riflessioni sul trail

Tutto ciò che è trail!

Moderatore: leosorry

Avatar utente
andard
Messaggi: 1115
Iscritto il: 16/09/2014, 20:03
Località: lago maggiore
Contatta:

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da andard »

condivido le ragioni del buon Stefano, però chiaramente la sua opinione non è legge, sicuramente la sua opinione credo sia più coerente con lo spirito trail poi chiaramente evoluzioni o alternative sono comunque ben accette se fatte in buona fede
Avatar utente
biglux
Messaggi: 2752
Iscritto il: 28/10/2010, 16:25

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da biglux »

Un trail in linea da 80 km e 5500 m+ (Trans D'Havet per esempio...) oppure uno da 4 giri da 20 km e 1400m+? Secondo me è più duro il secondo e ti "forgia" la testa (che poi è quella che ti fa finire l'UTMB) molto di più che il primo. Sulla bellezza? Quella è negli occhi di chi guarda... Sui punti? Purtroppo alcune gare li richiedono e se vuoi farle...ti tocca! Il trailer duro e puro come me lo immagino io? Senza certificato medico, senza tessere, senza gare e corre dove gli pare e piace senza vincoli...semplicità cristallina!
Avatar utente
Antonio
Messaggi: 688
Iscritto il: 06/09/2010, 8:46
Località: Carrara
Contatta:

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da Antonio »

4 giri da 20 Km non li farei mai, ma nemmeno 4 da 10.
Però, come in ogni cosa, se l'organizzatore ti informa su quello che propone, poi spetta a noi regolarci se andare o meno
Avatar utente
Lori dalla strada
Messaggi: 22
Iscritto il: 21/04/2014, 22:10

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da Lori dalla strada »

io sabato ho fatto gli incriminatissimi 90 km del Cinghiale e devo dire che mi sono piaciuti. Intanto non si tratta di una ripetizione per 5 volte di un giro da 20 come si potrebbe fraintendere leggendo post precedenti, ci sono tratti che si ripetono uguali, tratti che si percorrono una volta sola e tratti che si fanno a ritroso, cambiando anche tecnicamente in modo sostanziale, se non fosse stato per i gentilissimi e simpatici volontari ai ristori avrei anche potuto non accorgermi di essere già passata. Sicuramente ripetitivo e, come dice Laurina76, mentalmente allenante, il paesaggio ma da quello che vedevo all'orizzonte anche allargando l'anello non credo sarebbe cambiato in maniera significativa, un plauso invece al fatto che l'asfalto stava veramente a zero !
Pensate che non ero nemmeno a caccia di punti UTMB, mi serviva un lungo per progetti futuri e per fortuna che a questa stagione c'è qualcuno che organizza una 90km (a luglio ed agosto ormai stanno già facendo la gara a chi apre prima le iscrizioni ....).
Parlando di punti UTMB invece vorrei condividere una riflessione recente... forse sarebbe ora di ritrovare un pò di umiltà... non bastano certo 3 gare qualificanti a garantire di finire un UTMB,... ,in merito le statistiche dei finisher la dicono lunga,... e allora perchè non preoccuparsi un pò di più della propria preparazione prima che dei punti ? Lasciare qualche posto in più libero per chi da anni ha le carte in regola per finirlo anzichè fare tre gare qualificanti magari in ambiente collinare e poi intasare le preiscrizioni ? Io dopo aver testato il Bianco lo scorso luglio con la 90 km di Courmayeur ho deciso che di polenta ne devo mangiare ancora tanta prima di iscrivermi al sorteggio per l'UTMB , punti o non punti ... :mrgreen:
natalina52
Messaggi: 353
Iscritto il: 06/10/2011, 13:55

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da natalina52 »

Approvo al 100%.Io sabato ho partecipato ai 60 km del Cinghiale, manifestazione bellissima tra virgolette, e mi sono resa conto che non serve rincorrere gare estreme per divertirsi e' sufficiente il fango e qualche capitombolo (spassoso).
Brava Lorena.
Avatar utente
Adam
Messaggi: 349
Iscritto il: 12/01/2012, 9:52
Località: Colferraio
Contatta:

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da Adam »

NoTrail ha scritto:Io invece non sono d'accordo. Sono uno sperimentatore incallito e a me le contaminazioni piacciono, fintanto che si tratta di aumentare la varietà senza eliminare nulla, sia chiaro.
Gare a circuito in Appennino? Perché no? Se piaceranno, sopravviveranno, sennò tanti saluti e avanti col prossimo esperimento. Resta sempre vero che se non ti interessano basta non andare a farle, tutto lì.

