Testo di Filippo Caon
Sabato si sono tenute le due prime gare del 2026 che assegnano Golden Ticket: Tarawera e Black Canyon Ultras. Tra le due, quella da seguire era soprattutto la seconda: ogni anno, Black Canyon attira i più forti atleti americani ed è una delle gare di 100 chilometri col livello più alto in calendario. Dal 2022, è possibile seguire la gara grazie alla diretta di Mountain Outpost, ma se sabato avete avuto di meglio da fare che passare otto ore davanti a uno schermo, lo abbiamo fatto noi per voi e in questo articolo vi raccontiamo (in breve) tutto quello che dovete sapere per non restare tagliati fuori dalla conversazione alla prossima group run. Iniziamo.
Chi correva
Martedì scorso abbiamo pubblicato una preview sui favoriti di ogni categoria. Se non l’avete letta, vi basti sapere che tra le donne in start list c’erano Molly Seidel (bronzo olimpico in maratona), Tara Dower (1^ nel 2025), Jennifer Lichter (1^ JFK 50 Mile), Riley Brady (detentrice del record del percorso) e Abby Hall (1^ Western States); tra gli uomini c’erano Francesco Puppi (1° a Canyons e CCC nel 2025), Hans Troyer, (1° a JFK 50), Eli Hemming, Anthony Costales, Canyon Woodward e Sage Canaday. La gara assegnava sei Golden Ticket per partecipare a Western States, riservati alle prime tre donne e ai primi tre uomini non già qualificati.

Molly Seidel
La gara
Black Canyon è una 100k point-to-point, si svolge nel deserto del Sonora in Arizona, a metà strada tra Phoenix e Flagstaff, una delle mecche della corsa negli Stati Uniti. Il percorso si divide circa in due parti: una prima metà più veloce e con poco dislivello e una più collinare e nervosa. Dopo avere visto il percorso, Francesco Puppi lo aveva definito “unconfortable”, a causa del terreno e degli strappi che si trovano verso la fine. Le temperature alla partenza tendevano allo zero (Puppi è partito con giacca e guanti), ma si sono alzate parecchio nel corso della giornata, costringendo i corridori a usare bandane di ghiaccio e acqua per raffreddarsi.

Gli uomini
La gara è partita subito molto veloce, con Zach Perrin che ha cercato di staccare il gruppo fin dai primi chilometri, per poi rimbalzare indietro nella seconda parte di gara. Il resto del gruppo dei favoriti (10-15 persone) ha corso piuttosto compatto sempre uno o due minuti sotto al record del percorso, per poi sfoltirsi progressivamente. Sono rimasti davanti Hans Troyer ed Eli Hemming, inseguiti da Anthony Costales. Appena 9 chilometri dalla partenza, Francesco Puppi, che si trovava in testa al gruppo, è inciampato e caduto; dalla diretta ci è voluto un po’ per capire dove fosse finito, ma dopo qualche minuto è stato inquadrato mentre correva con le ginocchia insanguinate e un braccio immobile. Ha cercato di rientrare sul gruppo dei primi, pensando che su sei ore di gara avrebbe avuto margine per recuperare, ma poco dopo ha rallentato per il dolore e ha deciso di ritirarsi. Dai risultati della risonanza sembra che nell’impatto si sia slogato la spalla sinistra, che è poi rientrata naturalmente.
Alla fine, Hans Troyer ha vinto registrando il nuovo record del percorso in 7h20’; secondo Anthony Costales e terzo Tracen Knopp.

Hans Troyer vince stabilendo anche il nuovo record della gara
Menzione di merito a Sage Canaday, che tornava a Black Canyon dopo dieci anni dalla sua vittoria del 2016 (e dopo aver perso in un incendio il suo appartamento di Boulder e essere stato ricoverato per un’embolia polmonare): ha finito in settima posizione mancando di nemmeno venti secondi il suo tempo precedente. È invece saltato Eli Hemming, che ha chiuso in ventisettesima posizione dopo aver corso davanti gran parte di gara: ancora una volta, sembra che debba ancora capire come superare indenne i 50 chilometri.
La gara femminile
Per certi versi, la gara femminile è stata più interessante di quella maschile. È stata combattuta fino alla fine, con atlete al debutto sulla distanza e altre che hanno già iniziato a ritagliarsi il loro posto nella storia dell’ultrarunning. Dopo i primi chilometri in gruppo, Molly Seidel (ex maratoneta, bronzo olimpico e al debutto sul trail) ha preso la testa della corsa correndo abbondantemente sotto ai tempi del record: non è riuscita a tenerli, slittando lentamente indietro. È riuscita comunque ad arrivare quarta portandosi a casa un Golden Ticket, che ha già accettato.
Solida dall’inizio alla fine (è stata al massimo seconda), Jennifer Lichter ha vinto con record del percorso in 7h57’. Lichter arrivava da due vittorie abbastanza importanti nel 2025 a Speedgoat 50k e a Transgrancanaria 47k, ma era al debutto sulla distanza e per questo rappresentava un po’ un’incognita. Ha finito nona assoluta, soltanto a 70 secondi da Anne Flower con cui ha combattuto fino alla fine. Terzo posto per Tara Dower, vincitrice nel 2025 ed ex detentrice del record: ha corso leggermente più veloce del suo PB, e rigorosamente imbrattata di sangue.

Jennifer Lichter sembra quasi dire "Mamma mia, che ho combinato?"
Golden Ticket
Tornano a casa con un Golden Ticket: Anthony Costales (2°), Tracen Knopp (3°) e Jordan Bramlett (5°), Troyer era già qualificato grazie al suo ottavo posto nel 2025 e Canyon Woodward grazie al ticket il ticket vinto a Javelina. Delle donne, Jenn Lichter (1^), Anne Flower (2^) e Molly Seidel (4^), Tara Dower aveva già vinto il Golden Ticket a Javelina.
Cosa abbiamo capito questo weekend
In ordine: Hans Troyer è davvero veloce, e potrebbe essere uno dei migliori atleti dei prossimi anni (lo sapevamo già, ma questa è stata una conferma importante). Eli Hemming non ha ancora capito come correre le gare più lunghe di 50 chilometri. Dopo qualche anno in cui ha fatto poco, Anthony Costales è tornato ai livelli del 2023. Avere un personale in maratona di 2h23’ (Seidel) non basta per vincere un’ultra (e questo un po’ è confortante). Non bisogna necessariamente fare parte delle UTMB World Series per essere una gara di livello. Nessuno ha ancora capito a cosa servano le World Trail Majors. Pensi che il tuo peggior avversario possa essere quello accanto a te, e invece basta un sasso lungo il sentiero.
