Pianificazione ultimo allenamento lungo

Preparazione, alimentazione, gestione gara
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mircuz
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da mircuz »

belladitheboss ha scritto: 17/11/2025, 18:02 però appunto tu hai sempre trovato il modo (compatibilmente con il resto degli impegni) per allenarti per quella che era la tua passione, ma quanta gente conosci che non va a correre se piove, se fa caldo, se fa freddo, se c'è fango, il venerdì sera perchè c'è l'aperitivo, il sabato mattina perchè è reduce dall'aperitivo, il mattino presto perchè non è un tipo mattiniero, la sera tardi perchè ormai la giornata è finita e sono stanchi... però poi quando gli chiedi "ma scusa perchè vuoi fare la tal gara" ti dicono che loro "amano correre"
cavolo se ami correre stai pur sicuro che metà di quei motivi non sarebbero stati sufficienti per farti rimanere in casa;)
Messa in questo modo ha un altro significato e sono pienamente d'accordo.
Secondo me ci sono due categorie di runner: quelli a cui piace allenarsi e fare un certo percorso per poi arrivare alla gara, e quelli a cui interessa solo l'evento finale e salterebbero volentieri a piedi pari la prima parte. Ovvio che questi tenderanno a sotto-allenarsi, mentre gli altri magari si alleneranno poco anche loro, ma a causa di impegni importanti, non perché non gli piace correre. C'è anche una terza categoria di runner, che sono quelli che si allenano solamente e non fanno gare. Siamo diversi ;)
Davide86
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da Davide86 »

Ringrazio tutti intanto. Per tornare in argomento, io faccio una 48km il 10 maggio, poi sarei scoperto fino al 3 luglio. Devo trovare il modo per gestire quel periodo. Se non trovo gare, potrei optare per cercare un percorso mai fatto e farci un lunghissimo lì.
belladitheboss
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da belladitheboss »

secondo me il lunghissimo più importante del blocco specifico (almeno quello) va corso in condizioni il più simili possibili a quelle di gara, anche come tipologia di percorso, quindi secondo me questa potrebbe essere una buona idea
un'altra cosa che a volte faccio per verificare la capacità di recupero dopo i lunghi è inserire alcuni facili test che consentano appunto di valutare quanto si è stanchi dopo alcuni giorni, per esempio a metà della settimana dopo un lunghissimo (che sarà una settimana di scarico) durante la quale si saranno fatti solo corse lente e del mantenimento di ritmo gara con dei progressivi tutto sommato non troppo lunghi, si può correre un lento di 10-12 km seguito da 6 o 8 allunghi da 80-100 m, in questo caso non sarà importante (anzi sarebbe rischioso) correre gli allunghi al massimo, ma le sensazioni che proveremo nel correrli saranno indicative di quanto bene avremo recuperato: se gli allunghi escono sciolti il recupero è buono, se al contrario via via vengono sempre più lenti e faticosi allora non si è recuperato bene il lunghissimo e se ne potrà effettuare un altro la settimana seguente a quella di scarico, magari incrementandolo anche di qualcosina, altrimenti sarà sconsigliato aumentarlo
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deeago
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da deeago »

belladitheboss ha scritto: 19/11/2025, 16:22
deeago ha scritto: 19/11/2025, 12:39
belladitheboss ha scritto: 13/11/2025, 12:24 [...]

vedo troppa gente gareggiare sulla maratona ma fare allenamenti tipo 8x400 alla morte, dal punto di vista fisiologico ha poco senso e siamo tutti d'accordo, ma dal punto di vista psicologico amano correre la maratona o i 5000?
Io Io! Ho fatto diversi anni spingendo a fuoco in pista. Poi mi iscrivevo alla Maratona :lol:
E infatti venivano buoni tempi sui 10km, sulle mezze e sui trail "corti".
Il miglior tempo in maratona mi è uscito dopo aver fatto nei mesi precedenti UTMB e UTLO (64km mi pare all'epoca), quindi un po' di corsa lenta.
ecco, ti prendo come esempio, ovvio che non è mia intenzione giudicare nè denigrare nessuno
da quello che dici suppongo che a te piacesse fare allenamenti tipo 8x400 dove hai alte velocità ed alle ultime ripetute hai anche notevoli sensazioni di disagio dovute alla corsa con certe concentrazioni di lattato per tempi abbastanza prolungati, sensazioni che poi in gara vai a ritrovare per esempio sui 5000 m o sul finale dei 10 km, quindi immagino anche che in quegli anni ti divertissi di più a fare un 10 km fatto bene (e forte) che una maratona fatta (per i tuoi standard) piano e magari finendo pure in forte crisi, o mi sbaglio?
poi per carità nulla di male a voler fare una maratona ogni tanto per provare qualcosa di diverso, basta sapere che si dovrà correrla in maniera cautelativa
e altra domanda: non ti sei forse divertito di più non solo a correre la maratona, ma anche a prepararla quell'anno in cui hai corso magari più volume a intensità più controllata, dove vedevi che all'aumentare dei lunghissimi riuscivi a tenere comunque buoni ritmi, cosa che magari solo pochi mesi prima avresti ritenuto impensabile?
Mi ero perso il tuo messaggio. La risposta è... "Sì".
Perché mi allenavo così male allora? Inesperienza, superficialità, illusione che andasse bene così.

