ciao a tutti, mia prima volta sulla distanza 90K e prima volta in Val d'Aosta e con il senno di posi penso di aver scelto bene!
come si dice "se devo affogare meglio farlo nel mare che in una pozzanghera"...
Posto incantevole già al mio arrivo venerdì pomeriggio in centro a Cuarmayeur, tutto intorno pareti di roccia, boschi e valli preannunciano scenari importanti.
clima estivo, caldo visti i 1200mt ma comparato ai 35 e più della pianura si sta bene.
ritiro il pettorale e vengo omaggiato di una felpa con cappuccio con megalogo della competizione...già fa piacere ma chissà cosa dovrò poi fare per meritarmela...
Partenza alle ore 6 am e partiamo con una piccola salita nel centro di Dolonne seguita dal sentiero lungo il fiume che scende a Pre-St-Didier dove inizia un ripida salita per passare sulla passerella sull'orrido, un primo punto panoramico.
si sale ancora nel bosco fino al termine dell quota boschiva per poi fare un traverso in leggera salita in un bell'anfiteatro che è solo la preview di quello che andremo a vedere. Primo ristoro del 13K all'imbocco del Vallone della Youlaz, bellissima valle che parte in leggera salita per poi aumentare la pendenza e portarci a Col Arp da cui si vede tutto il vallone e si può guardare verso nord nella valle. un momento per scattare due foto, guardare il panorama e si risale verso la vetta e si scollina.
da qui invizia un tratto prima in discesa con un laghetto alpino per poi ricomincare con tratti di salita non troppo impegnativa per arrivare al ristoro del Mont Fortin.
Ottimo ristoro, ricco, con volontari molto attenti e disponibili.
Qui faccio la prima pausa della giornata, mangio, bevo e mi godo il paesaggio investendo 10 minuti in relax (mai visto investimento migliore?).
Paesaggio magico, spettacolare!
Riparto, ora un tratto semplice fino al colle della Seigne con piccole salite su colli pratosi e alcune discese forse il più semplice della giornata. tutto corribile se ne hai, io preferisco passo veloce in piano e salita e corricchio solo nelle discese in cui diventerebbe più dispendioso frenare che lasciare andare un poco le gambe.
Il sole picchia ma l'aria è abbastanza fresca e la quota non fa sentire troppo i caldo. io personalmente di aspettavo peggio.
Ricomincia la salita, faccio fatica, inizialmente sentiero che poi diventa sassoso e poi molto tecnico per protarci in una altra valle sul cui fondo si intravede il rifugio Elisabetta, altro fantastico ristoro e si ricomincia a scendere per poi fare 2k di strada bianca a fondo valle super pianeggiante.
qui ho tempo di telefonare a mia moglie per dirgli che non è vedova e che le tocca aspettarmi al passaggio al 60K anche se ci metterò qualcosina di più del dovuto.
si ricomincia a salire da Combal, salita su un panettone ricoperto di prati, fatico ma so che non direrà molto, poi una lunga discesa a tratti morbida e ripida per arrivare alla rif. Maison Vielle, dove rifaccio rifornimento di acqua e viveri prima del temutissimo ma sconoscuto Chetif... salita ripida, discesa ripida e poi di taglia nel bosco dove troviamo la ferrata.
Personalmente non ho mai fatto ferrate tranne che in qualche trail in cui gli organizzatori (con un po' di perversione

) ne hanno inserito un tratto.
Non l'ho trovata ne pericolosa ne faticosa perchè relativamente breve.
ho invece patito una parte successiva con un piccolo dislivello inaspettato che psicologicamente mi ha provato.
arrivati sulla cima inizia una ripida discesa molto spettacolare nella prima fase in cui ci si trova tra due enormi formazioni rocciose per poi entrare nel bosco.
Ingresso a Dolonne alle 19:30 circa, non penso di essere nel gruppo di testa

Mi cambio integralmente con vestiti puliti ed asciutti, mi siedo e mangio una pasta.
Il passaggio del 60K a Dolonne per chi come me è lento ed è passato dopo aver già incamerato diverse ore di strada è psicologicamente la prova più dura di tutta la gara.
io dopo alcuni momenti di crisi avevo comunque deciso di proseguire.
riparto poco dopo le 20:00 con l'orologio che segna oramai 14h passate e già capisco che sarà lunga...fo***tamente lunga. fraziono mentalmente il percorso di ristoro in ristoro.
Salgo al Bonatti, fa ancora caldo alle quote basse...un poco di difficoltà nell'ultima parte dove pago il fatto di non conoscere il posto e non sapere quanto poco mi manca alla tappa.
Qui mi cambio mettendo la maglia termica guanti, frontale ecc...inizia la notte. Decido di non guardare più il crono, vado solo a sensazione, devo stare bene, sereno..trovare un ritmo che mi accompagni nella notte.
dal Bonatti al Bertone è semplice per il primo tratto in quasi discesa, sentiero largo...solo gli ultimi km con strappetti mossi mi fanno faticare e non sembra più terminare... il cielo è stellato e si sente solo il fragore del fiume sul fondo della valle.
Arrivo al Bertone, accolto bene, un buon the caldo.
Nella veranda c'è un concorrente stremato con i brividi...per alcuni momenti mi chiedo se quello che sto facendo ha senso...ma non è il momento, mi infilo il softshell e riparto. mi mancano ancora 700mt puliti.
sue strappi da 250 per il Col Entre Deux Sauts una discesa di 200 ed altri 200D+.
obiettivo il Sol Sapin da cui inizierà la lunga discesa.
Il cielo è stellato fino all'orizzonte, vedo una stella cadente che taglia tutta la volta celeste, una grande emozione, capisco come sono fortunato a vivere quel posto in quel momento.
Davanti a me di 1-2km vedo una frontale che mi da un riferimento di come sarà il tracciato nella notte, il percorso è cmq ben balizato, essenziale ma privo di dubbi.
Arrivo al Col Sapin dove mi servo del the caldo mentre i volontari dormono insacchettati nella veranda.
Qui invia una ripida discesa, impegnativa ma accettabile. Non mi aspetto invece il percorso ondulato che porta al'ultimo punto di controllo che mi sfianca, interminabili su e giù nel bosco senza mai perdere veramente quota...
Inizia a essere chiaro albeggia...sono molto stanco, è quasi fatta ma non finisce più...
arrivo a Courmayeur dopo quasi 24h stremato ma con soddisfazione. ad accogliermi pochi ma sempre sorridenti volontari a cui va la mia gratitudine per il lavoro e l'assistenza di 24h di follia.
Se devo fare un bilancio atletico avevo previsto di metterci 20-22h quindi non è positivo ma ho trovato un percorso tecnicamente molto impegnativo unito ad una distanza per me nuova.
Come bilancio personale penso invece di aver scoperto impagabili paesaggi ed una consapevolezza che mi fortifica in vista dei prossimi impegni. quello che è sicuro è che mai dimenticherò l'intensità di questa prima esperienza in Valle D'Aosta.
vado in albergo dove dormo fino alle 12 giusto in tempo per tornare a vedere le premiazioni degli atleti veri (in gara non li vedo mai!

) e mangiarmi un buona grigliata offerta come festa di chiusura.
Non ho critiche, solo tanti grazie e complimenti per chi riesce a creare e gestire un evento così difficile in questi posti. unico neo una altimetria forse troppo abbozzata rispetto al tracciato effettivo.