Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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andard
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da andard »

Anchio sono rimasto colpito da tutti sti cinesi... cinesi tra i volontari, cinesi tra i concorrenti sei sicuro che eri in Svizzera?
Marietto
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Marietto »

Di cinesi se ne vedono sempre di più ai trail...non so se un pò dipende da quella loro marca che sta spopolando...
BOBO ma la questione delle tracce poco attendibili era un problema solo tuo o anche degli altri?
Che magari con poca batteria la ricezione della posizione era falsata.
Se invece il problema era comune a tutti allora questo non va bene...e secondo me è anche grave.
A me non dispiacciono le gare in navigazione ma le tracce che mi dai devono essere perfette sopratuttto per un motivo di sicurezza perchè se qualcosa non ti torna non puoi "interpretarle" perchè non hai la percezione dei pericoli che ti stanno attorno.
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Corry
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Corry »

Eh già. Sennò sopra di notte come fai?
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Boborosso
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Boborosso »

rispondo a qualche vostra domanda:

La gara è stata pensata da un runner cinese (tailandese?) che si fa chiamare Nico. L'anno scorso aveva fatto il percorso in autonomia per verificarne la fattibilità, deve averne parlato con Aaron Rezzonico (che scrive anche qui e che è l'organizzatore della Scenic trail), da lì deve essere partita l'idea di questa edizione 0, o 1 che dir si voglia.

I volontari cinesi sono studenti raccolti dalle varie scuole d'europa, che durante l'estate erano liberi e sono stati coinvolti per dare una mano. Alcuni parlavano inglese, altri no.


In merito all'interesse LGBTQIA+ di Motosega, ti giro il suo numero in privato, porcellino :mrgreen:


La traccia era la stessa per tutti, io l'ho presa e tagliata in 5 parti solo per evitare di avere una traccia troppo pesante, ma non ho modificato i passaggi. Nel secondo giorno di gara hanno caricato sul sito una traccia più leggera, con meno punti, perchè chi era più avanti aveva già problemi all'orologio. Ci hanno dato comunicazione via whatsapp che avremmo potuto usare la nuova traccia, ma non penso che la nuova traccia avesse risolto i bug della prima (nessuno si è messo a correre 500 km nel secondo giorno per sistemarla :lol: )


Sennò sopra di notte come fai? Vedi sora Lella: te la piji 'n der culo.
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Boborosso
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Boborosso »

Secondo ristoro e prima base vita

Sono a circa 100 km e 7400 D+.

Il ristoro è in un garage da 6x4, parte della superficie è occupata da 3 bancali in ferro con tavole da sagra, da 1,5x2,2, c’è un bagno con doccia, 7 brandine, 3 tavoli per il ristoro, un mucchio di borsoni dei corridori. E poi ci sono io, nel mezzo, con un’area disponibile di 50x50 (centimetri).
“Posso fare la doccia?”
“ce n’è solo una, occupata”
“Si può dormire da qualche parte?”
“adesso aggiungiamo 2 brandine, oppure potete dormire fuori”
Entrano, con me, i miei amici americano e olandese. L’olandese riesce ad infilarsi in una brandina, l’altro prende una coperta ed esce.
Qui c’è un piatto caldo tipico, rivisitato dai volontari cinesi: raclette! La ricetta prevede di scaldare al microonde una fetta di fontina su piatto di carta. La fontina si fonde e diventa tutt’uno con il piatto di carta, per poter ottenere il miglior rapporto calorico è bene mangiare anche il piatto.
Mentre mangio, i volontari combinano ad incastrare 1 brandina a terra, sto per buttarmici sopra, ma rientra l’americano assieme al mio futuro moroso ceco che protestano che sta piovendo. L’americano si butta sulla mia branda, il ceco prende una seconda coperta e va a dormire sotto al cavalcavia a 100 metri dal ristoro… Io resto fermo in piedi, nei miei 50x50 cm, con in mano il piatto unto con il residuo di formaggio fuso con la carta, che sto decidendo se buttare o masticare, guardo la volontaria demotivato: “tranquillo, adesso ti combiniamo un’altra branda”.
Aprono il portone del garage, portano all’esterno un tavolo, cadono vari oggetti, si rovescia un cartone del latte aperto, un macello… dopo 10 minuti appoggiano a terra una branda e mi tuffo incurante del macello che stanno facendo. Metto la sveglia 2 ore dopo, mi sveglio dopo 90 minuti e decido di alzarmi comunque perché ho ancora l’ansia di essere tardi.
Stranamente il garage è calmo e silenzioso, mentre dormivo hanno sistemato tutto. Le sacche adesso sono fuori, sotto la pioggia.
Doccia, riparto. Ho guadagnato qualcosa sui tempi, dormendo di meno… in quel momento mi sembrava una cosa intelligente. E’ l’1 e mezza di notte e non piove più.

