TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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mircuz
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da mircuz »

Complimenti a padre e figlio, anche se il secondo sembra molto più maturo del primo.
Di mio sarei contrario a fare una gara come il TOR in età così giovane: poi se arrivi in fondo, dopo cosa fai? E' un bruciare le tappe che non mi piace. Con questo non voglio dire che hai sbagliato, ogn'uno è diverso, ogn'uno fa le proprie scelte, per fortuna!
Bravi, bravi.
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Offriends
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da Offriends »

Pietro sei più maturo di tuo papà...e credo che Augusto ne sarà felice!!!
Un abbraccio!...magari l'anno prossimo lo farai come me... :lol:
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augusto losio
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da augusto losio »


dando buca a qualcun altro...alla cena del sabato eravamo a tavola con dario che martin ha citato.
11 secondi sotto alle 106 ore, e ci diceva che voleva migliorare le 110 ore dell'ultima volta.
profonda ammirazione.
rispetto poco perché dario, che è una persona molto bella da conoscere, è un cazzone senza speranza.
ciò che contribuisce al piacere di conoscerlo.
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andard
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da andard »

rinnovo i complimenti a tutti i Giganti del forum! Grazie per i racconti, sempre interessanti e densi di emozioni.
@ Pietro hai tutta la mia stima, questa volta è andata "male" ma puoi riprovarci in futuro, considerando la tua età hai già fatto tanto, molta gente non ha mai nemmeno fatto un trail così lungo come te, io a 43 anni non corso più di 120km.
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Boborosso
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da Boborosso »

E così... scrivo qui le mie memorie... abbiate pazienza


TOR DES GEANTS 2025


Domenica 14 settembre 2025. Sono a Courmayeur. Tra pochi minuti, alle 10.00, partirà la prima ondata dei top-runner. Io parto con la seconda alle 12.00 e, per ora, faccio da spettatore.
Il clima pregara è veramente una figata, bandiere di varie parti del mondo, gente che urla, gente che fa foto, giornalisti che riprendono l’evento, musica rock a palla.
L’organizzazione ha distribuito bandane e bandierine di uno sponsor color giallo fluo, è questo il colore prevalente tra il pubblico: un giallo fastidio che dà forza al colore del sole, che finalmente fa capolino tra le nuvole. Sta notte ha piovuto qui e nevicato in quota, il Monte Bianco si presenta in tenuta candida da festa e fa da cornice ai partenti.
Emotivamente sono meno coinvolto rispetto alla volta scorsa: non ho la famiglia, non è la prima volta, mi sento solo un veterano che ripeterà una performance, pure mediocre. Ho grandi aspettative e voglia di cominciare. Sono sicuro che porterò a casa anche questa edizione e mi sono fatto un programma per chiuderla in 134 ore, che per me è tanta roba. Vedremo come andrà.
Le 134 ore le ho pensate per 2 motivi: 1) il TOR è famoso perché il venerdì sera viene neve e bloccano la gara 2) il sabato voglio passarlo a bere aperitivi.

La prima ondata parte, con la bolgia tipica di questa gara. Dopo 1 km il primo cinese ha già dato 200 metri di distacco agli altri… corri lepre, corri, che tra 2 km sei piantato in salita!
Torno in albergo e finisco di prepararmi, mi cremo e pranzo con la pasta fredda che mi ero portato da casa (il primo ristoro sarà alle 15 del pomeriggio).

