vallese66 ha scritto:Eccomi qua anch'io, purtroppo non è andata. Un mio socio era fuoriforma, probabilmente ha sentito troppo la gara e non ha passato il cancello del colle
Bravo comunque, in una gara come il Mezzalama qualcosa può sempre andare storto.
E poi hai tutto il tempo di rifarti tra due anni.
La classifica è solo provvisoria, alcuni atleti che sono stati fermati al cancello del Quntino sella hanno proseguito per la via di rientro andando però a tagliare il traguardo.
Dovrebbero, con un pò di tempo andare a sistemare le cose.
leosorry ha scritto:E così Kilian vince anche questa... a quanto pare ha fatto anche lunghi tratti portandosi addosso anche gli sci del compagno di squadra Didier Blanc che era in crisi... insomma è un mostro!
Killian è il più forte sci alpinista di questo momento, ma è anche l'unico assieme ad altri 3 o 4 che fa lo sci alpinista e il Trailer come professione.
Tutti gli altri presenti sul podio non sono professionisti.
Allego una lettera inviata agli organizzatori da un amico "tagliato" al secondo cancello. Lettere di questo tenore, civili ma ferme, ne stanno giungendo parecchie agli organizzatori. Tutti speriamo che per la prossima edizione qualcosa di meglio si combini ...
"Carissimi Signori conoscenti, organizzatori, commentatori del XVIII Trofeo Mezzalama,
come moltissimi altri sci-alpinisti “sportivi” quest’anno, per la mia prima volta, ho deciso di partecipare al Trofeo di cui sopra.
E’ stata una esperienza entusiasmante anche se il tracciato lo avevo già percorso, in occasioni differenti, altre volte.
La lunga preparazione, l’impegno economico e psicologico fanno sì che non sia fuori luogo parlare di un “viaggio”, sostantivo non soltanto quindi riferito al percorso, sul terreno, ma all’insieme di tutti i momenti che permettono di arrivare preparati e sereni alla “sfida”
(termine forse un po’ retorico) con la kermesse.
L’allenamento sottrae anche tempo da dedicare alle gite con gli amici che ti vedono poi come uno snob che se ne va in disparte ed ha come principale compagno l’altimetro-cronometro.
Sono d’obbligo i complimenti a tutta l’organizzazione che ha magistralmente preparato una traccia spettacolare, un supporto inappuntabile su tutto il percorso.
Però mi corre l’obbligo di evidenziare che, a fianco all’aspetto strettamente agonistico (che a mio giudizio riguarda una ristretta élite di atleti dell’ordine di pochissimi elementi) il grosso dei partecipanti del Mezzalama è composto da sci-alpinisti che definirei “sportivi”. Nel corso del briefing e dei momenti “sociali” questo aspetto è stato più volte sottolineato e mi ha in un certo qual modo inorgoglito.
Anche io, nel mio insignificante piccolo contributo “ero” il Mezzalama e se un domani, come esternato dall’Assessore al turismo della Regione VdA, lo skialp entrerà tra le discipline olimpiche, potrò dire che “c’ero anche io” a commuovermi di fronte a tali auspici.
Però c’è un grosso però….
Se tutto quanto sopra è stato bello, positivo e di buon auspicio per il futuro, chiudere il cancello del Breithorn a 2h27m (come è avvenuto, cronometro alla mano, con diecine e diecine di atleti
infuriati) non è stato concretizzare quanto sopra detto. E’ stato, a mio modesto giudizio, soltanto un brutto e sgarbato modo di sfoltire l’eccessivo ed ingestibile numero di partecipanti, davvero elevato, che si accalcavano sul percorso.
Né si è dimostrato sufficiente presentare una doppia traccia di salita al Castore (peraltro magistralmente tracciata) ma impossibile da percorrere di corsa a causa del “tappo” dovuto all’eccessivo numero di concorrenti. Logica conseguenza l’impossibilità di rientrare nei tempi del II cancelletto anche per chi poteva vantarsi di un Breithorn da 2h15m Tutto ciò era ampiamente prevedibile.
Infatti gli ski-alp “umani” che sono riusciti a passare il primo cancelletto nel tempo massimo, in numerosissimi casi, si sono visti “tagliati” al secondo perché se il primo cancelletto non veniva transitato in meno di 2h10m era materialmente impossibile entrare in tempo nel secondo. Addirittura alla salita al colle della Fronte, poco prima del Naso del Lyskamm, c’era ancora coda quando sono transitato io!!!
Mi pare quindi che tutto ciò sia in nome di un agonismo esasperato con il non dichiarato scopo di “tagliare” fuori quell’80% di atleti che si preparano da mesi per partecipare a questo magico viaggio che è, e resta, il Mezzalama. E che questa pratica sia in contrasto con le nobili esternazioni pronunciate dai vari soggetti organizzatori nei vari momenti comunitari (parole testuali udite “lo scialpinismo è diventato uno sport di massa…”)
Io, come molti altri, ho quindi chiuso il percorso “in autonomia” come molti altri, usufruendo peraltro della gentile collaborazione dei collaboratori ai vari punti ristoro, ma con l’amara constatazione che “ero stato deliberatamente” buttato fuori ed oltretutto ingiustamente ritengo. E, come me, molti altri. Ho visionato le edizioni precedenti ed il numero di atleti alla partenza, ben più limitato, mi ha fatto pensare che “a quei tempi” forse anche io avrei potuto arrivare alla fine in gara con le mie modeste otto ore…. Ho del resto amici carissimi che partecipavano quando il primo cancelletto era 2h45m anche per le squadre maschili e mi confermano che i numeri lasciavano ampi spazi tra le squadre in corsa.
Preso il virus la malattia resta. L’esperienza fatta mi induce a volere ripetere la prova tra due anni ma con la speranza che l’organizzazione provveda ad effettuare più partenze scaglionate in modo che DAVVERO si possa correre e stare nei tempi o che vengano approntati percorsi differenziati per i runner “professionisti” (chi sta nel primo cancello sotto le due ore solitamente è un
professionista) e per gli ski-alp dilettanti che, corrono sì, ma hanno andature più umane.
So che quanto propongo è di difficile realizzazione e che il Mezzalama ha una tradizione di “prova estrema”, un “blasone” da difendere ma i numeri che oggi vengono coinvolti necessiterebbero di una “revisione”
storica nella progettazione della manifestazione anche se questo significa “rompere” una consuetudine tra non molto secolare.