Io ci ho sofferto tutto l'autunno / inverno scorso prima dx, poi sx: laser, tecar, manipolazioni.........niente.
Un dottorone poi mi ha controllato:
1- dal punto di vista posturale ero storto e ho risolto con un paio di plantari che costano come l'uranio
2- per la fase acuta la terapia che probabilmente ha funzionato di più è il ghiaccio
Da allora faccio anche stretching della parte interessata (non so come si chiami il muscolo la cui parte tendinea si infiamma) e toccandomi, non la bandelletta , non ho più sofferto. Era veramente uno sbattimento.
paoloxyx ha scritto:Ora mi sono fatto fare delle solette ma il male persiste.... Il brutto del mio fisioterapista è che non vuole farmi ne tecar o cose simili perché sa che il giorno dopo andrei nuovamente a correre
Vediamo se facendo più bici per un paio di settimane si migliora un po'!!!
Con la bici non risolvi un granché. Se hai problemi di pronazione questo si manifestano anche pedalando. I primi problemi li ho avuti quando facevo G.F. in bici e li ho risolti con il plantare. Stessa cosa si è manifestata con la corsa quando ho voluto usare scarpe senza supporto. Il plantare non è cortisone che ti risolve il problema dopo pochi giorni. Personalmente, quando dopo una maratona non riuscivo più a camminare, sono stato completamente fermo per 10 giorni (poi ripreso a corricchiare in piano per non più di 6-8km), nel frattempo ho fatto i plantari ed ho iniziato ad applicare ghiaccio tutte le sere per circa 20' (questo per un mese). Da allora nessun problema ma quando faccio dei giri un po' lunghi ed impegnativi la sera applico sempre del ghiaccio, forse più per scaramanzia che per altro. Adesso che arriva l'inverno approfittane per curarti, una decina di giorni di inattività servono per rigenerarsi fisicamente e anche mentalmente.
deeago ha scritto:...la bandelletta è un po' misteriosa: quasi tutti prima o poi ci litigano, ne guariscono e non capiscono mai esattamente le cause.
Riquoto un vecchio post di deeago quanto mai attuale. Da quello che ho letto (non solo in questo e altri forum, ma anche dalla letteratura scientifica internazionale più o meno autorevole) a proposito della BIT è sorprendente notare come ognuno che ne ha sofferto ha risolto il problema (o perlomeno l'ha "controllato") in maniera differente! Fermandosi completamente per un paio di mesi, sperimentando tutto lo scibile in termini di fisioterapia (laser, diatermia, esercizi con Theraband, ecc.), praticando altri sport (bici, nuoto, skialp, ecc.), potenziando la muscolatura del "core" e delle cosce, crioterapia a manetta, stretching e foamroller, manipolazioni varie dall'osteopata, utilizzo della tavoletta propriocettiva...
Per fortuna che, come spesso avviene, "nonostante" le nostre cure, si guarisce lo stesso !
Difatti ora sto facendo poco, come ultimo trail di stagione mi sono iscritto a quello di Portofino, oramai mi sono già preso i due giorni di ferie e lo faccio lo stesso, ma in maniera moooooolto tranquilla!!!!! Questa e la prossima settimana farò solo bici più che altro per mantenere fiato
E poi vediamo se col metodo MAF iniziamo meglio l' anno!
oggi ho una visita dall'osteopata... Dal 1° settembre 2013 è stato un continuo vai e vieni della bandelletta (problema che non avevo da tempo, indipendentemente dai carichi di lavoro e che avevo del tutto dimenticato dopo il passaggio alle drop0).
Una brutta influenza, un antibiotico che provoca problemi ai tendini e una ripresa degli allenamenti spinta hanno fatto il danno...
Vediamo che dice l'osteopata, speriamo bene!
Vi aggiorno sul mio caso, ieri sono stato dal fisioterapista e osteopata, sperando di poter essere utile a qualcuno.
Mi ha controllato da cima a fondo, dalla schiena ai talloni, dagli addominali alla gamba inferiore.
Nella gamba destra, quella interessata dal problema mi ha sciolto 3 o 4 trigger point, cioè punti rigidi dei muscoli: appena li ha trovati mi ha fatto sobbalzare, ma si sono sciolti in fretta. Il massaggio è molto energico ma preciso. I trigger point erano nell'ileo psoas, come prevedibile, nel gluteo ed un paio nel vasto laterale.
Poi, a giudicare dai piccoli lividi che ho, mi ha fatto un massaggio traverso per scollare qualche aderenza sotto il tubercolo di gerdy, nella gamba inferiore, dove ci sono i muscoli peroneo lungo e tibiale anteriore.
Devo stare senza correre circa 20 gg., ma non a riposo assoluto.
Secondo lui il mio problema era che da sempre ho la gamba destra meno muscolosa, che è un fattore predisponente. Correvo senza problemi in questo equilibrio precario. La febbre e l'antibiotico che altera il metabolismo dei tendini, a settembre hanno fatto da goccia che fa traboccare il vaso. Mi infortunai, mi venne la classica infiammazione della bandelletta, conclamata.
Sostituii col ciclismo, in cui la bandelletta non lavora (se non sui pedali) e in cui manca lo sforzo eccentrico, che sostituisce il problema.
Solo che, caso classico, quando hai una gamba infortunata, il cervello la fa lavorare meno. Nei 50 gg. di solo ciclismo che feci, si enfatizzò la differenza muscolare tra coscia sinistra e destra. È bastata la prima gara di fuoristrada pesante per mandare in crisi il sistema di stabilizzazione e farmi tornare i primi fastidi della bandelletta.
