Grazie a tutti quelli che durante la gara hanno mandato messaggi, vi assicuro che leggervi è stato un bello sprone.
Dariogrizzly, fatica e nulla di grave, la mattina dopo è sceso a valle a piedi. Il Tor a 20 anni credo sia riservato a ben pochi ben preparati.
TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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- augusto losio
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
Io NON ho mandato alcun messaggio ad Augusto. Che si sappia:-)
- Dariogrizzly_1981
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
Ottimo allora dai che non si sia infortunato e comunque è tutta esperienza utile per i prossimi anni.augusto losio ha scritto: ↑24/09/2025, 12:29 Grazie a tutti quelli che durante la gara hanno mandato messaggi, vi assicuro che leggervi è stato un bello sprone.
Dariogrizzly, fatica e nulla di grave, la mattina dopo è sceso a valle a piedi. Il Tor a 20 anni credo sia riservato a ben pochi ben preparati.
Non so se un 20enne abbia mai finito il TOR.
Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
Non so se un 20enne abbia mai finito il TOR.
Io, nel 2019 !!
Scherzi a parte, ho fatto un pezzo di quel TOR con una ragazza giovane (Silvana) che lo finì. Credo però che il TOR, parafrasando un famoso film, non sia un posto per giovani
Grande Augusto, bel TOR e bel racconto. Se vuoi guardare il lato positivo, la leadership in famiglia sul trail è invariata. Per molto poco mi sa, i figlioli imparano in fretta. Ma di certo Pietro ti guarderà con orgoglio
Io, nel 2019 !!
Scherzi a parte, ho fatto un pezzo di quel TOR con una ragazza giovane (Silvana) che lo finì. Credo però che il TOR, parafrasando un famoso film, non sia un posto per giovani
Grande Augusto, bel TOR e bel racconto. Se vuoi guardare il lato positivo, la leadership in famiglia sul trail è invariata. Per molto poco mi sa, i figlioli imparano in fretta. Ma di certo Pietro ti guarderà con orgoglio
- augusto losio
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
sì motosega, per lui sono un orGOGLIONE.
Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
"Firmo il poster finale AUGUSTOxPIETRO."
Un giorno sarà lui a firmare "PIETRO x il mio PAPÀ"
Un giorno sarà lui a firmare "PIETRO x il mio PAPÀ"
Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
Congratulazioni Augusto è stato un piacere incontrarti sui sentieri anche se per poco. E in ogni caso complimenti anche a Pietro che comunque si è fatto comunque una 100 miglia alpina - io a 20 anni non sarei arrivato neanche a la Thuile...augusto losio ha scritto: ↑23/09/2025, 20:16 Salgo al Malatrà, lo passo e non mi fermo.
Ultima notte un orgasmo fin duro a sopportare da tanto è bello, sono qui e ci sono ora.
Il mondo è bello, e io mi sento bello al mondo.
Bonatti.
Bertone.
Poi giù.
Asfalto, inizio a correre.
All’ingresso del parco incredibilmente c’è Corry che aveva calcolato in maniera incredibilmente esatta il mio passaggio, mi corre accanto fino all’arrivo.
Arrivo.
Sono qui e sono finalmente tutto mio.
Firmo il poster finale AUGUSTOxPIETRO.
Fine. Adesso. Qui.
- augusto losio
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Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
da pietro, che ci teneva anche a ringraziare per il tifo.
TOR DES GÉANTS: DNF
DNF. Ritirato. Braccialetto al polso tagliato, pettorali di gara buttati. La maglia no, ma per ecologismo. Per la seconda volta in vita mia, ma la prima con un pettorale addosso. E non un trail qualsiasi, ma l’esperienza sportiva, per ora, più importante della mia vita.
61 ore, 19 minuti e 56 secondi per 170 chilometri e 14mila metri di positivo, ovvero metà Tor Des Géants. Qui finiscono i numeri, che mai sarebbero stati importanti in questo caso.
Alla partenza sapevo di non stare facendo una gara qualsiasi, lo diceva pure lo slogan delle scarpe che portavo ai piedi: “this is not a race”. I volontari sul percorso augurano “buon viaggio”, i vecchi al bar a Courmayeur non parlano d’altro e nessuno la chiama gara o corsa. Perfino per i campioni resta una sfida che non ha nulla a che vedere con una gara come purtroppo ha imparato anche quest’anno Collè.
Per me è stato il sogno fin dall’inizio, quando ho iniziato: al mio primo trail nel 2018, a 13 anni, quando mi è stato spiegato cosa fosse la borsa gialla che avevo visto nelle mani di un concorrente, quando ho conosciuto i primi Giganti in anni in cui iniziavano a essere tanti e negli ultimi mesi. Una di quelle belle storie di sport che dovrebbero finire bene, ma prendere travi in faccia è parte di questa storia.
Ora servirà del tempo per capire cos'è andato storto, anche se alcune idee frullano già in testa ora che ci riesco a ragionare più freddamente. Fino a Cogne, nonostante i 6 colli durissimi (i più duri della gara, almeno mi si riconosca di averli visti) sembrava che cautamente ci si stesse dirigendo lentamente all’arrivo, ma arrivando a Donnas c’era già aria di stanchezza che evidentemente non è rientrata. Un abbinamento vario di problemi che mi ha fatto pensare che, nonostante l’assenza di infortuni e il morale piuttosto alto, non avrei potuto fare le successive decine di ore considerando che il percorso, che conosco, non avrebbe permesso grandi novità, nonostante un forte anticipo sui cancelli orari. Fossi stato una cinquantina di chilometri più avanti forse si poteva tentare, ma così sarebbe stato stupido. E già questa frase puzza di “ehhhh poteva andare diversamente” che mi sta un po’ sulle palle.