Alle 11.20 sono di nuovo in zona partenza. Il clima è cambiato completamente, la musica è una musica soft, la gente non esulta più, niente bandierine o giornalisti, stanno per partire “gli sfigati”…
Saluto gli altri partenti che conosco, Augusto e suo figlio, Cesare, Giorgio, Fausto. Chissà, forse in questo TOR avrò un po’ di compagnia!
Comincio a godermela e ad entrare nel clima, che figata essere di nuovo qui! Viaaaa! Questa gente che applaude proprio me fa un bell’effetto. Sto bene e sono felice.
Prima salita, cerco di gestire ma cerco anche di spingere, in fondo quelli che mi accompagnano nella corsa sono del gruppo “gli sfigati” come me, non è il caso che rimanga troppo indietro. Dopo 6-7 km comincio addirittura a sorpassare.
A tre quarti della salita ci sono due ragazze cinesi che fanno un tifo stupendo, senza respirare un attimo. Fa capolino la prima lacrimuccia di gioia per merito del loro spirito contagioso.
Scollino, saluto Cesare e in discesa supero un bel po’ di gente, fino a trovare Fausto. Partiamo in discesa assieme e superiamo molte persone, ci salutiamo più volte ma continuiamo a ritrovarci per poi aumentare il passo e superare gli altri. E allora via… praticamente sempre assieme fino a La Thuile.
Arriviamo al ristoro, una vigilessa ci viene incontro e alza la paletta, finalmente posso sfoggiare la mia frase “Agente, cosa succede, stavamo correndo troppo???”, l’agente ovviamente non ci caga: è impegnata con una macchina dietro a noi, la quale cerca di avanzare falciando runner…
Mangio veloce, sento che il tempo incalza, ho quasi mezz’ora di anticipo sulla tabella di marcia ma sono in modalità competizione-ON. Seguiamolo questo bianconiglio che scappa (TIC-TAC… dai cazoooooo). Dopo il ristoro il tratto è in leggera salita e mi ritrovo a corrucciare a momenti… ma serve? Finalmente parte la salita vera e propria e “rallento”, sempre e comunque con un passo allegro. Con questo passo arrivo veloce al rifugio Deffeiez, indossando poco prima l’impermeabile perché fa freddino e pioviggina. Reincontro Fausto e poi lo saluto perché ho fretta... Ci infiliamo dentro una nuvola e fa freddo. Altri si sono coperti anche le gambe, io sto bene con l’impermeabile e basta (il mio impermeabile è un 20k… tiene fin troppo caldo).
Arrivo al Passo Alto che il wind-chill la fa da padrone. Faccio un video in cui non si capisce una sega, ma il brogliaccio del testo è questo: “Passo Alto… un po’ di arietta… modalità cazzodifreddo attivata, Goldrake… Fuori!!!”, me la rido tantissimo, scollino e scendo sui gradoni di roccia. La volta scorsa qui correvo pure troppo, sollecitando le ginocchia, quindi tengo un ritmo conservativo ma sempre allegro. Sta per venire buio e più freddo.
Al ristoro del Rifugio Zapelli ci obbligano a mettere i pantaloni lunghi, siamo a 2000 mslm e non fa freddo né c’è aria in questo momento, mi sembra una richiesta esagerata ma mi adeguo indossando i pantaloni antipioggia, lasciando le cerniere aperte fino al ginocchio, pronto ad abbassarle se il freddo aumenta. Mangio qualcosa di caldo e riparto. In salita ho un concorrente davanti, va lento ma opto per stargli dietro, ci sono 700 D+ da fare e ho paura di spingere troppo. Dall’altra parte della valle si vede il serpentone di frontali che scendono da passo Alto, mi scopro veramente molto avanti in classifica! Arriviamo alla sella che siamo un trenino di 15 persone, c’è molto vento, io mi butto disteso sul prato, lasciando passare tutti. Perché? Perché si sale ancora per arrivare al Col Crosatie, passando in cresta, con un vento assurdo e su un sentiero molto tecnico. Stare accodati su un tratto del genere rischia di essere molto pericoloso, basta poco per urtarsi e che qualcuno cada nel vuoto. Riparto dopo che sono passati tutti, sereno. Il vento è veramente importante, ma che figata! Mi sto proprio divertendo!
Oltre la sella il sentiero perde di tecnicità e il vento scema, reincontro Fausto, che non so se ho raggiunto o mi è arrivato da dietro, ma in discesa accelero e lo saluto. Non vorrei andare troppo veloce visto che devo fare 1400 D-, ma questi sono i morti di sonno… una ragazza mi supera e mi accodo, ottenendo vari risultati a mio favore: 1) tutti fanno passare la ragazza senza protestare e riesco a superare gli altri senza problemi 2) non ho uno che puzza davanti a me 3) il suo passo è allegro senza strafare, così salvaguardo le ginocchia 4) un bel culo è sempre un bel culo.
Arrivo a Planaval che ho perso la ragazza, mangio the e riparto subito. Adesso c’è un mangia&bevi blando, lo vorrei gestire camminando, ma mi scopro spesso a fare qualche passo correndo. La base vita è stata spostata di 2 km rispetto a 4 anni fa, un po’ mi secca: ci arrivo con 54 minuti di anticipo rispetto alla volta scorsa, ma 2 km sarebbero altri 20-25 minuti di vantaggio… Sono veramente veloce!
Alla base vita di Valgrisenche incontro prima Fausto e poi Augusto, mi perdo un po’ in chiacchiere e ci sto 50 minuti invece dei 30 previsti. Non faccio la doccia perché l’acqua è ghiacciata ma cambio gran parte dei vestiti.
Pronto a ripartire!
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martin
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da martin »

