TRAIL ALSACE GRAND EST BY UTMB TRA CASTELLI E VIGNETI

A cura di Maurizio Scilla

Il Trail Alsace Grand Est by UTMB in sole tre edizioni si è fatto conoscere nel mondo trail, lo testimoniano i 7000 iscritti e le 64 nazionalità rappresentate di questa edizione. La collettività locale ha risposto alla grande, con l’apporto di 900 volontari e tanto entusiasmo in ogni paese attraversato dalle gare.

 

Il lungo week end è stato contraddistinto da un clima ideale per correre, accompagnato dalle perfette condizioni dei tracciati.
Quest’anno erano cinque le corse previste, è stato aggiunto un percorso di 17 km per dare la possibilità anche a chi non ha mai corso un trail, di poter partecipare a un evento by UTMB.
Queste nel dettaglio le gare:
- Ultra Trail des Chevaliers 158 km 5800 m+ con partenza a Turckheim e arrivo a Obernai
- Ultra Trail des Païens 112 km 4500m+ con partenza da Orschwiller e arrivo a Obernai
- Trail des Celts 50 km 2000 m+ con partenza a Barr e arrivo a Obernai
- Trail des Pèlerins 34 km 1300 m+ con partenza a Barr e arrivo a Obernai
- Ronde des Pages 17 km 300 m+ con partenza e arrivo a Obernai

LA MIA GARA
Nonostante il periodo difficile passato ultimamente e una caduta in allenamento con relativo problema a un ginocchio, decido che vale la pena “salire” in Alsazia per godersi un evento by UTMB e allo stesso tempo visitare la regione ben conosciuta per i suoi vini, le sue città (Strasbourg e Colmar) e i suoi caratteristici paesini.
Sono iscritto alla 112 km 4500 m+ (così dirà il gps alla fine), partenza ideale alle 7 dal bel paesino di Orschwiller.
Siamo in 1500 iscritti,  si parte tra due ali di folla, il percorso si snoda su larghe sterrate nei vigneti per raggiungere il villaggio fortificato di Saint-Hippolyte.
Si sale poi al Castello di Haut Koenigsbourg, un vero gioiello che caratterizza la zona, in pratica abbiamo la possibilità di visitarlo in gara, percorrendo i suoi cammini di ronda, le sue viuzze, ci accolgono persone con vestiti d’epoca, che spettacolo!
La discesa che porta a Châtenois è molto divertente e veloce, il paesino come altri che troveremo sul percorso è caratterizzato dai suoi bastioni e dalla caratteristiche case a graticcio di svariati colori.
Il percorso è un susseguirsi di tratti immersi nelle vigne, attraversamento di paesini che sono veramente affascinanti (Dambach, Andlau), full immersion nei boschi e numerosi castelli.
Ben presto capisco che fin quando non raggiungo un castello o un rudere di un castello non si scende.
A Barr (61 km), cambio scarpe e calze, qui ci aspetta la salita più lunga che porta al Mont Saint Odile e al suo Santuario, luogo molto caro agli abitanti locali.
Continua il percorso tipo “montagne russe”, si raggiunge Klingentahl (87 km) dove ci aspetta la vera ultima salita, per raggiungere poi al km 103 Rosheim, è ormai buio e con le luci le sue porte, i suoi bastioni, le sue vie sono particolarmente affascinanti. Negli ultimi km sono ancora i vigneti a farci compagnia, si vedono le luci di Obernai, l’ultimo tratto si corre sulla bastionata con un bel tifo ad accompagnare questi ultimi metri. Sto bene, poco dopo non resta che festeggiare con birra e patatine. Nei giorni a seguire sarà il momento di dedicarsi al turismo, visto che la regione è particolarmente interessante!

franck oddoux

©Trail Alsace Grand Est by UTMB Franck Oddoux

ISABELLE POLETTI (Direttrice eventi UTMB France)

Quali sono i criteri per scegliere I nuovi eventi da inserire nel circuito UTMB® World Series?

I criteri sono svariati. Il principale direi è la voglia di lavorare insieme, bisogna trovare uno staff locale che sia interessato e che ci sia la stessa unità di intenti. Per quanto riguarda la parte prettamente sportiva, ci dev’essere un percorso che abbia una logica, che abbia veramente degli ingredienti per essere qualcosa di speciale, che abbia qualcosa in più, che non sia solo corsa e kilometri, un territorio che i trailer abbiano interesse a scoprire.

Ci saranno delle “new entries” il prossimo anno?

Sicuramente ci saranno dei nuovi ingressi, ogni anno abbia molte candidature. Vediamo se gli intenti sono comuni, è importante che nella zona ci sia una comunità trail, in questo modo gli atleti possono correre un evento UTMB senza fare troppa strada.

