Aurelio Michelangeli ha scritto:Comunque andiamo avanti, potresti farmi sapere l'ordine del giorno dell'incontro e chi saranno i relatori dei vari punti ?
Helyos ha scritto:
Non nascondo che per portare l'esperienza trail Uisp con i lavori PER IL TRAIL serve un minimo di tempistica programmata ma non ho ancora visto nulla al riguardo. Va bene stemperare ma sul concreto spero esca una scaletta aperta a tutti coloro(e non solamente un elenco di argomenti) i quali vogliano intervenire.
Ho appena fatto una proposta sulla sezione Organizzatori. Non appena l'avremo condivisa (e migliorata!) tutti insieme la renderemo pubblica.
Progetto Young Trail UISP : non posso che ammirare e invidiare – benevolmente – la passione, l'amore per la natura, per i bambini , che animano questo progetto educativo.
Grazie, Helyos. Grazie da parte di quel bambino che vorrei essere per poter prendere parte a questo progetto: non tanto perchè penso che questo potrebbe fare di me un atleta migliore, quanto di sicuro un uomo migliore.
Gaggio ha scritto:Progetto Young Trail UISP : non posso che ammirare e invidiare – benevolmente – la passione, l'amore per la natura, per i bambini , che animano questo progetto educativo.
Grazie, Helyos. Grazie da parte di quel bambino che vorrei essere per poter prendere parte a questo progetto: non tanto perchè penso che questo potrebbe fare di me un atleta migliore, quanto di sicuro un uomo migliore.
Gaggio,
Mi faccio piccolo anch'io, chiedendo informazioni e muovendomi con attenzione ad ogni passo, cercando di non perdere di vista le esigenze, con l'aiuto di persone specializzate, di chi deve crescere, di chi, in questo sport scriverà pagine epiche e storiche. Con questa idea abbiamo portato alla luce un pezzo di trail mancante e penso proprio che tu abbia perfettamente capito ed espresso profondamente, come spesso fai, ciò che si intende con le due parole "Young Trail"....
ciao
Gli ho dato uno sguardo velocissimo: in generale e da fruitore, mi sembra ci siano tanti punti interessanti, sono sicuro che la maggior parte di questi verrano discussi in profondità anche ad Albissola.
Definizione dei percorsi: l'idea di inserire ad ogni manifestazione una "camminata per tutti" o non competitiva che sia mi sembra ottima. E' il modo migliore per avvicinare gente e giovanissimi.
Atteggiamento solidale: approvo in pieno
Partecipazione: idem
Obbiettivi: anche questa è un'idea da portare avanti con forza, la creazione di percorsi segnalati permanenti, così la promozione del territorio i spalma su tuto l'anno.
Formazione: spero comprenda anche il progetto YOUNG TRAIL...
Comunque delle linee guida valide, vedremo poi nel concreto.
Ora che finalmente sono stati pubblicati i documenti del convengo a cui mi è stato permesso di partecipare, mi permetto di esprimere un mio umile parere.
Seguendo i precedenti post, mi dispiacevo delle polemiche nate.
Non voglio entrare nel merito, ma solo testimoniare quello che ho vissuto, raccontare una storia: la storia di un convegno, di un giorno della mia vita, insieme alla storia di tanti altri giorni che lo hanno preceduto, che hanno portato a quel giorno.
Io sono semplicemente un tesserato Uisp, non un dirigente, nè un organizzatore di eventi trail.
E' da poco tempo che pratico questa passione, non avrei mai pensato di presenziare a un convegno intorno al Trail. E' stata un'esperienza interessante che mi ha permesso di conoscere un nuovo aspetto del mondo dello sport, quello "burocratico".
Ho iniziato a correre per sentieri che nemmeno sapevo cosa fosse il Trail.
Quando ho scoperto questo mondo , è stata un'opportunità per "usufruire" del "servizio" "offerto" dagli organizzatori (metto tra parentesi quelle parole perchè non mi piacciono tanto, sanno troppo di "commerciale", le trovo inadatte ma non so troverne meglio, adesso .. spero comprendiate il senso che vorrei trasmettere) per poter conoscere quei begli angoli del nostro paese che da solo difficilmente avrei potuto scoprire.
E incontrare persone speciali. Amici.
Ho scoperto che il bello del trail è che questi eventi (gare o T.A) nascono dallo spirito di condivisione: voler condividere le bellezze naturali, lo spirito dell'avventura, la gioia della festa che poi si crea intorno a quella che solo per pochi è una competizione, per molti un vero e proprio "viaggio".
Perchè ciò che rende veramente bello qualcosa, ciò che rende veramente gioioso un evento, è la possibilità di poterlo condividere con qualcuno. E', appunto, in senso lato, il "Forum", il "luogo pubblico", il luogo della condivisione.
Questo è "spirito trail".
Ma che cos'è il trail?
Un paio di anni fa, quando correvo nelle “redole”intorno casa ad Agliana, zona di vivai, e sui sentieri lungo il fiume Calice, io stavo semplicemente correndo. Fuori strada. E all'interno del parco di Galceti, sulle colline che portano all'Appennino, io correvo , dove potevo, e camminavo dove non ce la facevo. Non mi sembrava di fare niente di speciale. Successivamente, leggendo riviste sportive, ho scoperto che questa specialità di correre era chiamata “trail running”, che si svolge anche sulla neve, nei deserti, in tutti gli ambienti naturali possibili, per distanze che non ero ancora in grado nemmeno di concepire! Ma lo trovavo avvincente, e ho iniziato a provarci. Ho vissuto delle belle esperienze!