Come sempre quando ci si dedica tutti i giorni per mesi a un obiettivo enorme, fallirlo rende sempre difficile pensare a cosa fare dopo: vediamo cosa farò da gennaio. In questi mesi l’obiettivo è ritornare sui sentieri e ridare un po’ di chilometri su distanze più brevi. Ovviamente la delusione è altissima, ma resta l’esperienza di vedere come davvero al Tor (nonostante tutto) si respira un’aria mai sentita da nessuna parte, con la gente sveglia a mezzanotte a fare il tifo per gli scarsoni come me che, se arrivano, arrivano dopo decine di ore dal primo. Vediamo cosa capiterà i prossimi settembre. Il Tor, è vero, è una droga e se mi venisse detto ora che posso partire domani per farlo direi subito di sì. Ma insomma: prima c’è da capire effettivamente cosa ha più senso, nonostante questa follia collettiva sembri prestarsi poco a dettagli tecnici.
(E comunque mi sono stati fatti complimenti per i baffi e per i piedi).
TOR DES GÉANTS: DNF
DNF. Ritirato. Braccialetto al polso tagliato, pettorali di gara buttati. La maglia no, ma per ecologismo. Per la seconda volta in vita mia, ma la prima con un pettorale addosso. E non un trail qualsiasi, ma l’esperienza sportiva, per ora, più importante della mia vita.
61 ore, 19 minuti e 56 secondi per 170 chilometri e 14mila metri di positivo, ovvero metà Tor Des Géants. Qui finiscono i numeri, che mai sarebbero stati importanti in questo caso.
Alla partenza sapevo di non stare facendo una gara qualsiasi, lo diceva pure lo slogan delle scarpe che portavo ai piedi: “this is not a race”. I volontari sul percorso augurano “buon viaggio”, i vecchi al bar a Courmayeur non parlano d’altro e nessuno la chiama gara o corsa. Perfino per i campioni resta una sfida che non ha nulla a che vedere con una gara come purtroppo ha imparato anche quest’anno Collè.
Per me è stato il sogno fin dall’inizio, quando ho iniziato: al mio primo trail nel 2018, a 13 anni, quando mi è stato spiegato cosa fosse la borsa gialla che avevo visto nelle mani di un concorrente, quando ho conosciuto i primi Giganti in anni in cui iniziavano a essere tanti e negli ultimi mesi. Una di quelle belle storie di sport che dovrebbero finire bene, ma prendere travi in faccia è parte di questa storia.
Ora servirà del tempo per capire cos'è andato storto, anche se alcune idee frullano già in testa ora che ci riesco a ragionare più freddamente. Fino a Cogne, nonostante i 6 colli durissimi (i più duri della gara, almeno mi si riconosca di averli visti) sembrava che cautamente ci si stesse dirigendo lentamente all’arrivo, ma arrivando a Donnas c’era già aria di stanchezza che evidentemente non è rientrata. Un abbinamento vario di problemi che mi ha fatto pensare che, nonostante l’assenza di infortuni e il morale piuttosto alto, non avrei potuto fare le successive decine di ore considerando che il percorso, che conosco, non avrebbe permesso grandi novità, nonostante un forte anticipo sui cancelli orari. Fossi stato una cinquantina di chilometri più avanti forse si poteva tentare, ma così sarebbe stato stupido. E già questa frase puzza di “ehhhh poteva andare diversamente” che mi sta un po’ sulle palle.
Come sempre quando ci si dedica tutti i giorni per mesi a un obiettivo enorme, fallirlo rende sempre difficile pensare a cosa fare dopo: vediamo cosa farò da gennaio. In questi mesi l’obiettivo è ritornare sui sentieri e ridare un po’ di chilometri su distanze più brevi. Ovviamente la delusione è altissima, ma resta l’esperienza di vedere come davvero al Tor (nonostante tutto) si respira un’aria mai sentita da nessuna parte, con la gente sveglia a mezzanotte a fare il tifo per gli scarsoni come me che, se arrivano, arrivano dopo decine di ore dal primo. Vediamo cosa capiterà i prossimi settembre. Il Tor, è vero, è una droga e se mi venisse detto ora che posso partire domani per farlo direi subito di sì. Ma insomma: prima c’è da capire effettivamente cosa ha più senso, nonostante questa follia collettiva sembri prestarsi poco a dettagli tecnici.
(E comunque mi sono stati fatti complimenti per i baffi e per i piedi).
Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
Cacchio Pietro, sei proprio raro, oltre a metterti in gioco con una sfida come il Tor sai anche scrivere.
Non sai quanto mi sarebbe piaciuto accoglierti ad Oyace ed accompagnarti negli ultimi metri.
Avevo anche una sorpresa per l’arrivo che mi sono tenuto, chissà…
Non sai quanto mi sarebbe piaciuto accoglierti ad Oyace ed accompagnarti negli ultimi metri.
Avevo anche una sorpresa per l’arrivo che mi sono tenuto, chissà…
Re: TOR330 Tor des Géants (Ao) 14-20.09.2025
Incredibile da un ventenne...e lo dico da papà di due tuoi coetanei!
Comunque dal punto di vista tecnico reputo che il TOR non sia per ventenni, che invece li vedo bene "sgasare" su trail medio brevi.
Chapeau comunque!
Andrea
Comunque dal punto di vista tecnico reputo che il TOR non sia per ventenni, che invece li vedo bene "sgasare" su trail medio brevi.
Chapeau comunque!
Andrea