C'è sempre da imparare

Preparazione, alimentazione, gestione gara
Vaste92
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da Vaste92 »

Uno studio che potrebbe essere molto interessante:

https://www.frontiersin.org/journals/nu ... 27404/full

In pratica osserva che dopo 4-6h di esercizio fisico intenso (60-70% di VO2max), il corpo inizia ad usare sempre più grassi e meno carboidrati come fonte di energia. A parità di intensità fisica, passare le 6h, il corpo può arrivare a produrre il 77% dell'energia totale spesa bruciando grassi. Questo senza avere cali di prestazione osservabili.

Studio fatto su triatleti Ironman.

Piccola osservazione personale: quest'anno ho ripetutamente osservato che riesco a mantenere 60-80g/h di carboidrati solo per 6, massimo 8h di gara. Dopodiché devo via via diminuire i carboidrati. Tuttavia, senza variare in maniera significativa il mio passo gara. Per esempio: qualche settimana fa ho corso 120km e 7700 di dislivello. Ho tenuto i 60g/h per i primi 60km, ossia circa 10h di gara. Dopodiché ho diminuito fino ad attestarmi sui 20 g/h. Però in salita ho continuato ad andare più o meno con lo stesso passo (700-900 m/h), senza sentirmi troppo stanco. Di certo, non avevo nessuna avvisaglia di ipoglicemia e, infatti, non ho mai avuto una crisi.
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deeago
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da deeago »

E' affascinante, ma se ho ben capito suggerisce il contrario di quanto detto finora, cioè l'articolo dice che non è obbligatorio bruciare tanti carboidrati.

Ho letto un po' frettolosamente, però sono un pelo scettico per due ragioni: campione molto esiguo (pochissimi atleti), per cui quanto osservato potrebbe dipendere da qualche "errore di fondo" (bias). E poi uno degli autori è Tim Noakes, che è uno strenuo difensore della LCHF, quindi ha sicuramente un pregiudizio.
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martin
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da martin »

Avevo ascoltato circa 10 giorni fa un episodio del podcast "The Real Science of Sport Podcast" in cui hanno discusso, e criticato abbastanza pesantemente, questo scritto "paper" (definirlo studio o ricerca secondo me sarebbe un po' azzardato). Una tesi basato sui risultati di un'atleta, anche se è il campione del mondo di Ironman, non può essere definito una ricerca. Piuttosto un'indagine su un'ipotesi e un campionatura di N=1.
Il podcast è gestito da Prof. Ross Tucker e Mike Finch che è giornalista e editore di Runners World Sud Africa. Tutti due sud africani che è significativo perché conoscono personalmente Tim Noakes (anche lui sud africano) e, addirittura, Ross Tucker è stato studente di Tim Noakes e ha fatto il suo Phd sotto la sua supervisione.
Ovviamente avanzano (il Prof. Tucker che è chiaramente più competente dell'altro) gli stessi critiche che ha esposto Deeago qui sopra, più altri di natura scientifica sulle varie teorie menzionate nello scritto.

Non so chi ha ragione ma mi sembra che si tratta più di proposte di discussione che non una vera ricerca scientifica con risultati statisticamente significativi.
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Corry
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da Corry »

Io però mi ci ritrovo abbastanza ed ho sempre pensato che chi va piano come me, nelle gare oltre i 100 km, non abbia poi bisogno di carboidrati con questa frequenza.
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andard
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da andard »

Il tuo pensiero Corry è condivisibile, infatti mi sembra che sia già stato scritto in precedenza nel topic, gli elite vanno ad un altro ritmo di conseguenza hanno altre esigenze
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mircuz
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da mircuz »

