Lasciando perdere i furbetti, parlando con un amico medico dello sport e pure pneumologo, mi ha rivelato che parecchi sportivi di alto livello che visita non sanno di essere asmatici e, trattando la patologia che non sapevano di avere, hanno finalmente potuto esprimere in pieno il loro potenziale. Questo non per giustificare Froome, ma per evidenziare che non sempre a pensare male non si sbaglia mai...Corry ha scritto:Anche Froome asmatico come del resto credo il 90% dei ciclisti professionisti....
BACHECA DEL DOPING
Re: BACHECA DEL DOPING
Re: BACHECA DEL DOPING
Frome nn mi sta simpatico...ma cmq la tue x uso di ventolin o simili e da anni che ce la,è x averla devi avere una patologia conclamata e passare x le loro commissioni...poi dire che il 90% dei ciclisti possiede la dispensa nn corrisponde a verità....
Re: BACHECA DEL DOPING
Qui è spiegato bene:
Davvero paradossale: Chris Froome - che i maligni accusano da sempre e senza alcuna prova di praticare il doping più avanzato (genetico, tecnologico, mentale…) – nei guai grossi a causa del principio attivo di un banalissimo farmaco da banco. Quel salbutamolo contenuto nel Ventolin usato dagli asmatici e nel Broncovaleas con cui milioni di mamme curano le bronchiti dei loro bambini.
Potente broncodilatatore, il salbutamolo è una sostanza a parte nel pianeta dell’antidoping. Può essere assunto senza nemmeno chiedere autorizzazione terapeutica a patto che non se ne aspirino più di 1600 microgrammi in 24 ore o 800 nell’arco di 12 ore. Un modo per dire: prendetelo perché sappiamo che l’asma è un male cronico anche tra gli atleti. Ma non abusatene. Proprio per smascherare chi abusa, la Wada ha stabilito da cinque anni una soglia limite nelle urine oltre la quale scatta la positività: 1000 nanogrammi per millilitro.
In quelle prelevate a Chris Froome dopo la 18º tappa della Vuelta, il 7 settembre scorso, ce n’era esattamente il doppio: 2000 nanogrammi per millilitro. Il super team di Froome, la Sky, ha subito contrattaccato: «Il limite è solo un indicatore. Il salbutamolo viene secreto dall’organismo nelle urine in maniera a volte imprevedibile, non a caso la federazione internazionale non ha sospeso l’atleta e chiede ulteriori controlli prima di prendere provvedimenti».
Chris Froome ha aggiunto: «Tutti sanno che ho l’asma. Conosco le regole e le conosce anche il medico del team, che mi ha proposto un dosaggio progressivo durante la corsa. Siamo tranquilli e pronti a sostenere gli esami richiesti». Tutto vero. Com’è vero che 2000 ng/ml di sostanza nelle urine sono tanti. Ora per Froome si apriranno le porte di un laboratorio della Wada, per un test specifico che viene eseguito sono in caso di non negatività al salbutamolo. All’atleta verrà chiesto di pedalare sui rulli, in condizioni di temperatura e umidità simili a quelle di gara, assumendo quantità progressive di salbutamolo e producendo di volta in volta campioni di urina.
Lo scopo del test (che è una piccola tortura, perché può essere ripetuto più volte per ricreare le condizioni di corsa o perché l’atleta non riesce ad urinare) è di capire se a una quantità lecita di salbutamolo assunto (ipotizziamo il massimo consentito) corrisponda una produzione di metaboliti nella norma o, come a volte succede, un’ipersecrezione che caratterizzi un metabolismo speciale. Nel primo caso ci sarebbero abuso e lunga squalifica, nel secondo tutto verrebbe archiviato. L’unico precedente in atleti di questo livello (con la normativa in vigore) è quello dell’Italiano Diego Ulissi che al Giro d’Italia 2014 venne trovato con 1900 ng/ml nelle urine, praticamente la stessa quantità di Froome. Ulissi esegui tutti i test richiesti dalla Wada e si vide riconoscere la negligenza (e non il dolo) ma rimediò comunque nove mesi di squalifica. Che per Froome significherebbero la perdita della Vuelta e (forse) la rinuncia al Giro d’Italia 2018. A meno che non dimostri, questa volta in laboratorio, di avere un organismo davvero bionico.
Davvero paradossale: Chris Froome - che i maligni accusano da sempre e senza alcuna prova di praticare il doping più avanzato (genetico, tecnologico, mentale…) – nei guai grossi a causa del principio attivo di un banalissimo farmaco da banco. Quel salbutamolo contenuto nel Ventolin usato dagli asmatici e nel Broncovaleas con cui milioni di mamme curano le bronchiti dei loro bambini.
Potente broncodilatatore, il salbutamolo è una sostanza a parte nel pianeta dell’antidoping. Può essere assunto senza nemmeno chiedere autorizzazione terapeutica a patto che non se ne aspirino più di 1600 microgrammi in 24 ore o 800 nell’arco di 12 ore. Un modo per dire: prendetelo perché sappiamo che l’asma è un male cronico anche tra gli atleti. Ma non abusatene. Proprio per smascherare chi abusa, la Wada ha stabilito da cinque anni una soglia limite nelle urine oltre la quale scatta la positività: 1000 nanogrammi per millilitro.
In quelle prelevate a Chris Froome dopo la 18º tappa della Vuelta, il 7 settembre scorso, ce n’era esattamente il doppio: 2000 nanogrammi per millilitro. Il super team di Froome, la Sky, ha subito contrattaccato: «Il limite è solo un indicatore. Il salbutamolo viene secreto dall’organismo nelle urine in maniera a volte imprevedibile, non a caso la federazione internazionale non ha sospeso l’atleta e chiede ulteriori controlli prima di prendere provvedimenti».
