MONTE ROSA WALSERWAEG BY UTMB: CRONACA E INTERVISTE

A cura di Maurizio Scilla
©Federica Fornaro e Stefano Jeantet

 

Il Monte Rosa Walserwaeg già negli anni scorsi aveva fatto breccia nel mondo del trail running grazie ai paesaggi da favola che lo contraddistinguono, quest’anno entrando nel circuito delle UTMB World Series ha avuto un’ulteriore impennata in quanto a iscrizioni con 4000 atleti al via e 80 nazioni rappresentate.
L’organizzazione messa in piedi da Franco Collé e Giuditta Turini, dopo questo lungo week -end, è promosso a pieni voti e ha raccolto tanti pareri entusiasti.
I tracciati sono molto duri e tecnici, attraversano i caratteristici villaggi walser con viste spettacolari sul Cervino e il Monte Rosa.
Veniamo alla cronaca e alle interviste.

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MONTE ROSA TRAIL 83 KM
 

Domenica 6 luglio Cristian Minoggio ha vinto il titolo di campione europeo skyrunning e venerdì  è stato il protagonista assoluto della 100K Monte Rosa Walserwaeg by UTMB.
Siamo abituati alle sue numerosissime vittorie, ma questa ha un sapore particolare per Cristian perché per la prima volta si è lanciato su queste distanze (83 km 6300 m+) e ha gestito la gara alla perfezione, andando al comando sin dalle prime battute.
9h37’11” il suo tempo finale, podio completato dal francese Clovis Chaverot e dallo svedese Simen Wastlund.
Da notare che nelle prime dieci posizioni ci sono ben 7 nazioni rappresentate.
Tra le donne vittoria per la svizzera Melanie Delasoie che ha preceduto la spagnola Virginia Perez Mesonero e la statunitense Olivia Amber.
Questo il commento di Cristian Minoggio  poco dopo aver tagliato il traguardo:

“Franco Collé mi aveva dato qualche dritta, mi aveva detto che fino a Gaby avrei trovato un sentiero abbastanza corribile, poi si iniziava a fare sul serio con una bella salita e si entrava in ambiente montano. Mi ha detto di divertirmi e ascoltare le sensazioni. Dopo Gaby ho iniziato a usare i bastoncini, ho fatto il mio ritmo,  e non essendo abituato a gare così lunghe, ho fatto un buon allenamento anche a livello di alimentazione. Ho mangiato 4 barrette, 10-12 gel, bevuto i sali. La gara non è per niente banale, è da gestire bene, i sentieri sono abbastanza tecnici, le discese sono “cazzute”, a me è piaciuta, per me è come tornare in Valle Formazza.
Non sono mancate le difficoltà, però fa parte del gioco, Ogni volta che entravi in un paesino per fortuna trovavi le fontane, potevi mettere la testa dentro.  E’ stato anche un ottimo test per vedere come reggevo una gara da nove ore e mezza, tante ore così le avevo fatte solo in allenamento.
Andreas e Francesco di ritorno dalla Spagna, dopo aver provato il percorso del mondiale trail, hanno parlato di percorso molto duro e tecnico, quello di oggi è stato sicuramente un buon test per fine settembre.
Sono contento di aver centrato anche il pass per la CCC per il prossimo anno”.

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LES SENTIERS DES VALDOTAINES 120 KM

Il reggiano Simone Corsini, vittorioso lo scorso week-end nel Gran Trail Courmayeur 55 km, ha trionfato nella 120 km 8300 m+ del Monte Rosa Walserwaeg by UTMB.
La gara, partita in centro ad Aosta nella spettacolare location di piazza Chanoux, nella prima metà ha visto tre atleti che hanno battagliato, oltre all’emiliano, Gedeminas Grinius e l’elbano Matteo Anselmi. A Cervinia quest’ultimo ha dovuto abbandonare per problemi al fegato, mentre il lituano man mano ha perso posizioni fino a ritirarsi a Champoluc.
Simone Corsini tagliava il traguardo al Lago Gover di Gressoney St. Jean in16h41’13”, secondo posto per lo sloveno Ivan Hrastovec (17h02’56”), il podio veniva completato dal valdostano Daniele Calandri.
In campo femminile
Le parole di Simone Corsini:
“Partiamo dal presupposto che è una gara veramente severa, che rispetta le aspettative e, visto che la organizza Franco Collé, non lascia mai un attimo di respiro, si sale, si scende, in continuazione su pendenze veramente importanti. La prima parte è stata molto difficile perché la partenza da Aosta è stata molto, molto calda.  A Blavi ero quasi tentato di fermarmi perché non stavo per niente bene, avevo qualche difficoltà a respirare bene a causa del caldo, ma ho provato a tenere duro. Quando il sole è calato, si è un po' rinfrescato, mi sono sentito meglio. Ho iniziato a recuperare piano, piano, tenendo il mio ritmo, fino alla discesa che portava a  Cervinia, dove ho raggiunto Matteo e Gediminas. Lì ho provato ad allungare un pochino il passo, riuscendo ad arrivare per primo al ristoro. Sono ripartito provando a spingere un pochino di più  e pian piano sono riuscito ad aumentare un po' il vantaggio fino all'arrivo a Gressoney. Diciamo che è stata una bella settimana dopo la GTC, adesso ho un pochino di riposo, poi a settembre ci sarà un altro tour da fare (n.d.r. Tor des Géants)”.

