti in cui mi piantavo e dovevo camminare. Purtroppo qui perdo un pò di tempo, ma stringo i denti e scollino ai laghi dei maronari. Da qui si inizia una lunga discesa che prima ci fa passare attraverso i Denti dea Vecia (tratto bello tecnico, ma attrezzato ottimamente con alcune corde) e poi per le cascate Schivanoia. Da lì si arriva al quarto ed ultimo ristoro. Inizia a fare caldo e sento che il quadricipite sinistro è vicino al limite dei crampi.
Passato il ristoro manca l'ultima vertikal di giornata: salitone nel bosco prima, poi in mezzo agli ulivi e di nuovo nel bosco. Si passa per la chiesetta di Sant'Antonio Abate e poi si costeggia il versante ovest del Monte della Madonna, smaddonnando su alcuni salti rocciosi che ho dovuto affrontare combattendo contro i crampi alla gamba sinistra.
Da lì ci sono gli ultimi 350 m di dislivello in discesa che, visto che sono al limite con i tempi, affronto a tutta. Veramente, sono andato giù a velocità che non credevo per me possibili, spingendo sempre a tutta e saltando da un dosso all'altro.
Finalmente vedo il campanile di Carbonara e, poi, il traguardo: 5h:06. In ritardo di 6 minuti, ma che gara, ragazzi. Miglior prestazione per me in gara ad oggi.
Del post-gara ricordo soprattutto strani personaggi che cercavano di convincere gli atleti assetati che l'acqua di cedro fosse il miglior rimedio contro la disidratazione