Responsabilità di organizzatori e trailers

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suzukidr650
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da suzukidr650 »

AndreaPD ha scritto:Molto interessante e lucido il commento di ap77.....
aggiungo che preferisco di gran lunga gli eventi con numeri relativamente piccoli e con gente che prima è "montanara" e poi è runner....

A.
Purtroppo però si sta andando esattamente verso la direzione opposta.
Quanti "montanari" conosci che si farebbero un' ultra da 6-7K mt. di dislivello?
Io pochissimi e tutti con piena coscienza delle proprie capacità, della serie "parto con il tempo sicuro e sono certo di finire in tot ore", dove TOT è molto inferiore al tempo massimo e solitamente non arriva alla seconda notte.
Di contro ne conosco molti che si dedicano a gare "corte" ma con risultati di tutto rispetto
cianix
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da cianix »

Credo che, fermo restando il fatto che è sempre meglio prevenire che curare, tra le altre cose che dovrebbe prendere in considerazione un organizzatore di gare in montagna in estate, potrebbe essere buona cosa e a beneficio di tutti stampare e mettere in evidenza un vademecum come questo:
Offriends ha scritto:Vi riporto la guida del Club Alpino Svizzero per prevenire il rischio di essere colpiti da un fulmine in montagna:

• Allontanatevi immediatamente da vette, creste, guglie, massi e alberi isolati e da tutti quegli elementi del paesaggio che, per la loro conformazione “a punta” tendono ad attirare il fulmine.

• Cercate di evitare di divenire voi stessi “una punta” e, se siete in uno spazio aperto, mettetevi il più possibile vicino a terra, accucciati facendo attenzione ad avere la minor porzione di corpo a contatto col terreno. L’ideale è sedersi sullo zaino (asciutto), isolando il più possibile il corpo dal terreno e dalle correnti di superficie che si propagano dopo la scarica del fulmine.

• Quando si è in gruppo è meglio non restare tutti vicini, per non creare una corrente d’aria calda che, salendo, tende ad attirare il fulmine.

• Allontanate gli oggetti metallici, che possono condurre elettricità e spegnete completamente il cellulare o altri apparecchi elettrici.

• Fino a che il temporale non si è placato è meglio lasciare a distanza attrezzature come piccozze, bastoncini, sci e oggetti lunghi e sporgenti, che tendono anch’essi ad attirare i fulmini.

• Bisogna stare alla larga da tralicci dell’alta tensione o linee elettriche, che attraggono particolarmente i fulmini.

• Se siete costretti a ripararvi in una grotta abbiate cura di stare almeno ad un metro di distanza dalle pareti e dal soffitto, per evitare di essere colpiti dalle correnti di superficie, che si diramano anche a distanza dal punto dove il fulmine ha colpito e possono essere molto pericolose.

• I boschi possono essere più sicuri, ma occorre restare nel folto delle piante, lontani dagli alberi più alti e sporgenti.

• Evitate le vie ferrate o, se siete sorpresi dal temporale mentre le state percorrendo, cercate di allontanarvene al più presto.

• Se state arrampicando sappiate che l’elettricità si propaga anche lungo le corde, soprattutto se umide, quindi valgono gli stessi accorgimenti della ferrata.

• Durante il temporale non usate teli termici per ripararvi dalla pioggia e dal freddo, perché sono buoni conduttori elettrici.

• Se vi trovate su un ghiacciaio e non avete il tempo per una veloce ritirate, è bene mettersi in una zona concava, in modo da non rappresentare una punta che possa attirare il fulmine.

• Ci sono alcuni campanelli d’allarme che segnalano l’imminenza della caduta di un fulmine nelle vicinanze, si tratta dei cosiddetti fuochi di Sant Elmo, scariche elettriche silenziose (o accompagnate da crepitii) che si generano in quando l’aria è molto carica di elettricità e si manifestano nella forma di fiammelle bluastre che si sprigionano da oggetti metallici appuntiti, come croci di vetta o piloni.

