Grazie a Biglux e Martin per l'intervento.
Biglux . Non voglio entrare nel merito della questione etica, ma il neovegano calca molto la mano su ormoni e antibiotici che assumiamo con carne e latticini, ma si guarda bene dal toccare il discorso pesticidi e altri composti tossici utilizzati nell'agricoltura. Non è che possiamo tutti fare gli "autarchici" con l'orticello dietro casa e l'autosostentamento (della dicitura "bio" non mi fido nemmeno un pò)...
Secondo me il neovegano non si guarda bene dal toccare o meno un argomento, temo che molto semplicemente non si ponga minimamente la questione. Questione che sarebbe bene approfondire invece, come mi sembra che anche tu sostenga.
martin. Non voglio partecipare nel argomento etico ma c'è un passaggio nel articolo che stride dal punto di vista antropologico.
Cita la gorilla come simile al uomo e vista che la gorilla mangia solo vegetali ed è fortissimo............
Si be, non me ne voglia l'autrice.. ma da una che firma i suoi articoli con "Memorie di una vagina", con difficoltà mi aspetterei un articolo con un minimo di presunzione scientifica.
Io ho trovato molto simpatica la prima parte in cui dice:
Ho un amico a cui è successa una cosa terribile, assurda, pazzesca, che mi ha lasciata interdetta, diffidente, un po’ turbata persino: è diventato vegano. Non vegetariano, badate, VEGANO.
e la parte finale in cui conclude:
darei un dolore troppo grande alla mia famiglia, probabilmente capirebbero meglio se mi bucassi, se battessi per vivere, se rubassi, se scegliessi di cambiare genere, se entrassi in Scientology, ma NON se rifiutassi ciò che mi mettono in tavola.
Per il resto è un simpatico articolo neanche fatto troppo male per chi vuole farsi un'idea su qualche aspetto che riguarda la realtà vegan.
Non lo so, lo ammetto. Oggi che "essere" (come se "essere" fosse determinato da una
scelta alimentare. "sono" carnivoro. "sono" vegetariano. "Sono" vegano. "Sono" cosa?) vegano dovrebbe essere più semplice di 10 - 15 anni fa, io modestamente, ho delle perplessità. Da un lato è vero, indiscutibile, la reperibilità di piatti privi di ingredienti di origine animale è aumentata, c'è più scelta, questo è vero.. ma dall'altra (più o meno paradossalmente), mi trovo a confronto con un "volano" gigantesco che è il Business di questa realtà. Dei locali Franchising che preparano piatti spesso disgustosi con cotolette di cartone. Dove si trova ogni forma di succedaneo dei derivati animali: il formaggio vegan che spesso ha ingredienti proibitivi, la maionese vegan che mi ha sempre fatto schifo, l'affettato vegan (?), il salame vegan (?).. ma che ca77o è sta roba??? I wurstel vegan.. mi vien la nausea all'idea per dio!!! E tutto questo volano gira e fa economia, tanti soldi, tantissimi soldi. E intanto le persone mediamente si fanno giustamente, dico giustamente perchè non è del tutto colpa loro, un'idea completamente stereotipata della scelta vegan. Sembra addirittura che la scelta vegan sia sinonimo di tutta questa "monnezza", che sia un titolo, un fine. Sembra che il Business sia entrato di brutto anche questa volta, stravolgento i contenuti e creando una nuova reltà sempre meno aderente all'originalità della questione. E così sempre più persone parlano di questioni vegan non sapendo minimamente di cosa parlano, e magari si identificano in qualcosa che in realtà è una cosa differente. E tutto questo fa bene all'economia, ma un pò meno alle persone, che spesso (a volte) in questà realtà vegan identificano il nuovo partito, la nuova bandiera, la nuova ideologia.. che spesso limita la libertà e l'autonomia del pensiero.
Saluti