Puoi fare il TDO, si parte in salita e si arriva con salitone finale di 500m+Tepepa ha scritto:quello che mi chiedo...ma perché le gare finiscono tutte con la discesa??? un bel salitone finale no?
http://www.traildelleorchidee.com/?page_id=3318
Puoi fare il TDO, si parte in salita e si arriva con salitone finale di 500m+Tepepa ha scritto:quello che mi chiedo...ma perché le gare finiscono tutte con la discesa??? un bel salitone finale no?
Ciao!! anch'io ho patito tanto le discese per un bel po'... poi ho letto, ascoltato consigli... e ho scritto un articolo....Fab83 ha scritto:Ciao a tutti
È solo da quest'anno partecipo a corse trail e ne ho fatte 4 tutte di brevi distanze (20km);
Ieri ho partecipato alla Bellagio sky race di 28km con 1800D+:gara bellissima,ben organizzata,ottimi ristori ma soprattutto una vista panoramica fantastica sul lago di Como.
Fino al km12/13 si sviluppava quasi tutto il dislivello positivo ,è stata dura ma l ho affrontata senza troppa fatica(con il mio ritmo..niente di ché),mentre la seconda parte consisteva in molta discesa.Mi sentivo abbastanza bene ma qui in poi sono arrivati i problemi:al 18km sono caduto(ho fatto un bel volo in discesa,senza essermi fatto male) e forse a causa dello spavento da lì a poco mi sono venuti un po di crampi..
Nel proseguimento delle discesa ho speso molto sia fisicamente che mentalmente al punto di arrivare completamente spompato all arrivo.
Secondo voi aver faticato piu in discesa che in salita è dovuto al fatto di aver speso troppo prima(senza accorgemene) e quindi anche al mio livello non abbastanza allenato?
Come posso aumentare la resistenza per poter partecipare a distanze simili o maggiori?
Grazie ciao
Ho letto l'articolo, per quanto mi riguarda... è tra i migliori che io abbia lettoalfpastor ha scritto: (...) e ho scritto un articolo (...) spero sia utile
http://www.trailrunningupdates.com/home ... lita-trail
Quoto quello che hai detto, mi ricordo 4 o 5 anni fa ho fatto la LUT 50km, da solo, ma prendendola proprio come un "viaggio" senza nessun obiettivo di classifica o di tempo, era una delle mie prime lunghe e quindi volevo solo farla con calma e finirla. Al traguardo e nei giorni successivi ero meno stanco di quando faccio una 20-25km tirata, e soprattutto senza malesseri vari o piccoli infortuni e dolori che solitamente invece vengono quando si tira a tutta... il compromesso forse è la cosa miglioremircuz ha scritto:Riprendo questa discussione per fare delle considerazioni riguardo i ritmi a cui si corrono i trail lunghi e sui punti forti e deboli di molti di noi.
Dopo un lungo periodo di pausa sono tornato ad indossare un pettorale, anche se ad una non competitiva, ma la Maratona Alpina che parte da Piovene Rocchette non ha certo un percorso da sottovalutare, visto che è sovrapponibile, per gran parte, alla prima metà della blasonata Trans d'Havet. Sono infatti 42 km e circa 3000 metri di D+ (il D- è un po' inferiore). Lo abbiamo corso, io e i miei Amici per la Corsa, come da tradizione, ormai, tutti belli in gruppo, più o meno, godendo dei ristori, dei panorami e della bella compagnia, quindi con ritmi non di certo da gara tirata! Per me era l'ideale visto che ultimamente gli allenamenti erano stati pochini. Se fosse stata una gara "normale", neanche sarei partito! Ho così avuto il tempo di osservare e fare alcune considerazioni che vorrei condividere. Andando a buon ritmo, ma senza esagerare, praticamente scompaiono molti fattori negativi che di solito ci rendono tanto dure le gare "vere". Non ci sono problemi di crampi, non servono indumenti a compressione, e non ci sono problemi di malesseri dovuti all'alimentazione. Ho potuto evitare di prendere gel o barrette o altri integratori, e ho mangiato quello che ho trovato ai ristori: brioss a colazione, panini al salame e il minestrone al rifugio (alpini santi!). Quindi, qualche volta forse meglio andare un po'più piano ed evitare effetti collaterali, che non tirarsi il collo e rischiare di stare male o il ritiro!
Inoltre, osservando l'andatura di molti concorrenti, ho visto ancora una volta che le cause maggiori dei tempi che si dilatano, sono i pochi tratti in piano in cui per andare bisogna rilanciare la corsa, e ancora di più le discese. Qui lo scarso allenamento e la carenza di tecnica le rendono molto difficoltose per tante persone che pure in salita non vanno male. Qui perdono tantissimo tempo e la possibilità di minimizzare lo sforzo pur mantenendo una andatura veloce.
Altra cosa che ho notato è che molti perdono un sacco di tempo perché non sono preparati a compiere determinate operazioni come togliere o mettere una giacca, o riporre i bastoncini, o rabboccare una borraccia. Un po' come nel triathlon bisogna allenarsi a eseguire velocemente le "transizioni", bisogna organizzarsi con il materiale, riporlo in maniera logica e ordinata, provare tante volte a mettere e togliere lo zaino o i guanti, o meglio ancora i bastoncini, appunto. Ecco, io comunque me la sono goduta, e finalmente sono tornato a provare il piacere di correre senza fare troppa fatica!
Dipende da tante cose, soprattutto dalla forma del momento, nel senso se uno si sente preparato e ha voglia di "tiare" per migliorarsi va bene, ma capita anche quel momento in cui non si è al top e si preferisce vivere la gara come una bella esperienza, vedere posti nuovi ma senza il patema del tempo eccKrapotkin ha scritto:vi quoto, ma a questo punto sarebbe interessante aprire una discussione sulla necessità o meno di partecipare alle gare.
ora non ho tempo però, che senso ha partecipare alle gare se non si ha un tempo da migliorare o se si vuole solo arrivare alla fine?
segue..