Sul percorso, poco davanti a me, ci sono l’americano e l’olandese, che si fermano ad 1 ora dalla base vita per dormire sul sentiero. Li scavalco letteralmente, procedo ridendomela sotto ai baffi.
Macchetteridi? No, è che avevo già calcolato di provare ad intrufolarmi nella prossima capanna… Capanna Bovarina, entro e mi infilo nella stanza delle scarpe (esiste in ogni capanna, con un bel scaffale pieno di crocks che si devono indossare per salire alla sala ristorante), mi vesto bene, mi butto sul pavimento di cemento e dormo una mezz’ora al “caldo”, se non è caldo perlomeno non è l’umido di un terreno su cui ha appena piovuto.
Mi risveglio indurito, riparto in salita, dalla partenza la salita è di 1200 D+ totali. Sono bello fresco per i primi 10 metri, poi torno a patire il sonno. Vabbè, di qualcosa si deve soffrire.
Arrivo in cima che sto veramente dormendo in piedi, sta per albeggiare, schivo varie piccole voragini aperte sul sentiero, sono un pelo impaurito nel superare questo tratto nel mio stato. Scollino e dall’alto si vede dove devo arrivare, ormai c’è abbastanza luce e sulla sella in fondo c’è una strada asfaltata che la attraversa, con in parte un bar/ristorante. Mi faccio un trip per cui questo sentiero non c’era ma l’hanno fatto solo per me, scavato per tenermi in piedi mentre dormo (la traccia è scavata nella montagna per i tanti passaggi, ovviamente). Mi fermo in piedi, addormentato, per almeno 10 volte… non bene. Obbiettivo: cappuccino al bar.
La porta del ristorante è chiusa, c’è un cartello con scritto “apertura ristorante ore 8:00, hotel ore 9:00”. Non so dove devo entrare io, ma il mio orologio segna 7:15 e mi siedo sul gradino dell’ingresso, in completa apatia.
Arrivano due turisti tedeschi (siamo nella Svizzera tedesca, adesso), gli spiego che è ancora chiuso, facciamo dei discorsoni in tedesco (l’ho fatto a scuola, ma non lo uso mai e sono molto arrugginito, ciò nonostante mi sembra di cavarmela bene… bho), dopo 5 minuti di chiacchiere mi dicono che dall’altra parte dell’edificio c’è il dormitorio, aperto. Parto gasatissimo, faccio 20 metri, entro nel dormitorio, è pieno di letti a castello che sembrano comodissimi. Nel mezzo c’è un tizio, apro la bocca ma ho finito il tedesco… passo all’inglese, mi dice che si può dormire a 45 franchi, di chiedere in hotel.
Hotel chiuso fino alle 8, o alle 9, non ricordo.
Hotel che ha l’ingresso a 20 metri da qui, dovrei tornare indietro 20 metri, 20.
Ormai è giorno.
Ma sìììì, cosa vuoi che sia, ormai la luce mi terrà sveglio!
Riparto, dormirò di più nella prossima gara.

