Arrivo venerdì pomeriggio, ritiro il pacco gara e saluto Mau a cui rivelo un retroscena che voglio condividere anche con voi, sapendo l'esperienza di Mau e sapendo che conosce bene la gara avevo escogitato la tattica di provare a seguirlo, purtroppo a seguito del suo infortunio, la mia strategia è saltata ancor prima di partire…
Rassegnato a fare tutto da me

assisto al briefing, in cui vengono spiegate piuttosto bene le caratteristiche del percorso. Alle 20 prendo il treno che mi porta alla partenza di Riomaggiore, veniamo ospitati nel castello per le 2 ore che ci separano dalla partenza. In questi attimi faccio gli ultimi preparativi e cerco di rilassarmi.
La serata è ventilata, decido di partire con l'antivento. Si parte con qualche minuto di ritardo, perché si aspetta l'ok da parte dell'organizzazione, ma appena si ha il consenso si imbocca la prima salita e via che si corre sul sentiero dei santuari, tratto per lo più pianeggiante e corribile a mezza costa. Finito questo tratto si affronta la prima vera insidia: tiro fuori i bastoncini e percorro la discesa verso Corniglia, (solitamente non uso i bastoni in discesa, però questa volta voglio conservare le gambe per il proseguo),si giunge a Vernazza e poi si affronta una salita abbastanza impegnativa e la successiva discesa che porta a Monterosso, da qui si percorre uno dei tratti più semplici: asfalto, lungo mare, ma proprio in questo momento, non so come ho fatto, ma incespico e cado come una pera, causandomi delle escoriazioni su entrambi i palmi delle mani, mi rialzo subito e si raggiunge Levanto. Qui si sale il monte Rossola, prima su una scalinata e poi su un sentiero con dei tratti con pendenze impegnative, una volta conquistata la vetta si gira tutto attorno all'altura per poi scendere di nuovo su Levanto. Primo cancello orario passato e si va verso l'entroterra salendo per boschi, si scollina e si entra quindi nella val di Vara, ormai è l'alba, sento il cambio di clima, sento l'umidità pungente, mi rimetto l'antivento e raggiungo il ristoro di Pignone, tutto procede bene, sento che non sto forzando, le ferite alle mani non mi danno problemi nonostante l'uso dei bastoncini, ogni tanto sento le ginocchia indolenzite, ma per il momento la strategia è rispettata. Ho oltrepassato metà gara, però ora ho meno voglia di buttare giù gel, sento di essere meno brillante, però tutto sommato è una crisi superficiale.
Giungo alla base vita al km67, mi rifocillo e carico lo zaino con le provviste per l'ultima parte, oltre a ciò cambio le scarpe, tolgo le Topo MTN racer 3, perchè le ho sentite instabili e ho incespicato troppe volte, le ho trovate ingombranti, avendo difficoltà a trovare degli appoggi che mi premettessero di procedere in modo fluido, deciso di indossare le Merrell Long sky 2, dopo circa 30 minuti riparto. Avvio abbastanza tranquillo, cerco di riprendere il ritmo pian piano, è uno dei tratti più lunghi senza assistenza ed è ormai anche l'ultimo tratto nell'entroterra, si sale, si sale e in lontananza, tra gli alberi si inizia a vedere il mare, però manca ancora parecchio, si passa per alcuni piccoli centri abitati e poi e si inizia la discesa verso il ristoro di Biassa, in cui ci sono alcuni tratti tecnici in cui sono state predisposte delle corde per facilitare il transito. Procedo senza ansie, cerco di applicare la mia strategia nonostante che dopo la base vita ho perso 9 posizioni, un po' per il tempo in cui sono rimasto fermo e un po' per qualche sorpasso subito.
Sono le 12:30, raggiungo il colle del telegrafo, da qui inizia la parte critica, fortunatamente non fa tanto caldo, è un po' nuvoloso, procedo sempre senza forzare, arrivo a Riomaggiore inizio a incontrare i partecipanti della 47km. Faccio il sentiero della Beccara, vengo superato da un altro concorrente della 100k che letteralmente mi "svernicia" andando ad un passo decisamente superiore al mio e quindi non penso minimamente di provare a seguirlo.
Giungo a Manarola e supero un altro cancello, provo a prendere un gel e da qui provo a forzare, cerco di salire la scalinata che porta verso Volastra, supero alcuni concorrenti della 47km e tutto sommato mi sembra di salire bene, raggiungo un concorrente della 100 cotto che sta parlando del più e del meno al telefono, supero anche altri partecipanti un po' della 47 e un po' della 100km e senza averci sperato sulla salita di Vernazza, cioè l'ultima, ritrovo il tipo che mi ha sverniciato, gli rimango dietro pensando di superarlo nel finale, considerando che poco prima aveva un passo molto meglio del mio, dopo poco però mi fa passare, perché penso che non voglia farmi da lepre, allora cambio radicalmente strategia e provo a staccarlo sull'ultima parte di salita sperando di avere un po' di margine per la discesa visto che ho il dubbio che le ginocchia non possano reggere un ritmo allegro. Scollino, inizio a scendere gli scalini cercando di essere agile, mi rendo conto che le gambe girano abbastanza, continuo senza farmi distrarre, però appena il percorso lo consente controllo dietro e mi rendo conto di avere un buon distacco però proseguo al mio godendomi l'ultimo tratto. Nonostante i dubbi ho portato a casa anche questa con un soddisfacente tempo di 18 ore e 44 minuti.