V.L.U.T
Ma chi li fa 90 km e 5300 d+ ho famiglia io, non ho tutto quel tempo per allenarmi, e poi non ne ho voglia…
Però mi affascina, e ci sono tanti amici, potrei almeno rendermi utile come volontario, e così ho fatto
Venerdì ore 6 sveglia e alle 7 in cantiere, bisogna stuccare la terrazza, non posso andare via 3 giorni e lasciarli così, un boccone veloce a mezzogiorno, un bacio ai bimbi e in macchina direzione Auronzo.
Alle 14 sono al palaghiaccio, scendo dall’auto, “ciao Francesca” abitare a 15 km e arrivare assieme, che coincidenza. Già parecchi trailer al cancello che aspettano, entro, un saluto alla Cris e Simone mi presento a Mau, (forse era meglio che non lo facessi,

).
E via si inizia il Volontario alla Lavaredo Ultra Trail, consegna pettorali, quanti atleti stranieri, io che conosco male solo il Francese mi sento veramente ignorante, ma qualche buon anima mi aiuta a comunicare con loro, verso le 19 carico l’auto per il 2° ristoro, e senza accorgermene salutando tanti amici arrivano le 22, un attimo di tregua, forse sarebbe meglio riposare un po’, ma l’attesa è alta e non ci penso. Finito il briefing tutti in piazza e via si parte, 2 foto e in auto, a dare una mano all’attraversamento del 6° km. I primi vanno, via leggeri è veloci, sembrano partiti per una 10km, poi il lungo serpentone, si incita tutti, tanti mi salutano ma col buio e le frontali accese riconosco solo i conoscenti più stretti.
Passati tutti, di nuovo in auto, verso malga Rimbianco, 2° ristoro, arriviamo dolo 1.30, prepariamo il tutto, un fornello perde gas ed è inutilizzabile, bhè scaldiamo più acqua possibile per prenderci in vantaggio, e poco prima delle 3 mi metto in auto, per riposare, chiudo i finestrini abbasso il seggiolino, chiudo gli occhi “prenderò sonno all’istante penso”, “STA ARRIVANDO IL PRIMO!” Por…. Apro la porta dell’ auto gli altri mi guardano un po’ ridendo, ed io esclamo: “adesso gli dico di tornare indietro!”. Seb arriva tranquillo ma concentrato quasi non saluta, i suoi lo servono ed il nostro bel ristoro nemmeno lo guarda, e riparte…. “Tutto qua” potevo stare in auto… i primi tranne qualcuno che prende un po’ d’acqua o thè caldo, non prendono altro, per fortuna arriva, il bravo Gazzola (arriverà 3°), che sorridendo e scherzando ci saluta scambia 2 battute e folgorato da un panino alla Nutella, se lo mangia senza pensarci su, Marco sei già il nostro idolo!
Il fuoco và li thè è caldo e gli arrivi si infittiscono, 2 ore di intenso lavoro, ed il fornello non tiene il ritmo, alcuni atleti trovano il the quasi freddo, come la manna nel deserto rientrano i ragazzi del ristoro alle 3cime, e ci lasciano il loro, in breve si ritorna ad avere acqua calda a dovere, il sole arriva a riscaldare la fredda notte che ha messo in difficoltà molti, arrivano le scope, gli offriamo una birra e si chiude, scendiamo a Villa Gregoriana, lasciamo un po’ di roba, risalgo in malga per portare via l’immondizia, e di nuovo ad Auronzo, il primo sarà appena arrivato invece no, Seb è stato strepitoso, velocissimo.
Scendiamo al palaghiaccio è svuotiamo l’auto, “abbiamo finito” penso, non c’è nessuno, solo i cuochi con le pentole già piene, forse non serve ancora, poi la brava Sonia mi chiama e con sguardo sconsolato mi dice di guardare nello spogliatoio degli arbitri, un mucchio, delle borse del cambio di Villa Gregoriana ammassate alla rinfusa in quello stanzino. “Ok bisogna metterle apposto”, ed iniziamo in circa mezz’ora in 3 facciamo il lavoro, aiutati persino da un atleta che attendeva la sua. Visto che non c’è nessuno ci mettiamo noi alla distribuzione, facendo cambio con Sonia mangio una buona pasta e il pomeriggio vola, poi rimango da solo, Sonia e partita.
Fino ad allora la stanchezza non si era fatta sentire, ma ora qualche colpo di sonno mi spegne. Alzatomi e cammino, non c’è nessuno che possa sostituirmi, ma come a Lurdes, vedo apparire Rudy, che mi sostituisce, chiamo Simone per capire se posso andarmene, e mi dice che ho fatto anche troppo. Bhè riposerò un pochino in auto e poi parto, mi metto giù ma dopo un quarto d’ora sono ancora sveglio, allora decido di partire, vado a salutare i miei nuovi amici che anno condiviso con me le fatiche, e mi avvio a piedi verso la piazza, per strada vengo fermato da una concorrente che mi chiede per salire a Villa Gregoriana, non ci sono più autobus, allora la accompagno io. Ritornando mi frermo per salutare gli altri, e mi chiedono di fermarmi almeno a mangiare una pizza assieme, “ok” ora più ora meno. Sembravamo i 4 dell’Ave Maria, stanchi e puzzoni, ma con una voglia matta di fare caino, abbiamo riso e scherzato come degli adolescenti.
Ritornato in piazza penso che non posso andarmene ora, tra poche ora è tutto finito e bisogna mettere apposto le transenne e sistemare un po’ l’arrivo, non posso andarmene ora, e lasciare i miei amici che sono stanchi come me a quest’ultimo pesante lavoro.
Torno al palaghiaccio, e c’è sempre e solo Rudy, dopo un po’ vengo chiamato dai cuochi ormai stanchi, mi chiedono di dargli il cambio che sarebbero andati a casa, per fortuna un paio mi aiutano fino quasi alle 23, e poi solo io e Rudy con la mia coperta per scaldarsi le gambe per non avere la dotazione minima per scritta da regolamento.
Anche l’ultimo atleta arriva, ci fa tenerezza perché si ferma all’ingresso e ci chiede se gentilmente gli portiamo la borsa perché non riesce quasi più a cammiare. Arrivano Mau e gli altri. Poco dopo Brogioni, il custode chiude tutto ed aspettiamo le scope che portiamo a bere un meritato grappino alle “Sgiasane” Mitili. Saliamo a Villa Gregoriana ed andiamo a letto alle 2.30.
44 ore e mezza, un vero ultra di volontariato, non credevo di riuscirci soprattutto con quel vigore e la calma che mi ha accompagnato.
Saluto tutti i concorrenti dal 1° all’ultimo, BRAVISSIMI, vi ho invidiato molto!
Un abbraccio a tutti gli altri volontari con i quali ho condiviso queste giornate. STREPITOSI.
Un GRAZIE a Simone e Cristina per avermi dato la possibilità di fare questa fantastica esperienza.
Un saluto ai camerieri della pizzeria per avreci sopportato, buona la pizza il caffè?
Il viaggio di ritorno è stato uno strazio…. Ascoltando le canzoni degli Alpini, che mi ricordavano i tristi eventi della guerra tra quelle cime, il mio nonno alpino della Julia, tante cose mie….. e visto che la stanchezza non mi faceva smettere di piangere mi sono fermato a fare l’ultimo pianto liberatore e pieno di rabbia al cimitero monumentale di Fortogna delle vittime del Vajont.
Grazie ancora che energia mi avete trasmesso.
Ma chi li fa 90 km….
Sani
El Mammut