• La forte carica elettrica che prelude alla caduta del fulmine può farsi sentire anche sul corpo delle persone: i peli e i capelli si rizzano e sulle parti del corpo scoperte si percepisce come una sensazione di solletico o pizzicorio.

• Ricordate la regola “30 secondi-30 minuti”: il pericolo è maggiore se il tempo intercorso tra lampo e tuono è minore di 30 secondi e si dovrebbe essere più sicuri del temporale passato solo dopo 30 minuti dall’ultimo tuono.
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AndreaPD
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da AndreaPD »

suzukidr650 ha scritto:
AndreaPD ha scritto:Molto interessante e lucido il commento di ap77.....
aggiungo che preferisco di gran lunga gli eventi con numeri relativamente piccoli e con gente che prima è "montanara" e poi è runner....

A.
Purtroppo però si sta andando esattamente verso la direzione opposta.
Quanti "montanari" conosci che si farebbero un' ultra da 6-7K mt. di dislivello?
Io pochissimi e tutti con piena coscienza delle proprie capacità, della serie "parto con il tempo sicuro e sono certo di finire in tot ore", dove TOT è molto inferiore al tempo massimo e solitamente non arriva alla seconda notte.
Di contro ne conosco molti che si dedicano a gare "corte" ma con risultati di tutto rispetto
E infatti a dirla tutta personalmente non mi convinco gare troppo lunghe e con troppo dislivello, nel senso che se voglio fare un'alta via mi metto scarponi e zaino, non canotta e pantaloncini!!!!

Però mi rendo conto che è una mia predisposizione, e che magari altri preferiscono vivere la montagna in altro modo, l'importante è che si sia tutti consapevoli di cosa si affronta, per quello preferiscono i "montanari" (intesi come quelli che la montagna la frequentano e la conoscono, e la rispettano e la temono anche...).
Ai runner che magari non hanno mai frequentato la montagna consiglierei di iniziare dai trail corti, che possono essere ugualmente soddisfacenti e sono maggiormente gestibili anche per gli imprevisti...

A.
youngblood
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da youngblood »

ap77 ha scritto:ciao,
non ho esperienze di organizzazione di gare in montagna, ma di altri eventi e ho fatto anche delle crociere in vela in cui ero lo skipper, con quindi un grandissimo carico di responsabilità.
io reputo gli organizzatori, e i "comitati", responsabili in toto del servizio gara. con annessi tutti, ristori, sicurezza logistica etc.
e partirei anche da un presupposto. chi organizza non è obbligato a farlo, per cui la risposta alle critiche "il prossimo anno allora lo fai tu!" è una risposta del ciufolo.
chi si assume responsabilità deve essere in grado di sostenerle, accettare le lodi e le critiche , e deve essere in grado di gestirle.
non dimentichiamo che si paga per un servizio, e , a meno che vada tutto in beneficienza, c'è un conto economico, un pagamento ed un prodotto da erogare ai clienti paganti.

Nel preparare una gara, se il comitato è serio e preparato , dovrebbe valutare :
tracciato
periodo dell'anno
tempi max e cancelli
num max iscritti

e di conseguenza dovrebbero onestamente individuare il target del trailer medio presente.
e di conseguenza preparare piani alternativi, vie di fuga, assistenza e annessi in proporzione.

se organizzo il KIMA o la LUT o un trail sulle colline della brianza comasca, devo di conseguenza adeguare i servizi.

esempio KIMA = responsabilità anche sull'atleta, che se è al via di una gara così è in grado di gestirsi
esempio GTO = resp. sull'organizzazione, che deve gestire un trekking veloce con atleti palesemente non esperti.

se organizzo un trail di 70 km, con 1 cancello larghissimo, e tempo max 24 ore, e mi setto num max 1500 pax, devo avere una organizzazione stile militare, con 3 piani di sicurezza ridondanti, presidi SUL tracciato, controllo materiali , controllo sui sentieri , moto trial, quad, perchè il target principale sarà
"45/50enne lento, alla prima o seconda esperienza trail lunga che ci prova per i cancelli larghi"
o
"gruppo di nordic-walker con la passione della montagna, tesserati CAI ma mai fatto sentieri impegnativi di corsa"

che è anche la tipologia di pubblico che paga 125 € per la gara + 30 € per lo foto + 15€ per il transfert + € 15 di parcheggio etc etc per fare un giro in 24 ore. giro che invece un "montanaro" medio fa in autonomia in 14 ore partendo la sera e arrivando per la polenta a pranzo.
RISULTATO = 1200 iscritti quindi SUCCESSO COMMERCIALE !

