BACHECA DEL DOPING

Due chiacchiere al bar
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Cicco
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Cicco »

Kroato ha scritto:
Luciano ha scritto:lascia lo Sport per fare il barista...
barista????? beh, i cocktail li sa già fare :D

Bellissima :D
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mezza
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da mezza »

http://www.repubblica.it/sport/ciclismo ... ef=HRERO-1

Argomento già trattato...Ma mi pare di capire che non ci sia una grossa intenzione a cambiare le cose!! Sani
Luciano
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

Tutto terribilmente vero e c'è già più di un Cicloamatore ricco e panciuto, che sfreccia ai 40/kmh in salita...
Luciano
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

...sempre peggio...almeno su 2 di questi nomi avrei messo la mano sul fuoco...e me la sarei bruciata...

MILANO, 8 aprile 2011 - La procura di Mantova ha chiuso l'inchiesta sul doping nel ciclismo iniziata a fine 2008 e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per 30 persone tra atleti, dirigenti e medici. Tra di loro figurano nomi di spicco del ciclismo, tutti accusati di aver assunto sostanze dopanti, come l'ex campione del mondo Alessandro Ballan, il danese Michael Rasmussen, Emanuele Bartoli, Marzio Bruseghin, Damiano Cunego, vincitore di un Giro d'Italia, Marco Bandiera, Pietro Caucchioli, Mauro da Dalto, Mirco Lorenzetti, Emanuele e Massimiliano Mori, Mauro Santambrogio, Francesco Tomei, Daniele Petropolli, Paolo Pezzini, Nicola Castrini, Emanuele Bindi, e lo spagnolo Josè Ibarguren. C'è anche un calciatore: Matteo Zambroni.

Di commercio di sostanze proibite dovranno rispondere il farmacista di Mariana Mantovana, Guido Nigrelli, ritenuto la mente del traffico illecito, Sergio Gelati, preparatore atletico della Lambre e altre tre persone. Sono, invece, accusati di avere procurato le sostanze proibite il direttore sportivo del team Ballan Mariano Piccoli, il team manager della Lampre Beppe Saronni, e altre due persone. Nei guai anche un medico di Montichiari, Fiorenzo Benazzi, accusato di aver praticato emotrasfusioni.
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piero61
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da piero61 »

salve
da appassionato di tutti gli sport e, di quelli di fatica in particolare, sono molto amareggiato.
Anche nell'atletica, gli amatori sono tra i consumatori più accaniti di sostanze illecite; persone tra i 45 ed i 60 anni, padri di famiglia che, per fare 4.10 al km, ingurgitano di tutto.
Di Saronni, se vero, mi dispiace tantissimo, era uno dei miei preferiti, quando gareggiava, con Battaglin, GB Baronchelli, Gimondi (prima di lui) ed altri ancora.
che tristezza
saluti
Piero e famiglia
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leosorry
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da leosorry »

Luciano ha scritto:...sempre peggio...almeno su 2 di questi nomi avrei messo la mano sul fuoco...e me la sarei bruciata...
Anche Bruseghin?? Me le sarei bruciata anche io la mano. Per chi non lo conosce, questo è il modo in cui era descritto fino a ieri Bruseghin nel mondo del ciclismo "Il campione che ama la campagna e la collina, alleva gli asini (arrivati a quota 23!) ha tre cani con cui va a caccia ed è solito incrociare e perdersi con un cervo, l’usignolo o la civetta" e i suoi tifosi erano il "popolo del Bruss", tutti con il cappellino dalle orecchie d’asino e le tshirt “Sesso, vin e Bruseghin” (andate a ruba).

Altra favola che finisce male...
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piero61
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da piero61 »

salve
andrei cauto e non farei processi sommari.
Tutti devono(dovrebbero) essere considerati innocenti fino a prova, nettamente, contraria.
La nota lieta è questa: il ciclismo è l'unico sport che combatte seriamente il doping...nonostante anche li circolino parecchi soldini.
Calcio ed atletica dovrebbero imparare...
saluti
Piero e famiglia
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leosorry
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da leosorry »

Ogni volta che leggo notizie su Riccò, non so se mettermi a piangere o a ridere...


