UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Moderatore: leosorry
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Grazie, leo, della precisazione; faccio ammenda per aver propagato una notizia senza conoscerla davvero, ma solo per il "passa parola": in effetti mi hanno scritto amici francesi dandomi questa informazione; e meno male che il quotidiano non è "Le Canard encheiné"...ciao maxpank
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Kilian a mio parere con la sua uscita è caduto molto in basso.......
Non sono d'accordo con Cubettoz non credo sia un affermazione di uno che è nato e vissuto in montagna quanto piuttosto da superuomo da uno che se ne fotte dell'ultimo dei tapascioni....
Non credo che un esperto di montagna con quelle previsioni meteo sarebbe partito lo stesso per una bella escursione se è vero che la montagna non è solo sole e vacche al pascolo è altrettanto vero che la montagna ci ha insegnato a portarle il max rispetto.....
Se la gara si fosse svolta regolarmente con quelle condizioni meteo e ci fosse scappato qualche morto o ferito grave allora Kilian cosa avrebbe detto??? anche questa è montagna per cui pace e bene!!!???.
Come organizzatore io non avrei MAI fatto partire la corsa con quelle condizioni meteo vero verissimo che ognuno di noi è il primo responsabile di se stesso ma in quanto organizzatore devo tutelare gli iscritti (ben inteso che i poletti per prima cosa pensavano ai soldi).
E poi Kilian non è Highlander se si fosse storto una caviglia o altro e si fosse trovato con il suo giubbettino da 20-40gr da solo impossibilitato a correre e in balia di pioggia e vento e nebbia (condizioni effettivamente presenti ad es al Tete aux vente)che minchia avrebbe fatto??!!...io di sicuro non gli prestavo il mio vestiario di ricambio ma gli dicevo.....eh bhè anche questa è montagna la prox volta portati tutto il necessario per qualsiasi condizione meteo
Non so onestamente mi è caduto molto molto in basso
Non sono d'accordo con Cubettoz non credo sia un affermazione di uno che è nato e vissuto in montagna quanto piuttosto da superuomo da uno che se ne fotte dell'ultimo dei tapascioni....
Non credo che un esperto di montagna con quelle previsioni meteo sarebbe partito lo stesso per una bella escursione se è vero che la montagna non è solo sole e vacche al pascolo è altrettanto vero che la montagna ci ha insegnato a portarle il max rispetto.....
Se la gara si fosse svolta regolarmente con quelle condizioni meteo e ci fosse scappato qualche morto o ferito grave allora Kilian cosa avrebbe detto??? anche questa è montagna per cui pace e bene!!!???.
Come organizzatore io non avrei MAI fatto partire la corsa con quelle condizioni meteo vero verissimo che ognuno di noi è il primo responsabile di se stesso ma in quanto organizzatore devo tutelare gli iscritti (ben inteso che i poletti per prima cosa pensavano ai soldi).
E poi Kilian non è Highlander se si fosse storto una caviglia o altro e si fosse trovato con il suo giubbettino da 20-40gr da solo impossibilitato a correre e in balia di pioggia e vento e nebbia (condizioni effettivamente presenti ad es al Tete aux vente)che minchia avrebbe fatto??!!...io di sicuro non gli prestavo il mio vestiario di ricambio ma gli dicevo.....eh bhè anche questa è montagna la prox volta portati tutto il necessario per qualsiasi condizione meteo
Non so onestamente mi è caduto molto molto in basso
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
concordo con saccosacco75 ha scritto:Kilian a mio parere con la sua uscita è caduto molto in basso.......
