otorongo ha scritto:Grazie ragazzi.
potete quindi dirmi quale formula o METODO applicare per trovare la VERA frequenza massima cardiaca?
Io ne ho trovate in rete un paio che comunque discostano di poco dalla classica 220-anni.
Quindi mi dite che la frequenza cardiaca massima non e"per nulla correlata all" eta" anagrafica?
In questo caso allora tutto cambierebbe.
grazie.
Come dice Martin la frequenza cardiaca massima tende a scendere con gli anni.
Tutti i calcoli proposti sono delle approssimazioni basate su valutazioni medie su coorti più o meno ampie (credo). Quando applicate al singolo a volte ci prendono ci prendono, a volte si discostano in modo significativo.
Quindi il metodo migliore diventa quello empirico, come suggerito. Personalmente, indicherei anche di provare in più sedute, soprattutto in questi ultimi anni vedo che il cuore in certe giornate fa fatica a salire, in altre sale più facilmente!
Giustamente come dice Martin non è semplice arrivare alla fcmax se non sei abituato a fare lavori molto intensi.
Per farti un esempio quando correvo su strada registravo le massime frequenze non sulle ripetute da 1’000 che erano le più brevi che facevo ma all’arrivo delle gare di mezza maratona. Ovviamente non era quello il mio limite, quindi per i calcoli ci aggiungevo io 5 battiti in più.
I test sul campo tipo Conconi, B.A.S ed altri hanno il vantaggio di poter essere fatti da chiunque gratuitamente, a patto di sapere come eseguirli, basta un orologio cardio ed una pista.Sono però influenzati da tantissimi fattori ambientali come temperatura, umidità, pressione, altitudine, stagione, fasi lunari, stato di salute psicofisico dell'atleta etc.Danno quindi indicazioni di massima.
I test in laboratorio sono più precisi, cioè i fattori ambientali sono (un pochetto) più controllabili, ma hanno senso se eseguiti più volte all'anno, il che, nella pratica, è difficile per un amatore non pro.
In entrambi i casi si dovrebbe correre, ma se uno è multisport ? Lo scrivo perchè è il mio caso, e penso che un test in piscina o skimo sia ben diverso da uno su pista di atletica.
Il mio pensiero è di allenarsi in modo consapevole e strutturato, con tabelle, obiettivi sensati etc, ma sempre a sensazione, molto a sensazione, in perenne ed attento ascolto di quello che il corpo ci vuol dire.E pure di quello che ci vuol dire la mente : se un giorno non ho voglia di fare un allenamento non lo faccio o ne faccio uno più leggero, e questa vocina va ascoltata, perchè probabilmente è conseguenza di un inghippo fisico che non riesco a contestualizzare, ma comunque reale.
In fondo, naturalmente imho, il metodo più preciso, l'andatura più giusta per quella determinata sessione di allenamento o gara è quella suggerita dalla natura, dall'istinto dall'esperienza, dalla sensazione di benessere/disagio, e...dalla tabella, in ordine non casuale di importanza.
Riassumendo, faccio quello che mi sento di fare.
Gestendomi così miglioro ?
No.
Peggioro ?
Nemmeno.
Però gli anni passano, non sono certo un giovincello, e se non peggioro credo che la cosa funzioni abbastanza bene.
E poi, cosa fondamentale, evito overtraining, stress, crisi di rigetto da sport e mi diverto.
Però per arrivare a questo ci ho messo una vita di sport.
Anni, decenni di esperienza sono "conditio sine qua non".
Per tornare alla domanda iniziale, credo che non abbia molto senso chiedersi qual è la frequenza cardiaca in una gara lunga, se per gara intendiamo un'ultra. Soprattutto se parliamo di trail, ci sarà una grande variabilità, e comunque sempre ad un valore sopportabile, altrimenti non arriveremmo in fondo a nessuna gara. Non credo che questo possa provocare dei problemi a livello cardiaco, che semmai potrebbe essere molto più sollecitato e a rischio in un vertical o in una breve e veloce campestre! Nelle gare lunghe una sorta di autolimitazione dell'organismo prevale sul nostro agonismo, che invece potrebbe portarci molto più vicino al limite in una gara breve o su un segmento Strava! Quindi non mi preoccuperei molto di questo aspetto, mentre è molto più facile farsi del male a livello muscolare o articolare o dell'organismo in generale. Un altro caso in cui si capisce quanto poco ne capiscano i medici quando non sono esperti nel campo sportivo