'Datemi una squadra
voglio tornare a correre''

Sentito dalla procura antidoping del Coni, Riccardo Riccò fa marcia indietro sul ritiro: ''Gli attestati di stima dei tifosi mi hanno fatto cambiare idea. Non ho niente da nascondere, ci sono tanti nella mia posizione che corrono tranquillamente''

''Datemi una squadra voglio tornare a correre''


ROMA - Nessuna intenzione di lasciare il ciclismo. Riccardo Riccò vuole continuare a correre. "Mi sento ancora un ciclista e voglio tornare a correre", ha detto il corridore di Formigine al termine dell'audizione (durata circa un'ora e mezza) presso la Procura Antidoping del Coni. "Non ho niente da nascondere - ha aggiunto - sto cercando una squadra che mi permetta al più presto di svolgere la mia professione. Ritiro? Gli attestati di stima dei tifosi mi hanno fatto cambiare idea, e se me lo permetteranno tornerò subito a correre".

Riccò era stato ricoverato in ospedale il 6 febbraio scorso in seguito a un malore. Un medico aveva poi riportato la presunta confessione di Riccò, poi negata dall'atleta, riguardo un'autoemotrasfusione. "Non mi ricordo nulla, ero più morto che vivo. Mi hanno detto che si trattava di un virus, il medico risponderà di quanto ha detto", dice Riccò, determinato a tornare in sella. "Mi risulta che ci sono altri corridori nella mia posizione che corrono tranquillamente. Contador? Sì, ma anche italiani", risponde. "E' un mese che mi sto allenando, datemi una squadra, voglio tornare a correre".

LA SQUALIFICA - Riccò era accompagnato dal suo legale, Fiorenzo Alessi: "Al momento attuale non ci sono motivi per aspettarsi da parte della Procura Antidoping una richiesta di squalifica per Riccò - ha spiegato -. Non vedo proveddimenti nel breve periodo. Non condivido il pensiero
del presidente del Coni, Gianni Petrucci, che deve smettere di dire basta al ciclismo dopato: la cosa giusta da dire è basta con lo sport dopato e soprattutto basta con lo sport che vuole il risultato a tutti i costi. In questo senso, ritengo che la legge penale del 2000 sia ampiamente superata perché non è più attuale e andrebbe modificata". Il legale di Riccò ha poi ammesso di sposare in pieno le parole dello scienziato, Umberto Veronesi, che in una recente intervista aveva ipotizzato la possibilità di liberalizzare alcune pratiche considerate illecite, come ad esempio, l'Epo. "Esiste il diritto alla salute, ma non il dovere - ha spiegato - Non si possono escludere cure e farmaci a priori. Non è possibile che drogarsi non sia considerato reato, e doparsi sì. Bisogna fare nuovi ragionamenti per il bene del ciclismo". Sul ritorno di Riccò non ha dubbi: "Se torna a correre - ha concluso - non è certo uno scandalo. Oggi per Riccardo torna a splendere il sole, e per il ciclismo è una giornata positiva a tutti gli effetti. Allo stato non c'è nessuna sanzione che gli impedisca di fare il professionista".
Luciano
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

Anch'io ieri sera l'ho letto sul sito della "Gazzetta" e sono rimasto allibito. L'avvocato fa il suo mestiere e se è molto bravo riesce anche a far assolvere un assassino reo-confesso, ma mi stupisce che si dia risalto ad una storia così squallida e penosa.
Luciano
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

Anche oggi la "Gazzetta" ne da' ampio rilievo: quasi una pagina è dedicata al Doping...
Un "Lampre" dichiara che era impossibile seguire certe tabella senza ricorrere al Medico, ma non a quello Ufficiale, bensì all'altro, quello che quasi tutti gli Sportivi Professionisti di tutti gli Sport hanno in segreto, quelli di cui non si può fare il nome, ma a cui quasi tutti ricorrano alla bisogna...
Ne esce un'immagine inquietante e terribile...!!!
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