BACHECA DEL DOPING

Due chiacchiere al bar
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Rundiamo62
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Rundiamo62 »

Povero Riccò...!

Dopo esser stato RICCOverato per un malore (vattelaccapire cosa lo avrà mai causato!),
adesso vuole RICCOminciare in una nuova squadra.

Non sarà mica RICCOglionito??? 8-) :shock:
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emilio marco
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da emilio marco »

... :lol: :lol: :lol: "Rundi"... "Santo Subito" e a riccò,....ma va a..... :twisted:
...lo farei "correre"io a calci in.... :twisted: :twisted:

... naturalmente seguito dai suoi FANS :twisted:
Luciano
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

Dal sito "Gazzetta".
MILANO, 14 aprile 2011 - I carabinieri dei Nas hanno fatto visita al ritiro siciliano della Lampre-Isd. In una nota, la squadra fa sapere che, "ricevuta comunicazione da parte del responsabile sanitario di squadra dottor Guardascione, con l'intento di garantire la massima trasparenza, i Nas di Catania hanno effettuato nella giornata odierna un controllo presso l'Hotel Corsaro di Nicolosi, sull'Etna, dove il corridore Michele Scarponi sta partecipando a un ritiro organizzato dalla squadra. Al termine delle operazioni, svolte in un clima di estrema cordialità e di collaborazione, gli agenti hanno ritirato: bustine di un comune anti-infiammatorio (Oki), latte in polvere e barrette Enervit"

passaporti biologici — I Carabinieri del Nas si sono presentati oggi al quartier generale italiano della squadra di ciclismo Katusha, a Lonato (Brescia) sul Lago di Garda, e hanno chiesto i passaporti biologici di cinque corridori. Lo ha reso noto la stessa formazione russa con un comunicato. "I militari si sono limitati a domandare i passaporti biologici di cinque corridori, uno dei quali non fa più parte della nostra squadra - si legge nella nota -. Naturalmente abbiamo offerto la nostra totale collaborazione, consegnando ai carabinieri i documenti richiesti". Nella Katusha corrono tra gli altri Filippo Pozzato, Danilo Di Luca, Luca Paolini, lo spagnolo Joaquin Rodriguez e i russi Alexander Kolobnev et Vladimir Karpets.

Aggiungo io:
Tutto ok, anche così si combatte il Doping, giacchè non bastano i circa 50 controlli individuali che mediamente un Ciclista Professionista subisce nell'arco dell'anno, alcuni ne subiscono più di 100...però è giusto, dato che è tra i Ciclisti che si raggiunge la massima positività al Doping, ma...non sarà che i Ciclisti sono i "peggio" perchè solo più controllati? A quando un controllo così capillare, anche coi Carabinieri, nel Calcio, nel Nuoto, nel Rugby, nell'Atletica, etc....???
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piero61
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da piero61 »

Luciano ha scritto:Dal sito "Gazzetta".
Aggiungo io:
Tutto ok, anche così si combatte il Doping, giacchè non bastano i circa 50 controlli individuali che mediamente un Ciclista Professionista subisce nell'arco dell'anno, alcuni ne subiscono più di 100...però è giusto, dato che è tra i Ciclisti che si raggiunge la massima positività al Doping, ma...non sarà che i Ciclisti sono i "peggio" perchè solo più controllati? A quando un controllo così capillare, anche coi Carabinieri, nel Calcio, nel Nuoto, nel Rugby, nell'Atletica, etc....???
salve
mi permetto di affermare che nel rugby non ve ne è bisogno!
Nel calcio NON ESISTE lo ha detto Del Piero :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: e Moggi :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
saluti
Piero e famiglia
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Cris
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Cris »