grande è grande, basta guardar le immagini del kima e leggere delle imprese di questo "piè alato"; sarebbe divenuto famoso ugualmente, ma l'utmb gli ha dato notorietà, forse un pò di riconoscenza...forse c'erano premi degli sponsor in ballo? mah
non entro nel merito dei poletti, della gara, dei soldi, delle decisioni...troppo semplice sparare a zero...se ci fosse stato il sole avrei quasi certamente letto di gare magnifiche, di organizzazione perfetta, di sogni realizzati o infranti ma pronti a riprovare il prossimo anno (non tutti, lo so, conosco alcuni detrattori dell'evento)
la fortuna (che alcuni dicono non esiste) in questo caso era da un'altra parte
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Sia ben inteso che non volgio difendere Kilian, e da organizzatore non poso che essere daccordo con saco. Cercavo solo di spiegare le idee di uno che nasce e và in montagna. Lui sà benissimo che se cade e non è in grado di muoversi può rischiare la pelle, ma quante probabilità ci sono che lui cada e soprattutto che la caduta lo immobilizzi??
Dimentichiamoci per un attimo di essere in gara. Lui esce tutti i giorni avrà sicuramente affrontato ogni avversità e ne è sempre uscito fuori. Ad un certo punto subentra un senso di immortalità.
Io sono bravino con gli sci, da anni in inverno affronto canali di neve a 45° sò bene che se sbaglio sono c...i. Sò anche bene però che il mio sbaglio è controllabile, se sono in grado di sciare sui 55° a 45° ho il mio margine. Sò inoltre che se il tempo peggiora posso fare 2000D- in 1 ora con qualunque condizione di neve. Insomma sono coscente del rischio e lo affronto.
Lo sbaglio di kilian è il non pensare di essere in gara e quindi non sotto la sua responsabilità, ma sotto quella di altri.
Dimentichiamoci per un attimo di essere in gara. Lui esce tutti i giorni avrà sicuramente affrontato ogni avversità e ne è sempre uscito fuori. Ad un certo punto subentra un senso di immortalità.
Io sono bravino con gli sci, da anni in inverno affronto canali di neve a 45° sò bene che se sbaglio sono c...i. Sò anche bene però che il mio sbaglio è controllabile, se sono in grado di sciare sui 55° a 45° ho il mio margine. Sò inoltre che se il tempo peggiora posso fare 2000D- in 1 ora con qualunque condizione di neve. Insomma sono coscente del rischio e lo affronto.
Lo sbaglio di kilian è il non pensare di essere in gara e quindi non sotto la sua responsabilità, ma sotto quella di altri.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Sono d'accordo con Cubettoz. Kilian ha sbagliato completamente nella sua uscita: non è lui che rischia il carcere se succede qualcosa! Quindi la decisione di fermare la gara è giustissima.
Però ha anche ragione nel dire che forse qualcosa è da rivedere nelle gare di trail. Qualcuno nei forum francesi ha già parlato di "imborghesimento" del trail, in cui i concorrenti non hanno alcuna esperienza nell'affrontare condizioni difficili (non "estreme") che la montagna presenta ogni volta che il tempo volge al brutto. In cui le gare eliminano sempre di più i percorsi tecnici, a favore di percorsi scorrevoli in cui si corre in tutta tranquillità...
Però ha anche ragione nel dire che forse qualcosa è da rivedere nelle gare di trail. Qualcuno nei forum francesi ha già parlato di "imborghesimento" del trail, in cui i concorrenti non hanno alcuna esperienza nell'affrontare condizioni difficili (non "estreme") che la montagna presenta ogni volta che il tempo volge al brutto. In cui le gare eliminano sempre di più i percorsi tecnici, a favore di percorsi scorrevoli in cui si corre in tutta tranquillità...
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Purtroppo e ripeto purtroppo è un processo inevitabile.....
Sopratutto in italia dove il trail sta attingendo a piene mani dal bacino podistico. Se si vuole rendere unsport popolare bisogna un pò addomesticarlo.....
resteranno cmq sempre le gare storiche con percorsi indimenticabili.