In campo femminile, una gara senza storia quella della valdostana d’adozione Fabiola Conti. Partita  subito arrembante dall’iconica piazza Chanoux ad Aosta, sin dai primi metri ha fatto capire che non ci sarebbe stata competizione.
Tolto il primo controllo, dove è passata settima, ha occupato per gran parte del tempo la quarta posizione assoluta, in un tratto ha raggiunto il gruppo di testa, correndo con loro diversi kilometri. A Gressoney St. Jean ha fatto fermare il crono nel favoloso tempo di 18h02’01”, dopo 120 km8300 m+, chiudendo quarta assoluta.
Al secondo posto un’altra valdostana d’adozione, Lisa Borzani in 20h34’26”, terzo gradino del podio occupato dalla svizzera Emily Vaudan (21h04’16”).
Il commento di Fabiola Conti:
“Oggi è stata la gara più dura in assoluto che ho fatto nella mia vita, più dura anche del Tot Dret. Una gara meravigliosa, passa in posti della Valle d'Aosta che non avevo mai visto. Magnifica, anche perché mi sono ritrovata stamattina all'alba, ai piedi del Cervino.
Sono stata fortunata perché sono passata quando c'era ancora il sole e vedere il Cervino così vicino tutto illuminato dal sole è stato veramente bellissimo. Ieri sera ho chiesto a Franco Collé di descrivermi velocemente il percorso perché non sono riuscita a fare ricognizioni e lui mi ha risposto “E’ una gara dura, vedi di partire tranquilla”. Sono partita in teoria tranquilla, ma non troppo visto che nella discesa verso St. Barthelemy mi sono ritrovata con i primi 3 uomini.
Non ho avuto problemi dal punto di vista nutrizionale, infatti mi sentivo molto bene, naturalmente sull'ultima salita la fatica si è fatta sentire. Sono molto contenta del risultato che ho ottenuto, bellissimo tagliare il traguardo con quel tempo a Gressoney, ho apprezzato molto tutto il tifo sia lungo il percorso della gente che mi conosceva e mi chiamava per nome, sia l'arrivo. L'organizzazione della gara è stata perfetta, il percorso segnato metro per metro da bandierine catarifrangenti che anche se uno avesse voluto perdersi non ci sarebbe riuscito. Sono molto soddisfatta dell'organizzazione, i ristori erano fatti molto bene, c'erano volontari e staff dell'organizzazione lungo tutto il percorso. È stata una gara dura ma che vale la pena farla, la promuovo a pieno titolo, Franco è stato bravissimo a mettere in piedi una gara così con un'organizzazione del genere, quindi i complimenti vanno prima di tutto a lui e a Giuditta che sono riusciti a portare un pezzo di UTMB in Italia.

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WALSERWAEG TRAIL 42 KM

Visto il rischio temporali, l’organizzazione aveva già comunicato nella giornata di venerdì che il percorso sarebbe stato modificato nel tratto che portava al Lago del Gabiet, rimanendo però all’incirca con lo stesso kilometraggio e dislivello (42 km 3000 m+).
In campo maschile il favorito della vigilia, Petter Engdahl ha subito fatto capire che non si sarebbe fatto sfuggire la vittoria, lo svedese tagliava il traguardo del Lago Gover nell’ottimo tempo di 3h58’43”. Per il secondo gradino del podio battaglia tra Damiano Lenzi e William Boffelli, negli ultimi metri i due italiani decidevano di arrivare insieme, sarà il primo a risultare secondo in 4h11’06”.
Tra le donne gara di testa per la polacca Martyna Mlynarczyk, che ha preceduto la tedesca Juliane Rössler e la gressonara Marina Cugnetto.

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REGINA MARGHERITA TRAIL 15 KM

Nella giornata conclusiva di questo favoloso week end, è andata in scena la 15 km 650 m+.
Tra gli uomini podio occupato totalmente da atleti italiani. La vittoria è andata al piemontese Riccardo Borgialli (1h09’58”), che ha preceduto il valdostano Davide Cheraz (1h12’29”) e il fondista “enfant du pays” Francesco De Fabiani.
Tra le donne vittoria per la svizzera Sofia Chetelat (1h25’23” , podio completato da Sveva Della Pedrina e dall’inossidabile Pina Deiana.