33^ MARATHON DES SABLES

a cura di Maurizio Scilla

Foto: © Cimbaly MDS 2018

La sicurezza è la preoccupazione numero uno dell’organizzazione della Marathon des Sables (quarta tappa UTWT), quindi il giorno precedente la corsa ogni atleta deve presentare il materiale obbligatorio (come la bussola, lo specchietto per rendersi più visibili in caso di problemi, la pompetta antiveleno...) e il cibo visto che la gara è in autosufficienza.

 

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Lo zaino senza acqua deve pesare tra 6,5 kg e 15 kg. Vengono effettuati anche controlli antidoping sui top runner.

Tutti gli atleti vengono dotati di uno spot, in modo che in qualsiasi momento si possa visualizzare la loro posizione, questo strumento è dotato di un pulsante che permette di allertare i soccorsi.

In programma 247 km di tratti pianeggianti ma sconnessi, di dune, di "oued " (letti di torrenti) e di "djebel " (montagne).
Domenica in 977 si sono presentati al via della prima tappa che prevedeva 30 km, nella prima parte della corsa i favoriti marocchini hanno corso in difesa lasciando spazio agli europei, con il francese Merile Robert al comando, poi le capacità fisiche e il talento dei fratelli El Morabity hanno prevalso, negli ultimi km Rachid lasciava vincere il fratello minore Mohamed, terzo posto per un altro atleta marocchino Abdelkader El Mouaziz. Primo italiano Massimo Manenti (35°), seguito dal nostro inviato Filippo Canetta (38°). 

Tra le donne sin dai primi metri al comando la russa Natalia Sedykh, che andava a vincere questa prima tappa davanti all’americana Magdalena Boulet e alla danese Bouchra Eriksen e alla svizzera Andrea Huser.


Prima Tappa

Classifica maschile

1. Mohamed El Morabity (Mar)      2h11’30”
2. Rachid El Morabity (Mar)          2h11’42”
3. Abdelkader El Mouaziz (Mar)     2h13’00”

Classifica femminile
1. Natalia Sedykh (Rus)                2h38’47”
2. Magdalena Boulet (USA)           2h43’09”
3. Bouchra Eriksen (Dan)              2h47’05”

 

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Il piatto della seconda tappa prevedeva qualche km in più, 39 quelli previsti. Gli atleti entravano "nell’inferno del deserto", tanta sabbia, un enorme djebel da salire e ridiscendere e un calore che ti sfiniva a fare da contraltare al fresco del mattino. Così fioccavano i ritiri, tra i quali, una delle favorite, la svizzera Andrea Huser.

Tra gli uomini Rachid El Morabity decideva di iniziare a fare sul serio, transitava già al primo CP con 2’ di vantaggio e chiudeva la prova accumulando più di 10’. Bella battaglia invece tra il fratello Mohamed e Abdelkader El Mouaziz, alla fine era il primo ad agguantare il secondo posto per soli 40”.
In campo femminile si ripeteva il copione del primo giorno, le top tre sin dal primo CP occupavano le stesse posizioni del giorno prima e tagliavano il traguardo nella stessa posizione. Vittoria per la russa Natlaia Sedykh, che precedeva Magdalena Boulet e Bouchra Eriksen.

 

Seconda tappa

Classifica maschile

1. rACHID El Morabity (Mar)              3h04’01”
2. Rachid El Morabity (Mar)               3h14’36”
3. Abdelkader El Mouaziz (Mar)         3h15’16”

Classifica femminile
1. Natalia Sedykh (Rus)                   3h56’08”
2. Magdalena Boulet (USA)              4h04’48”
3. Bouchra Eriksen (Dan)                 4h16’08”


Classifica generale

Classifica maschile

1. Rachid El Morabity (Mar)               5h15’43”
2. Mohamed El Morabity (Mar)          5h26’06”
3. Abdelkader El Mouaziz (Mar)         5h28’16”

Classifica femminile
1. Natalia Sedykh (Rus)                   6h47’57”
2. Magdalena Boulet (USA)               7h03’13”
3. Bouchra Eriksen (Dan)                 7h14’49”

 

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