Bello, bello! Ma non lasciarci sospesi nel bel mezzo del Valgrisenche ;)
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Corry
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da Corry »

I racconti del Tor senza i racconti del Bobo non sono racconti del Tor :?
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motosega
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da motosega »

Corry ha scritto: 01/10/2025, 12:55 I racconti del Tor senza i racconti del Bobo non sono racconti del Tor :?
E i racconti del del Bobo senza i racconti del Tor non sono racconti del Bobo ? :shock:
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Boborosso
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da Boborosso »

SECONDA TAPPA

Esco dalla base vita, è quasi l’una di notte ma sono bello fresco. L’adrenalina della gara sta facendo il suo lavoro. Indosso antivento sia nella parte superiore che sotto.

Cacchio… non ho “aggiornato i miei fans”… cellulare, invia foto a gruppi e stato whatsapp, PAMM! Inciampo e batto lo stinco su un sasso… dolore… ho un fotografo 5 metri davanti a me:
- mi hai fatto la foto?
- no…
- vuoi che rifaccia la caduta?
- Per fare la foto?
- Eh… sì… vabbè… dai… pace.
I pantaloni non sono strappati, sotto un piccolo rivolo di sangue appiccica la tela del pantalone alla gamba. Solo un leggero fastidio.

La salita adesso non è impegnativa e arrivo facilmente al Chalet de l’Epée tirando un trenino di 10 persone. I volontari sono simpaticissimi e scherziamo su quanto sono fortunati ad avermi lì, con loro, in questa notte stupenda. Mi sento speciale, schizzo via e sento che scherzano allo stesso modo con un runner a caso subito dopo. Sono solo uno dei speciali tra i tanti speciali che perculano!
La luna fa capolino proprio sopra alla sella del col Fenetre verso cui stiamo andando, l’effetto buio/scie di frontali/stelle/luna è magico, decisamente gratificante, provo a fare una foto ma non rende, la magia è “qui e ora” e godo della salita blanda contornata da questi giochi di luce. Altro che fonici, fari e strobi.
Arrivo alla sella, c’è un bel gruppo di persone davanti e dietro a me ma sono tutti in palla e cominciano ad affrontare la discesa con cautela. Questa è la discesa più impegnativa del TOR, fa paura da quanto è pendente, ma io la paura ce l’ho avuta la volta scorsa e quest’anno sono preparato. Sarà anche che ho le scarpe allacciate molto strette apposta, ma inizio a superare con passo sicuro senza scivolare. Sgaso, impenno e supero. Dopo 10 minuti ho il buio davanti… ho superato tutti! Mi giro e sopra di me ho un albero di natale di frontali che illumina il sentiero a zig-zag. Torno a girarmi: il buio. Figata! Sono primo! (seee… primo…). Non voglio certo farmi riprendere e quindi tengo un passo allegro, arrivo ad un passaggio verticale con graffette in ferro piantate sulla parete di roccia per i piedi e la corda per reggersi, non me lo ricordavo ma avanzo sereno. Me lo immagino, quando i mercanti facevano questo pezzo in sella ai muli... la locandina diceva “il TOR percorre le alte vie 1 e 2, percorse dai mercanti per spostarsi tra le valli”, ora finalmente capisco che la pubblicità spesso mente e che i sofficini Findus non faranno mai il sorriso cremoso se li incidi con la forchetta… bastardi…