Crescendo il numero di eventi UTMB non c’è il rischio che i top si “spalmino” nelle varie gare e manchino i confronti diretti?

Il rischio un po’ c’è, ma ci sarebbe comunque perché il calendario è fitto e stiamo parlando di uno sport dove gli atleti hanno voglia di provare gare nuove e scoprire nuovi territori.
Certamente i top non possono partecipare a tutti gli eventi ma fa parte del gioco, fanno quello che hanno voglia di fare, cambiano gare ogni anno e ciò gli permette di godersi le corse. Il numero di trailer aumenta ogni anno e anche le gare. E’ vero i top come Kilian non possono essere ovunque, ma ogni anno ci sono nuovi trailer a livello regionale, nazionale che emergono.

Qual è il tuo primo ricordo dell’UTMB?

I miei genitori che mi dicono “Vogliamo organizzare una corsa attorno al Monte Bianco in una sola tappa e abbiamo bisogno di un sito internet”. Io studiavo informatica e non ho potuto dire di no.

In Italia il prossimo anno avremo due nuove corse, la Monterosa Walserwaeg by UTMB, gara rodata e conosciuta, e poi Puglia by UTMB che è una novità anche per noi italiani, come gestite situazioni come questa?

A dire il vero non sono la più esperta dell’equipe perché è un altro collega che si occupa degli eventi internazionali. Comunque il criterio base è che ci sia un territorio che abbia l’interesse ad accoglierci, la regione ha manifestato un interesse per sviluppare il turismo sportivo. C’era  un’organizzazione locale interessata e insieme costruiremo l’evento e abbiamo la nostra equipe del Chianti che potrà supportare questo nuovo evento.
Per quanto riguarda il Monterosa Walserwaeg, la Valle d’Aosta era interessata ad avere una gara delle UTMB World Series, al di là di avere delle partenze in occasione dell’UTMB.

Ora avete “completato” l’Italia, una gara al nord ovest(Monterosa), una al nord est(Lavaredo), una al centro (Chianti) e una al sud (Puglia), vi fermate qui?

Se il trail continuerà a svilupparsi e ci saranno sempre più atleti italiani che vogliono correre le nostre gare vedremo.

Una curiosità, quanti dipendenti ha UTMB al momento?

Ci si avvicina al centinaio, gran parte in Francia, ma anche in Spagna, Inghilterra, Italia, Hong Kong.

Vuoi parlarci del “Team Adaptive” e di “Women in Trail”?

Il “Team Adaptive” è composto da 15 atleti con disabilità diverse, è vero 15 persone sono poche, ma puntando i riflettori su di loro, si dimostra che è possibile e poi, a poco a poco, si attirerà un numero sempre maggiore di questi atleti che si diranno “Sì, alla fine, forse è anche per me”. E “Women in Trail” nasce più o meno con lo stesso concetto, si tratta di trovare le chiavi per far sì che le donne non si dicano “No, ma non fa per me”, ma dicano invece “Voglio provarci e forse ci riesco”.

xavier waerzeggers

©Trail Alsace Grand Est by UTMB Xavier Waerzeggers


MATHIEU PETTINOTTI (Direttore tecnico Trail Alsace Grande Est by UTMB)

Tre edizioni, l’anno scorso 6000 iscritti, quest’anno altri mille in più, pensavi in tre anni che sarebbe stato possibile avere 7000 atleti a Obernai?

In tutta umiltà sì e ti spiego il perché. Quando è stato creato questo progetto sapevamo che l’Alsazia è una terra da running da decenni, anche una terra di mezzofondo e corsa in montagna. C’è una grande comunità di atleti e poi una forte presenza transfrontaliera con i belgi, i tedeschi, i lussemburghesi, gli svizzeri. Non avevo molti dubbi sul fatto che queste comunità avrebbero risposto “presente” se ci fosse stato un evento nella nostra regione.

Poi dando un’occhiata alla creazione delle UTMB World Series, si notava che c’era un nodo attorno a quella che è la capitale d’Europa dove si poteva far arrivare gli atleti di quell’area. Ero sicuro che avrebbe funzionato. Con tutte le gare che ci sono, mancava qualcosa in quella zona. Arrivano i britannici, prendendo il tgv in 1h50’ sei qui da Parigi, siamo in una zona nevralgica.

Non avete delle grandi montagne qui, ma avete moltissimi iscritti della regione, perché c’è una bella tradizione radicata sin dalle gare di corsa in montagna.