e non demonizzo, avvicina migliaia di persone al trail , ma tutto deve essere dimensionato attorno.
logistica, sicurezza, ristori etc etc

se invece organizzo un trail con 150 persone max , criteri ITRA/CV per iscrizione, cancelli ristretti , partenza in notturna, pochi ristori ma solo assistenza tecnica sui punti esporti, invece potrò dedicarmi a fare assistenza solo di emergenze, perchè il livello sarà alto, veloce ed esperto.
RISULTATO = KIMA o MAGA diventato camp. Europeo, SUCCESSO ATLETICO !

sicuramente, per un comitato esperto, è più "semplice" organizzare un KIMA. ma credo non avanzi un euro.
ma se il trail sta diventando quello che è oggi come numeri e nuovi adepti ( io ed altri migliaia ne siamo l'esempio ) con comparti nei negozi, brand nuovi, canali youtube etc è merito anche delle gare con i "lentoni" come me, che ci metterebbero 24/28 ore per fare la LUT. e che arrivano quasi sempre con un tempo doppio del primo.

bene fanno i gestori di eventi "provinciali" o ristretti, a mantenerli tali e mantenere cancelli stretti,
dove la parola "trail" va ancora di pari passo con onlus, genuinità, campeggio la sera prima, partenza in linea senza grandi fuochi d'artificio. dove al via ci sono atleti di montagna, non nel senso di prestazioni ma di mentalità.
bene fanno se non se la sentono, o non hanno le risorse, per crescere in numero.

ma, secondo me, chi oggi organizza un evento trail con un'ottica lecitamente commerciale, con oltre 800 iscritti ca. deve però avere una base organizzativa iper-solida, e deve garantire non solo la sicurezza, ma deve comprendere che sta offrendo un servizio commerciale , vendendolo a volte molto caro, e deve accontentare il maggior numero di clienti.
al via non ci sono più solo atleti, ma sopratutto clienti paganti. e sponsor.

serve sicuramente un salto di professionalità , soprattutto nel gestire la sicurezza preventivamente, e comunicare a tutti come cosa perchè.

probabilmente ci saranno ancora 2/3 anni di crescita, e poi un plateau che inizierà a fare la selezione.
sono cmq le dinamiche di ogni sport outdoor "emergente" o in crescita esponenziale. il bivio è farlo esplodere o tenerlo di nicchia. ( vedi kite, surf, MTB, snowboard o freerider, roccia Vs boulder etc )

non so se è risposto alla domanda di Corry, ma è una discussione interessante.
Credo che utilizzare i due estremi (la gara più "mondana" vs la gara più dura) renda poco l'idea. Voglio dire, la verità sta nel mezzo, che se un evento è di successo ci possano partecipare molti concorrenti, ma non è detto che non si possano mettere dei limiti alle partecipazioni (la stessa LUT, ed anche la UD ce l'hanno, non vedo perchè gare meno blasonate non possano averle).
Allo stesso tempo, il successo di un evento (almeno per me che mi considero "Montanaro" :mrgreen: ), sta anche nella sfida che propone, ad esempio il KIMA rappresenta il gotha delle sfide e solo poter essere preso varrebbe una carriera. Non per questo ha meno successo però, anzi...basterebbero le parole che ha speso Mr. Jornet per descrivere questa gara.

Credo che gare più o meno esigenti possano coesistere benissimo, sinceramente vedere quello che ho visto alla partenza della GTO però non mi è piaciuto...in mezzo a tanti mountain runners c'erano tanti camminatori, tanti in scarpe da ginnastica (uno in sandali!).
Ricordiamoci sempre che si parla di "Gare di corsa in montagna", come scritto sui regolamenti, per cui la competizione e l'agonismo sono preminenti, sennò questi eventi dobbiamo cominciare a chiamarle in un altro modo.
ettoreptt
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da ettoreptt »

AndreaPD ha scritto: Ai runner che magari non hanno mai frequentato la montagna consiglierei di iniziare dai trail corti, che possono essere ugualmente soddisfacenti e sono maggiormente gestibili anche per gli imprevisti...