Non mi sembrava di fare niente di speciale o strano, come lo giudicavano quelli – abituati a correre sull'asfalto- a cui raccontavo delle mie esperienze e delle grandi imprese affrontate da veri atleti.
Poi, una sera, poco tempo fa, ad una cena organizzata all'interno dei locali di una storica società podistica di Prato, io ascoltavo i racconti dei “giovani” podisti di un tempo che fù, di quando, trent'anni fa, correvano per le colline di Prato, sui sentieri che seguono o incrociano parti del percorso su cui si svolgerà il Trail del Malandrino... Correvano la gara “Un po 'n poggio”, come la chiamarono a quei tempi, nel vernacolo della zona; e così la chiamarono nuovamente tredici anni fa, quando l'hanno fatta rinascere dopo una lunga pausa. Trent'anni fa... non avevano certo scarpe da trail, camelback, calze compressive e gps. E nemmeno tredici anni fa. Non si può dire che facevano Trail. Semplicemente, correvano.
A noi italiani piacciono quelle parole forestiere che suonano bene e in poche lettere dicono tanto, anche se spesso, molto vagamente.
Ecco quindi il Trail, che non è una nuova invenzione, una nuova specialità sportiva.
Il fatto che sia stato fatto un “manifesto”, non lo ha reso un “movimento”.
Casomai, storicamente e socialmente, avviene il contrario: il movimento, (Stand Alone Complex), nasce inconsapevole, cresce, attraverso grandi imprese e tristi tragedie, prende coscienza e cerca parole per definirsi, darsi una forma, per avere un identità, un manifesto. E nel momento in cui il movimento trova forma, si istituzionalizza, si da regole, leggi... cessa di essere movimento!
Il “movimento” del Trail è quindi ormai giunto alla sua naturale fine.
Resta il Trail e la necessità di regolamentarlo, possibilmente in maniera uniforme. E qui il rischio che dalle discussioni nascano frazioni, le federazioni.... La storia che si ripete...
Normale quindi che un'istituzione esistente, un associazione sportiva, i cui tesserati dirigenti organizzano trail, organizzi un convengo sul tema.
A questo convegno ho appreso che la UISP, per denominazione, si occupa di Sport Per Tutti, le cui linee guida sono di organizzare il fenomeno sport come un mezzo per il miglioramento della vita, della salute, di riscoperta e cura dell'ambiente; punto di incontro e aggregazione, all'insegna dello spirito di solidarietà.
Aspetti condivisi col Manifesto Trail.
La Uisp , proprio in concordanza con lo spirito che lo ispira, ha quindi riconosciuto il “Trail” come disciplina sportiva.
La Uisp è un associazione sportiva, e come tutte le associazioni è regolata da norme e regola la propria attività in base alle leggi della società. Tra le tante cose, offre una copertura assicurativa, per tesserati e dirigenti, durante lo svolgimento dell'attività sportiva.
Al convengo è stato riconosciuto che il Trail presenta aspetti un po diversi dalla normale attività podistica, e, al di là di quelli ludici, c'è, di vitale importanza, quello della sicurezza.
In questa prospettiva, è naturale che all'interno dell'ambito UISP, la domanda importante non sia stata più “cosa è il Trail”, ma :
Il Trail è SPORT PER TUTTI?
E' stato detto: Si e no.
Come si può stabilire questo?
Tramite alcuni parametri definiti all'interno di una scheda tecnica di sicurezza. E così, in base a questa scheda tecnica, ne possono uscire tre profili: quei trail che possono essere affrontati da tutti senza rischi (short trail, easy trail, opentrail...comunque si vogliano chiamare); quei trail ai quali, per partecipare, occorre essere muniti di una specifica dotazione tecnica , obbligatoria; e trail – ultra- ai quali possono partecipare solo atleti che hanno una certo livello di preparazione ed esperienza.
Mi sembra sia stata adottata un impostazione giusta, responsabile, che non suonerà certo come una novità per molti trailer che frequentano il Forum di Spirito Trail, perchè frutto anche dei vari confronti di idee ed esperienze avvenuti in tale prezioso spazio da parte di organizzatori e semplici "trailer".
Mi è sembrato che il significato di questo convegno non sia stato quello di piazzare una bandiera, di accaparrarsi la paternità del fenomeno Trail, ma di comprenderlo e accoglierlo secondo certe esigenze organizzative e legali. Un atto dovuto dalla Uisp nei confronti di tutti i suoi dirigenti e tesserati.
E, da quel che ho potuto constatare , considerando chi erano i relatori presenti, quello che uscirà, a livello normativo, da questo e futuri prospettati convegni, è e sarà il frutto di persone che fanno trail, vivono di trail; che vi partecipano, che li organizzano.
Non certo di persone e/o sponsor che sono interessate a farne un business.
Che poi possa venirne fuori un business non è poi che sia cosa negativa, se questo apporta miglioramenti a quanto ruota intorno al trail, in tema ambientale, turistico.