Sopratutto in italia dove il trail sta attingendo a piene mani dal bacino podistico. Se si vuole rendere unsport popolare bisogna un pò addomesticarlo.....
resteranno cmq sempre le gare storiche con percorsi indimenticabili.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
QUESTIONE DI STILE
Nella notte fra ven e sab, prima di ricevere l’SMS dell’organizzazione con le news della ripartenza da Courmayeur, ho restituito il microchip a Chamonix, e alla richiesta della restituzione della cauzione, è stato detto a me e alle decine di concorrenti che stavano facendo la stessa cosa, che non c’erano soldi e i 20 € ci sarebbero stati restituiti via posta.
Ieri ho trovato nella cassetta della posta una lettera da Chamonix con una banconota da 20 € un biglietto su carta intesttata UTMB che senza occhiali non ho potuto leggere subito, ma che pensavo suonasse più o meno così:
“Scusandoci per non avervi potuto restituire la cauzione al momento della riconsegna del pettorale, vi alleghiamo …. Siamo estremamente dispiaciuti assieme a voi che le condizioni meteo abbiano comportato ….. e speriamo di rivedervi alla partenza nel 2011, ecc.”
Inforcati gli occhiali da lettura, il messaggio recita testualmente:
“Al momento della restituzione del Vs. microchip vi siete dimenticati di recuperare il 20 € di cauzione. Ve li mandiamo dunque via posta. Speriamo che questa edizione dell’UTMB rimarrà per Voi un buon ricordo.” !!!!
Un doveroso grazie per la celerità nella restituzione della cauzione, ma un po’ di stile nella comunicazione ........
Nella notte fra ven e sab, prima di ricevere l’SMS dell’organizzazione con le news della ripartenza da Courmayeur, ho restituito il microchip a Chamonix, e alla richiesta della restituzione della cauzione, è stato detto a me e alle decine di concorrenti che stavano facendo la stessa cosa, che non c’erano soldi e i 20 € ci sarebbero stati restituiti via posta.
Ieri ho trovato nella cassetta della posta una lettera da Chamonix con una banconota da 20 € un biglietto su carta intesttata UTMB che senza occhiali non ho potuto leggere subito, ma che pensavo suonasse più o meno così:
“Scusandoci per non avervi potuto restituire la cauzione al momento della riconsegna del pettorale, vi alleghiamo …. Siamo estremamente dispiaciuti assieme a voi che le condizioni meteo abbiano comportato ….. e speriamo di rivedervi alla partenza nel 2011, ecc.”
Inforcati gli occhiali da lettura, il messaggio recita testualmente:
“Al momento della restituzione del Vs. microchip vi siete dimenticati di recuperare il 20 € di cauzione. Ve li mandiamo dunque via posta. Speriamo che questa edizione dell’UTMB rimarrà per Voi un buon ricordo.” !!!!
Un doveroso grazie per la celerità nella restituzione della cauzione, ma un po’ di stile nella comunicazione ........
- augusto losio
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
quoto all'ennesima potenza, bravo cubettoz.cubettoz ha scritto:Lo sbaglio di kilian è il non pensare di essere in gara e quindi non sotto la sua responsabilità, ma sotto quella di altri.
la responsabilità, che poi era anche slogan della LUT, è tanto verso noi stessi quanto verso chi ci aspetta a casa e verso chi organizza, includendo i promotori e anche il personale "di bordo", spesso volontari che si devono mettere nei guai per tirare fuori (dai guai) chi ci si è messo.
ricordo ancora la rabbia, uso questo termine forte, nei confronti di chi ha causato anche se involontariamente la morte del personale di soccorso mesi fa durante una escursione: rabbia motivatissima.
e questo va a saldarsi con tutto il thread sulla necessarietà di un adeguato curriculum per certi trail.
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Benzina sul fuoco.......