Dal sito www.avvenire.it
Intervista a Roberto Barbi
di Massimo Castellani

«La mia corsa fermata dall'Epo»
C’ è uno sport – di cui si tace spesso – che dal professionismo agli amatori è minacciato dal doping, dalle pozioni magiche che aiutano a superare i propri limiti umani, salvo poi rivelarsi dei «veleni letali» per la salute e la coscienza dell’atleta che dal podio del campione si ritrova sbattuto a terra, vittima solitaria nella polvere. Sta tutta qui la corsa radiosa di Roberto Barbi, 45 anni, lucchese (di Borgo a Mozzano) titoli e record a raffica, un 6° posto alla Maratona di New York del 1998, e poi la frenata drammatica, la trappola del doping e la caduta con la faccia nel fango nell’indifferenza di un mondo, quello dell’atletica, che finge castità additandolo come unico colpevole. Una storia a tratti tragica che ha deciso di rendere pubblica, per la prima volta, dopo la confessione resa ai Nas di Firenze all’interno dell’inchiesta «Operazione Quadrifoglio». Arriva trafelato in tuta e scarpe da ginnastica, appuntamento in un bar di Lucca, subito dopo il turno quotidiano da operaio alla cartiera di Lugliano.

Barbi, come è cominciato il suo incubo del doping?
A 26 anni, quando sono passato dalla corsa in salita alla maratona. I maratoneti più forti mi guardavano come quello che non poteva stare al loro passo. Se avessimo cor­so tutti alla pari e 'puliti' senza prendere niente io avrei avuto tempi di 2 ore e 14 mi­nuti. Sarei stato inferiore solo a Stefano Baldini che è uno da 2 ore e 13 minuti. Ma quando ho capito l’antifona ho pensato che c’era solo un modo per essere competi­tivo, prendere l’Epo anch’io.

Come è stata la prima volta?
Un caso, ero andato a comprare la bici per mia figlia e con il negoziante parlavo delle gare che dovevo affrontare e del mio stato di stanchezza. Un tipo che si occupava di ciclismo professionistico ascolta e quando esco dal negozio mi avvicina con molto tat­to dicendomi che lui aveva la soluzione per farmi stare bene e correre sempre più velo­ce. Detto fatto. Qualche ora dopo l’Epo era sul tavolo di casa mia e da quel momento in poi mi sono fatto di tutto: Gh, ormoni vari, efedrina...

Una lista della spesa, ma come prendeva tutta questa roba?
Due settimane prima dell’impegno agoni­stico mi iniettavo 2mila unità di Epo ogni giorno, così per la gara ero sicuro di essere al top.

E funzionava?
Sempre. Se ti fai di Epo non avverti più la fatica, di notte sei ancora talmente su di gi­ri che ti viene voglia di saltare giù dal letto e metterti a correre fino a quando non sei cotto. Nonostante le 8 ore di turno alla car­tiera, riuscivo ad allenarmi correndo fino a 35 km al giorno. Un Superman.

Un elisir del successo, una corsa senza o­stacoli a vederla così.
Correvo e vincevo. Per forza, con il doping abbassi i tempi di 1 minuto nella mezza maratona e fino a 5 minuti sui 41 km. Ma stava diventando un inferno. Correvo solo per pagarmi l’Epo che mi costava 250 mila lire alla settimana, un milione al mese mi­nimo. E poi dopo aver preso quella roba lì stavo male: palpitazioni, nausea a fine cor­sa, insonnia e naturalmente la depressione da astinenza. Non te ne accorgi, ma intanto sei diventato dipendente dalla sostanza e senza non puoi più stare. Se la sospendi smetti di essere vincente.

Così vincente da dare nell’occhio e l’antidoping la trova positivo.
La prima volta mi hanno beccato alla Maratona di Firenze del ’96: feci il ter­zo posto, correndo in 2 ore e 17 minu­ti. Sono stato un ingenuo, avevo un po’ di raffreddore e ho preso l’efedri­na. Però dalla federazione non mi fer­mano, mi lasciano fare, capiscono che posso essere un 'cavallo buono' e non mi controlla nessuno. Nel ’98 corro la Maratona di New York, ero pieno di ro­ba, arrivo 6°. A un certo punto si sparge la voce che stanno facendo controlli sul­le urine di un atleta italiano… Ero io.
Ma ho continuato ancora indisturbato fino ai Mondiali di Edmonton 2001 quando mi hanno trovato positivo per la seconda volta e sono stato squalifica­to per quattro anni.