7:30 di mattina, chiamo mia moglie. Le emozioni si mischiano alla stanca, diventa una telefonata in cui piango un po’, non capisco nemmeno io perché. Le dico che va tutto bene e mi convinco che ho fatto bene a non dormire. Le dico che sono in ritardo di 3 ore, che forse dovrò cambiare il piano per quel che riguarda le 2 prenotazioni nei rifugi che avevo fatto da casa, si prende lei in carico il compito, nel caso.
Mi fermo a mangiare, ma non mangio quello che dovrei, perché il mangiare mi impasta la lingua, e il resto della busta vola tra i mirtilli.
Mi supera uno di 60 anni, che è in gara, con una velocità di almeno 2 volte la mia… dov’eri fino ad ora??? Scompare.
Come ogni salita che si rispetti, la parte finale è impossibile, ma ormai si vede la prossima capanna e riesco a farmi coraggio. La mia preoccupazione è che sono solo le 11:30 e ho paura che non mi diano ancora da mangiare…
“Puoi darmi qualcosa di caldo da mangiare?”
“Certo, posso farti dei rösti! Con uova o con Bratwürst?”
“Con tutti e due?”
Sono in compagnia del francese, l’americano e l’olandese. Mentre aspetto dico al francese “Sa va?” e parte con una tiritera da 2 minuti in francese stretto… non ti capisco… lui non parla inglese, tedesco, italiano o Punjabi… mangiamo va… piattone incredibile, non riesco a mangiare tutto e mi infilo il wurstel in…
un sacchetto nello zaino.
Chiedo di riempire di acqua le borracce, non vogliono darmela, vogliono 5 franchi per l’acqua filtrata. Vado in bagno e le riempio.

Discesina di 250 m d- e salitina di 250 d+, cosa ci vuole…
La parete (parete, sì) è di rocce in fogli verticali, si scende sui bordi di questi fogli da 8 cm, di sbiego, supero e abbandono il francese, in difficoltà più di me su questi pendii pazzeschi. Finisce la discesa, la salita è su lastre di roccia che si muovono sotto ai miei passi, sentiero molto verticale e qui la Francia comanda, mi supera e mi lascia indietro. Pace, tanto al mondiale del 2006 abbiamo vinto noi (…).
Discesone tecnico, sono ancora poco motivato. Sono assieme prima al francese, che poi scappa via, poi al ceco. Arriviamo ad un pianoro, ci sono vari ometti di pietra. Prima alcuni, poi ad un certo punto ce ne saranno un 300… stiamo attraversando un acquitrino e gli svizzeri hanno pensato di fare degli ometti, invece di lastricare con lo stesso materiale un bellissimo sentiero in cui non ci si bagni i piedi… deficie… artisti, intendevo dire.
Mia moglie mi scrive che sono 5° in classifica, le dico che probabilmente il sito sta dando i numeri.
Nel pomeriggio mi dirà che per un attimo ero addirittura quarto… bho… bha… non capisco come interpretare questi dati. Il dubbio che stia andando troppo veloce mi assilla, ma tanto quelli attorno a me sono quasi tutti della 500k, quindi non ho riferimenti.
Temporeggio un po’, dopo scollino una selletta e cambio vallata, sotto a me c’è un lago stupendo (il Portgerensee). Scendo ammirando il panorama, vedo in fondo il ceco che arriva a bordo lago, si spoglia per fare un bagno. Mi viene in mente che mi ero riproposto di fare il bagno nudo, se avessi trovato un lago! Mentre continuo a scendere il ceco si spoglia completamente e mi ruba l’idea… nuota, esce, comincia a rivestirsi. Arrivo a riva, gli dico che mi ha rubato l’idea e lui mi dice che ci eravamo già conosciuti alla cena del venerdì prima…
“Michal, mi ricordo di te… ci siamo parlati almeno 10 volte da inizio gara…”
“Ah…”
“Hai un posto nel mio cuoricino.”
Mi accorgo di quello che ho detto, sono completamente nudo e lui ha solo la maglietta… mi siedo immediatamente a terra… lui è quello che si era appartato con la morosa durante un ultra…
Preparo il telefono per farmi un video mentre mi tuffo, chiappe all’aria, posiziono il telefono sulla sponda
“vuoi che ti faccia io, il video?”
“Michal… non è il caso…”
Tuffo, mi rivesto veloce e scappo velocissimo. Il ceco, per fortuna, resta.