Arrivo alle 21.00 al palazzetto dello sport di Chamonix, trafelato, ritiro il pettorale firmo il firmabile e un ragazzo dell'organizzazione mi dice prima in francese, che capisco poco, e poi me lo ripete in inglese, che capisco un pò meglio: "Hai fatto tutti questi km per arrivare a Chamonix e vedere la tua gara annullata!".....
Al tavolo degli organizzatori ridono tutti, Io cerco di sorridere, ma non mi sembra un scherzo così simpatico....poi una gentile signora mi dice, guarda che sta scherzando!!
Dopo un'ora la notizia dell'annullamento dell'UTMB, e del posticipo della partenza della TDS, verso la 1.30, l'annullamento della TDS.......
Schervavano? Sapevano? Voglio credere alla prima ipotesi, ma come diceva Poirot un indizio è un indizio due indizi sono un sospetto......
Abbracci non annullati
marco
Arrivo alle 21.00 al palazzetto dello sport di Chamonix, trafelato, ritiro il pettorale firmo il firmabile e un ragazzo dell'organizzazione mi dice prima in francese, che capisco poco, e poi me lo ripete in inglese, che capisco un pò meglio: "Hai fatto tutti questi km per arrivare a Chamonix e vedere la tua gara annullata!".....
Al tavolo degli organizzatori ridono tutti, Io cerco di sorridere, ma non mi sembra un scherzo così simpatico....poi una gentile signora mi dice, guarda che sta scherzando!!
Dopo un'ora la notizia dell'annullamento dell'UTMB, e del posticipo della partenza della TDS, verso la 1.30, l'annullamento della TDS.......
Schervavano? Sapevano? Voglio credere alla prima ipotesi, ma come diceva Poirot un indizio è un indizio due indizi sono un sospetto......
Abbracci non annullati
marco
Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?
Semplicemente stupendo... il titolo del 3ad induceva a commentare gli aspetti organizzativi e Beppe, da grande uomo e sportivo qual’è, riflette invece sull’esperienza personale.
Smettiamola di dire questo e quello dell’organizzazione e guardiamo a noi stessi: in quanti quell’SMS lo hanno ricevuto e hanno deciso di non ripartire?? Io per primo, gli altri sei che erano in camera con me, non hanno ricevuto l’SMS ma hanno saputo in tempo reale lo stesso, anche, e di certo tantissimi altri. L’insegnamento vero è quindi: attenzione, sono gare in montagna e non partite di basket al palasport, possono essere interrotte causa maltempo e nulla è dovuto a causa di ciò dall’organizzazione, vale per l’UTMB come vale per qualsiasi altra gara. Cosa sarebbe successo alla LUT se si fosse fermata la gara chessò a Federavecchia per temporale? e lì erano solo cinquecento, non cinquemila.
Al di là della delusione, delle gratuite illazioni su presunti affarismi, di assurde pretese di rimborso o di riconoscimento di precedenza per il 2011 lette soprattutto in francese sul forum del sito UTMB, una valutazione serena ed una critica costruttiva vanno fatte.
Ricordiamo che l’UTMB per numero di gare in contemporanea, per lunghezza di percorsi e soprattutto per numero di partecipanti non ha termini di paragone in nessun altro trail in Europa e credo nel mondo. Da ciò ne deriva che l’organizzazione deve essere giocoforza professionale e che chi ci lavora a tempo pieno tutto un anno ne debba avere la giusta remunerazione, non ci vedo nulla di scandaloso, anche perchè, pur con i numeri in gioco, non credo che la gang Polettì possa diventare ricca con l’UTMB, diciamo che ci può agiatamente campare come un qualsiasi altro professionista campa del suo lavoro. Può piacere o non piacere, può derivarne un’aria che qualcuno percepisce consumistica e che altri invece sentono come grande evento, può dare adito a illazioni su comportamenti volti più alla salvaguardia del profitto che al regolare svolgimento della competizione, ma c’è poco da fare, l’UTMB è così, e guarda caso è la gara più ambita, più discussa e più commentata, anche dai suoi detrattori che, per coerenza, dovrebbero invece ignorarla in toto.
