Fine settimana "mondiale" 8-9 giugno

È stato un fine settimana "mondiale". Quello in cui a Miranda do Covro, in Portogallo, è andato in scena il Trail World Championship ITRA IAU nel format "corto" sul percorso del Trilhos dos Abutres.

Per la prima volta forse tutti gli osservatori sono stati concordi: il livello è stato altissimo. Una gara stupenda condotta a ritmi stratosferici. Contraddistinta anche da un grande equilibrio nelle prime posizioni (a parte la leadeship femminile che è stata assoluta ed indiscussa).

Una gara in cui l'Italia è stata grande protagonista, in particolare con le prestazioni di Francesco Puppi e Silvia Rampazzo, splendidi interpreti che hanno disegnato una gara quasi perfetta e che si sono confermati atleti ai vertici mondiali di questa disciplina. Anche se purtroppo la sorte non li ha premiati con una medaglia.

Un 4° posto (Puppi), un 6° (Rampazzo), un 4° ed un 5° a squadre (maschile e femminile) ci fanno dire che, come ha affermnato il direttore tecnico Paolo Germanetto, afferma che l'Italia a questo Mondiale è stata protagonista. Un pizzico di fortuna in più e potremmo festeggiare una medaglia, ma questo è il bello sport nel bene e nel male! 

 

La parola agli atleti. 

 

 

SILVIA RAMPAZZO

A Miranda do Corvo abbiamo avuto l'impressione di incontrare davvero il mondo. 53 Nazioni e un livello veramente alto, forse il più alto mai incontrato ad un mondiale.

È stata una gara strana, un percorso non particolarmente tecnico ma "rognoso", reso lento dalle continue interruzioni di ritmo, i ruscelli da guadare o scavalcare, le roccette da aggirare o su cui arrampicarsi, irregolare e spesso spacca caviglie.

La Squadra ha dato tutto, si è messa in gioco al 100%, ci abbiamo provato, ognuno fino al proprio limite, con dedizione, nonostante magari un periodo complicato o gli strappi muscolari, le contusioni, le caviglie slogate e le giornate no!

Dal canto mio so di aver corso abbastanza bene, guadagnando "solo" un sesto posto in una giornata mediamente buona, ma penso fosse un piazzamento non scontato. Una corsa controllata, spinta credo al massimo, inaspettatamente condivisa per 30 km con Ruth Croft (della quale il giorno prima avevo appreso la brillante condizione di forma), fino al suo cambio ritmo e alla sua incredibile rimonta.

Sorpassare nel corso della mia gara atlete come Adeline Roche (che nel Mondiale 2017 di Badia, ok in una giornata non delle mie migliori, mi aveva distanziato di oltre dieci minuti), Kasie Enman, Charlotte Morgan, Ragna Debats, Laila Caines, Gemma Arenas... sicuramente mi ha dato qualche conferma sul teorico stato di forma con cui pensavo di essere arrivata a questo mondiale, ma è dal confronto con le atlete (quelle "arrivabili") davanti a me, che ho realizzato che forse c'è ancora un piccolo margine di miglioramento, anche solo attraverso la cura di alcuni dettagli nella preparazione e nella concentrazione.

È stato un gioco impegnativo ma stupendo! Come Azzurri ci siamo stati, magari con qualche sfortuna di squadra, ma abbiamo dimostrato di poter dire la nostra!

 

 

 

FRANCESCO PUPPI

Non devo tornare troppo indietro per cercare le radici di questa gara. Mi ricordo i minuti passati in piscina, le ore in bici, il freddo, soprattutto i mille impegni che sottraggono energie e risorse preziose agli allenamenti. Mi basta partire da lì. E dalle persone vicine che insieme a me sanno comprendere cosa significhi. Penso che a volte riesco ad interpretare la montagna per ciò che lei mi pone di fronte, e ieri é stato uno di quei rari giorni. Il percorso non era adatto a me ma sono riuscito a comprenderlo e interpretarlo al meglio delle mie possibilità, sia come gestione che come tecnica di corsa, a mio parere. Davvero ho fatto e dato il massimo.

Mi sono sentito in controllo sebbene le sensazioni non fossero le migliori fino a 1/3 di gara, poi forte e con tanta fiducia per i 2/3 successivi. Sono riuscito a rimontare molto senza mai farmi superare da dietro. La mia ragazza Gloria; Tito, Paolo, Fulvio e Stefano che erano sul percorso mi hanno dato un'energia pazzesca e la convinzione che ce la potessi fare, e sono stati fondamentali oltre al supporto e alle indicazioni tecniche. Poi ho pensato a molte altre cose, ma sono solo mie.

Non ho ancora la forma dei giorni migliori, e lo dimostrano i diversi test in salita che ho svolto e la gara stessa di ieri, ma questa gara rappresenta un benchmark nella mia stagione che adesso prenderà una direzione precisa.

Penso che molti atleti ieri abbiano dimostrato enorme classe, e mi piace sottolineare la prestazione di Julien Rancon, mito del mountain running. Albon invece è stato stratosferico, davvero un livello superiore.

L'unico rammarico, che non nascondo, rimane quello di aver perso la battaglia per il bronzo per soli 10", dopo due km finali tiratissimi, su strada, con continui sorpassi e cambi di ritmo e anche una mia caduta. Alla fine ha vinto Mathys, che è stato abilissimo e ha coronato un sogno. Questo è lo sport.