Discesone, due cinesi mi hanno quasi raggiunto e io non mollo un attimo. Dopo 800 d- di corsa continua vedo un sasso con una stampa a computer a terra, mi fermo a fotografare l’ennesima allucinazione (mi ero riproposto di fotografarle tutte), uno dei cinesi mi supera e guarda a terra perplesso…
Ruscello, riempio le borracce, assaggio e l’acqua sa di mer.a. Per fortuna, poco dopo, c’è un fiumiciattolo e vado a riempirle. A bordo fiume siamo io, l’americano, l’olandese e i due cinesi, con poca voglia di proseguire visto che fa caldissimo. Io riparto ma inciampo e cado in acqua. Mi cambio i calzini e riparto con gli altri 4.
La strada adesso è strada sterrata carrabile. Un po’ corriamo, un po’ camminiamo, ognuno per conto suo ma non ci stacchiamo mai di più di 50 metri l’uno dall’altro. Sono le 4 del pomeriggio, ho il collo e i polpacci ustionati per il sole, avrei la crema solare nello zaino ma non voglio fermarmi e rimedio solo spostando la visiera del cappello in una posizione che mi ripari un po’ il collo e tengo la testa alta per allungare l’ombra dietro… checcoglione…
Quasi arrivati ad Andermatt, l’unico vero paese che attraverseremo in questa gara. L’americano si ferma a dormire sotto un albero poco prima, io scendo veloce per arrivare al supermercato prima che chiuda: ho bisogno di una crema doposole… in cassa c’è la coda ma non siamo in Italia e non fanno passare uno con un prodotto solo che ha un pettorale addosso.
Esco dal paese, trovo l’olandese perso… l’orologio gli è saltato perché la traccia dà errore e non sa dove andare. Per questo io ho spezzato le tracce in 5 parti… mi sento un figo… Mi segue.
10 km in un tratto quasi-piano assieme, è tutto più semplice. Per fortuna sono con lui, altrimenti la mia traccia (divisa in quinti) non mi avrebbe fatto fermare alla base vita e sarei andato avanti…

Seconda base vita, Realp, sono le 8 di sera, ho 4 ore e mezza di ritardo sul mio planning e ho già fatto annullare la prenotazione al prossimo rifugio da mia moglie, dormirò qui invece.
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Corry
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Corry »

Visto che il falegname che c’è dentro di te misura anche lo spessore delle panche dei ristori, volevo chiedere se ci potevi dire quanto era lungo il birillo del Ceco :mrgreen:
Marietto
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Marietto »

Certo che tra allucinazioni e bagni nudi la cosa si fa interessante 😂.
A parte gli scherzi...avere allucinazioni e addirittura prendere sonno in piedi mentre cammini è segno che eri davvero molto ma molto stanco...e riuscire a proseguire in quelle condizioni non è semplice.
Attendo la prossima puntata 🤗
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andard
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da andard »

ormai non è più il resoconto di una gara ma è una soap opera :lol:
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Boborosso
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Boborosso »