A.
Mah, io ai runner che non hanno mai frequentato la montagna consiglierei proprio di iniziare a frequentare la montagna. Per capirla, per leggerla, per interpretarla. La questione non è essere veloci o di rimanere sui sentieri tante ore. Ma capire dove ci si trova e comportarsi di conseguenza.
Pier 62 DT
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Iscritto il: 13/10/2014, 11:43

Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da Pier 62 DT »

Bravo ettoreptt, il problema è però chei giovani runner proprio perché giovani sono animati da quell entusiasmo e quella esuberanza che è anche il sale della gioventu e che nessuna diga potrà mai contenere .
Ma concordo in pieno che il percorso sarebbe quello giusto.
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AndreaPD
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Iscritto il: 21/04/2015, 13:08

Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da AndreaPD »

ettoreptt ha scritto:
AndreaPD ha scritto: Ai runner che magari non hanno mai frequentato la montagna consiglierei di iniziare dai trail corti, che possono essere ugualmente soddisfacenti e sono maggiormente gestibili anche per gli imprevisti...

A.
Mah, io ai runner che non hanno mai frequentato la montagna consiglierei proprio di iniziare a frequentare la montagna. Per capirla, per leggerla, per interpretarla. La questione non è essere veloci o di rimanere sui sentieri tante ore. Ma capire dove ci si trova e comportarsi di conseguenza.
Al runner in quanto tale non interessa frequentare la montagna in senso "tradizionale", interessa correre, ed è incuriosito dal correre in un ambiente e con modalità diverse dalla strada....

A.
suzukidr650
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Iscritto il: 25/03/2016, 14:23

Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da suzukidr650 »

Pier 62 DT ha scritto:Bravo ettoreptt, il problema è però chei giovani runner proprio perché giovani sono animati da quell entusiasmo e quella esuberanza che è anche il sale della gioventu e che nessuna diga potrà mai contenere .
Ma concordo in pieno che il percorso sarebbe quello giusto.
Il problema però, più che i giovani runner, che almeno dalla loro hanno la forma fisica(si spera), sono i runner "attempati" che magari hanno iniziato a correre da 2-3 anni e come salto di qualità si buttano sul trail, senza esperienza/preparazione specifica...
youngblood
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da youngblood »

I giovani mountain runner (perlomeno quelli che conosco io) mi pare che siano più "atleti di montagna" che "corridori su strada che approcciano i monti". Oltre ad essere trail runner sono anche skialper, tanti arrampicano, ecc...vedo che vivono gli sport di montagna a 360 gradi.
Concordo con suzukidr650 nel dire che il vero problema sono i runner "attempati" che provano a fare gare medio/lunghe senza preparazione specifica. Ecco che i punti ITRA come prerequisito alla gara limiterebbero l'accesso a chi vuole andare un pò allo sbaraglio.
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AndreaPD
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Re: Responsabilità di organizzatori e trailers

Messaggio da AndreaPD »

youngblood ha scritto:I giovani mountain runner (perlomeno quelli che conosco io) mi pare che siano più "atleti di montagna" che "corridori su strada che approcciano i monti". Oltre ad essere trail runner sono anche skialper, tanti arrampicano, ecc...vedo che vivono gli sport di montagna a 360 gradi.
Concordo con suzukidr650 nel dire che il vero problema sono i runner "attempati" che provano a fare gare medio/lunghe senza preparazione specifica. Ecco che i punti ITRA come prerequisito alla gara limiterebbero l'accesso a chi vuole andare un pò allo sbaraglio.
Concordo, con runner intendevo proprio il 40-50 enne di pianura, che ha sempre corso su strada ed ora vuole cambiare, ma che abitualmente non frequenta la montagna...

A.
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