A mio parere non è corretto fare copia incolla con la strategia nutrizionale dei top runner, ma anche se io tapascione vado più piano, lo stesso magari mi sto tirando il collo al limite, quindi meglio non trascurare l'assunzione di gel o simili.
belladitheboss
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da belladitheboss »

secondo me viene confermata solo una cosa abbastanza nota: alle intensità di distanze ultra il corpo è benissimo in grado di andare avanti con pochi carboidrati e tanti grassi, ovvio che se gli continuo a dare carboidrati userà quelli, se gliene do meno usa più grassi
per discipline come l'ironman dove l'intensità deve rimanere il più costante possibile non ci sono grossi problemi (ogni atleta può fare come gli riesce meglio)
per altre discipline dove magari bisogna chiudere con una volata non arrivare alla fine in deplezione di glicogeno potrebbe essere utile (al professionista che si gioca le olimpiadi per lo meno)
sicuramente adesso la deriva high carb sta prendendo una piega esagerata, così come in passato la low carb aveva preso una deriva altrettanto esagerata
l'unico consiglio sensato è di sperimentare su sè stessi e vedere quali strategie massimizzano la prestazione
purtroppo si assiste spesso a un fenomeno per il quale gli atleti si concentrano sul massimizzare un parametro (i carboidati/ora, il lattato, il vo2max...) quando invece dovrebbero concentrarsi solo e soltanto sul massimizzare la prestazione (cioè è meglio avere un vo2max di 60 e fare 2h50' in maratona che avere un vo2max di 65 e fare 3h)
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martin
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da martin »

belladitheboss ha scritto: 23/10/2025, 9:20
l'unico consiglio sensato è di sperimentare su sè stessi e vedere quali strategie massimizzano la prestazione
quoto!
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mircuz
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da mircuz »

martin ha scritto: 23/10/2025, 10:07
belladitheboss ha scritto: 23/10/2025, 9:20
l'unico consiglio sensato è di sperimentare su sè stessi e vedere quali strategie massimizzano la prestazione
quoto!
Comunque, guardando un video di Martina Valmassoi uscito da poco, lei stessa diceva che la sperimentazione della nutrizione in allenamento è molto importante, ma non si fa mai :D
Lei usa le gare meno importanti per tarare l'alimentazione.
belladitheboss
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Re: C'è sempre da imparare

Messaggio da belladitheboss »

mircuz ha scritto: 23/10/2025, 11:10
martin ha scritto: 23/10/2025, 10:07
belladitheboss ha scritto: 23/10/2025, 9:20
l'unico consiglio sensato è di sperimentare su sè stessi e vedere quali strategie massimizzano la prestazione
quoto!
Comunque, guardando un video di Martina Valmassoi uscito da poco, lei stessa diceva che la sperimentazione della nutrizione in allenamento è molto importante, ma non si fa mai :D
Lei usa le gare meno importanti per tarare l'alimentazione.
beh io lo faccio sempre e consiglio sempre di farla
anzi aggiungo una passaggio: in maratona per tanti anni (e ancora adesso) agli amatori è stato consigliato il famoso lunghissimo lento (non si capisce da dove sia uscita questa cosa ma "si è sempre fatto così")
se invece andiamo a vedere cosa fanno i maratoneti da anni utilizzavano sotto varie forme allenamenti prossimi al ritmo gara
cosa succede all'amatore che fa i lunghissimi lentissimi e vuole sperimentare la strategia di alimentazione: che non la sta provando in una situazione simile a quella di gara
nel trail e nell'ultra trail i ritmi saranno diversi ma il concetto non cambia: devo avere un certo numero di allenamento in cui vado a simulare in tutto quello che sarà la gara, che nel caso di una ultra potrebbe benissimo essere fare una gara più corta ad una intensità anche leggermente maggiore della gara obiettivo (che sarà più lunga) ma non al massimo, in cui sperimento tutto: se la strategia di alimentazione va bene a quell'intensità molto probabilmente andrà bene anche ad intensità inferiori, ovvio che la durata della gara test deve essere anche sufficiente a farci pensare che la probabilità di avere problemi su un periodo più lungo sia ragionevolmente bassa (poi di sicuro al mondo c'è solo una cosa :mrgreen: )
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