Ciò premesso, per essere stato presente, non posso non riconoscere che fino allo stop la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione, che, cosa in assoluto più importante, la sicurezza di tutti è stata pienamente garantita, che il rientro dei concorrenti fermati si è svolto senza problemi di sorta e che l’accoglienza post annullamento è stata all’altezza.
Come altri hanno giustamente detto, ci fosse stato il bel tempo saremmo qui a discutere di tempi, di organizzazione perfetta, di paesaggi stupendi, e invece no, una notte di pioggia ha messo in luce i problemi e ci ha ricordato che anche con la migliore organizzazione è sempre la montagna che vince.
Cosa è mancato?
1 la comunicazione, sia interna tra gli organizzatori, sia e soprattutto esterna verso i concorrenti. In una gara internazionale non si possono fare gli annunci ufficiali solo in francese, gli SMS che per sovraccarico o per problemi dei gestori non arrivano a tutti hanno dimostrato di non poter essere utilizzabili per le comunicazioni ufficiali, devono esserci un albo per le comunicazioni sul sito costantemente aggiornato e un albo ufficiale a Chamonix per l’esposizione delle stesse in cartaceo, dichiarati esplicitamente sul regolamento.
2 la pianificazione di alternative in caso di maltempo. Purtroppo il tracciato ha dei passaggi obbligati, si può tagliare l’Arret du Mont Favre, il Bertone e il Bonatti, la Bovine e la Tete aux Vents, ma il col du Bonhomme, il col de la Seigne e il gran col Ferret non hanno alternative, di là bisogna passare. La creazione di una procedura di slittamento della partenza fino a dodici ore sarebbe fattibile, i concorrenti e gli sponsor lo saprebbero fin dall’inizio e, nelle condizioni di quest’anno in cui era più che previsto il miglioramento di sabato, la gara si sarebbe corsa tranquillamente dall’inizio alla fine. Ovviamente si tratta di una procedura non semplice e o la si progetta preventivamente e con una catena di comando efficente (vedi comunicazione interna) o non funziona. Allo stesso modo può essere pianificata, e comunicata preventivamente, una ripartenza alternativa da Courmayeur la mattina dopo come è stato fatto. L’esistenza, e la conoscenza da parte di tutti sponsor e media compresi, di tali alternative eviterebbe altresì forzature della partenza per motivi “commerciali”.
Discorsi sul “ci hanno fatto partire ben sapendo che ci avrebbero fermato” sono illazioni, sospetti, basati su indizi spesso non verificati (vedi notizia sulla norma di regolamento sul non rimborso se i primi arrivano a le Contamines), sulla mancanza di comunicazione, che non perdono agli organizzatori, e non su dati oggettivi (continuiamo a parlare di denari, ma qualcuno ha mai visto e controllato il bilancio della Polettì spa, gli accordi di sponsorizzazione, i contratti di assicurazione?). Io per natura sono portato a riconoscere la buona fede degli altri a meno di incontrovertibili prove e credo (dico credo, non “sono certo”), che le cose siano andate così: previsioni meteo infami ma in miglioramento dalle prime ore di sabato, proviamo a farli partire, anche perchè non abbiamo alternative (vedi sopra mancanza di piani alternativi), speriamo che per mezzanotte l’una il tempo si calmi un pò, in montagna succede spesso così, e il grosso riesce a passare il Bonhomme e la Seigne già in relativa calma, però teniamoci pronti a fermare il tutto prima de le Contamines e a dargli i mezzi per rientrare, che se dobbiamo fermarli a les Chapieux è un casino, le sacche per Courma? beh, intanto teniamole in palestra che se dobbiamo fermare è inutile che le carichiamo sui camion e se invece si va avanti abbiamo comunque il tempo per