Non abbiamo grandi montagne perché sono troppo vecchie (n.d.r. ride). Abbiamo il 75% di francesi, dei quali metà sono di questa zona. Ci sono anche dei top, Sébastien Spehler, Grégory Basilico, Emilie Tissot, Charlene Kleitz. Quest’anno abbiamo un bel “plateau” alsaziano, Claire Bannwarth, Jean François Bomberger.
Abbiamo una corsa che si chiama “La Course des Cretes Vosgiennes” che ha festeggiato le 50 edizioni l’anno scorso, siamo una terra che ama la corsa.

Mi puoi dire come è nata l’idea della gara?

E’ nata partendo da due fattori. Io sono un dipendente del Comitato Dipartimentale Atletica Bas-Rhin, quindi rappresento la Federazione di Atletica Leggera Francese. Era un po’ di tempo che avevamo notato che molti organizzatori privati volevano prendere in mano l’organizzazione e la strutturazione della corsa. Ci siamo detti che era il momento di riprendere un posto importante in quel settore. Quando abbiamo iniziato a pensare su cosa fare, è uscito il primo comunicato stampa che sarebbe nato un nuovo circuito da parte di UTMB.
Dunque abbiamo pensato, perché non mettere l’Alsace sulla carta del mondo del trail running? Questo ci ha decisamente motivati.
Un giorno ci stavamo allenando sui nostri classici percorsi che prevedono salita e subito dopo discesa al villaggio, abbiamo realizzato che qui non esisteva una corsa che partiva dal punto A per arrivare al punto B, tutte le competizioni sono ad anello.

Quindi una domenica mattina eravamo a Saint Odile da dove si vede lo spettacolare Castello di Haut-Königsbourg e abbiamo deciso di arrivare lì. Da questo castello si vede in lontananza il castello di Hohlandsbourg e così abbiamo deciso di allungare il tracciato, la settimana dopo siamo andati a provare quel tratto. Possiamo dire che è un percorso “da castello a  castello”.
Vorremmo riposizionare il mondo tradizionale dell'atletica in questa nuova disciplina che è il trail running, nuova nella sua copertura mediatica, ecc. E d'altra parte, abbiamo un patrimonio e un territorio con una storia da raccontare. E questa storia può essere raccontata solo, proprio come la scala del tempo. 
Si tratta di partire da un luogo e di proseguire lungo quella linea fino alla fine. Ed è così che è nata l'idea.

Potete ancora migliorare qualcosa?

Possiamo migliorare sotto diversi aspetti. Per quanto riguarda il numero degli atleti, dobbiamo valutare fin dove possiamo spingerci, perché il nostro è un massiccio fragile che bisogna preservare. Possiamo migliorare l'accoglienza, la visibilità, tutto ciò che circonda l'atleta. Perché per noi è importante che sia una grande festa per tutti. È una celebrazione dello sport, è una celebrazione del trail running, ma deve essere una celebrazione globale. Quindi ci sono DJ, concerti, intrattenimento e gare per bambini.

Quest’anno abbiamo aggiunto un percorso di 17 km, perché in tanti ci dicevano che iniziare con 34 km li spaventava, siamo molto contenti di averlo fatto, perché si è riempito molto rapidamente e abbiamo ritenuto che le persone fossero felici di partecipare all'UTMB World Series su una distanza per loro accettabile.
Diverse donne hanno ancora difficoltà a percorrere lunghe distanze perché hanno un po' paura di allenarsi da sole, perché è un carico di allenamento a volte pesante in una vita familiare.

Cosa vuoi dire ai trailer italiani per convincerli a venire?

Dovete venire perché qui si respira lo stesso spirito di certe gare italiane, il percorso vi stupirà e la comunità italiana, che qui è numerosa, sarà orgogliosa di accogliervi.