Chris Froome ha aggiunto: «Tutti sanno che ho l’asma. Conosco le regole e le conosce anche il medico del team, che mi ha proposto un dosaggio progressivo durante la corsa. Siamo tranquilli e pronti a sostenere gli esami richiesti». Tutto vero. Com’è vero che 2000 ng/ml di sostanza nelle urine sono tanti. Ora per Froome si apriranno le porte di un laboratorio della Wada, per un test specifico che viene eseguito sono in caso di non negatività al salbutamolo. All’atleta verrà chiesto di pedalare sui rulli, in condizioni di temperatura e umidità simili a quelle di gara, assumendo quantità progressive di salbutamolo e producendo di volta in volta campioni di urina.
Lo scopo del test (che è una piccola tortura, perché può essere ripetuto più volte per ricreare le condizioni di corsa o perché l’atleta non riesce ad urinare) è di capire se a una quantità lecita di salbutamolo assunto (ipotizziamo il massimo consentito) corrisponda una produzione di metaboliti nella norma o, come a volte succede, un’ipersecrezione che caratterizzi un metabolismo speciale. Nel primo caso ci sarebbero abuso e lunga squalifica, nel secondo tutto verrebbe archiviato. L’unico precedente in atleti di questo livello (con la normativa in vigore) è quello dell’Italiano Diego Ulissi che al Giro d’Italia 2014 venne trovato con 1900 ng/ml nelle urine, praticamente la stessa quantità di Froome. Ulissi esegui tutti i test richiesti dalla Wada e si vide riconoscere la negligenza (e non il dolo) ma rimediò comunque nove mesi di squalifica. Che per Froome significherebbero la perdita della Vuelta e (forse) la rinuncia al Giro d’Italia 2018. A meno che non dimostri, questa volta in laboratorio, di avere un organismo davvero bionico.
Re: BACHECA DEL DOPING
X uso ventolin serve la Tue.....se no nn puoi usare il farmaco sei positivo alla sua presenza indipendentemente dalla quantità....x chi lo usa x motivi terapeutici nn può passare i 1000ng/ml ma anche sopra può provare a dimostrare che ci sia un alterazione x motivi diversi......
Re: BACHECA DEL DOPING
Non se ne puo' piu' ...... basta con questa farsa , prendiamo atto che l'essere umano ( minuscolo!!) e' votato al perseguimento degli obiettivi " a qualunque costo" , per cui facciamo firmare a chi vive di sport professionistico sopra un certo reddito annuo da definirsi ( anche il biliardo ) una bella liberatoria dove ci si impegna a non usufruire del Servizio Sanitario Nazionale per malattie future ( tutte le malattie , compreso il raffreddore ) in modo da essere certi che la loro disonesta' non vada a gravare sui comuni mortali e poi che facciano cosa vogliono. Se vanno a "nitroglicerinmetanolo" come alcune moto del "Joe Bar's Team" siano ca........ loro. Poi i media ce la vengono a menare con il doping di stato dei cattivi russi ..... per punizione , anche i (considerati PER IL MOMENTO) "puliti" , senza inno e senza bandiera .....ma che andassero affan......
- leonardo33
- Messaggi: 260
- Iscritto il: 04/03/2016, 14:11
Re: BACHECA DEL DOPING
Argomento complesso. Però sono d'accordo con quello riportato sopra. Se lo sport professionistico sopra un certo reddito vive di medici sportivi e di pratiche come quelle descritte, allora che prendano liberamente anche la bomba di Fantozzi. Così almeno li vediamo salire il Mortirolo a 50 all'ora e comunque ci sarà sempre uno di più bravo.......ezio1961 ha scritto:Non se ne puo' piu' ...... basta con questa farsa , prendiamo atto che l'essere umano ( minuscolo!!) e' votato al perseguimento degli obiettivi " a qualunque costo" , per cui facciamo firmare a chi vive di sport professionistico sopra un certo reddito annuo da definirsi ( anche il biliardo ) una bella liberatoria dove ci si impegna a non usufruire del Servizio Sanitario Nazionale per malattie future ( tutte le malattie , compreso il raffreddore ) in modo da essere certi che la loro disonesta' non vada a gravare sui comuni mortali e poi che facciano cosa vogliono. Se vanno a "nitroglicerinmetanolo" come alcune moto del "Joe Bar's Team" siano ca........ loro. Poi i media ce la vengono a menare con il doping di stato dei cattivi russi ..... per punizione , anche i (considerati PER IL MOMENTO) "puliti" , senza inno e senza bandiera .....ma che andassero affan......
Re: BACHECA DEL DOPING
Io invece sono in completo disaccordo! Nel momento che rinunceremo a combattere per i valori che lo sport ha sempre incarnato, allora lo sport sarà finito. Quindi, pur nelle difficoltà, nelle contraddizioni, nelle sconfitte, è giusto perseguire uno sport pulito.
Re: BACHECA DEL DOPING
E' molto bello che siaTe in disaccordo , ma la realta' e' un'altra. Lo sport non ha mai incarnato un bel nulla. A modo loro si dopavano gia' i greci ai tempi delle Olimpiadi con la o maiuscola. Ad inizio secolo ( l'altro non questo) gli atleti di endurance utilizzavano la (pericolosissima) stricnina per controllare il range cardiaco. L'unica cosa che incarna lo sport e' l'assoluta sovrapponibilita' con qualunque altro aspetto della vita dell'essere umano.