Realp, mi avevano detto che questa base era la meglio attrezzata di tutto l’evento. Effettivamente è così, c’è una cucina, un posto largo dove cambiarsi e mangiare, almeno 8 docce, almeno 10 letti veri in un dormitorio.
Sono a 150 km e 10.000 D+ fatti, l’ultima tappa era tra le meno pendenti.
Entro assieme all’olandese e troviamo l’americano che ci aspetta…
“ma come? Ti avevamo lasciato a dormire in un prato 10 km fa?”
“ho preso il treno”
….
“mi sono ritirato”
Ah, ecco. Mi sembrava che prendere il treno fosse tra le cose da cercare di non fare durante i trail, assieme all’avere rapporti con un ceco sulla riva di un lago.
L’olandese (Robin) è un po’ disperato, ha perso il suo compagno di viaggio con cui avanzava dall’inizio. Mi chiede:
“quanto dormi?”
“almeno 4 ore e mezza, non negoziabili”
“ma io volevo fare 3 ore”
“bene, fai 3 ore. Io ne faccio 4 e mezza. Buona gara”, io in effetti non avevo pensato di proseguire assieme
“va ben… ti aspetterò…”
Vedendolo in difficoltà, colto dal rimorso faccio l’ennesima cagata…
“ok… dormirò solo 3 ore…”
Mangio, doccia, mi cambio, andiamo a dormire. L’olandese chiede all’organizzatore:
“devo portare qualcosa per coprirmi in dormitorio?”
“no, guarda, stanno tenendo le finestre aperte dal caldo”
Io indosso una maglia a manica lunga, per sicurezza. Salgo 1 piano, mi butto in branda, metto la sveglia a 3 ore.
Fa più fresco del dovuto, patisco il freddo appallottolato.
Dopo un’ora mi sveglio ristorato, guardo l’orologio… non passa più…. Visto che devo aspettare l’altro (per fortuna) non mi alzo e resto a letto, mi sveglierò varie volte e cercherò di dormire facendomi violenza.
Creme, mangio ancora.
La prossima tappa prevede un primo tratto di 25 km senza appoggi di alcun tipo. Avevo programmato di fare questo tratto parzialmente con la luce, per poi dormire nel rifugio a 25 km. Invece la farò di notte, avendo comunque già dormito 3 ore.

E’ l’1:30 del mattino. Mi vesto bene e ripartiamo assieme.
Ci perdiamo assieme.
Decido che è meglio che guardi la traccia io, visto che a lui sta sminchiando ancora.
Partiamo decisi, togliamo la maglia e rimaniamo in maniche corte. Dopo 800 D+ fa freddo e ci fermiamo a rimettere la maglia. Faccio 2 metri ma dico all’olandese Robin che devo mettere qualcos’altro, che ho freddo.
Prendo l’impermeabile, tocco lo stomaco, è ghiacciato, mi piego in due e mi partono dei conati di vomito, Robin torna indietro di qualche passo ad assistermi. Ripartiamo, io rallento, nel giro di 5 minuti il mio corpo gira l’interruttore su OFF.
Cerco di seguire Robin, non vedo bene l’orologio né lui là davanti, ho la vista offuscata. Lui ogni tot mi aspetta, poi ci sorpassano 2 colleghi e gli dico di seguire loro, che io devo riprendermi.
Mannaggiacheideadelcazzo.
Non sto bene, il mio cruscotto ha troppe spie accese, so per certo che il problema principale è il sonno, ma in questo momento sto fluttuando nello spazio infinito senza la possibilità di usare un propulsore per raddrizzare il tiro. Non so come, ma sto comunque avanzando. Per fortuna il percorso è facile, anche se non c’è un vero e proprio sentiero, siamo su uno spiazzo di erba alta che spesso si trova vicino alle cime.
Sono preoccupato e cerco di capire cosa poter fare per uscire da questo momento di stallo.
Devo dormire.
Certo, è l’unica soluzione.
Da casa avevo individuato 2 punti di emergenza in questo tratto, me li sono segnati anche sul planning che ho sotto al pettorale. Il prossimo è a 2 km. Vado lì e dormo.
Ok.
Scollino.
E' buio.
Vedo delle luci rosse lampeggianti sui pali che contornano il lago artificiale a valle. L’immagine davanti a me incute terrore: non può essere che io riesca a dormire sulla diga! (il sentiero girava e non si passava per la diga…)
Prendo il telefono, c’è campo. Cerco Alpe Lucendro (il posto dove avevo pianificato di dormire) e mi esce l’immagine della diga. Non potrò mai dormire lì!!!
Mi inpanico. Pensa! Pensa!
Ok, se non posso dormire lì, dormo dovunque, in qualsiasi altro posto, sicuramente non lì.
Dormo qui!
Trovo un avvallamento nei pressi della cresta, con muschio e umido. Indosso tutto quello che ho, prendo il telo argento/oro, lo piazzo a terra. Prendo il saccoemergenza, mi ci infilo dentro, mando un messaggio a mia moglie che va tutto bene. Dormo.
Probabilmente passa un’ora, mi sveglio: primo check, sono caldo! Bene. Sono pur sempre a 2400 mslm nell’ora più fredda del giorno. Sta per albeggiare.
Tocco il bordo del nylon del saccoemergenza, è freddissimo e bagnato dall’umidità del mio respiro. Mi spavento. Collego mentalmente la parola saccoemergenza alla parola emergenza e questa ad ambulanza… non molte persone escono dall’ambulanza e ricominciano a correre.
Esco dal sacco, guardo attorno. Raccolgo le idee.
Per un’ora vado avanti e indietro cercando di capire cosa voglio fare, se me la sento di continuare o se è meglio tirare i remi in barca.
Faccio mentalmente l’elenco dei motivi per andare avanti, ma sono troppo rincoglionito e, quando arrivo al 2° punto, mi sono già dimenticato il 1°…
La medaglia finisher ce l’ho.
Sono molto soddisfatto di quello che ho fatto fino ad ora.
Sono sfinito.
Se torno indietro, alla base vita possono vedere di me.
Sto comunque male fisicamente e la prossima salita non sarà facilissima. Questo vuol dire che fare i prossimi 18 km senza supporto potrebbe essere una scelta decisamente poco sensata.
I motivi per cui sarei andato avanti:
Mi vergogno a ritirarmi
Questo sport mi diverte
In realtà il motivo per cui ho deciso di fermarmi è che mi è partita la nostalgia, rallentare significava che sarei arrivato dalle bambine 1 giorno dopo. Bambine che ormai sono ragazze e non mi avrebbero cagato quando sarei arrivato. Chissà se si sono accorte che papà non è a casa! Ma la nostalgia è una brutta bestia.