Spero di aver portato un piccolo contributo alla gara e al movimento del trail, con la mia interpretazione e il mio stile di corsa. Spero di aver entusiasmato chi ha seguito la gara. Questo per me è importante, è ciò che fa vivere il nostro sport. Non è solo la prestazione, ma anche una storia che c'è dietro, un modo particolare di correre, scrivere, relazionarsi e pensare.

Grazie a chi c'era e l'ha vissuto con me, da vicino o da lontano.

 

Ma durante il fine settimana ci sono stati anche altri importanti appuntamenti trail, in cui gli appassionati di questo sport hanno potuto vivere le emozioni della corsa in natura.

 

doppiawultra foto jordi saragossa vincitore riccardo montani

 

DOPPIA W ULTRA

Gara transfrontaliera che in questa edizione prevedeva il via a Poschiavo in Svizzera e arrivo a Tirano in Valtellina. L’organizzazione ha dovuto all’ultimo momento modificare il percorso per motivi di sicurezza a causa delle condizioni della neve, il nuovo tracciato era di 54 km e 3800 m+.
Sulla prima salita si sono portati al comando i due colombiani Adolfo Buitrago e Jesus Gaviria, ma nulla hanno potuto poi contro lo strapotere di Riccardo Montani che arrivava a Tirano dopo 5:51:32, secondo posto per Jesus Gaviria in 6:12:29, terzo posto per Christian Pizzatti in 6:21:23.
Tra le donne, dopo la parte iniziale che visto una battaglia tra la colombiana con passaporto statunitense Emily Schmitz e Cecilia Pedroni,ma alla fine è la colombiana a imporsi in 7:27:41, secondo posto per Cecilia Pedroni in 7:38:05, completava il podio Cristiana Follador in 7:53:56.

http://www.doppiaw.com/

https://www.endu.net/it/events/doppia-w-ultra-60/results

 

dxt

 

DOLOMITI EXTREME TRAIL

Tre i percorsi previsti per la gara che ha partenza e arrivo a Forno di Zoldo. Percorsi che passano ai piedi di Pelmo, Civetta e Moiazza.
Nella 103 km e 7150 m+ dopo aver lasciato sfogare lo svizzero Serge Lattion nella prima parte di gara, fino al transito al Passo Duran, Jimmy Pellegrini ha preso in mano le redini della gara insieme a Nicola Bassi. Solo nella parte finale Pellegrini riusciva grazie al percorso scorrevole, prendere un lieve vantaggio sul mantovano. 12:28:24 il tempo di Pellegrini, 12.28:31 il tempo di Bassi, terzo posto per Andrea Mattiato (13:28:04). In campo femminile netta vittoria per la svizzera Corine Kagerer (16:02:50), secondo posto per Maria Elisabetta Lastri (16:35:11) e terzo posto per Marta Poretti (17:10:28).
Nella 53 km si è imposto l’emiliano Simone Corsini (6:37:52) che nella discesa finale è riuscito a distanziare il valtellinese Giovanni Tacchini con il quale aveva fatto gara parallela per tanti km. Tacchini chiudeva in 6:39:09, terzo il veronese Francesco Lorenzi in 6:40:50.
Tra le donne, dominio della bellunese, ex azzurra dello sci alpinismo, Martina Valmassoi, che ha completato il percorso in 7:35:15, precedendo l’altoatesina Maria Kamenater (8:27:33) e la veneta Camilla Spagnol (8:27:46).

http://www.dolomitiextremetrail.com/

http://www.dolomitiextremetrail.com/results.html

 

oasizegna giulio ornati

 

TRAIL OASI ZEGNA

Nona edizione di questo trail che si corre all’interno dell’Oasi Zegna con partenza e arrivo a Valdilana in provincia di Biella. La gara più lunga si sviluppa su un percorso di 59 km e 3600 m+, nei primi km è un terzetto a dettare il ritmo composto da Giulio Ornati, Gabriele Abate e Fabio Di Giacomo. Ma nella seconda parte di gara Ornati ha man mano guadagnato terreno, l’omegnese si è reso conto di poter battere il record di Franco Collé e ha tagliato il traguardo quasi sprintando con il nuovo “Best Time” di 6:16:00, bel secondo posto per il valsusino Gabriele Abate (6:58:33), completa il podio il varesotto Fabio Di Giacomo (7:10:27).
Tra le donne bella battaglia nella prima parte della gara con 5 atlete a pochi secondi, si ritira Sonia Locatelli per un problema al tibiale, prende il comando poi Chiara Bertino e non lo ascia più, chiude in 7:50:08, ottava assoluta. Ottimo secondo posto per Elisabetta Negra (7:54:13), completa il podio la britannica che risiede in Italia da pochi mesi, Natalie White (7:55:45).
Sul percorso di 31 km e 1600 m+ vittoria per il ventunenne Mattia Bertoncini in 2:48:23, seguito dal torinese Manuel Bortolas (2:52:14) e da Francesco Nicola (2:55:14). Tra le donne vittoria per l’inossidabile Giovanna Cerutti in 3:49:30, completano il podio Maria Angioni (4:00.38) e Francesca Curioni (4:02:00).
Nella 16 km vittorie per Emanuele Falla e Angelica Bernardi.

https://www.trailrunningvalsessera.it/

https://trailive.wedosport.net/index.asp?evt=49788