Tornassi indietro, probabilmente gareggerei di più su 5/10/21km, farei crescere i km più gradualmente.
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deeago
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da deeago »

Aggiungo solo una cosa, che ha correttamente intuito Mircuz: io ho corso alcune maratone, mi sono tolto la soddisfazione di vedere un "2" come prima cifra sul PB, ma la preparazione mi ha sempre profondamente annoiato e scocciato. Avessi potuto, l'avrei saltata!

Ho trovato un po' di piacere nel percorso di allenamento solo anni dopo preparando il Kima con allenatore. Lavori pallosi ne avevo anche lì, ma poi il "lungo" da 6-8h su terreno tecnico in alta Val Formazza era meglio che correre 36km su asfalto a Milano!
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da belladitheboss »

deeago ha scritto: 30/03/2026, 17:43 Aggiungo solo una cosa, che ha correttamente intuito Mircuz: io ho corso alcune maratone, mi sono tolto la soddisfazione di vedere un "2" come prima cifra sul PB, ma la preparazione mi ha sempre profondamente annoiato e scocciato. Avessi potuto, l'avrei saltata!

Ho trovato un po' di piacere nel percorso di allenamento solo anni dopo preparando il Kima con allenatore. Lavori pallosi ne avevo anche lì, ma poi il "lungo" da 6-8h su terreno tecnico in alta Val Formazza era meglio che correre 36km su asfalto a Milano!
a me preparare la maratona è piaciuto, ma io che preferisco di gran lunga le campestri alle gare su strada e le mezze alle maratone ho coscientemente scelto una "ecomaratona" che fanno qui dalle mie parti, essendo nel bel mezzo della bassa padana ovviamente il percorso è fondamentalmente piatto ma comunque più del 50% su sterrato, con diversi saliscendi tra argini e la cosiddetta scarpata fluviale; di conseguenza anche l'allenamento l'ho svolto per la maggiorparte sulle strade bianche (dove comunque corro quasi sempre in settimana)
fondamentalmente non andrei mai a vivere in una grande città, quando vedo i video degli allenamenti di atleti che abitano in brianza e che corrono proprio sugli stradoni (nemmeno sui marciapiedi o sulle ciclabili, proprio sulle strade nel traffico) penso che mi sarei già fatto ammazzare
ma preparare una maratona qui da me è tutta un'altra cosa! :mrgreen:
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Corry
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da Corry »

A me non dispiaceva in sé la preparazione delle mezze e della maratona (solo una), quello che mi dava fastidio era correre con il cronometro. Ogni minuto guardavo l’orologio, era diventato quasi un tic. Forse non avevo abbastanza esperienza per “sentire” il passo solo a sensazione.
Tant’è che poi, passato al trail, ho tolto il Garmin e sono arrivato a fare l’UTMB, senza orologio :-). Ricordo che entravo ai ristori e chiedevo solo quanto tempo avessi sul cancello.
belladitheboss
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Re: Pianificazione ultimo allenamento lungo

Messaggio da belladitheboss »

ecco io su strada riesco a non guardare il cronometro ogni minuto, gestisco bene o male lo sforzo e so che una differenza di 5" in più o in meno non cambia nulla (per es i lunghissimi li dovevo correre tra RM+5" e RM+10", ma se per qualche minuto fossi andato a RM+12" non sarebbe cambiato nulla, sapevo che l'importante era cercare una continuità di sforzo e non morire dopo pochi km, alla fine contava il ritmo medio di tutto l'allenamento
in pista invece con i riferimenti ogni 100 m tendo a guardarlo molto di più, poi anche lì se devo fare dei 400 lo guardo ogni 100 m, se devo fare dei 1000 lo guardo ogni 200, se devo fare dei 3000 lo guardo ogni 400... ma tendenzialmente non mi dà fastidio la cosa, se un giorno le ripetute vengono lente lo accetto, se quel giorno sento che quello è ciò che potevo dare
secondo me imparare a relazionare sensazioni e ritmo è molto importante, e per farlo bisogna dare la giusta importanza al cronometro ma al tempo stesso imparare a non guardarlo mentre si corre, il cronometro è al nostro servizio ma non dobbiamo diventare noi schiavi del cronometro (così come di qualunque altra metrica)
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