Nolan’s 14

RUBRICA - QUI AMERICA

di Davide Grazielli

 

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Nolan’s 14 è un nome che ultimamente ha ripreso quota negli ambienti ultra americani: se la sua estetica linea ha sempre appassionato, la ricerca di sfide diverse in tempo di quarantena l'ha rimessa al centro dell'attenzione.

 

In cosa consiste? Semplice: concatenare le quattordici cime del Sawatch Range che si trovano nello stato del Colorado (circa 100 miglia, ma il percorso è virtualmente libero) in meno di sessanta ore. Cento miglia e circa 13.000 metri di dislivello: dura, sulla carta, ma non impossibile. Eppure finire i Nolan’s 14 non è roba da tutti, tanto che anche il buon Anton Krupicka ci ha provato tre volte senza mai riuscire ad azzeccare la giornata giusta: meteo sempre variabile in estate, navigazione molto difficoltosa con lunghi tratti fuori sentiero, passaggi in arrampicata (facile, ma con due giorni di non sonno alle spalle…) e soprattutto altitudine. Davvero difficile trovare le condizioni giuste e le motivazioni continue per coprire il tratto tra Mount Massive e Mount Shavano che sono l’usuale punto di partenza e arrivo. Non meravigliamoci dunque se tra i pochi finisher troviamo nomi come Jared Campbell, l’unico plurifinisher della temuta Barkley di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.

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L’idea nasce nel 1991, quando Fred Vance sfida Jim Nolan a trovare un percorso di 100 miglia che includa più cime possibili: il buon Jim, che aveva scalato tutti i picchi da 14.000 piedi del Colorado (54) se ne esce con questa linea perfetta che unisce tutti quelli del Sawatch Range e la leggenda nasce mettendoci le 60 ore di limite.

Sul suo percorso si sono misurati nomi di spicco del trail internazionale. Iker Karrera, non nuovo a prestazioni monstre sulle lunghissime distanze (già detentore del record del Tor), lo aveva affrontato post Hardrock 100 (così come aveva già fatto la neozelandese Anna Frost in compagnia di Missy Gosney, prime donne a terminarlo), distruggendo di sei ore il record di Andrew Hamilton. Il tempo di Karrera aveva fatto scalpore perché per la prima volta si era scesi sotto le 50 ore, ma alla domanda su chi avrebbe potuto eventualmente migliorare le sue 47 ore e 40 minuti, Iker aveva dato una semplice risposta: “Kilian può farlo in meno di 40”. Ma il catalano non si è mai misurato su questo percorso e chissà se lo vedremo mai all’opera sul percorso dei Nolan’s. Nel frattempo la mitica linea ha a popolare i sogni (e gli incubi) di tanti runner stanchi delle classiche cento miglia su sentiero burroso e vogliosi di misurarsi con qualcosa di più alpino: nel 2018 Joe Grant porta a 49:38 il record “unsupported”, senza aiuti, in direzione sud. Surreale l'incontro con Alex Nichols che in contemporanea sta buttando giù il record assoluto in direzione nord: 46:41 per lui.

 

Joey Campanelli Nolans 14 1

Joey Campanelli

 

Arriviamo a pochi giorni fa quando le condizioni meteo favorevoli portano ad un vero e proprio terremoto. Joey Campanelli firma in 41:00 ore che rappresenta un bel passo avanti verso le 40 ore, mentre qualche giorno dopo Sarah Hansel con 57:43 porta via il record a Meghan Hicks di iRunfar, che lo aveva stabilito nel 2016. Entrambi “unsupported”, tra l'altro.

Ma l'estate è ancora lunga, e sul percorso sono stati avvistati volti noti in ricognizione: il 2020 del Nolan's 14 non finirà qui, molto probabilmente.

 

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Sarah Hansel