leosorry ha scritto:
Il punto sul "limite" oltre il quale fermare l'atleta è stato affrontato domenica pomeriggio, quando purtroppo il gruppo dei "malandrini" non era più presente. E' stato probabilmente il punto in cui la discussione è stata più accesa, ai limiti della "rissa verbale".
L'ho saputo, ed è proprio come mi immaginavo. Questo argomento è molto delicato, meriterebbe di essere trattato come primo, e forse unico argomento, di un futuro incontro: a volte l'animosità viene a crearsi anche per effetto della tensione dovuta alla "stanchezza" e magari dell'urgenza di dover ripartire, o alle micro-tensioni (a volte anche pregiudiziali) che si creano all'interno di un ambiente.
E' un argomento molto delicato perchè potrebbe portere alla presenza, all'interno dell'organizzazione di una gara, ma totalmente indipendenti, di vere e proprie figure giuridiche - giudice di gara/arbitro, dottore, addetto alla sicurezza.. - che dovrebbero avere la responsabilità di fermare un intero evento! Figure professionali, che hanno anche un certo costo.... Come identificare queste figure? liberi professionisti abilitati - da chi? o interni all'ESP o "Federazione"? ecc. ecc.
Non può nascere - formalmente, legalmente - un Federazione/Associazione Trail se non viene deciso su questo argomento.
Così come la stessa Uisp, o altri enti che regolamentano/vogliono regolamentare il Trail, dovranno affrontare questa necessità.