Il discorso punti? Siamo seri, dai: ci sono trailer duri e puri a cui davvero non frega nulla, lo so e non lo nego, però ci sono anche quelli come me che invece hanno cominciato a fare trail sognando la LUT, il Bianco e, perché no?, la WSER. Tutte gare che richiedono la raccolta punti, ebbene sì.
Se avessi potuto guadagnarmi la possibilità di correre una di queste gare facendo il criceto in un bel bosco in appennino, vi dirò, l'avrei fatto volentieri e senza ripensamenti. Chiaro, magari non sarà la gara dei sogni, ma sul piatto va messo tutto quanto.

Stesso discorso che si faceva sul thread dedicato al Tor des Chateaux, anche in quel caso grandi perplessità riguardo alla natura anomala del percorso. Io, intanto, ho già sentito di due amici che sono delle autentiche istituzioni del nostro sport che non vedono l'ora di provarci.

Non capisco il punto di Stefano, in realtà. Se da un lato mi rendo conto della mancanza di logica di certi percorsi, dall'altra penso che se stessimo davvero a parlare di logica avremmo ben poco da dirci, visti i numeri che mettiamo insieme quando gareggiamo :lol:
Andrea for president!
la vedo anche io così.
Se un malato organizza una gara di 100 km su un circuito in pianura da ripetere 600 volte e ci sono altri malati che hanno voglia di provare secondo me è solo un bene. In Italia siamo un pò troppo portati alla polemica secondo me, nel senso che se ci pensate non esiste una gara back to back (andata e ritorno dalla stessa) sulla distanza da 50 miglia, impensabile poi su distanza da 100 miglia. Se organizzate una gara così presumibilmente correrete da soli. Gli italiani vogliono sempre: gare su posti della madonna, in cui non si passa dalla stessa, ristori ben forniti, pacchi gara pieni e soprattutto l'iscrizione costa sempre troppo.
Ad eccezione di rari casi credo che sia più il mood a rendere una gara bella che non il percorso in sè. In America ci sono gare a loop o back to back favolose, che si svolgono su strade bianche in mezza pianura. Pensate a Leadville giusto per dirne una.
Poi se uno lo fa per i punti, forse lì è l'errore, l'aspettativa. Se la corri perchè ti va, allora ti diverti.
Detto ciò dico che in qualsiasi gara a cui ho partecipato c'era qualcuno che si lamentava. In spogliatoio LUT un signore si lamentava che il percorso era "troppo duro", mentre uno che usciva dalla doccia trovava "la discesa su sassi pericolosa". Voglio dire, se vado a fare una 24 ore in pista evito di lamentarmi che il percorso è noiso e un pò piattino, no?
Avatar utente
martin
Messaggi: 3317
Iscritto il: 03/10/2012, 7:27
Contatta:

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da martin »

Anch'io pensavo al Leadville, ma anche al Rocky Racoon (5 x 20 miglia in una foresta - parco nazionale texano), o addiritura al Barkley Marathon, ossanato da tutti ma sempre 5 x 20 miglia.
Personalmente mi piace di più l'idea di un bel viaggio che sia un "point to point" (Dolomiti Sky Run, Abbots Way, CCC, TDS) o un giretto attorno una zona o monte (UTMB, LUT, Mugello) ma ci sono anche tante possibilità con soluzioni innovativi - Quadrifoglio con i suoi 4 petali, Gran Trail Courmayeur con la figura 8 (2 petali?), Verbier San Bernardo (giro intero ma con diversi tempi di partenza). Vicino a casa mia c'è un crinale (un mio posto di allenamento) dove ci sono diversi sentieri che scendono e salgono su versanti diversi ma sempre sullo stesso crinale arrivano - ho pensato che sarebbe divertente organizzare una gara su un percorso del genere.
Insomma c'è spazio per tutti le idee. Sarà il mercato a decidere cosa piace e cosa non piace. Basta leggere la descrizione del percorso, se ti sembra bello vai a farlo se la proposta non ti acchiappa stai a casa o vai a fare una corsetta per conto tuo. Si può (e si deve) lamentarsi se ci sono tratti pericolosi che non sono stati segnalati o se l'organizzazione è scadente sul lato sicurezza. Per tutto il resto basta informarsi e agire di conseguenza.
Avatar utente
NoTrail
Messaggi: 1596
Iscritto il: 23/07/2012, 16:14
Località: Castiglione Torinese

