
E infatti, queste Helly Hansen Trail Cutter, altro non sono che semplici scarpe da passeggio fatte con tessuto più resistente all'abrasione e molto traspirante, con rinforzi di materiale sintetico al puntale e lungo tutto il perimetro della scarpa: uno di questi rivestimenti è in tessuto “forato” per permettere la fuoriuscita dell'acqua imbarcata, l'altro svolge funzioni di protezione al puntale e al tallone. A differenza delle mie precedenti Helly Hansen, le amate Trail Lizard, presentano anche una talloniera, di limitate dimensioni e di materiale molto elastico, che comunque si fa sentire poco. Non sono scarpe minimaliste come le Trail Lizard, ma queste Trail Cutter sono comunque minimaliste per quanto riguarda l'aspetto dell'approccio al terreno. L'intersuola è “sotto la scarpa” , non la avvolge, perimetralmente, come avviene nelle normali scarpe da running. In questo ricorda le scarpe da running anni 70, come le Nike Waffle. E appunto sembrano un evoluzione di quel concetto di intersuola e suola. L'intersuola è costituita da uno strato di materiale Eva, che presenta colorazioni differenti che ne accattiviscono l'aspetto, senza alcuna presenza di inserti differenziati per ammortizzazione o per la compensazione della pronazione. La suola è costituita da una “dentatura” diffusa e marcata di tasselli a forma di stella a tre punte. Questa scarpa non intende cercare compromessi tra terreno e piede, ma, come sembra dire il loro nome, vogliono far “tagliare” il sentiero, aggredire il terreno. E' una scarpa leggera (300gr) e reattiva, che spinge il passo sull'avampiede, ha ottima doti di grip su terreni argillosi, che siano aridi o umidi; sul fango, sull'erba, anche bagnata (da provare su fondi ghiacciati) ; nutro alcuni dubbi sulla tenuta su fondi pietrosi umidi,vista la stagione non ho avuto l'occasione di affrontare questa situazione, ma l'esperienza e l'intuito mi fanno pensare questo.
La scarpa è comoda sull'avampiede, l'allacciatura tiene bene, la tomaia riveste il piede senza fastidiosi punti di pressione (il mio, almeno... non tutti i piedi sono uguali); il collarino avvolge bene la caviglia, non infastidisce il calcagno ne durante la corsa ne durante spostamenti di direzione; il piede “respira” bene; il puntale protegge bene dall'impatto contro rocce, e l'intersuola assorbe moderatamente i fondi sassosi. Non penso però sia una scarpa da poter usare su “lunghi” con fondo prevalentemente ciottoloso, un piede non abituato potrebbe risentire alla lunga delle sollecitazioni sofferte.