Mammut, vieni ad allenarti con me due tre volte e vedrai che il problema si risolve (o ti spacchi definitivamente..

)
Io sono abituato a fare diversamente..
Tanto per cominciare TUTTO ALL'APERTO,

lavoro sulla prevenzione ovvero potenziamento muscolare, irrobustimento delle articolazioni, propioprioquellarobalà, ecc.
Nel mio programma annuale di allenamento e di corse, prima di forzare caviglie e accessori, aspetto di essere efficiente muscolarmente; se non sono a posto non rischio e vado piano. Solo a quel punto (per me di solito verso aprile - maggio) comincio ad allenare in specifico le articolazioni. Lo faccio percorrendo discese sassose con difficoltà e impegno crescenti, per durate che vanno dai 20 minuti ai 3/4 d'ora (praticamente un dislivello di -800/1000, chiaramente dopo averlo fatto in salita

). Le caratteristiche del fondo vanno da una semplice strada forestale sassosa al ghiaione roccioso, affrontati a velocità crescenti in funzione al procedere delle condizioni fisiche e compatibilmente con gli altri fattori contingenti (scarpe, meteo, ecc.). E' chiaro che bisogna arrivare a scendere (arrivandoci progressivamente) al limite: del tipo di fondo, della capacità di corsa, tenuta muscolare, ecc. e usando fondi partendo da quelli più facili per poi aumentare le difficoltà, specie ai primi approcci. Essendo un lavoro potenzialmente pericoloso bisogna mettere in atto tutta la sensibilità e attenzione di cui siamo capaci, che con questo tipo di allenamento si riesce inoltre anche a sviluppare.
Ultima cosa, in questo periodo niente strapazzi alimentari tipo alcolici e altro. Dopo alcune discese fatte con questo "trattamento" avrai caviglie d'acciaio, nessuna paura degli infortuni e piena consapevolezza delle tue capacità.
Una variante estiva è quella di correre al mare saltando sopra le rocce delle scogliere (grosse rocce frangiflutti) che abbiamo sulle nostre spiagge. A parte il fastidio di qualche imbecille che ti urla: "Adrianaaaaa..." il gioco consiste nel zompettare sulle creste delle rocce, senza scivolare e spaccarsi una gamba. Tu mi dirai che è pericoloso e bisogna assolutamente non sbagliare; certo, anche sulle Dolomiti...