trasferirle; la gara parte, poi messaggi smozzicati di debalisaggi, frane, fulmini e tempo apocalittico in alto, la corsa si ferma, lavorone giustamente già pianificato per far rientrare tutti, e adesso che facciamo? (se c’era un piano alternativo la domanda non si poneva) oddio, domani danno bello, da Courma in poi è già tutto pronto per il passaggio, lanciamo una ripresa della corsa per domani alle dieci, così almeno quelli che sono venuti dal Giappone o dall’Argentina un pò di Monte Binco lo vedono, come? con SMS naturalmente, non abbiamo reso il telefonino obbligatorio per tutti? ma siamo organizzati solo per duemila, e se arrivano tutti i tremilacinquecento? no, ci sono le leggi del surbooking, vedrai che tanti non hanno più motivazioni e non ripartono e che al massimo saranno duemila al via; poi per vari plausibili motivi (sovraffollamento delle linee, incompatibilità dei gestori internazionali, gente che ha spento il telefono perchè è andata a dormire...) gli SMS non raggiungeranno tutti; alle quattro stanno riportando a casa i fermati della CCC, sono nella cacca con i bus e lanciano il messaggio “sui bus per Courma abbiamo solo 1000 posti” (attenzione, nessuno ha mai detto che la corsa di ripiego aveva posti limitati, altra notizia falsa e tendenziosa che è circolata, hanno detto che purtroppo avevano solo mille posti sui bus e che quindi chi poteva era meglio che andasse a Courma con i propri mezzi), poi l’ultimo bus è partito semivuoto, alla partenza a Courma c’erano millecinquecento persone, Dawa Sherpa c’era, Kilian Jornet e Jeoff Roes no.
Ora io non voglio salvare a tutti i costi l’organizzazione, l’assenza di comunicazione in un evento con cinquemila atleti, l’assenza di spiegazioni motivate in un post gara pieno di sospetti ed illazioni e la mancanza di piani alternativi sono gravissimi errori ai quali l’organizzazione dovrà assolutamente porre rimedio, sia oggi pubblicando un report dettagliato compresi i tabulati di trasmissione degli SMS e il bilancio della Polettì spa, sia domani nell’organizzazione dell’UTMB 2011, però è incontrovertibile che la sicurezza di tutti è stata garantita e che nessuno si è fatto male o peggio è morto.
Se poi filosoficamente vogliamo disquisire sul fatto che oltre una certa dimensione siamo fuori dal cosiddetto spirito trail, beh questo con gli eventi dell’UTMB 2010 non c’entra nulla, ne abbiamo già parlato l’anno scorso e anche se la gara si fosse corsa col bel tempo potremmo discuterne ancora e a lungo ugualmente.
Tutto il resto, rimborsi, punti, magliette finisher, classifiche eccetera sono solo menate.
Per quanto riguarda infine i criteri di sicurezza spostiamoci pure dall’altra parte su “ricerca della performance”
Smettiamola di dire questo e quello dell’organizzazione e guardiamo a noi stessi: in quanti quell’SMS lo hanno ricevuto e hanno deciso di non ripartire?? Io per primo, gli altri sei che erano in camera con me, non hanno ricevuto l’SMS ma hanno saputo in tempo reale lo stesso, anche, e di certo tantissimi altri. L’insegnamento vero è quindi: attenzione, sono gare in montagna e non partite di basket al palasport, possono essere interrotte causa maltempo e nulla è dovuto a causa di ciò dall’organizzazione, vale per l’UTMB come vale per qualsiasi altra gara. Cosa sarebbe successo alla LUT se si fosse fermata la gara chessò a Federavecchia per temporale? e lì erano solo cinquecento, non cinquemila.
Al di là della delusione, delle gratuite illazioni su presunti affarismi, di assurde pretese di rimborso o di riconoscimento di precedenza per il 2011 lette soprattutto in francese sul forum del sito UTMB, una valutazione serena ed una critica costruttiva vanno fatte.
