leosorry ha scritto:Appena scritto da Kilian, giusto per far capire come si prepara a cinque giorni dalla partenza della gara più importante dell'anno...
"Giornata in montagna perfetta! Ho corso per 5 ore su sentieri fantastici e poi sono rimasto disteso su un prato per tre ore, a guardare, ad ascoltare e a sentirmi parte della natura. Amo la montagna. "
Riflettevo su certe cose, seduto su un prato lungo il percorso dell'Ultrabericus.
C'è qualcosa, nella Natura, che riesce a ridestare nel nostro animo un sentimento che non è il frutto artificioso delle strutture culturali di un certo popolo.
La Natura. Madre-Matrigna. Non è poi un posto così meraviglioso, nel momento della Necessità. Tutto ciò che siamo, in quanto Esseri Umanoidi (non uso il termine Umano, in quanto questo aggettivo ha un senso molto più ampio che va al di là della nostra razza animale, l'Umanità è universale a tutti gli esseri che provano sentimenti, sentimenti di pietà e compassione) è una fuga dalla Natura, ed un illusoria volontà di dominio, che spesso si trasforma in azione distruttiva insensata contro di essa. E contro noi stessi!!
Correre (in quanto atto fondamentale e strutturale dell'eeoluzione della razza sapiens) nella Natura (nostra Origine e Fine) è l'atto che ci porta a superare il profano - l'odiato ufficio... - ed entrare in una dimensione sacra, un epifania rigenerativa. Ritorniamo in quel "giardino" dal quale ci siamo esiliati. Torniamo a sentirci parte della Creazione. Condividiamo l'insondabile destino che accomuna tutti gli esseri viventi. La Natura, che ci guarda col suo volto da Gioconda, comprensiva ma anche un po beffarda, se non addirittura stronza.La guardiamo. La contempliamo in noi stessi. La perdoniamo -e ci perdoniamo- di questo stare. Condivisione, Perdono. Amore.
Buonanotte.