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da NoTrail »

Adam ha scritto:Pensate a Leadville giusto per dirne una.
Poi se uno lo fa per i punti, forse lì è l'errore, l'aspettativa. Se la corri perchè ti va, allora ti diverti.
[...]
Voglio dire, se vado a fare una 24 ore in pista evito di lamentarmi che il percorso è noiso e un pò piattino, no?
Come al solito, il mio amico Paco porta a casa la partita con due bombe da tre punti allo scadere del timer. Se corri perché ti piace correre, magari non ne uscirai entusiasta ma ti sarai fatto una bella sgambata nei boschi: stiamo seriamente dicendo che l'appennino tosco-emiliano è un posto delle balle per correre? Macheddavero?? :roll:

A me piace correre, sempre e dovunque, in qualunque situazione possibile. A me fa spacchiare un Mike Wardian che stabilisce il nuovo record di percorrenza di una maratona indossando un costume da Elvis così come idolatro Jeff Browning che segna il record WSER + HR100. Sono tutte ispirazioni, così come lo è il mio presidentissimo Matteo Grassi, che va alla 6 ore di Pastrengo e poi al Tor, passando per l'Eiger.

Ragazzi, meno pippe e più km. Rileggo il post del Greg e mi sembra una grande ammucchiata di luoghi comuni. "Stabiliamo il vademecum di come le gare di trail dovrebbero essere!". Ma anche no? Già che corriamo differente, non sarebbe male anche pensare differente ;)

E comunque viva Biglux, che in 3/4 righe mi mette sempre in riga: bravo Luciano, sempre sul pezzo! :)
Avatar utente
mircuz
Messaggi: 3383
Iscritto il: 26/01/2015, 16:15

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da mircuz »

Tante idee diverse e il mondo è bello perché è avariato, diceva qualcuno....Una gara in circuito è più dura mentalmente? Vero se per durezza intendiamo la capacità di resistere alla noia (volevo dire alla rompitura di maroni...) e sicuramente è più facile cedere e decidere di ritirarsi se appena abbiamo qualche doloretto o siamo stanchi. Però questo non ti prepara a viaggiare in "mare aperto", dove se ti fai male chissà se e quando vengono a prenderti. Si sviluppano doti mentali diverse e credo che per gare tipo UTMB o LUT sia più importante la seconda, cioè avere buone capacità di gestirsi autonomamente.
Non critico le varie formule, è positivo che ci siano prodotti diversi. Solo che non giustifico la mancanza di originalità, che si può esercitare anche in Appennino o sulla montagnetta dietro casa.
Un esempio? Quest'anno hanno organizzato una manifestazione "libera" sul Summano, bisognava salirlo e ridiscenderlo per i vari versanti. Secondo me un'idea bella e originale pur girando sempre negli stessi posti...
andrea stanco
Messaggi: 752
Iscritto il: 06/09/2010, 12:49
Località: GENOVA

Re: riflessioni sul trail

Messaggio da andrea stanco »

AGGIUNGO DUE LUOGHI COMUNI:
A non è obbligatorio partecipare alle gare
B non è obbligatorio organizzare gare
Partendo da qui:
1 mi stupisce che un atleta di esperienza come Gregoretti non fosse informato sullo svolgimento della gara
2 non mi stupisce che una gara a fine stagione cerchi di vendere un numero maggiore di pettorali (chilometri+dislivello=punti UTMB), il mercato chiede quello, non c'è nulla di male a proporlo, chi vorrà partecipare comprerà un pettorale
3 tu cattivone di un organizzatore, potevi fare un giro più logico e divertente senza usare le strade degli enduristi e 4X4isti e non fare arrabbiare quelli che non leggono come si svolgerà la gara

VIVA L'UTMB
Rispondi