Scusate l'attesa, ma ormai dovreste essere abituati…

L'obiettivo stagionale ormai è arrivato, penso di aver fatto i compiti abbastanza bene e credo di essere preparato per tutto ciò. L'idea è quella di finire sub 20 ore, le scarpe per farlo, ironia della sorte, sono le stesse del sub 20 di Pau Capell, le ormai vecchie TNF Flight vective.
Partenza giovedì mattina, destinazione Valle di Cadore, viaggio che è andato bene, ho superato Milano senza problemi e nel primo pomeriggio arriviamo in Hotel.
Scoperto il primo problema: non ho chiuso bene il tappo di una bottiglia d'acqua che ha bagnato tutto il contenuto di un borsone, scarpe da gara comprese! Le metto sul balcone per farle asciugare.
Facciamo un giro per Cortina per vedere l'atmosfera in centro e capire i tempi di viaggio: gli spostamenti tra traffico e navetta messa a disposizione del comune e dell'organizzazione è abbasta difficoltosa, purtroppo il tutto è rallentato dai cantieri per le olimpiadi.
Purtroppo, mentre siamo in giro, si sprigiona un temporale che purtroppo costringe i vigili del fuoco a bloccare la strada del ritorno all'albergo, rimaniamo bloccati per poco più di un ora.
Venerdì decidiamo di andare in centro a ritirare il pettorale, un breve giro e ritorno in camera per riposarsi e prepararsi in tranquillità.
Le scarpe si sono asciugate, però avviene un altro problema: durante l'operazione di riempimento delle flask, ne abbandono una con le pastiglie effervescenti di sali e l'acqua, ma quando la riprendo è diventata un palloncino, che purtroppo ha una piccola perdita (non mi è mai successo, evidentemente le borracce dell' ADV skin sono più leggere di quelle che avevo). Fortunatamente ho anche delle altre flask che però mi creano qualche dolorino con l'uso dello zaino da gara.
Partiamo per Cortina, il viaggio va meglio, alla fine ho il tempo per mangiare, riposare un attimo e consegnare le sacche con tranquillità e schierarmi in griglia, anche se ho temporeggiato un po' troppo, essendo che mi ritrovo verso la fine del gruppo, ci ho messo 9minuti per attraversare l'arco, però quest'anno, l'organizzazione ha piazzato un imbuto sulla linea di partenza da cui partiva il cronometraggio e per riuscire a sgranare il gruppo.
Son partito abbasta arrembante per recuperare qualche posizione, al primo ristoro sono arrivato in 567esima posizione, ho trovato una bolgia, (terrò a mente il consiglio di Martin). Successivamente ho mantenendo per tutto il percorso la posizione tra 500esima e 400esima la situazione ai ristori è stata vivibile.
Fino a Cimabanche tutto è andato bene a parte un po' di dolore agli archi plantari (cosa mai successa), fortunatamente durato solo per un certo periodo, però arrivato alla base vita, ho evitato rischi e ho cambiato scarpe. Dopo poco ho iniziato ad avere qualche problema intestinale, ho dovuto fare 2 pit stop forzati, che purtroppo mi hanno condizionato perché, se prima di questi problemi mi stavo alimentando bene, rispettando la tabella prefissata, dopo ho avuto un po' di nausea e non ho avuto la lucidità di gestire meglio l'integrazione anche perché forse la mente poi era distratta dalla val travenanzes.
Procedo però il ritmo è sicuramente calato, il caldo si fa sentire e la stanchezza anche, raggiungo il col Gallina però forse inizio ad essere condizionato dal cronometro (sono arrivato in poco meno di 16 ore e 30) e la stanchezza e mi aiuta a demotivarmi anche se guardando il resoconto sul sito della gara a Mondeval al km 109 raggiungo il miglior piazzamento in classifica la 409esima posizione. Purtroppo da lì in poi le gambe non girano più e quindi fino a Cortina mi sono arrangiato e arrancando come ho potuto senza sfruttare la parte terminale del percorso che come avete scritto era corribile.
Arrivato in corso Italia sono stato accolto bene da Cortina, attraversato l'arco in poco più di 21 ore e mezza, mi medagliano, scambio qualche parola con la mia compagna, bevo quello che mi rimane nelle flask e subito dopo sento che c'è qualcosa che non va, non faccio in tempo di trovare un posto per sedermi che mi accascio a terra e perdo i sensi per pochi secondi. Vengo subito trasportato nella tenda del primo soccorso e poi mi portano al pronto soccorso più vicino e mi somministrano delle flebo per reidratarmi, oltre a ciò, l'istinto materno delle infermiere fa in modo che mi portino una quantità importante di cibo. Se a Cortina il terzo tempo è quasi inesistente io mi sono fatto un pranzo da ristorante. Non tutto il male viene per nuocere.