Ovviamente come ho ripreso a correre ho avuto sempre questo fastidio moderato, che non è una infiammazione della bandelletta conclamata, ma poco meno, al lato esterno del ginocchio e principalmente sotto, in zona tubercolo di gerdy (in verità è un fastidio di difficile localizzabilità). E secondo l'osteopata è dovuto ad una minor capacità di stabilizzazione dell'arto da parte della muscolatura del lato destro, rispetto al mio lato sinistro, decisamente più muscolare. Effettivamente avevo notato un appoggio più pesante e meno controllato a destra. E questo comporta che la muscolatura debole a dx del core (gluteo e ileo psoas) e della coscia si sono un poco bloccate per fatica, da cui i trigger point.
Stamattina dopo il massaggio non ho più quel fastidio camminando o quando mi alzo dalla sedia, al massimo una vaga rigidità ogni tanto. Cammino più sciolto e più dritto (me ne rendo conto ora per differenza) e la gamba si muove con maggiore estensione. Ovviamente ora che si muove meglio la percepisco più debole!
In sintesi, e scusatemi la prolissità, ora devo riprendere col ciclismo (oltretutto con le scarpe con gli attacchi la gamba è vincolata, non può far facilmente movimenti sbagliati) stando attento, soprattutto in salita a spingere anche con la destra bene. Contemporaneamente devo fare un po' di palestra per portare le masse muscolari a livelli omogenei. Tra 10 gg. posso provare a correre 10-20 minuti allo scopo di testare la stabilità. Dopo circa 20 gg., se tutto ha funzionato, potrò ricominciare con progressività.
Se riuscirò a fare 3 uscite di ciclismo settimanali come dico io, cioè un lungo domenicale da 3-4 ore su percorso misto e due uscite infrasettimanali brevi (1h30'-2h con tratti ad alta intensità), di solito riesco a tornare a correre con un buon passo, anche se i dolorini da riadattamento ci sono sempre.
l'anno scorso ho sofferto anch'io di questo problema. L'ortopedico mi ha consigliato due mesi di stop dalla corsa e uno dalla bici, oltre a cinque sedute di laser terapia. Ho seguito tutto alla lettera e per ora (scongiuri ) non si è più presentato il problema .
a me con la bici non dà problemi (ovviamente non bisogna alzarsi sui pedali o almeno abusarne, poichè è la situazione in cui si usa la fascia lata in bici, altrimenti non sollecitata).
Il problema è che dopo mesi e mesi permane lo scattino al ginocchio (bandelletta ispessita?) e anche se non sto correndo ho dei fastidi. Il bello è che vengono camminando, soprattutto se le scarpe hanno un poco di tacco. Con scarpe piatte fastidi minori o assenti.
E, soprattutto il fastidio ha un punto imprecisato, più o meno al lato esterno della rotula, dove c'è una fossetta del ginocchio. Oppure sento una tensione dolorosa occasionalmente se sono sdraiato sul fianco opposto e allungo la gamba inferiore della gamba interessata. A scendere le scale non ho alcun problema (elemento anomalo per la sindrome) e nemmeno a salirle.
Insomma, ora continuo il potenziamento dell'arto più debole in palestra (esercizi per cui non provo dolore; gli arti sono comunque entrambi abbastanza muscolosi) e faccio bici per la parte aerobica e dinamica dell'allenamento (ove non ho problemi, salvo occasionali fastidi, come nella vita comune) aspettando di fare entro qualche giorno una prova di corsa di dieci minuti, ma secondo me, a due settimane dallo stop vedo pochi progressi.
Dopo aver fatto un po' queste cose consigliate dal fisioterapista e osteopata, vedremo se indagare su altri elementi con una ecografia o una risonanza magnetica. Magari c'è un coinvolgimento della cartilagine o del menisco esterno, seppur mi sembra difficile.
Per il menisco, infatti, penso ci vogliano movimenti fuori asse per far danno e non ho fatto calcio et similia quando mi sono infortunato. Per la cartilagine non saprei: il tono muscolare è comunque sufficiente, corro di mesopiede/avampiede a falcata corta e con scarpe drop 0, quindi, sulla carta, non dovrebbe essere sollecitata.
Buondì, mi aggrego alla lista degli infortunati alla bendelletta... o almeno credo di avere questo tipo di infortunio dato che non ho fatto nè ecografia nè risonanza.
Per ora sono stato fermo un mese e diciamo da questa settimana ho ripreso a correre... ma dopo 30 minuti ecco che si ripresenta il fastidio e mi devo fermare onde evitare complicanze.
Le prime due settimane ho fatto ghiaccio + celadrin e ora sto facendo laser (lì per lì il dolore passa, ma come vado a correre ritorna). In bici e a nuoto nessun dolore, quindi per ora me la cavo così.
Mi domando più che altro se c'è la speranza di ritornare a fare qualche trail...
MaremmaExtreme ha scritto:
Le prime due settimane ho fatto ghiaccio + celadrin e ora sto facendo laser (lì per lì il dolore passa, ma come vado a correre ritorna). In bici e a nuoto nessun dolore, quindi per ora me la cavo così.
Mi domando più che altro se c'è la speranza di ritornare a fare qualche trail...
In Bici? a me sconsigliarono anche di andare in bici, perchè comunque la "frizione" del movimento "riscaldava" la zona interessata, impedendo di sfiammarsi.... ed io che credevo di scioglierla!
Era il 2010, correvo "seriamente" da qualche mese, e soffrendo durate la corsa, ebbi modo di scoprire la bandelletta... studiai il problema, dopo che il dottore mi disse di smettere di correre... comprai leHoka Mafate e le Vibram Fivefingers, dopo un mese mi resi conto che solo con le fivefingers potevo "aggirare" il problema, evitando di caricare sulla bandelletta. Da allora, non ho mai più sofferto di questo problema.