Torno indietro, va.
No, vado avanti.
Avrò fatto almeno 2 km avanti e indietro.
Alba stupenda, da rimanere senza fiato.
Torno indietro.
Incontro Michal.
“Ciao, dove stai andando?”
“ho fatto questo tratto col buio, sto tornando indietro a fare qualche foto”
“ah, ok”
5 minuti di chiacchiere
“ma fino a dove vai indietro, a fare le foto?”
“Michal… dai… per piacere. Mi ritiro”
“Ma come???”
Mi ripropongo di pensarci ancora per 1 km, poi trovo altri 2 francesi e con loro, serenamente, decido di ritirarmi ufficialmente.
Scendo verso valle.
C’è un cinese, dietro ad un masso, chino in posizione da turca, poco dopo una selletta.
Rallento e poi mi fermo a 100 metri da lui, aspettando che finisca. Mi vede, si imbarazza, si alza, mi giro dall’altra parte e aspetto.
Rumore di campanacci, si starà muovendo. Mi giro.
0 allucinazioni: lui in piedi che cerca di nascondere quello che ha fatto, due cani che gli corrono tra le gambe, 2 persone con i pali e le reti che stanno andando a picchettare il pascolo a 2 metri da lui… Poverino… Io mi do due schiaffi per sicurezza, non vorrei star sognando.
Scendo, arrivo alla base vita che stanno pulendo tutto, dopo una mezz’ora il conducente del pulmino apre due birre e me ne da una, dopo 1 minuto chiudono la base vita, mi strappano di mano e buttano via la birra e saliamo per partire… che brutti momenti…

6 arrivati della 250k, dopo un paio di giorni la classifica si è evoluta: ne hanno aggiunti 2 che erano della 500 ma si sono ritirati a 250. Poi hanno fatto risultare finisher una ragazza che ha tagliato 30 km, presumibilmente per riempire il podio femminile.
Della 500 km sono arrivati in 28.

Lode ai finisher. Tanta roba.

Contento del mio percorso. Hanno già messo fuori le date per il prossimo anno, si parte il giorno del compleanno di mia moglie, per fortuna, quindi non potrò esserci.
simon_91
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Iscritto il: 05/04/2017, 9:06

Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da simon_91 »

Bobo in questi anni non ti ho mai ringraziato per i racconti ma sicuramente li ho letti tutti con gusto!!
Solo non è chiaro se quindi non potrai esserci al compleanno della moglie o alla gara :mrgreen:
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