Ricordiamo che l’UTMB per numero di gare in contemporanea, per lunghezza di percorsi e soprattutto per numero di partecipanti non ha termini di paragone in nessun altro trail in Europa e credo nel mondo. Da ciò ne deriva che l’organizzazione deve essere giocoforza professionale e che chi ci lavora a tempo pieno tutto un anno ne debba avere la giusta remunerazione, non ci vedo nulla di scandaloso, anche perchè, pur con i numeri in gioco, non credo che la gang Polettì possa diventare ricca con l’UTMB, diciamo che ci può agiatamente campare come un qualsiasi altro professionista campa del suo lavoro. Può piacere o non piacere, può derivarne un’aria che qualcuno percepisce consumistica e che altri invece sentono come grande evento, può dare adito a illazioni su comportamenti volti più alla salvaguardia del profitto che al regolare svolgimento della competizione, ma c’è poco da fare, l’UTMB è così, e guarda caso è la gara più ambita, più discussa e più commentata, anche dai suoi detrattori che, per coerenza, dovrebbero invece ignorarla in toto.
Ciò premesso, per essere stato presente, non posso non riconoscere che fino allo stop la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione, che, cosa in assoluto più importante, la sicurezza di tutti è stata pienamente garantita, che il rientro dei concorrenti fermati si è svolto senza problemi di sorta e che l’accoglienza post annullamento è stata all’altezza.
Come altri hanno giustamente detto, ci fosse stato il bel tempo saremmo qui a discutere di tempi, di organizzazione perfetta, di paesaggi stupendi, e invece no, una notte di pioggia ha messo in luce i problemi e ci ha ricordato che anche con la migliore organizzazione è sempre la montagna che vince.
Cosa è mancato?
1 la comunicazione, sia interna tra gli organizzatori, sia e soprattutto esterna verso i concorrenti. In una gara internazionale non si possono fare gli annunci ufficiali solo in francese, gli SMS che per sovraccarico o per problemi dei gestori non arrivano a tutti hanno dimostrato di non poter essere utilizzabili per le comunicazioni ufficiali, devono esserci un albo per le comunicazioni sul sito costantemente aggiornato e un albo ufficiale a Chamonix per l’esposizione delle stesse in cartaceo, dichiarati esplicitamente sul regolamento.
2 la pianificazione di alternative in caso di maltempo. Purtroppo il tracciato ha dei passaggi obbligati, si può tagliare l’Arret du Mont Favre, il Bertone e il Bonatti, la Bovine e la Tete aux Vents, ma il col du Bonhomme, il col de la Seigne e il gran col Ferret non hanno alternative, di là bisogna passare. La creazione di una procedura di slittamento della partenza fino a dodici ore sarebbe fattibile, i concorrenti e gli sponsor lo saprebbero fin dall’inizio e, nelle condizioni di quest’anno in cui era più che previsto il miglioramento di sabato, la gara si sarebbe corsa tranquillamente dall’inizio alla fine. Ovviamente si tratta di una procedura non semplice e o la si progetta preventivamente e con una catena di comando efficente (vedi comunicazione interna) o non funziona. Allo stesso modo può essere pianificata, e comunicata preventivamente, una ripartenza alternativa da Courmayeur la mattina dopo come è stato fatto. L’esistenza, e la conoscenza da parte di tutti sponsor e media compresi, di tali alternative eviterebbe altresì forzature della partenza per motivi “commerciali”.