Supero un corridore fermo a fare non so cosa, con la luce frontale spenta, mi osserva stranìto come si guarda una cometa che passa veloce. Il sentiero pian piano spiana ma continuo ad andare sereno e veloce, superando qua e là quei pochi corridori dispersi (incredibile come in cima ci fossero più di 50 persone concentrate in 200 metri e qui non ci sia nessuno).
La frontale è in riserva, mi sono accorto all’ultimo ristoro che l’avevo impostata al massimo riducendo la durata a 3 ore invece di 15… sta proiettando una luce flebile, ma sufficiente… là, in fondo alla valle, si vede Rhemes… dai che ci arrivo senza cambiare batteria!
Pochi metri all’asfalto, la frontale lampeggia allertandomi che sta per spegnersi, un corridore mi sorpassa e in contemporanea il cellulare dice “chiamata d’emergenza inoltrata, attendere prego”… ma checcazz??? Prendo il cellulare, sto chiamando il 112, probabilmente numero fatto dalla borraccia bagnata… blocco la chiamata e corro prima che si spenga la frontale del tutto, arrivo alla strada illuminata e spengo… appena in tempo.

Entro a Rhemes, pausa bagno, scopro che c’è un dormitorio, oltre a gente distesa a dormire dovunque. Non ho sonno, prendo qualcosa da mangiare di caldo e mi siedo con difficoltà tra due dormienti, cercando di non svegliarli. Il ristoro è affollato. Non mi sento comodo, così in bilico sulla panca, di conseguenza parto subito. Il bianconiglio in me riprende il sopravvento e schizzo, sono schizzato. Decisamente schizzato.

Mentre salgo, il cielo comincia a schiarire e la testa comincia ad annebbiarsi, finalmente il primo momento di crisi della gara! Lo stavo aspettando… potrei pensare ad un microsonno, non vedo un posto ideale (coperto, con fondo di aghi di pino, in semipiano) e alla fine decido di buttarmi comunque dentro una conca nel terreno piena di cespuglietti che sembrano rododendri. Sono all'asciutto, non c’è aria, stòdaddio. Dormo 15 minuti e riparto. La mente è un po’ annebbiata ma il corpo gode del beneficio del microsonno. 10 minuti dopo e supero un casolare abbandonato, a saperlo lo avrei potuto sfruttare per il microsonno. Salgo un po’ ciondolante, poi supero una ragazza più in pappa di me e mi riattivo. Possiamo dire che ormai è giorno, si vede la cima da raggiungere dell’Entrelor e lo sviluppo della prossima salita, la più verticale della gara. Spezzo la salita in due e salgo con nuovo vigore. L’ultimo pezzo è di gradini in ferro e corde, e scollino. Ho appena terminato la seconda salita terribile di quattro (nella mia testa: Col Crosatie/Entrelor/Loson/Coda, il resto è falsopiano)! 72 m e 6.500 D+ fatti, ora discesa fino a Eaux Rossex, senza esagerare ma comunque correndo. Mia moglie mi scrive che sono 489°… ma quanto sto tirando???
Si ripresenta il dolore all’ileopsoas destro, che mi porto dietro da 3 anni. Mi ero fatto fare un massaggio prima di partire ma adesso si sta tornando ad infiammare. Non ci sono massaggiatori al ristoro, mi massaggio un po’ da solo e riparto, adesso salitona fino a quota 3299 mslm, col Loson! Fa decisamente caldo, sono le 10 e mezza di mattina e la temperatura è decisamente elevata, su un sentiero spesso senza alberi. Vorrei rallentare un attimo, ma ci sono 4 concorrenti a solo un tornante di distanza e non voglio farmi superare. Entriamo finalmente nel vallone del Loson, c’è una fontana e una baita, mi fermo a riempire le borracce e lascio passare. Dopo 30 minuti faccio una pausa di 5 minuti e lascio passare altra gente, mi guardano allarmati. Incredibile come, in una gara di 6 giorni, se uno si ferma 5 minuti fuori da un ristoro sembri un delitto… Mangio uno snack e riparto. Ma qualcosa non gira nel modo giusto. L’infiammazione all’ileopsoas si fa sentire e sento un mezzo fastidio anche sull’anca sinistra, probabilmente sollecitata perché compenso appoggiandoci troppo peso. Si alza un po’ di vento, ma il sole continua a battere sulle nostre teste, caldo&freddo.
Vedo un barboncino poco più in alto, ma è un’allucinazione. Bene.
Dopo 1 ora in cui mi trascino, decido che devo fare qualcosa per quest’intorpidimento che non passa. Sono a 2800 mslm, trovo una conca con dei funghi prataioli (incredibile, così in alto, ma tant’è), se ci sono funghi è una zona poco ventosa e mi fiondo dentro per 20 minuti di sonno. Incredibilmente i runner che passano mi lasciano in pace e dormo tranquillo. Mi sveglio, mangio uno snack e parto. Da 2800 a 3300 non mi fermerò mai, pensavo di dovermi fermare ogni 100 m D+ come la volta scorsa, ma il sonno ha fatto benissimo e mi ha addirittura fatto passare l’infiammazione che sentivo alle anche. Stòdaddio.