©Trail Alsace Grand Est by UTMB Franck Oddoux


STEFANO RUZZA (quindicesimo Ultra Trail des Chevaliers)
“Avevo corso l'Alsace Gran Trail Est by UTMB 2 anni fa, sempre sulla 100 miglia, ma mi ero dovuto ritirare dopo circa 70 km nonostante fossi vicino alla zona podio. Dopo che anche lo scorso anno sono andato male nelle gare su queste distanze, ho voluto riprovarci, e questo percorso in questo periodo dell'anno sarebbe stato l'ideale.
Il calendario in questa prima parte dell'anno era un po' pieno e fare i 75 km del Trail del Mottarone sole 2 settimane prima non era l'ideale, ma quest'anno volevo proprio tornare a correre un po' più libero, facendo qualcosa fuori dagli schemi, cose che da coach non suggerirei mai ai miei atleti, provando approcci diversi e facendo qualche esperimento.
In gara, infatti ho sentito un po' la stanchezza del Mottarone, soprattutto nella notte e nelle lunghe discese facili, con qualche dolore alle ginocchia. Così, nonostante sarebbe stato possibile un buon piazzamento, vista la non gran concorrenza, ho deciso di proseguire regolare e puntare a finirla senza rischiare di saltare. Ho mangiato meno, ho camminato su salite dove avrei potuto correre, ho fatto le discese sempre a ritmo controllato per non peggiorare i dolori, spingendo solo negli ultimi km per tenere il 15° posto. Da un lato, peccato per l'occasione un po' sprecata, dall'altro lato, meglio così. Osando di più sarei potuto finire facilmente di nuovo in una giornata storta, invece così sono contento di aver concluso bene e senza grandi difficoltà su questa distanza che per me è sempre ostica, imparando un sacco di cose utili.
È stato bello correre in questi luoghi che mi hanno sempre affascinato molto. I paesi attraversati sono molto caratteristici, i castelli raggiunti sono spettacolari, anche se il finale di gara è un po' lungo e più noioso rispetto alla prima parte, ma su distanze così è normale trovare tratti poco divertenti. Non ci sono salite cattive, le discese sono tutte corribilissime (cosa che non amo), ma proprio per questo può essere una gara molto dura e da non sottovalutare. In effetti ha molte cose in comune con la Western States (che lo dico, è più tecnica), tranne sicuramente il caldo. Anzi, sia di notte che di giorno la temperatura era perfetta, permettendo di godersi la corsa con meno disagi”.

 

COSA VEDERE

Questo non è certo un elenco esaustivo, ma è quello che noi siamo riusciti a vedere in due giorni.
STRASBURGO
Ospita il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Corte europea dei diritti dell’uomo.
Da non mancare la cattedrale e la sua piazza, la Petite France dove le case sono rimaste quelle del 1500, con i tetti spioventi, i balconcini con i gerani, le finestre a filo d’acqua.

OBERNAI 
Il centro è intimo ed affascinante, un concentrato di case a graticcio colorate.
Di origine medievale i bastioni circondano il borgo per una lunghezza di 1,4 km.
Place du Marché, la piazza principale e cuore del paese, dove si trova la Tour de la Chapelle, monumento simbolo di Obernai, una torre alta quasi 60 metri, era il campanile di una chiesa ora distrutta.

MITTELBERGHEIM 
E’ un borgo suggestivo arroccato sulla collina. Ciò che lo rende affascinante e unico sono le particolari case. Ai lati dei vicoli sorgono case in pietra, con mura tra il beige e il rosa, e tetti in mattoni.

CASTELLO DI HAUT KOENIGSBOURG
Domina da uno sperone di roccia la Route des Vins d’Alsazia ed è visibile a kilometri di distanza.
La visita è assolutamente da non perdere, particolarmente affascinante. E’ probabilmente il più rappresentativo del territorio nonché il più scenografico.

BERGHEIM
E’ un villaggio protetto da una doppia cinta di mura di epoca medioevale, è ancora poco conosciuto ma è un piccolo gioiello colorato! Aggiungilo al tuo itinerario in Alsazia, non resterai deluso.

RIBEAUVILLE’
E’ il borgo medievale dei pifferai. La via principale è Grand’Rue, una lunga strada su cui si affacciano antiche case a graticcio, negozietti, bistrot e caratteristiche piazzette.

RIQUEWIHR
Protetto da torri e mura. La via principale è Rue du Général De Gaulle ed è un susseguirsi di case a graticcio dai colori pastello con tetti spioventi.

KAYSERSBERG 
E’ un villaggio da fiaba, nel centro storico scorre un fiume, il Weiss.
La via principale di Kaysersberg è Rue du Général de Gaulle, costellata da eleganti case a graticcio, impreziosite con sculture e intarsi.

EGUISHEIM
E’ un piccolo borgo incantato con case color pastello, vie acciottolate e curiose insegne in ferro battuto che ricordano gli antichi mestieri.
E’ un borgo rotondo, protetto da una doppia cinta muraria circolare. Le case a graticcio si sviluppano in un reticolo concentrico verso la piazza principale. Un piccolo gioiello.

COLMAR
Gli angoli più suggestivi di Colmar sono senza alcun dubbio quelli che s’incontrano passeggiando per la Petite Venice, la Piccola Venezia. Viene chiamata così per il suo intrico di ponti e canali, che regalano scorci affascinanti tutti da fotografare.

ROUTE DES VINS
Diversi paesi che abbiamo citato si trovano sulla “Route des vins” che alterna distese di vigneti ai caratteristici paesini della regione. Le cantine dove fermarsi e degustare i famosi vini della regione, sono veramente numerosissime.