come giustamente evidenzia martin per capire i risultati di una ricerca bisogna guardare le distribuzioni, le code, i quartili ecc...martin ha scritto: ↑29/09/2025, 15:01 The theory that repeated bouts of acute stress on the heart may lead to chronic myocardial damage remains to be demonstrated.
It must be underlined that the cause–effect relationship between such abnormalities and the exercise and, most importantly, the prognostic relevance of such findings remains to be established.
It would seem erroneous, however, to assume that a linear relationship exists between exercise volume and cardiac health.
In conclusion, long-lasting endurance sport practice is associated with a higher risk of incident symptomatic LAF in men, but the absolute risk of this arrhythmia among sport practitioners remains low.
Potrebbe, forse, evidenza poco significativa, rilevanza discutibile, rimane da dimostrare, rischio basso.
Questi i conclusioni dei articoli.
Non basta leggere i titoli dei articoli di ricerca per trarre conclusioni, come spesso succede da parte di tanti giornalisti. Bisogna leggere tutto l'articolo e comprendere quello che sta scritto. Ricordando che chi fa ricerca ha sempre interessa a farsi pubblicare perché è cosi che si fa carriera - e aggiungo, da parte delle riviste viene pubblicato più volentieri una ricerca shock che una ricerca seria e ponderata.
oltre che capire che spesso la singola ricerca dice poco, quasi sempre conclude che sono necessarie ulteriori ricerche, e dopotutto la singola ricerca non è scienza per una serie di motivi, l'evidenza scientifica si forma quando una serie di ricerche evidenziano che i risultati concordano e che magari i risultati di una serie di studi controllati concordano con gli studi epidemiologici di coorte
mentre noi spesso ragioniamo in maniera binaria (e non per distribuzioni di probabilità) e siamo quindi soggetti ad essere colpiti da studi che hanno conclusioni all'apparenza sensazionali
per me il corretto ragionamento da fare è che esiste una distribuzione di volume di esercizio ottimale per la popolazione, dove la maggior parte della popolazione hanno i maggiori benefici salutistici in un certo intervallo di volume, vi sono poi le code della distribuzione ovvero una quantità di individui che avranno già problemi a quel volume e una certa quantità di individui in grado di tollerarne invece uno maggiore, questo vale per la popolazione ma per il singolo, cioè ciascuno di noi che poi è quello che ci interessa diversamente, è interessante capire chi siamo e dove ci collochiamo nella distribuzione (cioè ad esempio siamo ex sedentari, con una genetica scarsa, con pregresse problematiche fisiche... oppure siamo persone attive, che hanno sempre fatto sport, con una buona genetica e che naturalmente non abbiamo problemi fino ad un certo volume di allenamento?)
e una volta capito questo dobbiamo anche pensare che non possiamo cambiare il passato, ma che possiamo cambiare il futuro, cosa che spesso richiede anni ma non di possiamo fare niente: la fretta anzichè accellerare il processo rischia di farlo rallentare)
certo se siamo ex sedentari e scarsi non diventeremo nè kilian ne bekele anche in 10 o 15 anni, ma di certo possiamo diventare una versione migliore di noi stessi, accettando i nostri limiti e provando a spostarli un po' più in là poco alla volta
vedo che invece un sacco di gente da ex sedentaria in relativamente poco tempo vuole raggiungere risultati molto distanti (inizio a correre perchè voglio correre una maratona, anzi no perchè voglio correre un'ultra), e questo penso che a molti non faccia bene (il fatto che alcuni ci riescano non significa nulla proprio perchè alcuni sono naturalmente nella coda della distribuzione, oltretutto dovremmo anche analizzare quanti ci riescono ma poi smettono tornando ad essere una versione peggiore di quella di partenza). accettare i propri limiti non vuol dire che questi siano scolpiti nel marmo, ma che dobbiamo capire quali sono e spostarli un po' più in là, anno dopo anno dopo anno, chi riesce a fare la giusta progressione alla fine è quello che ottiene i maggiori benefici anche dal punto di vista salutistico