Col Loson: fatto.

- Ciao Giovanni!
- E tu chi sei?
- Scusa, abbiamo fatto almeno 20 km assieme dall’inizio, in cui leggevo il tuo nome sul pettorale mentre mi facevi strada, mi sembrava ormai di conoscerti
Facciamo la discesa assieme, perlomeno un bel pezzo, ci tiriamo a vicenda e i km volano chiacchierando. Arriviamo al rifugio Vittorio Sella, lui scompare, io mangio finalmente seduto (probabilmente per la prima volta nella gara…) per 5 minuti. Riparto, una ragazza mi propone una caramella allo zucchero e io accetto (sarà finalmente quella che ti offre le caramelle con la droga da cui mia nonna mi ha tanto messo in guardia quand’ero piccolo?). Ciuccio la caramella e già mi godo le due ore di sonno previste in base vita a Cogne. Un runner mi tallona, non lo conosco ma aiuta a tenere il ritmo, scendiamo baldanzosi e superiamo tutti quelli che mi avevano superato nel sonno di 20 minuti.

Mancano 3 km alla fine della discesa, lo stomaco inizia un discorso, prendendola alla larga, in cui mi spiega che fare 1800 D- tutti di corsa non è una bella idea e che lui così non è felice. Programmo di rallentare un attimo ma, nel mentre, anche l’ileopsoas destro e l’anca sinistra cominciano un discorso elaborato. Ma state un po’ zitti…
Eeeee…. PAMMM. L’anca sinistra si blocca, dolente. Corro? Eh… no, caro. Cammino zoppicando… ma pork…
Valuto l’accaduto, ma al momento sembra che il problema non sia facilmente risolvibile: i muscoli si massaggeranno, ma il dolore che sento tra anca e femore come si potrà risolvere? 3 km di discesa e 3 in piano in cui zoppico, chi mi supera mi chiede se ho bisogno di una mano, io sono preoccupato che i medici mi fermino e non mi lascino ripartire. Sono abbastanza sconsolato e non mi sembra ci sia una luce in fondo al tunnel.
Base vita, mi chippano e vado subito dai massaggiatori, incrociando tutte le dita possibili per scaramanzia.
- Ho così, così e così… si può fare qualcosa?
Dietro alla massaggiatrice il cielo si rannuvola e diventa grigio scuro, la massaggiatrice mi guarda fisso e, tra i lampi e fulmini, esordisce:
- Si… può…. FAREEEE!
Schizzo in doccia e torno in zona massaggi, mi affidano ad un massaggiatore di 1 metro e 95 per 110 kg, con la bandana sulla fronte modello karate-kid, mi butta sul lettino e comincia a penetrarmi l’addome con le dita, in cerca dell’introvabile ileopsoas, sorride, annuisce, mi fa l’occhiolino e insiste, masochista, mentre io vengo spupazzato sull’addome, sui quadricipiti, sulla bandelletta, sull’anca. 45 minuti di trattamento (mal-trattamento) e sono rinato, mi dà un sacchetto di ghiaccio e mi manda a nanna, mangio e mi butto in branda per 1 ora e 40 di “sonno con ghiaccio”.

Risorgo, trovo Fausto e programmiamo di uscire dopo 20 minuti assieme per la prossima tappa. Ho cambiato solo i calzini e mi rivesto modello Trinità, crema, snack, pronti. Fausto si è cambiato tutto, chissà se gli darà fastidio il mio odore. L’anca sta buona, per ora.
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michelevarrella
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025

Messaggio da michelevarrella »

Sono tutti belli i racconti del Tor, e poi dooo che è due anni che faccio l’assistenza ad un’amico e lo vivo da detto, sono ancora più belli perché mi ci immedesimo. Però non me ne vogliate ma quello di Augusto, sapendo che è in coppia con il proprio figlio, è qualche cosa di particolare.
Complimenti Augusto per la gara e il racconto.
Comunque complimenti a tutti👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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