Discorsi sul “ci hanno fatto partire ben sapendo che ci avrebbero fermato” sono illazioni, sospetti, basati su indizi spesso non verificati (vedi notizia sulla norma di regolamento sul non rimborso se i primi arrivano a le Contamines), sulla mancanza di comunicazione, che non perdono agli organizzatori, e non su dati oggettivi (continuiamo a parlare di denari, ma qualcuno ha mai visto e controllato il bilancio della Polettì spa, gli accordi di sponsorizzazione, i contratti di assicurazione?). Io per natura sono portato a riconoscere la buona fede degli altri a meno di incontrovertibili prove e credo (dico credo, non “sono certo”), che le cose siano andate così: previsioni meteo infami ma in miglioramento dalle prime ore di sabato, proviamo a farli partire, anche perchè non abbiamo alternative (vedi sopra mancanza di piani alternativi), speriamo che per mezzanotte l’una il tempo si calmi un pò, in montagna succede spesso così, e il grosso riesce a passare il Bonhomme e la Seigne già in relativa calma, però teniamoci pronti a fermare il tutto prima de le Contamines e a dargli i mezzi per rientrare, che se dobbiamo fermarli a les Chapieux è un casino, le sacche per Courma? beh, intanto teniamole in palestra che se dobbiamo fermare è inutile che le carichiamo sui camion e se invece si va avanti abbiamo comunque il tempo per trasferirle; la gara parte, poi messaggi smozzicati di debalisaggi, frane, fulmini e tempo apocalittico in alto, la corsa si ferma, lavorone giustamente già pianificato per far rientrare tutti, e adesso che facciamo? (se c’era un piano alternativo la domanda non si poneva) oddio, domani danno bello, da Courma in poi è già tutto pronto per il passaggio, lanciamo una ripresa della corsa per domani alle dieci, così almeno quelli che sono venuti dal Giappone o dall’Argentina un pò di Monte Binco lo vedono, come? con SMS naturalmente, non abbiamo reso il telefonino obbligatorio per tutti? ma siamo organizzati solo per duemila, e se arrivano tutti i tremilacinquecento? no, ci sono le leggi del surbooking, vedrai che tanti non hanno più motivazioni e non ripartono e che al massimo saranno duemila al via; poi per vari plausibili motivi (sovraffollamento delle linee, incompatibilità dei gestori internazionali, gente che ha spento il telefono perchè è andata a dormire...) gli SMS non raggiungeranno tutti; alle quattro stanno riportando a casa i fermati della CCC, sono nella cacca con i bus e lanciano il messaggio “sui bus per Courma abbiamo solo 1000 posti” (attenzione, nessuno ha mai detto che la corsa di ripiego aveva posti limitati, altra notizia falsa e tendenziosa che è circolata, hanno detto che purtroppo avevano solo mille posti sui bus e che quindi chi poteva era meglio che andasse a Courma con i propri mezzi), poi l’ultimo bus è partito semivuoto, alla partenza a Courma c’erano millecinquecento persone, Dawa Sherpa c’era, Kilian Jornet e Jeoff Roes no.
Ora io non voglio salvare a tutti i costi l’organizzazione, l’assenza di comunicazione in un evento con cinquemila atleti, l’assenza di spiegazioni motivate in un post gara pieno di sospetti ed illazioni e la mancanza di piani alternativi sono gravissimi errori ai quali l’organizzazione dovrà assolutamente porre rimedio, sia oggi pubblicando un report dettagliato compresi i tabulati di trasmissione degli SMS e il bilancio della Polettì spa, sia domani nell’organizzazione dell’UTMB 2011, però è incontrovertibile che la sicurezza di tutti è stata garantita e che nessuno si è fatto male o peggio è morto.
Se poi filosoficamente vogliamo disquisire sul fatto che oltre una certa dimensione siamo fuori dal cosiddetto spirito trail, beh questo con gli eventi dell’UTMB 2010 non c’entra nulla, ne abbiamo già parlato l’anno scorso e anche se la gara si fosse corsa col bel tempo potremmo discuterne ancora e a lungo ugualmente.
Tutto il resto, rimborsi, punti, magliette finisher, classifiche eccetera sono solo menate.
Per quanto riguarda infine i criteri di sicurezza spostiamoci pure dall’altra parte su “ricerca della performance”