Pena ridotta a 25 mesi, ma è recidivo e come il gallo l’antidoping glie le canta per la terza volta.
Nel 2003 nella 50 km. Avevo provato a ri­mettermi in carreggiata e mi sono tra­sferito con la famiglia da Lucca nelle Marche. A Grottazzo­lina la società per cui cor­revo mi aveva offerto un lavoro da 700 euro al mese e un’occupazione anche per mia moglie.
Non potevo rifiutare, ma ho sbagliato, sono ricascato nel doping ed è stata la fine. Mi hanno iso­lato.
Sono rimasto senza lavoro, avevo tut­to il mondo contro.

Chi sono oggi i suoi detrattori?
Quelli che sono stati anche i primi a giu­dicarmi con disprezzo, gli stessi che ave­vano fatto la mia stessa vita da dopato.
Gente capace di prendere Epo e anfeta­mina nello stesso giorno, salvo poi stra­mazzare all’arrivo rischiando di andare all’altro mondo se non intervenivo a soc­correrli... Nonostante lo spavento, non credo che abbiano mai smesso, anzi con­tinuano e hanno fatto proseliti. E a spac­ciare le sostanze, da anni sono sempre i soliti: medici, infermieri, preparatori a­tletici, rappresentanti farmaceutici e dirigenti che gravitano intorno alle piccole e grandi società sportive.

Stiamo parlando di un fenomeno in crescita?
L’80% degli amatori posso assicurare che assume sostanze dopanti. A livelli alti ci stai solo se prendi qualcosa al­trimenti sei tagliato fuori. E io li rico­nosco lontano un chilometro. Quando si presentano all’arrivo freschi come una rosa, senza una goccia di sudore, so che in vena hanno l’Epo. Braccia a 'pelle di galli­na' hanno preso sicuramente stimolanti, la 'coscia da modella' è indice di tanto Gh.
Le contratture di certi calciatori di 40 anni che corrono come diciottenni mi danno molto da pensare, ma non credo che nes­suno abbia interesse a controllare sul serio.

Anche il calcio avrebbe bisogno di mag­giori controlli?
Non c’è disciplina in cui non prendono.
Nelle Marche, ho conosciuto un calciatore di 21 anni che doveva passare a un club professionistico, ma ha preferito non pre­sentarsi al ritiro estivo perché da anni nei dilettanti lo imbottivano di sostanze. In tut­ti gli altri sport, dal ciclismo all’atletica, lo sappiamo tutti come vanno le cose...

Ma quanto fa male una vita da dopato?
Io ci ho rimesso una valvola aortica che a­desso funziona a mezzo servizio e la dotto­ressa che me lo ha diagnosticato non sa an­cora quale passato ho alle spalle. Mi ha det­to che devo stare attento, di non esagerare con la corsa. Ora al massimo corro 2-3 chi­lometri, tanto per non dire che ho chiuso con lo sport.

Come ha fatto invece a chiudere con le so­stanze?
Ho chiuso (nel 2007) perché mi hanno fer­mato. E poi grazie all’amore di mia moglie e delle mie figlie Chiara e Francesca. La più grande sa tutto. La piccola corre e va forte, ma le piace anche la danza e a dirla tutta, mi sento più sicuro quando so che prova un passo in punta di piedi, piuttosto che cercare di arrivare prima a una gara d’atle­tica.

Si è mai chiesto il perché di questa sua cor­sa assurda?
Perché sono nato correndo. Non l’ho fatto certo per soldi. Il massimo dei guadagni di una stagione potevano essere 50 milioni di lire, ma non li ho mai visti tutti e li ho bru­ciati con quel veleno. Non sono mai stato ricco e oggi, se riesco a mandare avanti la famiglia, è solo grazie all’opportunità di la­voro alla cartiera che mi ha concesso il Gruppo Romano, altrimenti sarei in mezzo a una strada con tutti pronti a indicarmi come 'quel dopato' del Barbi. Ma non san­no invece che adesso sono un altro uomo, finalmente pulito. Ora sono pronto anche ad aiutare chi ha problemi con il doping, specie i ragazzi.

