Tra i casoni e il mare...Nordic walking d'autunno nella magia di Caorle silenziosa
Una ventina di ARGO camminatori nordici, nei luoghi cari ad Hemingway. Il mare d’autunno, vissuto attraverso il nordic walking.
A Caorle, tra i tipici casoni, un insieme di emozioni ed immagini, tra la brezza che vien dal mare e il profumo di salsedine, mescolate con l’umore emozionalmente giocoso di un gruppo magicamente assemblato dal caso…
Ernest Hemingway scrisse qui molte pagine tra le sue piu’ emozionanti. Io oggi , dopo averlo promesso da tempo, ho accompagnato nei suoi luoghi la gente che tra le montagne ha iniziato a camminare con i bastoncini, cercando e trovando un luogo da brividi intensi…fitti.
L’incontro è il solito. La colazione e l’attesa per gli ultimi, ma la partenza è rapida nel divenire fatto compiuto.
Prima di andare verso il mare, tutti vogliono la nuova maglietta rossa , con il logo. Un distintivo che porteranno fieramente tutto il giorno. Spirito di gruppo è anche questo, riconoscersi dalla seconda pelle indossata con uniformità.
In auto ci vuole un’oretta e mezza…ma com’è strano arrivare al mare e trovare un parcheggio enormemente vuoto.
Chissà cosa pensa ognuno di loro, mentre ci prepariamo a partire. Il tormentone sarà per tutta l’escursione segnato dal dubbio che l’istruttore guida abbia bluffato sui chilometri da percorrere.
Mi limito ad affermare che staremo via tre orette ed alla fine l’errore sarà minimo.
Costeggiando il canale Saetta, il tratto rettilineo, infinito, porta avanti membra ancora in fase di collaudo, ma presto il ritmo si eleva e proseguiamo spediti.
Sorrisi, spiritosaggini, sguardi a volte molto intensi, come quello sul volto di Angela, trasportata dal Grappa alla laguna per via di questi bastoncini, che sono una calamita…ti prendono ed è difficile liberarsi di loro e del gruppo che ti trattiene a se…Sul suo viso, colorito da due belle guance rosse, genuine, due occhi che parlano di libertà…Credo di non sbagliarmi.
E sia…il cammino ci regala anche la confluenza col fiume Livenza, ora un poco piu’ quieto di qualche giorno fa, quando disastrosamente risalì, scavalcando gli argini e trasportando a mare quintali di detriti…E’ la natura, dà e toglie, fa e disfa ; l’uomo ne è vittima e carnefice, se ne faccia una ragione!
Un pioppo altissimo, un cane a guardia del suo castello , come da compito istintivo…
Si va avanti ed è bello osservare le coppie, i sentimenti che emergono forti, nella semplicità di persone visibilmente grandi , qualcuno di stazza enorme, come Nevio che si fa coccolare dalla sua “un quarto” , la Mirta…
Mi giro e scatto, non la sorprendo mai con lo sguardo triste; Silvana è un immagine perennemente sorridente, con quel suo bel modo di fare, di essere, così poco maestra e così tanto gradevole nel suo minuto sapersi avvalorare. Con lei Paola, molto silenziosa, apparentemente timidissima donna mora, alla ricerca di una tecnica che migliora di passo in passo.
Federico è anfitrione assoluto, scherzoso e vivace, sa essere uno dei collanti piu’ efficaci tra gente che sta imparando a conoscersi.
Poi l’allievo modello, insinua il dubbio al crocevia…Gioacchino, vorrebbe andar dritto, lì al bivio della Falconeria…Ma io ho letto che dobbiam girare…Me gramo, scopriremo poi che abbiam saltato “l’isola dei pescatori”.
Inizia il sentiero tra i casoni, scendiamo al primo…la scaletta non è proprio un opera perfetta, ma il primo approccio è bello…Cerco di spiegare cosa ci sia all’interno e l’uso che la gente faceva un tempo di questi casoni.
Al secondo attraversiamo lo stretto porticciolo che attraversa la laguna di Marano, per qualche metro.
Non c’è nessuno ed è così ben attrezzato all’esterno, che decidiamo di eleggerlo a bivacco per il pranzo.
La Luigina è la piu’ scaltra a trovarsi una nicchia per compiti importantissimi.
La famiglia Gallina tra un “porco” e una risatona, è un bel quadretto da ammirare nella sua completezza.
Poi i Beppiani. Moira oggi è particolarmente radiosa, ci sono anche Sara e Sergio, suoi diplomandi di casa…Come sono felice di vederla sorridere. Bella e solare, gaia anche un po’ per me, che riesco a strapparmi però piu’ risate del solito.
Intanto penso…Mi faccio fotografare un po’ piu’ in là, con i bastoncini a croce , tra due alberi. Cerco il contatto con la natura, le debbo molto…lo sento.
Stefania è lo specchio , maturato, della giovane adolescente cresciuta nella mia stessa valle. Le mancano e si vede “i suoi” rimasti nel bellunese, ma è pienamente immersa tra tutto e tutti.
Siamo presto in spiaggia.
Camminiamo molto sulla riva…
Ora scrivo…
Grazie a tutti.
…Spinti da un mare immenso
Detriti dappertutto.
Selvaggio è il mare,
potente è l’acqua .
L’uomo getta …
Ma tutto torna a riva…
L’odore di salsedine,
profumata essenza
d’un mondo oggi grigio
sulle teste di chi c’è.
Eppure il tempo è altro,
intorno pare tutto fermo.
I piedi sprofondano,
la sabbia è molle,
poco oltre
la bassa marea…
Sento il richiamo di Ernest…
Sono sopra un tronco…
L’acqua lo ha portato,
è oramai a riva…
mi tiene in equilibrio.
Poggio i puntali
sulla corteccia fradicia…
Osservo molti puntini rossi,
ascolto l’onda perpetua…
Davanti alla Chiesa,
Maria da dentro chiama…
Rispondono gli uomini,
chi guardandola,
chi ringraziando del giorno che ora è…
Essenza della camminata,
potere delle braccia,
spinte da un mare immenso…
“ArGo”
LE FOTO:
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