Dopo due anni di rimandi, finalmente questa volta ho potuto esserci anch'io!..
E ne è valsa davvero la pena, anche se la fatica è stata tanta causa (come dicevo nelle news) la mia influenza non ancora passata e il conseguente stato di non forma...
Per una serie di ritardi miei e di altri amici che si sono sommati sono partito con 5 forse 10 minuti di ritardo, tanto che il "signore del bagagliaio" non era del tutto convinto della cosa (ma vardè che i xe za partidi

). Pazienza, nessuna ambizione di classifica ne mia ne dei miei tre compagni, l'unico obiettivo è arrivare a Jamiano sulle proprie gambe e possibilmente col chiaro...
Anzi, a Pierre al momento dell'iscrizione scappa un "io comunque mi fermo a Monrupino", tanto che gli viene rifiutata l'iscrizione; vabbè, nessun problema nemmeno qui...
Finalmente partiamo che non c'è più nessuno, a parte il gruppo di ciclisti che sta rifinendo gli ultimi preparativi, le 8 sono ormai vicine...
Il ritmo del gruppetto è blando, nessuno saggiamente si sogna di dover recuperare alcunchè...
Dopo pochi minuti raggiungiamo il gruppetto di Orzowei (ma dove sei finito poi??.) che poco dopo lasciamo indietro perchè sembra avere ancora meno fretta di noi...
Come dicevo la mia forma fisica è quasi nulla e a maggior ragione mi impongo di camminare le salite già dall'inizio, anche se la voglia di correrle sarebbe tanta...
La prima parte scorre bene, nessun problema tranne che un po' alla volta stacco e perdo i miei compagni di viaggio; non importa, ognuno deve andare col proprio ritmo...
E così in 1 ora e 45 arrivo a Fernetti dove con molto piacere trovo l'amico Michele (infortunato e costretto ad un periodo di rinunce) che molto gentilmente mi offre un bicchiere di tè caldo col miele da lui prodotto!.. Grazie Michele
Il secondo tratto mi risulta un po' più impegnativo, vuoi per i continui saliscendi, vuoi perchè i kilometri sulle gambe cominciano a farsi sentire...
A San Pelagio, km 37, arrivo che ho già 4 ore e 20 e abbastanza cotto; i primi sono già arrivati e si stanno godendo gloria e riposo (entrambi più che meritati)...
Io mi godo invece una decina di minuti di pausa rinfocillante e si riparte...
Gli ultimi 16 km sono prevalentemente costituiti da larghe carrarecce tutte facilmente corribili...da chi ne ha ancora nelle gambe... Io mi accontento di correre quelle in discesa o al massimo in piano, quasi tutte le salite, anche lievi mi vedono camminare...
Però, con mia piacevole sorpresa, arrivo alla "temibile" discesa dall'Hermada con i quadricipiti che ancora rispondono al cervello, per cui mi lascio andare senza frenare troppo e la faccio quasi di corsa!..
Medeazza è lì, dopo questo sterrato... Poi ultima fatica sugli ampi sterrati dove la più lieve salita mi sembra un muro e ecco l'ultima rampetta dell'arrivo!.. Ho conservato le ultime energie proprio per questa breve ma ostica (dopo 53 km) salitina, via di corsa!..
Concludo in 6 ore e 33 minuti questa mia prima Cavalcata, con la consapevolezza che non mi sarà difficile scendere un po'...
Ma il crono non è importante, importante invece è quello che ho visto, sentito e provato in queste sei ore e mezza, un'esperienza fantastica!..
Un grazie a tutti quelli che hanno condiviso con me, magari solo per qualche metro, questa splendida esperienza, il più delle volte silenziosamente!..
Il prossimo anno farò di tutto per esserci di nuovo!..