Cosa si sente di dire ai giovani?
Di vivere lo sport solo come un divertimen­to e di non provare mai a superare i propri limiti, come ho fatto io. Ci si fa solo del ma­le. Vorrei tanto allenare i ragazzi ad evitare i tanti errori e i pericoli di uno sport che pur­troppo è dopato, come un po’ tutta la so­cietà.
Massimiliano Castellani
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Cicco
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Cicco »

In bocca al lupo Barbi.... ma la risposta alla domanda nr. 1 non passa indifferente....
Luciano
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

Cicco ha scritto:In bocca al lupo Barbi.... ma la risposta alla domanda nr. 1 non passa indifferente....
...tutti i Record di Maratona dovrebbero essere aumentati di 5'...
Penso che Barbi riceverà molte querele, ma tutto finirà in niente, perchè tutti avranno interesse a non approfondire...!!!
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micetto
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Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da micetto »

Luciano ha scritto:
Cicco ha scritto:In bocca al lupo Barbi.... ma la risposta alla domanda nr. 1 non passa indifferente....
...tutti i Record di Maratona dovrebbero essere aumentati di 5'...
Penso che Barbi riceverà molte querele, ma tutto finirà in niente, perchè tutti avranno interesse a non approfondire...!!!
ok BARBI... lo conosciamo tutti...
ma :!: :!: :!:
perchè tutti i record !!!!
e quei poveri sfigati che si sono fatti un mazzo cosi :evil:
e hanno sputato sangue tempo e sudore per un massimo che potevano fare con le loro forze...
che corrano hai 3 - 4 - 5 - 6 al km...
devono vedesi buttare al vento la loro gioia e sofferenza, per colpa di 4 pirla che volevano fare verere di essere ermeiodenoaltri... :evil:
perchè dobbiamo sempre sempre sempre fare di tulle le erbe un solo fascio...
basta...condannate, linciate, radiate a vita tutti i colpevoli dal primo all'ultimo,come giusto, a favore di si comporta onestamente, sia che questi siani 1 -10 100 1000 100000......
chi lancia accuse, faccia nomi e cognomi, e si prenda le sue responsabilita,
altrimenti, correte e divertitevi... guardate i panorami e lasciate perdere chi si rovina per arrivarvi davanti...
odio chi accusa lancia sassi ingiuria.... e poi se gli chiedi dimmi dei nomi....!!! non risponde
tutti bravi a parlare, per favore non parole, ma fatti.... :roll: :!: :roll: ma non con siringhe :lol: :lol:
Luciano
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Iscritto il: 16/09/2010, 19:58

Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da Luciano »

Sono daccordo con Micetto, perchè non si può fare di ogni Erba un fascio e mi riferivo solo alle parole di Barbi, che dice che ai più forti andrebbero aggiunti 5' in Maratona.
Spesso la cultura del Doping nasce proprio dal pensiero:" Quello va fortissimo...chissà cosa prende...". Pochi pensano che uno va forte perchè è un Campione dotato da madre Natura e così nasce nell'inconsio l'emulazione e la convinzione che solo col Doping si ottengono le grandi prestazioni. Nella realtà è più facile che si dopi un mediocre, che sa già che non sarà mai sottoposto ad un controllo Antidoping come a chi vince...
rondo
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Iscritto il: 06/09/2010, 7:33

Re: BACHECA DEL DOPING

Messaggio da rondo »

micetto ha scritto:chi lancia accuse, faccia nomi e cognomi, e si prenda le sue responsabilita,
ben detto maurizio, barbi è stato un truffatore ed ora spara a zero su tutti.
piccola precisazione, quando è passato alla maratona, primi anni 90 i suoi tempi giravano fra 2h20 e 2h25 e non 2h14 me lo ricordo bene.
Cris ha scritto:L’80% degli amatori posso assicurare che assume sostanze dopanti.
adesso pare sia diventato il grande saggio, tutti pronti ad applaudire le sue verità, per quanto ci riguarda, dopo questa dichiarazione lo potremmo querelare anche noi, ora non rimane che attendere le accorate raccomandazioni sulla salute da parte di riccò!!
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